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Le tesi rilegate

Lo avevo sentito subito che era una bella giornata: la mattina mi ero alzato di buon umore e il dover andare in ufficio, anche se ci lavoravo solo da 2 mesi, non mi infastidiva per nulla.
Un amico mi aveva telefonato il giorno prima perché aveva letto la mia tesi e era sicuro che almeno due o tre persone sarebbero state interessate ad essa. Mi aveva combinato una serie di appuntamenti per la settimana prossima e io non dovevo fare altro che presentarmi ove mi aveva indicato lui e fare quello che avevo preparato per un lunghissimo anno: esporre il mio lavoro. Penso che chiunque abbia svolta la propria tesi con passione si emozioni ancora quando qualcuno gli chiede di parlarne e tra me e me non riuscivo a trattenere l’euforia. Mi accorsi però che non disponevo più di copie della tesi e decisi di portate la matrice alla copisteria abituale per farne altre.
La mia copisteria abituale è gestita da due sorelle: la prima, che chiameremo Anna, è una donna di mezza età, sui 45, inchiattita un po’ dagli anni e di una simpatia più unica che rara, mentre la seconda, che permettetemi chiameremo Luana, è da capogiro! Circa 35 anni, 1. 75 e capelli solari e lunghi. La sua mamma l’ha dotata di un seno da urlo, uno di quelli che fa gridare vendetta appena appare all’orizzonte. Non parliamo del fondoschiena perché altrimenti qualsiasi altra donna si troverebbe in imbarazzo in un confronto.
Questa copisteria l’avevo trovata ancora ai tempi del liceo, quando gli studenti sono ancora all’inizio delle esplosioni ormonali, e vi dirò Luana aveva contribuito vivamente a scekkerare i miei!
Esco quindi dall’ufficio un po’ prima e mi dirigo verso il negozio. Quando entro noto che non c’è nessun cliente e nemmeno una delle due donne. Ma improvvisamente sento una voce che mi dice:
“Ciao Paolo, vieni pure avanti, anzi chiudimi pure la porta a chiave perché Anna è da un fornitore e io ho da fare con la rilegatrice per circa un ora”. Detto fatto chiudo e mi dirigo verso la voce; mentre mi avvicino noto che c’è uno specchio che mostra dalla porta il retro negozio e dal retro la porta. Luana era di spalle con un vestitino dei suoi estivi: molto leggero di stoffa bianca, stretto in vita e a pieghe lievi sulle gambe. Non era particolarmente corto ma il fatto che lei fosse piegata a terra mostrava le sue belle gambe tornite e molto abbronzate. Mi dirigo da lei e appena le sono vicino lei si alza e si gira verso di me: panico!!! Ci troviamo con le nostre labbra a due centimetri le une dalle altre, sento il suo seno premuto sul mio petto e non capisco più nulla. Vedo che lei si allontana e in una frazione di secondo le faccio scoccare una bacio sulle labbra. Luana mi guarda e mi dice:
“Chi ti ha dato il permesso di farlo? ” e io senza farle finire la frase le dico:
“Senti, non mi capiterà più un’occasione del genere, quindi, come disse una volta qualcuno, ho colto l’attimo! ” Un po’ risentita della mia risposta mi chiede il motivo della mia visita e io inizio ad illustrarle il lavoro di copiatura e di rilegatura che volevo fosse fatto. Siamo uno affianco all’altra, io giro leggermente la testa verso il suo seno mentre lei scrive quello che le ho appena finito di dire, e sbircio attraverso la generosa scollatura che accoglie il suo bel seno. Allora lei si accosta a me tanto da sfiorarmi le braccia e con mia grande sorpresa prende la mia mano destra e la appoggia sul suo fianco destro in modo da cingerle il corpo da dietro. Non ci posso credere, penso tra me e me, la sto toccando. Dopo queste considerazioni mi faccio coraggio e con la mano sinistra le tocco il ventre e incomincio a risalire fino ad arrivare al seno. In quel momento Luana si gira e con gli occhi scintillanti dal piacere e infuocati dalla voglia prima mi fissa e poi mi caccia la lingua in gola.
Passano alcuni istanti, sembrano minuti, e lei si gira appoggiando il suo culo sulla scrivania: io le premo contro con tutto il mio corpo e con il mio pene che diventa sempre più duro. Allora lei dice:
“Voglio concederti di fare l’amore con me se riesci a farmi godere senza usare il tuo mandrillo! ”
“Adoro le sfide, e ti dico che ti farò bagnare tutta la tua passera solo con la forza della mia lingua! ”
La sdraio sulla scrivania e le alzo il vestito, le sfilo le mutandine e mi si presentano davanti due labbra rosse immerse in una leggera peluria. Più sotto una bellissima rosellina che attira da subito la mia attenzione. La mia lingua incomincia subito il suo lavoro paziente: ampie passate verticali che assaporano tutti i suoi umori e depositano la mia saliva sulla peluria. Luana inizia a tremare, le grandi labbra si allargano e il clitoride diviene sempre più duro, quasi un piccolo membro che si erge da una foresta. Il suo fiato si fa più corto con il passare del tempo e con l’aumentare dell’intensità e del vigore delle mie leccate. Ad un certo punto decido di passare con la lingua sulla rosetta del suo bel culo e sento una forte contrazione del suo ventre. è deciso: inizio a spingere la lingua su quel buchetto e il naso nella sua fica ormai apertissima e lubrificatissima.
Dopo pochissimo Luana manda un urlo di piacere: salta in piedi spingendomi verso l’esterno e mi dice: ” Senti, io non so dove sei rimasto nascosto tutto questo tempo ma noi due dobbiamo approfondire la nostra conoscenza! ” Detto fatto mi slaccia i pantaloni e prende in bocca il mio cazzo duro e pronto. Quasi subito si stanca e, togliendosi il vestito si gira e mi chiede di prenderla da dietro, appoggiandosi alla scrivania. Io eccitatissimo glielo infilo fino in fondo e le prendo le tette sode tra le mani. Le sensazioni sono fortissime, la testa mi scoppia e l’adrenalina eccita tutte le parti del mio corpo. La sua fica è apertissima, riuscirei penso ad infilarci una mano intera, ed è anche molto bagnata. Il movimento ritmico manda le mie palle a sbattere sul suo clitoride duro e bagnato ormai ovunque.
Ancora pochi colpi e le dico : “Luana sto per venire, posso farlo? ” e lei mi risponde:
“No! Infilamelo nel culo altrimenti rischiamo di diventare almeno tre! ” Incredibile una donna che mi chiede di infilarglielo nel culo non l’avevo mai trovata. Estraggo subito il mio cazzo eccitatissimo e lo appoggio sulla rosetta che avevo inumidito precedentemente: inizio a spingere e con mio stupore questo entra quasi istantaneamente nel culo di Luana. Caldissimo, stretto e molto morbido diviene subito un altissimo eccitante per me che senza rendermene conto vengo innondandole metà intestino.
Impieghiamo circa cinque minuti a riprenderci; ci abbracciamo e ci baciamo ripetutamente. Allora Luana mi dice:
“Senti Paolo, è stato magnifico e mi piacerebbe rifarlo al più presto ma penso che tu avrai altre donne tra le mani quindi rimaniamo amici come prima, ti va? ” Io la guardo e le dico:
“è vero che Anna dopo domani va a Padova per il week-end? ”
“E tu dove lo hai saputo? ” mi chiede;
“Dal calendario appeso li sulla parete” le rispondo io
“quindi io vengo venerdì sera verso le sei e mezza a prendere le copie rilegate e se tu ti tieni libera, chissà che non mi concedi un invito a cena! ” FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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