Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Incontri / L’incontro di venerdì
copertina racconto erotico

L’incontro di venerdì

Doveva essere un Venerdì come gli altri in cui sarei andato a casa di Lucia per passare una serata a fare l’amore dopo una lunga settimana d’attesa.
Quel venerdì però Lucia chiese a Claudio se potevano andare prima a cena cosa che fu accettata da Claudio.
Lucia quella sera doveva sentirsi in una condizione un po’ particolare che non sapeva neanche definire, era come se dovesse accadere qualche cosa di particolare.
Spinta da questa sensazione decise di vestirsi in maniera particolare: un bel completino nero con reggiseno a balconcino e tanga mozzafiato completato da reggicalze e calze a rete ovviamente dello stesso colore, poi si infilò una gonna lunga anch’essa nera con un lungo spacco che camminando si apriva fino all’attaccatura delle calze, completò il tutto con una camicetta bianca a uomo che lascio volutamente sbottonata quel tanto che bastava a fare intravedere il suo seno ogni volta che faceva un movimento.
Finito di vestirsi si rimirò nello specchio facendo alcuni passi avanti ed indietro per controllare l’effetto aggiunse solo una collana di perle che le incorniciava il collo e scendeva giusto quel tanto nella scollatura e decise che era tutto ok; non le restava che aspettare.
In effetti, le sue scelte erano state azzeccate perché come venne ad aprire la porta rimasi senza fiato e avrei rinunciato volentieri alla cena ma anche lo stomaco ha le sue esigenze così decidemmo di andare in un ristorantino cinese poco lontano da casa di Lucia per fare in fretta.
Lucia evidentemente si era accorta di questa mia voglia di accelerare i tempi e ridendo si infilò una giacca anch’essa nera e mi trascinò fuori e, data la vicinanza, raggiungemmo il ristorante a piedi e scherzando durante il tragitto le preannunciavo il “dopo cena”.
Entrammo accolti da una cerimoniosa cinesina che ci fece accomodare in un tavolo d’angolo ed a cui velocemente ordinammo uno dei soliti menù cinesi e una bottiglia di vino bianco.
Dal mio posto potevo dominare tutto il locale così constatai che era semideserto a parte un tavolo in fondo con tre uomini ed una coppia seduti di fianco davanti a me in modo che potevo osservarli completamente con occhio critico, come faccio solitamente cercando, di immaginarmi dall’aspetto la loro vita
Era una coppia sulla quarantina non bellissima ma gradevole con facce simpatiche vestite in maniera normale ma molto curata; dalle fedi che portavano dedussi che erano marito e moglie impiegati, sposati da parecchi anni dato che non parlavano molto fra di loro come quelli che ormai hanno finito gli argomenti e conducono una vita calma ma piatta.
Fui distolto dai miei pensieri dai tre avventori che lasciavano il locale e dalla cinesina che ci portava il cibo e che, data l’ora e la fame, io e Lucia cominciammo subito a divorare bevendo abbondantemente il vino che non era poi così male.
Sarà stato per il vino o l’abbigliamento di Lucia che ad un certo punto le domandai se indossava le mutandine, ed ad una sua risposta affermativa le chiesi di toglierle e darmele.
Lucia dapprima non volle poi, forse essendo allegra a causa dell’alcool, infilò una mano nello spacco della gonna e dimenando un po’ il sedere le fece scivolare lungo le gambe e dopo averle sfilate prima da un piede e poi dall’altro me le porse sopra la tavola; mentre io le prendevo incontrai lo sguardo dell’uomo della coppia di fronte che evidentemente aveva osservato la scena e mi sorrise con un cenno d’intesa che io ricambiai.
Lo vidi parlare con la moglie a cui probabilmente aveva raccontato la scena perché lei si rivolse dalla mia parte e mi sorrise con un’aria fra il divertito ed il complice ma niente affatto scandalizzata e notai che continuando a fissarmi fece la stessa cosa di Lucia e porse le sue mutandine rosa al marito che vidi con un’espressione stupita ed a cui questa volta fui io a sorridergli strizzandogli un’occhio.
Dovetti spiegare la situazione a Lucia perché, avendo notato questo scambio di sguardi e sorrisi, pensava che stessi facendo avance con la signora dell’altro tavolo ma, dopo saputo come erano andati i fatti, anche Lucia si girò scambiando un cordiale sorriso con l’altra coppia.
La cena arrivò così alla fine con qualche battutina fra me e la mia compagna ed alla fine ordinai una bottiglia di spumante che, quando mi fu portata, invitai l’altra coppia a bere con noi.
Accettarono quasi con entusiasmo questo fuori programma, vennero al nostro tavolo e facemmo le dovute presentazioni, si chiamavano Mara e Luigi, erano molto cordiali, scambiammo le solite chiacchiere (avevo ragione, erano impiegati) ma al fondo della conversazione rimaneva un certochè di malizioso forse perché complici di quello che era successo.
La cinesina cominciava a dare segni di impazienza così io proposi di andare da qualche altra parte per un drink, loro invece, considerato che abitavano vicini, proposero di berlo a casa loro.
Accettammo e dopo dieci minuti ci ritrovammo seduti gli uni di fronte agli altri nel loro salotto su due divani confortevoli con una lampada a piede in un angolo che emanava una calda luce, una musica in sottofondo e un wiscki in mano.
Ora seduti comodamente cominciai ad osservare meglio i nostri ospiti: lui era alto circa come me, forse un po’ più magro, capelli neri tagliati corti e con modi gentili e garbati, lei aveva i capelli a caschetto castani, alta 1, 70 circa con occhiali da vista senza montatura che le conferivano un’aria professionale ma che nascondevano due vivi occhi neri.
Il corpo era nascosto da una gonna larga fin sotto il ginocchio e da una maglia accollata e larga che non faceva risaltare le sue forme.
Parlammo un po’ di tutto ed ad un certo punto Mara disse:
“Vado a mettermi qualche cosa di più leggero perché, forse a causa del vino, ho un gran caldo nel frattempo se qualcuno vuole del ghiaccio lo vado a prenderlo”
Io risposi che lo gradivo ed, infatti, tornò dopo cinque minuti con il cestello del ghiaccio e completamente cambiata, ora portava una gonna corta e stretta che le metteva in evidenza due belle cosce ed una maglietta di filo leggero bianca con una profonda scollatura che facevano risaltare due belle tette tipo quarta misura ma non cadenti nonostante l’evidente assenza di reggiseno che si evidenziava dai suoi capezzoli che premevano contro la stoffa.
Potei constatare il tutto quando si piegò verso di me per mettermi due cubetti di ghiaccio nel bicchiere e potei ammirare il suo seno dalla scollatura che si era generosamente allargata.
Andò poi a sedersi di fianco a suo marito lasciando che la gonna salisse scoprendo le gambe e tenendole leggermente aperte mi faceva intravedere il suo sesso mentre con fare indifferente, continuando la conversazione mise la sua mano sulla coscia di Luigi quasi sull’inguine; lo vidi trasalire ma poi, evidentemente soddisfatto, si lasciò scivolare sul divano in modo che la mano della moglie finisse sul sesso che Mara con fare indifferente cominciò a massaggiare mentre Lucia osservando la scena cominciò ad accarezzarsi una coscia aprendo la camicetta per mettere più in mostra il suo seno.
Ormai era chiaro, le due donne con tacita intesa avevano preso in mano le redini del gioco e facevano di tutto per eccitarci, infatti, ad un certo punto Mara aprì la cerniera del marito e gli tirò fuori il cazzo con stupore di Luigi che evidentemente scopriva una moglie diversa da come la conosceva ma lasciò fare e senza perdere tempo Mara si chinò e prese in bocca l’uccello del marito.
Lucia a quella vista si alzò ed andò ad accucciarsi fra le gambe di Luigi cominciando anche lei a leccargli l’uccello, io non stetti certo a guardare e andai a sedermi dietro Mara cominciando a palpargli le tette strizzandole delicatamente i capezzoli, cosa che la eccitò e messasi in ginocchio sul divano, senza smettere di succhiare l’uccello mi porgeva il suo culo tondo che sbucava dalla gonna completamente alzata.
In un baleno mi tolsi i calzoni e cominciai a chiavarla alla pecorina senza difficoltà in quanto era completamente bagnata, da quella posizione vidi Lucia scostare Mara e mettersi a cavalcioni di Luigi e infilarsi il suo cazzo nella figa cominciando a scoparlo mentre lui, che le aveva sbottonato la camicetta le stava succhiando le tette.
Dopo un po’ Mara si era sfilata da me e inginocchiata dietro di loro leccava le palle del marito e il culo di Lucia mentre io, che nel frattempo mi ero spostato dietro lo schienale del divano, infilai l’uccello, ancora bagnato nella bocca della mia donna. ,
Stava succedendo di tutto e, infatti, ci ritrovammo completamente nudi distesi sul tappeto con le due donne che, distese sul fianco, si erano lanciate in un favoloso 69 mentre, data la posizione, favorevole io chiavavo Mara e Luigi Lucia.
Mara godette quasi subito e subito dopo si mise a cavalcioni del marito scopandolo forsennatamente e dimenando il culo che io afferrai e cominciai a leccare per poi infilargli dentro il mio cazzo che entrò senza troppa difficoltà e, cosi penetrata, succhiava le tette di Lucia che, seduta sulla faccia di Luigi, si faceva leccare la figa e nel frattempo penetrare sia davanti sia dietro dalle
sue dita.
Stavo per godere e malgrado facessi degli sforzi per resistere sborrai nel culo di Mara contemporaneamente al marito che la riempiva la figa.
L’ultima a godere fu Lucia e, appena si distese sul tappeto, le fui sopra cominciando a scoparle fino a quando Luigi ci rigirò in modo che fosse lei sopra per poi senza troppa delicatezza infilarle cazzo nel culo facendogli scappare un gridolino di dolore.
Evidentemente la cosa durò poco perché dopo si lasciò sbattere da noi due senza difficoltà mentre Mara messasi in ginocchio con il culo rivolto verso la faccia di Lucia e sopra la mia si faceva leccare sia davanti sia dietro.
Questa volta raggiungemmo tutti l’orgasmo quasi contemporaneamente e dopo, in silenzio, distesi sul tappeto continuammo per un po’ a baciarci, toccarci ed accarezzarci fino a quando ci calmammo e senza dire una parola ci rivestimmo e tornammo a sederci sui divani come se non fosse successo niente.
Fu Mara a rompere il silenzio dicendo quasi a scusarci:
“Sapete per noi è la prima volta e devo ammettere che è stato molto bello”
Le risposi:
“Anche per noi é la prima volta e se la prima volta è stato così figuriamoci quando avremo più confidenza”.
Scoppiammo tutti a ridere ed alla fine ci lasciammo con la promessa di mantenere questa nostra conoscenza e divertirci qualche altra volta insieme. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

Leggi anche

copertina racconto erotico

La biblioteca del brutto anatroccolo

C. Inteso come linguaggio C. Ho desiderato questo libro per tanto tempo. Non mi sono …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.