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Nina

Non so, non ho capito, ho una grandissima confusione in testa, sto scrivendo senza pensare; so solo che voglio scrivere qualcosa che il tempo inetabilmente mi farà dimenticare… all’ inizio pensavo di non essermi innamorato, ma adesso Nina mi manca. In questo momento sto soffrendo tantissimo, la sola idea di non vederla mai più mi ossessiona, ogni volta che guardo la sua foto mi vedo il suo viso davanti e mi viene in mente le sere che passavamo insieme, la vedo più vicino anche se è solo un’ illusione.

Adesso cerco di riprendermi dallo shock e riordino mentalmente i fatti.

Tutto è iniziato una sera di luglio all’ isola d’ Elba, quella sera Piero era seduto su un gioco per “gagni” e cercava di conoscere le ragazze che erano sul dondolo, io mi avvicino a lui e cerco di dargli una mano; le belle ragazze non erano Italiane e quindi l’unico modo per comunicare con loro era l’ Inglese. Sono abbastanza bravo in Inglese e Piero anche… così si creò un po’ una concorrenza tra noi 2; parlavamo con la stessa ragazza: “Viera”, lei era carina ed era molto alta per la sua età, capelli biondi lunghi ma era un po’ piatta. Molte volte non capiva un c…. di quello che gli dicevamo e allora c’era l’amica sempre pronta a spiegarle quello che le avevamo detto; l’amica è molto più sveglia di Viera (è anche più grande); non so come, ma ad un tratto mi accorgo che l’amica è anche “moolto” più figa, sembra che abbiano la stessa età… io mi avvicino all’amica e parlo solo con lei, le chiedo nome, età, ecc.. (tutte le domande inglesi che mi venivano sul momento). Pensavo che per quella sera poteva bastare, ma poi mi venne un’ idea fantastica! “Piero, che ne dici di portarcele in tenda con la scusa delle carte? sisisiisisi” “ehm, Nina Would you like play cards with us, in our tent? (Vi piacerebbe giocare a carte con noi, nella nostra tenda? )”

Lei sembra disponibile e va a chiederlo ai genitori (così sappiamo anche dov’è la sua tenda, non è poi molto distante dalla nostra).

La tenda dove “vivo” io è da quattro e dato che i miei compagni di tenda sono fuori… prendiamo la mia. Vengono in tenda e le facciamo accomodare sulle valige, e già! sui lettini c’eravamo noi! L’unico problema è che non ho la pila (e buttarle subito in branda mi sembra brutto); allora la sorellina di Nina come un gattino che esegue gli ordini di mamma-gatto, va di nuovo nella sua tenda a prendere la torcia. Ok, possiamo iniziare… la torcia è sistemata in cima alla tenda e io tiro fuori il mazzo di “napoletane” dalla tasca. Faccio con Piero: “facciamo una briscolina con le tipe? ” peccato che le tipe conoscano solo “Canasta” come gioco di carte, allora decido di giocare a domino: è il gioco più semplice e più stupido che conosco; come 2 traduttori professionisti gli spieghiamo il gioco in Inglese con tanti esempi mimati… Giochiamo e alla fine vince Nina, una bella figura da Italiani! Loro ci fanno vedere le loro… carte e ci spiegano a loro volta i nomi dei semi ecc.. il gioco che vorrebbero insegnarci è molto simile a briscola ma molto più incasinato, così si fa tardi e non giochiamo. Ci diamo l’appuntamento per domani pomeriggio alla 3°a spiaggia.

Puntuali ci presentiamo in 3 (alle 3 alla 3°a spiaggia) all’appuntamento: io, Piero e Stefano (uno di 18 anni) subito non ci cagano, poi si avvicinano e ci fanno accomodare sui loro teloni dietro uno scoglio, in modo che i genitori non le vedano insieme a noi. Chiedo a Stefano se ci puo fare una foto insieme e gli do la mia Kodak. Quella foto è venuta di merda: Nina sembra di porcellana, io gli tocco il culo a Nina, Viera fa una smorfia e cerca di togliere la mano di Piero dalla sua spalla. Ecco in arrivo un’ altra mia bellissima idea… “ooh ci facciamo spalmare la crema? ” dico a Piero “mhm.. do you have sun cream, solar protection.. ? ” faccio con Nina, lei mi chiede il numero di protezione io sorrido e faccio “bah! normal” uso poco le creme solari e poi ero già abbastanza “nero”, ma la scusa era ottima per farci mettere le mani addosso! Torna dopo poco con le creme, prima me la metto sul petto e poi la metto sulle spalle… peccato che non arrivo a stendermela fin giù nella schiena… allora chiedo se per cortesia mi poteva mettere la crema sulle spalle.. lei non se lo fa ripetere ed esegue; Piero che è più carino di me mi guarda come per dire: “stai facendo passi da gigante”, anche lui però mi seguiva con il giuoco della crema.

Stavo benissimo e avrei voluto che quel pomeriggio non fosse mai finito, per una volta mi sono sentito veramente un grande, poi però è arrivata l’animatrice e il mio momento di gloria si è interrotto bruscamente! Mi rimprovera perchè dovevo restare col gruppo, io gli dico che ormai ho 17 anni e non mi devono scassare.

Per quella marachella io e Piero la sera dobbiamo sparecchiare, lui apparecchia e io sparecchio; quando esco dalla mensa vedo già Piero al lavoro, non so ho come l’impressione che mi volesse fregare Nina (solo perchè era più figa), allora mi avvicino ma ormai il discorso era terminato, mi limito a dire solo un misero “ciao”. aaah lo sapevate che “ciao” si dice anche in slovacco? (ok non c’entra nulla.. ). Parlo con Piero e mi dice che Nina ci sta con me, però dice che sta ancora al camping solo per pochi giorni…

Vado a prepararmi e quando torno mi metto a giocare a volley con gli altri, stanno giocando anche Nina e Viera con altri ragazzi del mio gruppo, poi c’è un’altro che non conosco: è una faccia da schiaffi, è un tipo slovacco (mamma mia come mi stava sul culo, è proprio il tipico slavo albanese che rompe le palle! ) è Tomàš (Tommaso).

Mi levo dal cerchio e dico a Piero di venire in spiaggia, Nina verrebbe in spiaggia ma Viera no! perchè vuole giocare a volley.. che cogliona!

Vado in spiaggia con Lara e Davide, sono insieme qualche giorno, viene anche Nina con la sorellina : -( ci sediamo su un muretto, io provo ad invitare Nina nell’altra spiaggetta, però non mi caga, ho pure la sorellina di mezzo : -(( Davide mi da una mano e cerca di levarmi la sorellina, Nina si avvicina a me e io riprovo l’aggancio: ” Do you want to come with me in the other beach? (Vieni con me nell’ altra spiaggia? ” Stavolta accetta, la sore va su e si leva dai piedi. Siamo seduti sui sassi e con quello che è successo non voglio fare mosse azzardate, gli volevo chiedere cosa gli aveva detto Piero oggi pomeriggio, ma lei non capisce il mio discorso… allora arrivo al dunque: “Do you like me? (Ti piaccio? )” il suo visino mi stava guardando e mi sembrava un angelo: con la pelle bianca, liscia, le labbra rosee e piccoline…. Lei mi risponde: “Yes” prendo iniziativa e gli appoggio il braccio sulle spalle, il viso angelico si avvicina e il suo bellissimo sorriso si trasforma in un’espressione arrapata, mi si avvicina e mi ficca la lingua in bocca, io non me l’aspettavo così presto ed ero rimasto a “Can I kiss you? ” ma ormai era già attaccata. Mi sdraio sui sassolini e la faccio venire sopra, apro gli occhi e la vedo ancora più arrapata di prima, sento che i suoi battiti cardiaci stanno arrivando al massimo. Mi ficca la lingua fin quasi in gola… il paesaggio è fantastico ed il mare è calmo, io mi spingo più in là e gli accarezzo le chiappe, stupende, sode e scendendo delle bellissime gambe liscie… che paradiso… sono tornato nella realtà quanto mi sento osservato da Lara e Davide, che nel frattempo ci avevano seguito; io riprendo l’attività “alternativa” indisturbato, gli altri mi guardano e poi mi sento dire: “Dove 6? Sopra o sotto? ” e anche: “Dov’è la stella polare? ” immaginatevi quanto me ne potesse fregare in quel momento della stella polare… e poi: “Ma stai provando tutte le posizioni del Kamasutra? ” Nina si stacca e ride, ogni domanda che facevano io dovevo tradurre… alla fine mi dice: “This is my first kiss”, io non so che dirle e sto zitto.

Verso le 11. 30pm torniamo su e rincontro Piero. “Com’è andata? ” gli faccio con Nina sotto braccio e lui: “Bene però non so cosa gli abbia preso a Viera… non mi vuole più parlare”.

Piero chiede a Nina di fare qualcosa…

La sera dopo ci siamo incontrati di nuovo, però abbiamo deciso di cambiare spiaggia, in modo da evitare altri rompiballe e soprattutto i “suoi”; allora siamo scesi nella 1°a spiaggia e abbiamo proseguito per il lungo sentiero nella pineta verso la 2°a spiaggia. Arrivati ho cercato un luogo appartato per noi: una piccola spiaggetta situata in una insenatura protetta da rocce a strapiombo, anche lì la sabbia non esisteva e i piccoli sassolini erano perfetti per quel paesaggio naturale. Mi sono seduto prima io e lei si è seduta in mezzo alle mie gambe, era felice; ad un tratto mi chiede se avevo la ragazza io gli dico di no e poi mi guardo quella fottutissima fede in argento che porto al mignolo (è di mia madre ma adesso la porto io).

Non la bacio subito, prima assaporo quel momento di pace e serenità e abbracciato a lei penso che sono un ragazzo fortunato, mi trovo su una spiaggia fantastica, con una ragazza fantastica senza nessuna luce artificiale ne rumore, in quel momento sento sulla mia pelle una lieve brezza. Sarà banale ma è una sensazione bellissima! Noi 2 soli su un’ isola… inizio a baciarla sul collo, le piace un casino, le mie labbra appoggiate al suo corpo e l’atmosfera complice… Lei si gira verso di me e solo ora mi accorgo di quel suo bellissimo body nero; mi bacia e di tanto in tanto il mio occhio cade sulle sue bellissime curve che non sono troppo vistose ma hanno una bellissima forma. Dopo pochi minuti si toglie già il reggiseno e io con i bacetti scendo fino alla scollatura, sento che sta per cedere alle mie voglie, il solo ricordo del suo viso in quel momento mi fa voglia di tornare in quella spiaggia; si stacca un momento e si sfila il reggiseno da dietro la schiena e lo mette affianco a me, era sopra di me e con uno scatto felino ma contemporaneamente dolce la faccio ruotare, adesso mi trovo sopra; mi sentivo in imbarazzo… prima si toglie il reggipetto e poi non mi concede le sue “curve”, mentre la bacio gli allungo le mani sui sassolini e gliele tengo ben ferme con le mie, come se fosse “crocifissa” sulla spiaggia, poi mi avvicino a lei e la bacio per tranquillizarla, sempre con i baci mi dirigo verso la sua spalla sinistra e con estrema dolcezza gli mordo la bretellina del body e la sposto più in basso. Quando sono tutte e 2 abbassate abbasso il body e gli lecco il capezzolo: sono molto piccoli e si intonano benissimo per una “ragazza dell’ Est”; mi avvicino alla sua bocca e intanto gli palmo il seno non le mani. Cavolo erano le 11. 30 e a mezzanotte la dovevo riportare al camping, mi dovevo dare una mossa! Mi tolgo la mia giacchetta con cappuccio e rimango a dorso nudo con la schiena appoggiata ai sassolini ormai diventati freddi; lei viene sopra e inizia con i bacetti, lei è a “pecora” sopra di me: ho il suo ginocchio in mezzo al mio cavallo dei jeans; adesso siamo petto contro petto e lei fa di tutto per “strusciarci contro”, io ce l’ho duro e lei lo ha sentito… Gli accarezzo il bel culo e gli entro con la mano nelle mutandine, sto esplorando la chiappa.. lei mi fa: “Don’t go far! (non andare lontano! )” io faccio finta di cambiare rotta ma poi proseguo… cacchio gli ho sfiorato l’assorbente… me lo poteva dire che aveva le sue cose! ! ! Ad un tratto una luce ci punta, io mi alzo di botta e vedo dei tipi non giovani con una torcia in mano, ci vedono e se ne vanno… l’atmosfera si era in qualche modo turbata, io mi metto seduto e aspetto; all’altezza di 10metri vediamo una specie di lucciola luminosa, faceva dei movimenti strani nel cielo; capiamo poi che sono solo dei pescatori rompicoglioni e quella non era una lucciola ma un amo fluorescente; è ora di rientrare e ci incamminiamo verso il lungo e tortuoso sentiero dal quale eravamo venuti.

Arrivati quasi alla 1°a spiaggia vedo una luce giù per il sentiero e gli chiedo: ” What is that light? (cos’è quella luce? “, lei va a vedere e trova suo padre, mi fa: “ohh, hès my father! (ohh è mio padre! )”, io ero rimasto dietro e in quel momento mi sono sentito veramente un animale esinto… per una volta tanto ho fatto il vigliacco e gli faccio: “I go away! (vado via! )”. Il padre lo ricordo bene! è un “armadio” di 2. 5m con dei grandi baffi e un faccione da bonaccione. Lei mi viene incontro e mi dice che non mi dovevo preoccupare perchè suo padre è buono, ecc..

Una volta al camping ci siamo messi sul dondolo e scambiavamo qualche parola, mi dice che la potevo baciare io non ho rifutato l’ invito e me ne sono fregato di tutto e di tutti; è stato un bellissimo bacio e con la luce potevo ammirare in pieno tutta la sua bellezza; il suo viso candido e le sue labbra piccole mi piacevano da morire… gli sussurrai all’ orecchio: “you are my little Letitia Casta”. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L’immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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