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Nei gabinetti del treno

Vi voglio raccontare come ci siamo conosciuti con Katia, la mia fidanzata.
Stavo andando a Levanto per trascorrere con i miei le vacanze natalizie.
IL treno era partito da Roma da circa un’ora, quando sono andato al gabinetto.
Stavo per chiudere la porta quando qualcuno è entrato dietro di me.
Si trattava di una ragazza la quale mi ha detto: – La prego non dica niente, c’è il controllore e non ho il biglietto!
Pochi secondi dopo bussa alla porta il controllore dicendo “Biglietti prego! “.
Ho fatto scivolare il mio sotto la porta e me l’ha restituito forato, senza sospettare, ovviamente, che fossimo dentro in due.
Quando abbiamo sentito chiudere la porta di intercomunicazione tra i vagoni, siamo scoppiati a ridere tutti e due.
Katia era molto carina, aveva ventidue anni, capelli tagliati da punk, rasati sulle tempie, con una specie di cresta in mezzo.
Io molto borghese, golf, jeans, scarpe da ginnastica e capelli corti.
Credo che ci siamo piaciuti subito!
Quando Katia mi ha detto che usciva , l’ho trattenuta dicendo che non era prudente, che il controllore sarebbe potuto tornare e che, con il suo look, l’avrebbe beccata subito.
Katia mi ha risposto: – Non dovevi fare pipì? Volevo uscire per lasciarti il posto!
Gli ho risposto che la sua presenza non mi dava fastidio, che ero un uomo moderno.
Non è vero, non avevo mai fatto una cosa del genere in vita mia, ma non so cosa mi spinse ad aver voglia di tirarlo fuori davanti a lei, un po’ di perversità forse?
Ho quindi tirato giù la cerniera, dicendogli di voltarsi, ma sapevo che mi guardava nello specchio che c’è sopra il lavabo.
Ho estratto tutto il cazzo dai pantaloni fino ai coglioni, facendo in modo che lo vedesse nella sua maestosità ( non è per vantarmi, ma sono molto ben dotato), poiché quella situazione mi aveva eccitato e provocato un’erezione.
Desideravo che succedesse qualcosa e così bloccando la cerniera ho detto: – Accidenti, mi è rimasta la cerniera impigliata nei boxer! E adesso come faccio?
Katia ha suggerito senza voltarsi che forse poteva darmi una mano e io ho subito accettato.
In un attimo sistemò la cerniera ma, il contatto delle sue mani mi fece eccitare ancora di più e lei resasene subito conto non disdegno la cosa, anzi, ha cominciato a provocarmi e mi ha detto che dovevo contraccambiarli il favore poiché le prudeva la schiena.
Ho capito subito che si trattava di una scusa, infatti appena girata di spalle, al contatto della mia mano sulla sua pelle nuda, ho avuto la conferma che ne aveva voglia quanto me, infatti ha incollato subito le sue chiappe al mio cazzo che ormai stava esplodendo nei pantaloni ed ha cominciato ad ondularsi.
Le mie mani sono lentamente arrivate hai suoi seni acerbi ed hanno preso ad accarezzarli .
Lei si è voltata di scatto ed incominciato a baciarmi ed a carezzarmi ovunque e quando ho sentito le mani avvicinarsi al cazzo ho subito contraccambiato raggiungendo il suo pube scoprendo con sorpresa che era senza mutandine, quindi ho infilato indice e medio nella sua fica che ormai grondava di piacere, poi ho accarezzato il clitoride e l’ho lubrificata ben bene con i suoi umori.
Lei mi ha aperto la patta afferrandomi il membro e dopo avermelo leccato per qualche secondo mi a voluto essere scopata, così mi sono seduto e lei mi e venuta sopra penetrandosi in un solo colpo fino alla radice del mio cazzo.
Nonostante il suo comportamento da puttanella mi sono stupito nel constatare di quanto fosse stretta, e ciò mi eccitava tantissimo.
Dopo pochi minuti, abbiamo goduto entrambi e gli ho riempito la pancia di sborra calda mentre lei si dimenava impalata sul cazzo in preda all’orgasmo.
Ho pensato che la cosa sarebbe finita lì ma lei si è alzata ed ha cominciato a pulirmi l’uccello con la lingua, provocandomi un’altra erezione.
Preso dalla foga l’ho fatta alzare e girare di schiena con le mani appoggiate al lavabo ed ho cominciato a farmi strada verso il suo buchino.
Inizialmente lei si è sottratta dicendo che di lì non lo aveva mai fatto, ma io bloccandola con la forza ho insistito purtroppo senza successo.
A quel punto lei mi ha detto: – se proprio vuoi rompermi il culo, almeno prova lubrificarlo.
Ho provato ad insalivarlo, ma anche così, nonostante avesse smesso di fare resistenza, mi era difficile penetrarla.
Ad un tratto mi è venuto in mente che nella tasca dei pantaloni avevo il mio inseparabile burro cacao e quindi ho provato ad ungerla per bene penetrandola prima con un dito, poi con due e dopo averla massaggiata per bene, con il mio cazzo che stava ormai esplodendo.
Dopo essere entrato a fatica ho cominciato ad andare su e giù piano piano, d’aprima con qualche suo gridolino di dolore che però, ben presto, si sono trasformati in urla di piacere.
Abbiamo goduto così tanto insieme che abbiamo deciso di non lasciarci più ed ora dopo tre anni da quel giorno stiamo organizzando il nostro matrimonio. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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