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L’interrogazione

Mentre stavo facendo un po’ di footing nel parco, in un freddo pomeriggio di dicembre ho incontrato che passeggiava la mia ex professoressa di chimica del liceo.

Ricordo bene quegli attimi, come sempre nelle giornate troppo fredde ed umide l’aria fredda che entrava con violenza nei miei polmoni, le gocce di sudore che dalla fronte colano negli occhi bruciano leggermente, la mente e concentrata sulla respirazione, ma cerca anche ogni futile pretesto per interrompere questa utile tortura.

Mentre affronto una leggera salita, ecco materializzarsi davanti ai miei occhi la scusa per fermarmi, la mia ex professoressa di chimica.
” Signora, buona sera, …… si ricorda di me ? ”
” certo Marco come stai ? ”
” bene grazie e lei ? ”
I soliti convenevoli di rito, cosa fai, ecc …… e poi l’invito.
” ma cosi marco prendi freddo dai riparti, se vuoi passa da me domani verso le cinque per un te, vuoi ? ”
” con molto piacere Signora ”
” Patrizia, chiamami Patrizia, ora non siamo più a scuola, sai dove abito ”
” si in via….. ”
” allora ti aspetto, a domani, ciao ”
” arrivederci Signora ”
” Patrizia ”
” si mi scusi patrizia ”

Un tè con la mia ex professoressa, ai tempi della scuola chissà cosa avrei dato per avere un appuntamento con lei ma ora, mentre affrontavo gli ultimi metri verso casa, ero un po’ dispiaciuto di aver accettato l’invito.

Arrivarono le cinque del giorno dopo, ed io mi presentai al suo portone, accompagnato da una scatola di cioccolatini, era stata un impresa ardua scegliere cosa portare, dei fiori, ma non volevo essere frainteso come un’avances o dei cioccolatini, come si fa con le nonne.
Nella paura di essere frainteso avevo optato per i cioccolatini.

” ciao, entra ” furono le sue prime parole.
” grazie “.
Ci avviamo verso il salotto e mi indico di accomodarmi su un divano.
” le avevo portato questi Signora ”
” Patrizia, o mi chiami Patrizia o ti sbatto fuori della porta ” disse sorridendo ” uhhhh dei cioccolatini, imbarazzato è ….. cioccolatini o fiori, cioccolatini per la vecchia professoressa ”
” mano Sig… Patrizia e che ….. ”
” zitto, adoro la cioccolata, siediti ora e parlami di te ”
Così mi ritrovai seduto a parlare della mia vita dopo la maturità, dell’università, del lavoro…. mentre lei seduta al mio fianco ascoltava con attenzione ed ogni tanto o sorseggiava il suo tè o scartava un cioccolatino.
A me sembrava di essere tornato indietro, ai tempi della scuola, un interrogazione, meno male che ero preparato.
Agli occhi di un osservatore esterno la scena appariva diversa, una donna matura ancora piacente ed un trentenne, seduti su un soffice divano, lei indossa una camicetta di seta celeste un po’ troppo sbottonata, si vede chiaramente il reggiseno che solleva e spinge in avanti il petto, una lunga gonna grigia dall’ampio spacco snelle gambe avvolte in calze di seta, lo sguardo della donna indugia sul giovane, mentre lui parla come fosse uno studente a scuola, lei lo divora con lo sguardo.

” e le donne, cosa mi dici delle tue donne ”
” …….. donne ……. ”
Ero impreparato, ” dai rilassati, mica siamo a scuola sai ”
” ha ragione Signora ”
” vedi dovrei sbatterti fuori ” la scuola e finita Marco ” finita ” e mentre diceva queste parole mi accarezzava i capelli.
” parlami delle donne Marco ”
” …….. ”
” ti piacciono le donne ”
” si ”
” ed io ti piaccio Marco ? ”
“……… ” rosso ” si molto ”
Intanto lei si era avvicinata, sentivo il calore del suo corpo, l profumo della sua pelle, le sue mani accarezzavano il mio viso.
” allora fammi vedere quanto piaccio ”
Prese la mia testa e la guido fra le sue cosce.
Come d’incanto le sua gambe erano uscite dall’ampio spacco della gonna ed io mi trovai con il viso immerso nel suo pelo.
” leccami Marco ” non le lasciai ripetere la domanda, mi inginocchiai ai suoi piedi e cominciai a lavorare la sua fica con la mia lingua.
” mhhhhhh lecca ”
le sue mani stringevano la mia testa e la spingevano contro il suo inguine mentre aveva sollevato le gambe e posato i piedi sulle mie spalle.
” lecca, lecca……. vengo così……….. siiiiiiiiii ”
Il mio viso venne inondato dai suoi umori mentre le sue unghie si conficcavano nella mia nuca.
Mi tiro a se, rideva.
” per ora sei stato bravo ” disse mentre mi slacciava i pantaloni ” vediamo ora come va avanti, ora devi scoparmi ”
Stavolta non mi feci ripetere la domanda.

” ma se vado bene avrò un premio ” dissi.
” cosa vorresti ”
” il tuo culo Patrizia ”
” uhhhhh porcello…… vedremo, se sarai bravo ” FINE

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