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Lucia di sera

Erano le 19.30, io ero pronto, vestito con un semplice paio di jeans e una polo nera. Avevo appena finito di pettinarmi e dovevo solamente accendere il forno con dentro tutta la roba già pronta. Suono’ il campanello e io andai prontamente ad aprire.
Lucia era li’, sulla soglia della porta.
I suoi lunghi capelli neri scendevano liberi sulle sue spalle. La sua fronte libera metteva in risalto i suoi stupendi occhi e il suo sorriso mi appariva come il riflesso di una luna settembrina in un lago di montagna.
Era vestita con una minigonna cortissima, che metteva in risalto le gambe velate con un paio di autoreggenti neri. A fare da contrasto alla gonna blu notte c’era un top bianco sotto al quale si intravedeva piu’ che bene il reggiseno nero come le calze.
Notai con piacere che Lucia portava al collo la catenina d’oro con il rubino che le avevo regalato sei mesi prima.
Senza dire niente fece un passo verso di me e mentre con una mano reggeva un giubbino leggero, con l’altra mi accarezzo’ il viso, protraendosi verso di me.
Mi bacio’ in bocca dolcemente per un lungo momento.
Quando entro’, richiusi la porta alle sue spalle. Sentivo il leggero battere dei tacchi sul pavimento. Lucia è sempre stata una ragazza molto fine e si è sempre vestita molto raffinatamente, al contrario di moltissime ragazze della nostra età…
La feci accomodare in salotto e intanto sfornai la cena e la servii in tavola. Mentre mangiammo, chiacchierammo del piu’ e del meno senza mai toccare i discorsi scuola o lavoro. Moltissime volte pero’ restammo in silenzio, contemplandoci l’un l’altra e accarezzandoci.
Finito di mangiare mi aiuto’ a sparecchiare e intanto comincio’ ad accadere una cosa che mi stupi’ (e forse che speravo che accadesse): quando mi guardava, mi lanciava sguardi ammiccanti, come a sottintendere cosa sarebbe successo nel dopocena.
Io mi limitai a sorriderle; premetto che sono un ragazzo abbastanza timido e con molti difetti per quanto riguarda l’aspetto fisico (intendo dire che non dovete pensare al classico figo). Sono una persona molto semplice, forse è stata questa la qualità che ha conquistato la ragazza che è ritenuta la piu’ bella tra tutte le sue coetanee.
Finito di sparecchiare, invitai Lucia a ascoltare un po’ di musica in camera mia. Io amo ascoltare musica abbastanza vecchiotta, come rock’n’roll, country e blues (tutto anni 50, 60 e 70).
Attaccai con un disco di Springsteen, commentandolo mentre lo ascoltavamo con interesse. Lei era seduta sul mio letto, con le gambe accavallate: la gonna cortissima lasciava spazio alle autoreggenti e alle splendide cosce tornite da giornate passate in palestra. Mi spostai ancora piu’ vicino a lei, e mentre ci fu un attimo di silenzio io le accarezzai i capelli. In quel mentre attacco’ una canzone terribilmente romantica (“Thunder road” versione live) e le nostre lingue cominciarono le danze.
Sentivo la sua mano che mi accarezzava il pene che velocemente era diventato marmoreo. Ci alzammo in piedi sempre agitando le lingue nelle nostre bocche. Lei mi tolse la polo e io le sfilai via il top e mi accorsi che il reggiseno era a fascia. Glielo slacciai, mentre lei mi accarezzava e mi baciava appassionatamente. Rimanemmo entrambi a petto nudo; mancavano solo le parti inferiori che erano ancora coperte. Il membro cominciava a farmi male e a protestare; e infatti, come se avesse capito i miei pensieri, Lucia si inginocchio’ a slacciarmi i 4 bottoni dei jeans per abbassarmeli insieme alle mutande.
Mi sfilo’ via pure quelli e le calze e rimasi completamente nudo. Lucia comincio’ a tirarmi un pompino come mai nessuna ho visto fare; e intanto mi masturbava delicatamente. Sentivo che non sarei durato tanto cosi’, ma la lasciavo fare; forse era meglio se fossi venuto, cosi’ dopo avrei avuto la possibilità di durare abbastanza per fare godere lei. Ebbi subito un orgasmo violento e lo sperma la colpi’ a fiotti in viso, ma il piu’ riusci’ a prenderlo sulla lingua e a ingoiarlo voracemente. Dopo mi succhio’ il pene che era diventato moscio. Avevo provato una delle sensazioni piu’ belle della mia vita. Lei si rialzo’ e mi bacio’ con la bocca sporca di sperma; anche io lo ingoiai tutto, mentre le mie mani erano impegnate a slacciare la gonna. Dopo che anche quella fu eliminata, Lucia rimase con le autoreggenti che finivano in un paio di stupende scarpe nere con un tacco piuttosto alto. Mi sedetti sul letto matrimoniale che c’è in camera mia e lei si accavallo’ a me. Il mio pene si riprese quasi subito, ma non avevo ancora intenzione di usarlo. Volevo preparare per bene la mia donna, cosi’ la feci stendere sul letto e cominciai a leccarle ogni parte del corpo, cominciando dalle orecchie de dal viso, scendendo sui capezzoli e lentamente attraversarle l’ombelico. In un attimo mi trovai la sua vagina davanti agli occhi; era lo spettacolo piu’ bello che avevo visto in 18 anni. Cominciai a baciargliela e a infilarle la lingua tra le labbra.
Sentivo i suoi gemiti che mi giungevano come dall’alto.
Le leccai la clitoride fino a farla venire; mi riempii la bocca con il liquido che giunse dal profondo della sua vagina; anche lei aveva goduto e cosi’ eravamo pronti per una vera eccezionale scopata!
Era troppo bella, era quasi impossibile non venire quasi subito a pensare che stavo scopando con lei; ma non riuscivo a pensare ad altro, ero troppo preso dal fatto che in quel letto con me c’era la mia Lucia!!
Salii verso la sua bocca e cominciammo nuovamente con le lingue; intanto il mio pene sembrava voler uscire dalla pelle. Appoggiai la cappella sul bordo delle grandi labbra e cominciai a lavorarci sopra, sfregandola ben bene su tutto il bordo, fino ad arrivare al “grilletto”. Lei cercava di “acchiappare” il mio pene, ma io riuscivo a sottrarglielo ogni volta. Poi, improvvisamente, glielo infilai abbastanza violentemente dentro e sentii il suo gemito impazzito; sentii che l’avevo presa bene; sentivo anche che il mio pene si trovava all’interno di una vagina calda e molto accogliente, ben lubrificata ma con le pareti che sembravano morse. Senza mai estrarlo, cominciammo una vera e propria danza. Lei lavorava bene, ma capii che voleva venire come mai aveva provato.
Eravamo entrambi collaudati per scopare, ma tra noi due era la prima volta (di una lunga serie che ancora felicemente continua). Mi stupii della mia resistenza, considerato anche che era la prima volta che lo facevo senza preservativo (lei prendeva la pillola da tempo). Cominciai con un ritmo ancora piu’ forte e spossante e sentivo che il suo liquido cominciava a giungere sulla mia cappella, vedevo nei suoi occhi un tentativo di resistenza, ma finalmente si libero’ e venne in una maniera che non si direbbe di una ragazza di 18 anni. Il suo orgasmo fu lungo, meno violento del primo, ma molto soddisfacente, almeno per quanto mi parve di capire.
Ci girammo e rimasi io disteso e lei si mise in posizione per fare un 69; io le pulii la vagina dall’abbondante fiotto di liquido, mentre le accarezzavo le gambe vellutate dalle calze, e lei me lo succhio’ in una maniera squisita facendolo entrare fino in gola e prendendomi le palle con una mano e cominciando a tirare avanti e indietro la pelle del mio palo. Anche io venni e nuovamente mi ripuli’ dallo sperma in una maniera eccezionale. decidemmo di farci una bella doccia, e mentre eravamo sotto l’acqua sentivo di essere già pronto per un’altra tornata; percio’, senza dirle niente, presi il rubinetto dell’acqua e mi inginocchiai con il viso rivolto verso quel tesoro che si trovava in mezzo alle sue gambe: regolai lo spruzzo dell’acqua in modo che fosse delicato e lo diressi verso le labbra della sua figa, sentendo che gemeva dall’alto e che mi accarezzava la testa come per spingermela verso quella fantastica vulva; io le diedi in mano il rubinetto col quale lei mi bagnava i capelli mentre io lavoravo sul suo pube come un ossesso. Mi rialzai quando lei era quasi venuta; le allargai bene le gambe e cominciai a trafiggerla come uno stallone (ero stupito di me stesso, ma andava bene cosi’); lei intanto aveva regolato il getto d’acqua al massimo e me lo sparava diretto nel culo; la strinsi forte a me e cominciai ad aumentare il ritmo; lei annaspava e io continuavo; sentivo di venire, ma in maniera violentissima; lei lo capi’ e si stacco’ da me, si allontano’ mezzo passo e si inginocchio, mi tiro una pompa e si rialzo’; ricominciai a penetrarla e intanto stringevo le sue tette tra le mie mani, mentre con la lingua le leccavo la faccia; lei intanto pose il rubinetto e si aggrappava alle mie chiappe, spingendo il mio monumento come un ossesso all’interno della sua vagina; i miei 19 centimetri cominciarono a farla lubrificare bene; questa volta decisi di venirle dentro, glielo dissi e lei acconsenti’. Dopo 30 secondi avevo i primi sentori di estremo godimento e dopo un po’ ancora sentii che la mia cappella era scoppiata come un petardo all’interno di quella figa; lei volle bere ancora un po’ di quello sperma, percio’ mi estrasse il pene si inginocchiò e allungo’ la lingua come per acchiapparlo e succhio’ ancora tutto. Uscimmo dalla doccia e ci asciugammo. L’unico indumento che mi misi fu un paio di mutande; avevo voglia di suonare la chitarra per la mia stella, cosi’ presi lo strumento e cominciai a suonare alcune ballate blues, pizzicando le corde e creando una magica atmosfera. Lucia si sedette accanto a me; era avvolta in un salviettone e mi guardava in viso, piu’ innamorata che mai. Eravamo venuti 3 volte, ma la voglia era solo aumentata; erano le 11.30 e lei sarebbe restata ancora un’oretta; ci rivestimmo, ma prima ci baciammo a lungo come solo due innamorati possono fare; ci succhiavamo la saliva a vicenda e sentivo il suo profumo penetrarmi nella mente e incendiarmi l’anima.
La riaccompagnai a casa verso l’una, dato che abitava non molto distante da casa mia; lei mi invito’ a bere qualcosa su da lei, accettati; bevemmo una bibita insieme e ci baciammo per l’ultima volta quella splendida sera.

FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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