Home / Coppie / Piscina
copertina racconto erotico

Piscina

Faceva un caldo torrido, normale per metà luglio.
Per fortuna Andrea, il mio migliore amico, era uno che stava bene; tanto da permettersi una piscina, non molto grande ma comunque molto rinfrescante in questo periodo.
Ormai finito il periodo degli esami all’università potevamo andare in giro a cazzeggiare praticamente tutto il giorno.
Il pomeriggio lo passavamo molto spesso a casa sua in piscina.
A me faceva comodo, gli altri nostri amici lavoravano quasi tutti e piuttosto che gironzolare sotto i 32 gradi pomeridiani preferivo starmene in piscina anche se la compagnia era rappresentata dalla sorella di Andrea lo stesso Andrea e sua madre.
Sua madre era una donna odiosa, irritante.
A dir la verità la vedevo poco anche li in piscina perchè era sempre via, era infermiera e faceva i turni. Meglio così!
Non so per quale strano motivo aveva un atteggiamento strano nei miei confronti ogni
occasione era buona per rimproverarmi di questo e di quello.
Mi guardava sempre in modo molto strano e a volte ero un po’ a disagio quando c’era lei, le poche volte che c’era.
Ma a parte questo era una gran pezzo di figa. Sui 35/40 anni, aveva avuto Andrea che era poco più di una bambina.
Aveva un fisico da spettacolo nonostante l’età due tette paurose e ispirava sesso che era una cosa incredibile.
Non ricordo neppure quante seghe mi sono fatto pensando di trombarmela, ma la odiavo; era una cosa di pelle!
Doveva essere una gran troia comunque, almeno questa era la voce che girava in paese e si sa le voci sono molto spesso vere.
La sorella di Andrea invece era simpaticissima molto carina anche se era molto piccola aveva un fisico migliore di quello di sua madre.
Fatto sta che quel martedì pomeriggio, come quasi tutti i pomeriggi, sono andato a casa di Andrea ho suonato e mi risponde la madre.
Chiedo se c’è Andrea e lei “Si, si! entra. ”
Io entro in casa e mi dirigo verso la porta che da sulla parte centrale della casa come facevo di solito.
Dalle scale sento una voce, sua madre che mi dice:
“Matteo! Arrivo, aspetta! ”
Al che ho pensato “…che palle chissà cosa vuole! ” e poi “dov’è Andrea? “.
Dopo 2 min. sua madre scende dalle scale.
Con tutta probabilità era appena uscita dalla doccia perchè aveva i capelli bagnati ma soprattutto un mini asciugamano arrotolato poco sopra i capezzoli che le copriva a malapena la passera.
La mia reazione è stata molto soft grazie al mio mostruso autocontrollo.
Per niente imbarazzato.
“Mi scusi se l’ho disturbata mi sa dire dov’è Andrea? ”
Lei
“Ma figurati, ho finito! Andrea è andato da mia sorella per una commissione sarà qui a momenti ”
Io
“Mi dispiace dovevo telefonare prima, ritornerò più tardi! ”
Intanto lo sguardo non poteva non cadere involontariamente verso il basso, verso quella piega dell’asciugamano che si apriva a ogni colpo di pettine e che lasciava intravedere per qualche frazione di secondo il pelo della figa rasato di fresco, rosso come i suoi capelli; irresistibile.
Non poteva non accorgersene e le spiegazioni erano due o era molto disinibita o era una gran vacca.
Lei
“Ma no, resta! Fra poco arriva anche mia figlia e comunque Andrea mi ha detto di farti restare. Vai in piscina, se vuoi puoi farti un bagno e comunque io e mia figlia arriveremo subito! ”
Per un momento ho pensato cose strane, ho pensato che avesse voglia di sesso, che volesse trombarmi e io avevo così tanta voglia che non mi sarei tirato indietro.
Che fosse la madre di un mio amico non me ne poteva fregare di meno e l’idea di fottermi quella odiosa troiona li a casa sua era così eccitante.
Ma i miei erano solo pensieri, probabilmente solo fantasie.
In ogni caso le dissi:
“La ringrazio, allora vi aspetto li in piscina e dica a Stefania di portarmi anche il cd che le ho prestato. ”
Lei
“Certo Matteo se vuoi cambiarti puoi andare in garage, è aperto! Il bagno è chiuso perchè lo hanno appena ridipinto. ”
Detto questo lei risale le scale e io non posso non aspettare qualche secondo per guardare dal basso il suo stupendo culo.
Si vedeva tutto mentre lei saliva le scale e continuava a pettinarsi.
Dio era davvero figa, avrei voluto palpargli quel culone saltargli addosso e violentarla.
Lei sapeva che mi eccitava e forse lo faceva apposta, forse era un altra delle sue cattiverie ma perchè ce l’aveva con me? Meglio non pensarci.
Così mi sono diretto verso la piscina all’aperto.
Appoggio lo zaino per terra vicino alla sdraio mi siedo e mi rilasso un attimo.
Aspetto qualche minuto ma non arriva nessuno, dalla finestra si affaccia la Stefania che mi saluta e dice:
“Matteo, arrivo fra 10 min. sto duplicando il cd! ”
Io faccio cenno di si e Intanto decido di mettermi il costume e fare un bagno anche perchè il mio cazzo aveva bisogno di una rinfrescata.
Vado in bagno ma era chiuso a chiave, giusto me lo aveva detto!
Allora mi dirigo verso in garage che è molto grande.
Entro dentro, c’è una porta che è quella che comunica con il bagno, il bagno che era chiuso.
Socchiudo la porta e mi tolgo i calzoncini e le mutande, cerco nello zaino il costume, cerco, continuo a cercare, sempre nudo con una magliettina che non mi copriva neppure l’ombelico; cristo avevo dimenticato il costume. Possibile? Eh, si!
Piegato verso lo zaino preso dalla preoccupazione nel cercare il costume non mi accorgo che dalla porta che comunica col bagno entra d’improvviso la madre.
La scena che deve aver visto non era delle migliori.
Praticamente il mio bel culo e i miei bei coglioni penzolanti, mentre ero piegato a vuotare qul cazzo di zaino.
Non me ne sono accorto subito purtroppo o per fortuna e lei è rimasta li a guardare compiaciuta dello spettacolo per almeno una ventina di secondi buoni, poi con indifferenza mi dice:
“cerchi qualcosa? ”
Io mi alzo e mi giro di scatto mostrandogli involontariamente il mio cazzo.
Lei fissa, con lo sguardo verso il basso e con un sorrisetto malizioso, mi ripete:
“Cerchi qualcosa? ”
Io mi metto le mani sul pacco e spiccico qualche parola imbarazzatissimo.
“No…io, è che non lo trovo…non credevo…invece non ce l’ho! ”
Lei
“Non hai il costume? ”
Sempre sguardo fisso sul cazzo adesso coperto dalle mie mani.
Ed io
“Si, mi scusi, l’ho lasciato a casa! Sono imbarazzato, mi scusi! ”
Lei
“E di cosa, capita! E poi non è così grave, io sono infermiera e ne vedo ogni giorno, ne vedo una marea di sessi maschili. Quasi tutti vecchi rincoglioniti non è uno spettacolo gradevole, nel tuo caso è stato molto gradevole invece; complimenti hai un gran bel cazzone. ”
Io più imbarazzato che mai comincio a notare il suo costume, un costume bianco, due pezzi che copriva davvero per miracoli quelle sue tette enormi.
Un triangolino sui capezzoli, adesso duri come chiodi e poco altro e gli slip che accompagnavano le pieghe delle labbra della sua stupenda figa.
Era davvero una gnocca e con tutta probabilità anche vacca .
Dopo aver respirato un po’ e averla squadrata in modo impietoso le dico
“Le sarei grato se me ne prestasse uno di quelli che usa Andrea! ”
Lei forse sorpresa dalla mia freddezza
“Si, si…sono qui nel cassetto, scegline uno. ”
Tenendo il pacco che cominciava a dare segni di eccitamento(avevo resistito fin troppo) scelgo un costume a caso e girandomi dall’altra parte lo metto in tutta fretta, ma il danno era fatto; il mio cazzo era in quasi completa erezione e se mi fossi rigirato l’avrebbe visto anche lei, se già non se ne fosse accorta e forse era quello il suo scopo, mettermi a disagio, mettermi in imbarazzo.
Lei
“Ok! Matteo adesso sei a posto possiamo andare? ”
E io
“Si! Solo 2 minuti! ”
Lei
“Perchè? C’è qualcosa che non va? Ora sei a posto no? ”
La troia sapeva del mio imbarazzo, così mi giro mettendo le mani in tasca per cercare di camuffare il più possibile.
Lei una volta girato mi guarda il costume e si mette a ridere e dice:
“Hey! Non avevo sbagliato, hai davvero una cazzone, adesso che ce l’hai in tiro! Non pensavo ti bastasse così poco. ”
Io comincio a incazzarmi un attimo.
“Guardi che non ho il cazzo in tiro, sono solo un po’ eccitato questo si, è inevitabile. ”
Infatti non era completamente in tiro, modestamente è vero ho un gran cazzone, nonostante la troia avesse fatto di tutto per eccitarmi.
Lei
“Non vergognarti, l’hai detto tu che è normale! Io penso che adesso tu c’è l’abbia dritto come un bastone, un gran bel bastone! ”
E intanto si piegava per guardare negli scatoloni facendomi vedere quelle gran tette penzolare davanti agli occhi
Io
“lei si sbaglia! Non mi bastano due tette, anche come le sue, per farmi rizzare il cazzo ! ”
Lei
“Bene, se sei così sicuro fammi vedere, fammi vedere il tuo cazzone moscio; io scommetto
che più in piedi di così non è mai stato! ”
Ed io
“Scommette? Cosa? ”
Lei
“Quello che vuoi! ”
E Io
“Molto bene. Se ho ragione lei farà tutto quello che voglio, promesso? “.
Era una situazione eccitantissima, cercavo di controllarmi di non eccitarmi troppo; non ancora il mio cazzo era quasi in tiro, era quasi giunto a quel tanto che mi permetteva di vincere la scommessa.
La Madre era forse più eccitata di me, si capiva dal tono di voce dai capezzoli turgidi come fossero di marmo, dagli slip segnati da una macchiolina che diventava sempre più larga col passare del tempo.
Lei
“Ok! Tirati giù i boxer, avanti! Voglio vedere, voglio vedere il tuo pistolino alzarsi come una bandiera! “.
Io senza esitare, ormai deciso a continuare in quel giochino che si sarebbe rivelato veramente soddisfacente, tiro giù i boxer fino alle ginocchia; il mio cazzone salta fuori come un pacco regalo, mezzo scappellato, grosso, ma non ancora in tiro.
Si ripiega verso il basso appoggiandosi sui coglioni.
È quello lo stato che eccita da matti le donne e forse lei fu più felice nel vedere che in fondo aveva torto.
Lei
“Dio! Complimenti, è enorme! Sai mi sei sempre piaciuto come ragazzo, nonostante l’età e adesso che vedo che razza di bastone hai devo ammettere che non mi sbagliavo! ”
Mi guardava il cazzo come se fosse stato il primo che vedeva da molto tempo a questa parte.
Io
“Come vede avevo ragione, ora cosa si fa? ”
Lei si avvicina lentamente sempre guardandomi le parti intime e sfiorandosi la figa mi dice:
“Devi dirmelo tu cosa vuoi che faccia? ”
e intanto era talmente vicina che sentivo il suo respiro affannoso sul mio volto.
Che situazione ero nudo a casa del mio amico Andrea, che era chissà dove, con sua madre che stava sbavando dalla voglia di farmi il cazzo che cominciava a salire piano piano, appunto, come l’asta di una bandiera.
Io vincendo il residuo imbarazzo cominciai a toccargli le tette, quelle tette che mi ero sognato fin da piccolo, quelle che avrei voluto succhiare all’infinito.
Lei
“Lo so che ti piaccio, dai, hai una voglia matta di fottermi. Su, dimmelo, dimmi che vuoifottermi! “.
Io prendo la sua mano e la metto sul mio cazzo ormai in erezione.
Lei comincia ad andare su e giù con la mano e intanto mi guarda dritto negli occhi.
Io
“Si, ho sempre immaginato di fotterti! La madre del mio migliore amico, Dio cosa avrei voluto dare! Sei una gran troia lo sai, ho immaginato così tante volte di fare le cose piu assurde con te! “.
Lei
“Ora ci sono, dimmi cosa vuoi che ti faccia! Cosa hai sempre sognato che ti facessi, su… dimmelo! Vuoi scoparmi? “.
Così dicendo si allontana e si toglie il costume, ma solo gli slip tenendo il reggiseno.
Lei
“Su, la vuoi questa figa calda o hai sognato di mettermelo nel culo? ”
Girandosi mi fa vedere il suo stupendo culo.
Si piega in avanti mettendosi un dito nel suo buco del culo che non era vergine ormai da molti anni.
Lei
“Su…avanti, vuoi venirmi dentro il culo? Avanti…scopami…ficcamelo dentro, lo voglio adesso. ”
Mi prende il cazzo con la mano destra e se lo avvicina al buco del culo.
Ripensando alle sue parole cercavo di ricordare cosa sognavo di fare con lei le notti che mi facevo le seghe in bagno da adolescente.
La odiavo e quasi sempre immaginavo la cosa più degradante per lei, sognavo di farmi fare un bocchino e di venirgli in faccia.
Allora preso da una voglia incontenibile mi allontano un attimo.
Io
“Voglio che mi spompini, voglio mettertelo in bocca, voglio che me lo succhi fino a farmi venire! L’ho sempre sognato un bocchino da te, fammi un bocchino adesso! ”
Lei forse eccitata dalle mie parole non si fece pregare e si inginocchiò davanti a me, mi sfilò i boxer dalle caviglie e cominciò leccandomi l’obelisco.
La cosa mi eccitava in modo pauroso, era quello che avevo sognato così tanto! Chi non ha mai pensato di fottersi la madre di un suo amico in più se figa.
A me stava accadendo e anzi mi stava facendo un pompino, la stessa che 10 min. prima salutavo dandole del lei a poco a poco scendeva con la bocca fino quasi al cazzo, poi da vera troia cominciava a baciarmi le cosce e poi su, sempre lentamente, guardandomi in faccia e senza usare le mani cominciava a baciarmi i coglioni; prima il destro poi il Sinistro, Dio che troia!
A piano a piano me li succhiava li prendeva in bocca, mi alzava il cazzo con la mano e affondava la faccia nei coglioni, sembrava che stesse succhiando delle caramelle e faceva dei rumori assurdi, io non resistevo più.
“Succhiami il cazzo troia, se non vengo subito…”
E lei continuava a giocherellare con la lingua e con i miei coglioni .
Finalmente con una grossa leccata si dirige sulla cappella arrivata in cima mi guarda.
Io
“Dentro, avanti…voglio sentire l’ugola toccare la mia cappella, su troia cosa aspetti! ”
Lei esita girando intorno alla punta della cappella con la sua lingua e sorridendo un po’.
Io
“Allora, troia! Cosa aspetti…succhia! ”
Era davvero il massimo dire quelle parole in quella situazione, a lei, alla madre di Andrea.
Lei con una botta sola se lo infila in gola e comincia a succhiare come un lattante.
Sento la sua lingua che mi lucida la cappella e godo come mai prima.
Lei va su e giù accompagnando i movimenti con le mani, ogni tanto rallenta succhiando come un aspirapolvere; chissà quanti pompini deve aver fatto nella sua vita per diventare così brava.
Io preso dalla foga del godimento comincio a muovermi avanti e indietro accompagnando i suoi movimenti con la bocca tanto che alcune volte arriva a toccarmi i coglioni con le labbra e sento che quasi tutta la cappella gli entra in gola.
Lei sembra non risentire dei colpi da martello e anzi comincia a sgrillettarsi con tutte e due le mani lasciando a me l’iniziativa.
Io ormai preso dalla foga la trascino contro alla parete, sempre con il cazzo in bocca.
Lei mi guarda male, ma non fa cenni di resistenza e va avanti a sgrillettarsi con violenza.
Io comincio a pistonarla come se invece della sua bocca il mio cazzo stesse affondando in una figa facevo dei movimenti avanti indietro, infilandogli ogni volta il cazzo in gola fino ai coglioni.
Le prendevo nelle mani tutta la testa, avanti e indietro, scopandomi la sua faccia come se fosse la figa di una troia; stavo godendo così tanto che ogni tanto dovevo fermarmi per non venire subito lasciando che anche lei riprendesse fiato .
In uno di questi momenti lei mi riprende in mano il cazzo.
Lei
“Voglio succhiarti ancora i coglioni, appoggia la gamba sulla sedia. ”
Ancora i coglioni, era una mania.
Appoggio la gamba e lei sempre inginocchiata comincia a mangiarmi, questo è il termine più appropriato, i coglioni. Li succhia, li lecca, li mordecome se li volesse staccare.
Io
“Non ho mai visto nessuna così troia, succhi i coglioni da favola! ”
Lei si alza in piedi e quasi presa da una frenesia mi fa sedere su un tavolo e mi fa piegare le gambe e ricomincia a leccarmi.
La prende una foga patologica, quasi non riesco più a fermarla, ogni tanto la stacco, le stacco la faccia dai miei coglioni perchè mi fa male, lei comincia a leccare su e giù mi fa sdraiare e mi alza le gambe.
Su e giù, leccate poderose tanto da arrivare a leccarmi il culo; si il buco del culo e anzi dopo un paio di leccate mi guarda in faccia e comincia a leccarmi intenzionalmente il buco del culo!
Io
“O mio dio, ma cosa fai? ”
Lei
“Taci! ”
Io all’inizio resto quasi di sasso ma poi comincia a piacermi, lei mi infila la lingua, che coraggio e me la muove dentro; non si limita a leccare ma me lo morde ci infila tutta la bocca come un diciassettenne che limona con la sua ragazza, io guardando la scena sono più eccitato che mai.
Pensavo a una specie di vendetta questo era molto di più.
Cerco di alzarmi un poco e le prendo la testa e la schiaccio più che posso contro il mio culo.
Che roba, lei neanche fiata, continua a leccare a succhiare.
Immersi in quella scena quasi disgustosa da fuori si sente una voce, Stefania.
“Maaa! Mamma, Andrea…dove siete? ”
Cristo, mi prende quasi un colpo; come se tutto fosse tornato alla normalità.
Stacco a fatica la testa della madre dal mio culo.
Io
“Hey! Arriva tua figlia, rivestiamoci in fretta! ”
Lei non curante mi butta giù e ricomincia, baciandomi la cappella come si bacia una guancia.
Lei
“Su, non verrà qui! Sdraiati! ”
Io
“Ma tu sei matta, è li in cortile può arrivare adesso! ”
Lei si allontana e grida
“Stefania arriviamo, stiamo spostando degli scatoloni! ”
Stefania
“Vuoi una mano? ”
Lei
“No abbiamo quasi finito! ”
Io resto di sasso, ma che troia avevo davanti?
Lei
“Continuiamo? ”
Io
“No, non riuscirei! Se ci becca? ”
Lei
“Sai quante volte l’ho beccata io a fare pompini ai suoi amici nel cesso di casa? Oppure a sgrillettarsi guardando i filmini di me e altre persone! ”
Io sempre di sasso.
Lei
“Se vuoi te li farò vedere, ne ho 3 di cui uno in cui due famosi dottori dell’ospedale qui vicino si divertono ad incularmi a turno, li vuoi vedere? ”
Io
“Ma cosa dici, non ci credo! E tu terresti cassette così compromettenti? ”
Lei
“Mio marito probabilmente le ha anche viste, non so, non mi interessa; mi ha fatto così tante volte le corna che non penso gli interessi più di tanto e poi è davvero eccitante riguardarsi. La Stefania le ha viste, ma non volevo! è andata a rovistare tra le mie cose, non doveva, l’ho severamente sgridata! ”
Io
“Sgridata? Ma lei ti ha visto mentre ti facevi inculare da due sconosciuti? ”
Lei
“Non volevo, ma non è poi così grave! ”
Io
“.. A no! Se lo dici tu. ”
Lei
“Ha promesso di non dirlo, è molto intelligente e capisce che nel sesso ognuno è libero, no? ”
Quelle parole erano assurde ma mi sembravano una buona giustificazione per continuare.
Il fatto è che sapevo che in quella famiglia la madre era una troia e dai miei amici sapevo che la Stefania spompinava chiunque le faceva dei complimenti.
Se lo portava a casa e la classica scusa era che lei voleva vendicarsi di un suo ex
Lei
“Ora ti dico di più, io e lei abbiamo un rapporto molto aperto; mi dice tutte le sue esperienze sessuali, senza problemi e io le mie! ”
Io
“No gli dirai di questa spero. ”
Lei
“No! Anche se a lei interesserebbe, visto che mi ha detto più volte che le piaci; anzi mi ha detto che vorrebbe fare del sesso e con il cazzo che ti ritrovi anche lei ha scelto bene. ”
Assurdo che famiglia troia lei e troia la madre, povero Andrea.
Detto questo il cazzo mi si era un po’ ammosciato, forse per la tensione o la paura ma le storie sulla Stefania me lo hanno fatto tornare rizzo come prima.
Lei accorta della mia sorpresa sempre, con l’obiettivo di mettermi a disagio, si avvicina.
Lei
“Se vuoi la chiamo, io me ne vado e te la scopi; io mi metto in bagno e mi limito a guardare! ”
Che troia era sua figlia.
La cosa mi eccitava, ma sapendo che sua figlia era una troia come lei mi riservavo di trombarla in un altra occasione, volevo finire con sua madre e volevo finire come ho sempre sognato sborrandogli in faccia.
Io
“Non oggi, adesso tu continui e mi spompini fino a farmi venire e poi…e poi sta a te scegliere se la vuoi in bocca o no! ”
Lei
“Prima voglio finire il lavoro che stavo facendo! ”
E facendomi sdraiare di nuovo ricomincia a leccarmi i coglioni e poi il culo, io
Assecondo pregustando la sborrata che presto avrei riversato nella gola della troia.
Mentre era intenta a leccarmi il buco, alle sue spalle dalla porta del bagno, vedo la Stefania che con faccia indescrivibile osserva la scena.
Non dev’essere una bella vista, anche per una troia, vedere la madre che si attacca al culo di un suo amico come se fosse una fetta d’anguria; io non sapevo cosa fare e rimasi zitto e fermo.
La Stefania superato lo stupore iniziale mi guarda e fa cenno con la testa, come per dire non ci posso credere.
Io non so cosa fare, dire alla madre che sua figlia la stava guardando, stare zitto.
Stavo per parlare quando la Stefania mi fa cenno con il dito come a dire, zitto e si piazza li a guardare la scena.
Io imbarazzatissimo seguo il suo consiglio anche se il mio cazzo ha subito un forte stress e si affloscia di colpo.
La madre se ne accorge.
Lei
“Cosa c’è, non ti piace se ti lecco il culo? non lo trovi eccitante? ”
Io ripreso dall’imbarazzo ripenso alla scena che ho davanti.
Ho la possibilità di trombarmi la madre davanti alla figlia, Cristo di umiliarla.
Io
“No, mi piace continua. ”
Allora mi alzo, la faccio sdraiare per terra spalle alla porta dove guarda la figlia e mi ci siedo sopra
Lei cominci col succhiarmi la cappella poi si porta sui coglioni.
La figlia guarda ma non crede ai suoi occhi.
Io
“Si, troia…succhiami le palle, in gola dai. ”
Lei ripresa sulla cosa che ama fare di più ricomincia a sgrillettarsi e a leccare, Io guardo la figlia che studia la scena.
Mi inginocchio sulla faccia della madre che porta la sua lingua nel mio buco del culo e comincia a leccare e a mordere.
Io faccio cenno alla figlia come per dire guarda tua madre che cosa fa e mi giro sempre con il culo sulla faccia della madre in modo da dare le spalle alla figlia che così poteva vedere ogni leccata della madre al mio culo.
Dovevo fermarla perchè così mi faceva venire e io volevo venirle in bocca.
Mi alzo.
“Vieni, che ti scopo la bocca come prima. ”
Lei si inginocchia aprendo la bocca, io la porto contro il muro che c’è di fianco alla porta del bagno a pochi cm dalla porta; sua figlia si allontana impaurita.
La madre non fa resistenza e si appoggia con la testa contro il muro.
Io
“Senza le mani, devi muoverti solo con la bocca. ”
Le infilo di botto il cazzo in gola e lei ha un rigurgito di vomito che trattiene, la figlia guarda a pochi cm la madre che lo prende il gola.
Io comincio a pistonare piano ma fino in fondo, fino alle palle.
Le tengo la testa e vado su e giù e intanto guardo la figlia.
La madre fa strani versi forse per dirmi di fare più piano. ottenendo però l’effetto di aumentare l’eccitamento.
Faccio sempre più forte, sento la cappella che le si infila in gola; la madre ogni tanto appoggia le mani alla base del cazzo come per rallentare le pistonate.
Io capisco che continuando la soffoco tiro fuori il cazzo.
“Avanti, io penso che ti piace! Dillo, dimmi…vuoi che ti venga in bocca? ”
Lei
“Mi stavi soffocando ma mi piace, si lo voglio tutto. ”
Io
“Se ti vedesse tua figlia, chissà cosa dice! ”
La figlia mi guarda e fa cenno di no, di non dire nulla.
Lei
“Forse vorrebbe essere al mio posto, non sai quante volte l’ho guardata ingoiarsi sborra dai cazzi dei tuoi amici! ”
La Stefania non crede alle sue orecchie mi guarda e arrossisce.
Lei
“Una volta ha spompinato suo fratello in camera, dalla mia camera c’è un quadro dove puoi vedere chiaramente tutto! ”
La Stefania guarda in alto come per ricordarsi quale e quando era successo.
Lei
“E tutte le volte che l’ho vista fare un pompino si è fatta sborrare in faccia, a volte in bocca. ”
Io non resistevo più, guardando la Stefania presi per la testa sua madre glielo infilai piano, piano; Stefania guardava il mio cazzo entrare lentamente nella bocca della madre e mi guardava compiaciuta, come se mi invitasse a umiliare la madre ancora di più di quanto era successo.
Io ormai stanco ero deciso a venire, lei aprì la bocca e se lo cacciò in gola e poi fuori e poi in gola.
Io a ogni colpo godevo e pregustavo al sborrata che stava per arrivare.
Lei mi prende con le mani il culo e spingeva il mio bacino contro la sua faccia.
Giù fino in fondo e fuori, io preso da un raptus le prendo i capelli; lei urla per quello che può urlare con un cazzo in gola, io comincio a cavalcarla sempre più forte.
“Sto arrivando…arrivo. ”
La Stefania adesso era molto interessata si sporgeva per vedere meglio, io con entrambe le mani mi scopavo sua madre nella bocca.
Sua madre aveva gli occhi sbarrati forse esageravo ma non mi fermava.
Dopo alcuni colpi sentivo che stavo per venire.
“Vengo! Siii…haaa…haaaa! ”
Sua madre mi prende le chiappe del culo e mi infila il dito ottenendo il risultato di trovarsi un cazzo per metà in gola .
La sento arrivare, mi fermo, sento tre quattro fiotti uscire dalla cappella e passare direttamente in gola della madre sotto gli occhi della figlia .
Vado avanti a sborrare fermo con il cazzo nella sua bocca.
La figlia guarda con insistenza la bocca della madre, la madre deglutisce per due tre volte.
Non esce niente, ha ingoiato tutto!
In quella posizione ci resto per 20 sec. poi lo tiro fuori lentamente, già molle, quasi la madre riapre gli occhi prima serrati.
Io
“Dio hai ingoiato tutto neanche una goccia hai lasciato! ”
Lei
“Si… una goccia l’ho lasciata! ”
Mi prende il cazzo e me lo strizza facendo uscire i rimasugli di sperma, gli da una leccata lunghissima guardandomi negli occhi e la ingoia.
Io resto senza parole.
La figlia si allontana e va chissà dove.
Lei si alza si asciuga un po’ la bocca e si rimette gli slip.
Lei
“Ti è piaciuto? Senza neanche scopare? ”
Io
“Cristo, l’ho sempre sognato è stato anche meglio! Ma lo fai con tutti? ”
Lei
“No! Tu perchè mi piaci e io adoro far godere le persone in questo modo. Più che scopare,
vedere le loro facce quando gli succhio la cappella e ingoio tutto. Ma con te mi sono impegnata volevo realizzare un tuo sogno. ”
Io
“Si, sei davvero brava; qualche giorno facciamo il bis! ”
Lei
“Vedremo prima dovrai accontentarmi tu, oggi ho fatto io! ”
Si dirige verso la porta ed esce.
Io mi rivesto ed esco, il sole mi da quasi fastidio ma riesco a vedere la madre che è sdraiata sulla sdraio, io mi sdraio vicino e poi mi tuffo.
Tutto come se niente fosse accaduto. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

Leggi anche

copertina racconto erotico

L’amico

Quella sera io e mia moglie aspettavamo a cena Mauro, un nostro vecchio compagno di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.