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Mi prudeva

Era primavera ed ero da un paio di giorni ospite di mia madre.
Ero solo in casa quando suonarono alla porta: era Giulia la sua segretaria, una bella bionda di 26 anni, che la stava cercando per chiederle alcune cose riguardo al lavoro.
La feci salire dicendole che la genitrice non avrebbe fatto tardi (in realtà sapevo che stava fuori qualche ora) e che quindi poteva attenderla tranquillamente in casa. Era una tipa interessante e volevo conoscerla un po’ meglio, quindi la feci accomodare a tavola, le offri da bere e poi mi sedetti sul divano davanti alla tv. Un po’ parlavamo, un po’ guardavamo la tele. Ad un certo punto lei s’accorse che distrattamente mi stavo accarezzando il cazzo attraverso i pantaloni e mi disse: “Ti prude… ? ” in quel momento realizzai dove si trovava la mia mano e successe anche che quella sua breve frase producesse l’effetto di creare un primo parziale indurimento.
Nel giro di poco capii che poteva essere una buona occasione…
“Beh, veramente si – dissi – un po’ mi prude… il problema è che anche se mi gratto dopo un po’ non mi basta”
– “… e allora che fai, quando non ti basta? ”
– “Di solito lo stringo più forte… ma ottengo un altro effetto incontrollato… ” e comincio a massaggiarmelo con più forza.
– “E cioè? ” voleva sentirmelo dire, era chiaro che desiderava giocare e quel suo sguardo malizioso mi diede la forza di proseguire.
– “Mi diventa duro e ho bisogno di sentirlo meglio”
Giulia continuava ad alternare sguardi al mio viso con altri al mio uccello.
– “E sta succedendo lo stesso anche adesso? ” incalzò la furbetta.
– “si”
– “e allora che fai? ”
– “allora faccio cosi: -e comincio a fare tutto ciò che le sto descrivendo
– mi abbasso la zip e infilo una mano all’interno dei pantaloni e così riesco a sentirlo bene e comincio a muoverla”
Lei guarda sempre più attenta ma non dice nulla. Io ho ormai il cazzo che mi esplode tra le mani e mi rendo conto che non devo dare tregua alla troietta, che non devo lasciarle il tempo di avere qualche ripensamento e allora insisto:
– “…poi però non mi basta più nemmeno questo e ho bisogno di tirarlo fuori per avere un contatto diretto… ” far me e me penso “ORA O MAI PIù” e mi butto:
“…vuoi vedere come faccio? ”
– “si” e dicendolo si alza dalla sedia e si accomoda sul divano alla mia destra
– “Adesso come vedi ho il cazzo in mano ma ormai è talmente duro che mi dovrei fare una sega… ”
Giulia ha messo intanto un braccio intorno alle mie spalle e portandosi un dito sulle labbra con una voce caldissima mi dice:
– “… fammi vedere… adesso voglio vedere come te lo meni! ”
Incomincio a scappellarlo lentamente di fronte a lei che lo guarda con avidità quando improvvisamente mi chiede “quando torna tua madre? ”
– “Stai tranquilla…ci vuole ancora un bel po’”
Il suo viso assume un’espressione rilassata e i suoi occhi sono di nuovo sul mio pene.
– “bene! ” e cosi dicendo con la sua mano accompagna la mia nella sega poi mentre ci baciamo me la mette sulle sue tette e continua a farmela da sola.
Appena quel lunghissimo bacio termina si abbassa sul cazzo e comincia a succhiarlo. Vorremmo fare di più ma il timore dell’arrivo improvviso di mia madre ci frena. Lo lecca e lo smanetta con frenesia mentre si sta sditalinando.
Vengo, vengo alla grande e ingoia tutta la sborra, uno schizzo dopo l’altro, un piccolo colpo di tosse perchè le sta andando quasi di traverso. Mi pulisce con la lingua, la cappella e i coglioni, poi ci baciamo ancora, ci ricomponiamo ed aspettiamo l’arrivo di mia madre. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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