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Quando il buio è tuo complice

Avevo 26 anni ed in quel periodo lavoravo in una Galleria d’Arte.
Io dirigevo la galleria di Roma mentre il mio capo, nonchè proprietario di tutto, ne aveva un’altra in una bellissima città del Sud. Il mio capo passava un paio di giorni quasi tutte le settimane a Roma, perché logicamente avevamo degli scambi tra le due Gallerie, quindi capitava che anche io qualche volta andassi nella sua città o per dargli una mano ad allestire qualche mostra o solamente per scambiarci i quadri che ci servivano per le rispettive mostre permanenti. Devo dire che io andavo giù molto volentieri poichè il mio Capo, essendo una persona molto influente nella sua città, era sempre contornato da donne stupende, molto spesso con marito al seguito. (scusatemi se non faccio nomi ma è una storia vera)
Fu proprio in occasione di una mostra di SCILTIAN, un pittore che io adoravo e adoro tuttora, che mi successe una cosa al cui solo pensarci, anche se a distanza di molti anni, i miei ormoni prendono a shakerarsi in maniera indecente.
Io mi ero trasferito giù tre giorni prima del vernissage proprio perché essendo una mostra importante, volevamo fare le cose per bene.
Ero arrivato verso le dieci e dopo aver lasciato la valigia in albergo andai subito in galleria, dove il mio capo mi accolse con la sua solita cordialità, (i miei rapporti con lui erano più da amico che da dipendente) ed entrati nel suo ufficio mi presentò una coppia di suoi clienti con cui stava trattando l’acquisto di uno dei dipinti della mostra che si doveva inaugurare da li a tre giorni.
Dopo avermi presentato il marito mi presentò Lei, una mora alta quasi quanto me con un fisico da Pin Up, due labbra carnose col rossetto di un rosso molto scuro e due tette che spingevano sul vestito di seta scollato abbondantemente, ed io, senza riuscire a distogliere lo sguardo da quelle tette paradisiache, stringendo la mano della signora, sentii un brivido in tutto il corpo perchè, quella non era una stretta ma una carezza a mio avviso molto erotica.
Alzai lo sguardo senza lasciare quella mano vellutata e incrociai due occhi neri che fecero esplodere tutti i miei sensi senza contare che i miei pantaloni cominciarono in modo rapidissimo ad avere un bozzo sul davanti.
Lei si accorse di quanto stava succedendo e per niente imbarazzata anzi avvicinandosi di più mi disse, sempre con la mia mano nella sua, che il mio Capo le aveva detto che sarei stato io a trovare la disposizione giusta delle opere per la mostra, quindi contava molto su di me perchè il dipinto che stavano acquistando avesse una collocazione di prestigio nell’ambito della mostra.
Le risposi subito che per me sarebbe stato molto utile avere un occhio esterno che potesse darmi un parere da fruitore più che da addetto ai lavori; quindi la invitai a passare in galleria il pomeriggio seguente in modo che io avessi potuto dare una sistemazione di massima alle tele e lei avrebbe potuto darmi il suo parere.
La signora si dimostrò molto entusiasta della cosa spiegando a tutti che in questa maniera lei si sentiva molto coinvolta e che sicuramente sarebbe tornata il giorno seguente. Poi continuammo a parlare del più e del meno ed ogni volta che il marito entrava nel discorso vedevo che lei mi guardava il bozzo dei pantaloni quasi per accertarsi che non fosse una cosa passeggera e poi alzava lo sguardo verso di me e quando i nostri sguardi si incrociavano, sentivo il mio cazzo ingrossarsi sempre di più. All’ennesimo sguardo lei si passò la lingua sulle labbra e con un leggero alzarsi di sopracciglia mi fece capire che anche lei era eccitata quanto me. Non ce la facevo più, sentivo il sangue che mi saliva al cervello e Lei che mi guardava con un sorrisetto di compiacimento, così pregai tutti di scusarmi perchè avevo molto da fare e salutai dicendomi molto contento di averli conosciuti. Uscii dall’ufficio andando nell’altra stanza dove erano accatastate le tele.
Lavorare in quelle condizioni era impossibile, così andai in bagno, che era proprio a ridosso dell’ufficio e mentre sentivo la sua voce che cinguettava allegra, mi sbottonai i pantaloni ed appena il mio cazzo vide la luce me ne venni senza neanche menarmelo. Mentre venivo sentivo che lei rideva in una
maniera talmente sensuale che, come se sapesse quello che stavo facendo, sembrava incitarmi a schizzare sempre di più.
Mi rimisi al lavoro cercando solo di capire qualche cosa di quello che stavo facendo e così passò la mattinata.
Andai a pranzo con il mio capo e naturalmente feci cadere il discorso sui suoi amici prendendola molto alla larga per non insospettirlo.
Dopo che lui mi ebbe parlato del marito, un professionista molto affermato e stimato nella sua città passò a parlare della moglie una donna molto bella con cui ci avevano provato quasi tutti i suoi amici, lui compreso, ma da quello che si sapeva nel suo ambiente, nessuno era mai riuscito ad ottenere qualcosa da lei.
Questo discorso mi fece ritornare un’erezione improvvisa. Come era possibile che una donna così riservata mi avesse mandato tutti quei segnali da troia?
Avevo per caso capito male?
Questo pensiero mi sconvolse il cervello fino a quando nel tardo pomeriggio il mio capo non rientrò in galleria dicendomi che i suoi amici ci avevano invitati a cena in un ristorante sul mare distante una quarantina di Km.
Inutile dire che furono le tre ore più lunghe della mia vita.
Mi vennero a prendere in albergo, salutai il marito che era sceso e lei che mi tese la mano dal finestrino rimase seduta accanto al marito che guidava, quindi io ed il mio capo ci sedemmo dietro e partimmo.
Parlavamo tutti molto amabilmente ed ogni tanto lei si girava lanciandomi delle occhiate che miste al suo profumo così avvolgente me lo fecero venire duro ancora una volta.
Oramai eravamo arrivati ed io non riuscivo a nascondere l’erezione che mi faceva stare in uno stato di grave imbarazzo,
ma per fortuna mi ero portato un maglioncino di cotone che prontamente mi annodai in vita, cercando di nascondere quello che potevo.
Scendemmo dalla macchina e ci stavamo per avviare lungo un vialetto alberato che portava al ristorante. Solo allora potei notare che era ancora più bella di quanto mi ricordavo, avvolta in un tubino nero che metteva in risalto due gambe splendide sormontate da un culetto rotondo alla perfezione. Questo non fece altro che accentuare ancora di più la mia erezione. Avevo il cazzo che pulsava a mille ed io che facevo dei buffi movimenti per cercare di coprirmi con il maglioncino.
Per fortuna il marito ed il mio capo si erano già avviati e noi stavamo qualche passo indietro, perchè lei prima di iniziare a camminare, accortasi del mio stato, scoppiò in una fragorosa risata.
Io a quel punto allargai le braccia come per dirle “ma che devo fare!!! ”
Così lei si avvicinò mi prese sottobraccio e ci avviammo verso il ristorante.
Inutile descrivere il posto che solo quando ci sono ritornato ho visto quanto era bello, perchè quella sera vedevo solo lei e tutto quello che mi circondava non contava niente, non ricordo cosa mangiammo, non ricordo di cosa parlammo mi ricordo solo che ad un certo punto, assillato dal dubbio che mi aveva rovinato il pomeriggio, iniziai un discorso strano asserendo che alcune volte anche (e posi l’accento su anche) nel lavoro non si può sempre prendere l’iniziativa ma bisogna attendere che si manifesti chi di regola non dovrebbe in modo da avere la certezza delle intenzioni dell’interlocutore.
Questo discorso fu molto apprezzato da tutti e vidi che lei guardandomi faceva cenni di assenso con la testa.
Ancora una volta non ce la facevo più, così con la scusa che avevo ancora odore di pesce sulle mani dissi che andavo a lavarmele e andai in bagno.
Non speravo che lei mi seguisse perciò appena entrato in bagno mi chiusi dentro ed ancora una volta al primo colpo venni in una maniera veramente libidinosa.
Mi ricomposi e tornai al tavolo. Lei era li più bella che mai e prima ancora di sedermi sentivo già che qualcosa nei pantaloni si stava risvegliando.
Per fortuna avevamo finito e sinceramente sentivo un po’ freddo ma non potei mettermi il maglione perchè altrimenti avrei fatto vedere a tutti quanto ero eccitato.
Arrivati in macchina lei fece sedere davanti, accanto al marito, il mio capo dicendo che così loro avrebbero potuto parlare meglio, quindi si sedette dietro accanto a me.
La macchina si avviò ed io ero accanto alla donna che aveva stravolto i miei pensieri assalito dal dubbio che lei non avesse capito che il discorso che avevo fatto a tavola era rivolto solo ed esclusivamente a lei.
Subito dopo che gli ultimi lampioni della cittadina furono passati ci immettemmo sulla statale ed il buio ci avvolse totalmente.
Fu allora che sentii la sua mano cercare la mia.
Il discorso di poco prima aveva raggiunto il risultato sperato, così senza pensarci due volte presi la sua mano e la poggiai sul mio uccello teso all’inverosimile.
Si avvicinò di più e mi sussurrò in un orecchio
“Ma stai così da quando siamo arrivati? “…. ed io sempre sussurrandole in un orecchio risposi
“Guarda che sto così da appena ti ho vista sotto l’albergo, senza contare che quando sono andato in bagno ho dovuto farmi una sega per non rischiare di sborrare nei pantaloni davanti a tutti!!!! ” Lei mi rispose solo
“Povero caro… ” e dopo aver preso il mio provvidenziale maglioncino, lo sistemò sopra la patta infilandoci la mano sotto. Mi abbassò piano la cerniera liberando il mio uccello con un gesto deciso. Cominciò ad accarezzarlo mandandomi in uno stato quasi di trance, riuscii solo a dire, cercando di non farmi capire da chi era davanti, “Ci sono!!!! ” Lei sentendo sotto la mano la sborra che stava salendo, buttò per terra la borsetta e si inchinò come a volerla raccogliere ma così facendo scostò il maglione e avvolse il mio cazzo con le sue morbide labbra, proprio nel momento in cui stava esplodendo, riversandole in gola una quantità industriale di sperma.
Mi sentivo in paradiso anche perchè la situazione era davvero perversa con il marito che continuava a guidare a mezzo metro da noi, conversando con il mio capo. Ingoiò tutto il mio succo fino all’ultima goccia, poi si sollevò e leccandosi le labbra, disse ad alta voce facendosi sentire anche dal marito:
“Che buon sapore, ho ancora in bocca il sapore del pesce che ho appena gustato!!! “. Non stavo più nella pelle dalla goduria che mi aveva appena dato e, allungando la mano cominciai ad accarezzarle le cosce stupende cercando di sostenere, per quanto mi era possibile, la conversazione con il marito ed il mio capo che erano davanti.
Lamia mano saliva sempre più su quella pelle morbida e liscia fino ad arrivare al bordo delle mutandine che oramai non erano altro che uno straccio zuppo dei suoi umori. Scostai il bordo e infilai un dito in quel lago di piacere cominciando a muoverlo all’interno, ne infilai un altro trovando il clitoride duro ed eretto come non mai. Continuai a titillarlo fino a quando non sentii tutto il suo corpo fremere e le sue cosce stringermi la mano che avevo dentro la sua fica. La vidi mordersi le labbra per non far sentire i gemiti di piacere che quell’orgasmo rubato le stava procurando, così sfilai le dita da quel vulcano in eruzione e me le portai alla bocca, assaporando il nettare che quella donna stupenda stava producendo solo per me.
Inutile dire che il mio bastone era tornato ancora in tiro, ma lei vedendo le luci della città che si vedevano in lontananza, con un po’ di difficoltà lo rimise nei pantaloni, poi avvicinandosi di più mi disse:
“Mio marito la mattina esce di casa verso le nove, perchè dopo non vieni a prenderti un caffè da me? ” FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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