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Quella voce

Ohhhhhhhhhh! La scorsa notte è stata così speciale che devo condividerla con voi. Solo a pensarci mi eccito a tal punto che ogni volta che ne sento il desiderio… bene, è sufficiente che pensi all’altra notte

Sapete quando qualcosa vi sorprende? Quando non vi aspettate che accada? Come quando non pensate minimamente che possa accadere ed invece accade? Dunque questa è stata la mia notte scorsa.

Di tanto in tanto avevo parlato al telefono con quell’uomo, al lavoro; naturalmente le nostre conversazioni erano sempre di affari (va bene, ok, le parole erano “Mi mandi 500 pezzi di part number 200004”, ma nella mia immaginazione erano ben altre). Naturalmente lui telefonava per il materiale e penso non avesse in mente altro.

Dunque! La scorsa sera era la mia sera fortunata! Aveva bisogno di quelle parti prima della mattina seguente e, quando ho controllato, tutti di nostri uomini addetti alle consegne se n’erano già andati. Mi è molto dispiaciuto telefonargli per dirgli che non c’era personale per la consegna e che quindi non era possibile fargli avere il materiale quel giorno. Naturalmente la sua voce aveva un’espressione delusa, come se fosse un problema enorme. Ma quando ha proposto di venire lui a ritirarli ho dovuto dirgli che non sarebbe stato possibile perché la sicurezza della ditta prevedeva che l’edificio fosse vuoto almeno un’ora prima che lui potesse arrivare.

Allora, proprio prima di riattaccare… bene, si è scusato e sembrava quasi disperato ma mi ha domandato se non potevo farlo io, mi ha chiesto se ero così gentile da incontrarmi con lui, mi avrebbe offerto un drink e la cena. Il Blue Heaven! … voglio dire il locale più esclusivo della provincia!!!
Wow! Allora, naturalmente, con tutti i pensieri che mi avevano affollato la testa per mesi, come avrei potuto opporre un rifiuto, insomma voglio dire che l’avrei incontrato anche nella peggiore taverna della città!

Mi ha suggerito, per potermi preparare, di passare prima da casa, ci saremmo incontrati più tardi, alle nove. Ragazzi! Sono volata a casa e senza perder tempo sono entrata nella vasca da bagno dove sono rimasta a lungo. Non è vero che ogni donna che si prepara ad un incontro dovrebbe farsi un bagno con sali da bagno? Naturalmente mi dovevo vestire in maniera appropriata, così ho scelto il vestito blu senza spalline, quello che cela a malapena i miei seni grandi e pieni. Oh! Non avevo considerato che la pelle morbida, di seta delle mie mammelle, che striscia contro il raso blu deve essere veramente sexy. Naturalmente non ci avevo pensato! Il pensiero non mi era mai passato per la testa.

Bene, sono arrivata al club proprio alcuni minuti dopo le 9 (Sì, ho girato per trentacinque minuti intorno all’isolato per non apparire ansiosa). L’ho fatto chiamare e dopo poco è arrivato nell’atrio. Ho capito subito che era lui! Con tutti i pensieri che avevo avuto su di lui! che avrebbe potuto essere il Gobbo di Notre Dame e probabilmente non mi sarebbe piaciuto… invece aveva un così bell’aspetto! La voce era adatta a lui! Sono rimasta impalata, goffa, avevo avuto tutti questi pensieri ma naturalmente per lui ero solo un’impiegata che vendeva delle parti di cui aveva bisogno.

Il suo sorriso… era perfetto… era proprio come l’avevo immaginato. Anche lui mi ha guardato con apprezzamento, come si deve guardare una donna.
Una donna con cui piacerebbe passare un po’ di tempo in qualcosa che non siano affari. Ero contenta che fosse così buio! Devo essere arrossita sino alle unghie dei piedi. I suoi occhi hanno cominciato dal mio viso e poi si sono mossi lentamente giù ai gonfiori bianchi sopra la scollatura ed alla fessura profonda tra i grandi seni. Per un momento ho avuto paura che ci fosse qualche macchia, voglio dire che ha studiato quella zona così a lungo! Poi ha osservato attentamente il resto del mio corpo. A dispetto della sua esplorazione così scoperta, non c’era nulla di offensivo nei suoi modi, effettivamente era estremamente eccitante ed era molto difficile pensare che si sarebbe rimasti nel campo degli affari.

Mi ha preso sotto braccio e mi ha scortato nel salone; mentre chiacchieravamo ci siamo fatti alcuni drink; non so per quanto tempo abbiamo parlato, ma lentamente la conversazione è divenuta più personale. Quasi senza che ce ne accorgessimo stavamo parlando come se si trattasse di un vero appuntamento, un sottile flirt, lo scoprire ciascuno la sessualità dell’altro. Il mio drink favorito, un Bloody Mary, stava nel bicchiere ghiacciato con uno spicchio d’aglio sul bordo. Era così gelato che mi rinfrescavo la lingua facendola passare sull’orlo (Bene! Questo è la maniera giusta di assaporarlo, sapete! ) I suoi occhi brillavano mentre guardava la mia lingua girare sull’orlo del bicchiere.

Durante la cena ho assaporato delle gambe di sedano lunghe e sode; per mangiarle con grazia è necessario farle scivolare tra le labbra, poi dolcemente morderne via un pezzo. Sembrava si divertisse a vedermi mangiare il sedano! La conversazione è diventata sempre più personale ed il flirt meno velato. Oh! Lui era così speciale, poteva eccitarti parlando di qualsiasi cosa gli venisse in mente. Non molti uomini hanno questa capacità, la maggior parte di loro sembra pensare che il sesso non cominci fino a che non si è nudi nel letto. Ah! se solo sapessero quanto eccitare la mente prima può migliorare le gioie del letto più tardi.
E lui, senza dubbio, aveva un talento per eccitare la mente, un flirtare così sottile, non spiritoso, non timido, neppure spinto. Ma la conversazione mi avvinceva come se lui fosse realmente un conoscitore di tutti i soggetti a cui pensavo. Come se realmente gli importasse quello che pensavo; o meglio voleva parlare di se e delle cose che sentiva. Sentivo aumentare l’eccitazione dentro di me. Speravo che quando ci saremmo alzati per andarcene non avrei scoperto una macchia di bagnato sul mio vestito.

Mentre la nostra bella cena proseguiva ho cominciato a pensare a come prolungare la serata, ma è sembrato che lui sentisse il mio desiderio e mi ha salvato dal
dilemma di decidere se la serata sarebbe finita col dolce o no. Abbandonando la sala da pranzo, come casualmente ha detto che sembrava avessimo ancora tanto da dirci e che dopotutto, il giorno seguente sarebbe stato sabato. Wow! Da quando aveva chiamato non avevo pensato che a quello. Perché aveva richiesto quei ricambi? la sua ditta non era aperta il sabato!
Ha suggerito un drink e ho esitato solo un tempo sufficiente per apparire una signora. Dopo che ci siamo seduti in un separè tranquillo e la cameriera ci ha portato i nostri drink, la calma è stata completa, come se fossimo arrivati al bivio della nostra relazione e dovessimo scegliere quale via prendere. Avremmo potuto terminare i drink facendo della conversazione molto generica e poi tornare ognuno a casa nostra senza alcuna sensazione di rifiuto, oppure avremmo potuto continuare il corteggiamento ed andare a casa, insieme.
Finalmente lui, quasi timidamente ha detto che non era vero che gli servivano i ricambi; che aveva chiamato tardi sapendo che i nostri fattorini erano già andati via e sperando che io accettassi di consegnare i pezzi in cambio della cena. Sembrava molto preoccupato che fossi in collera per la sua piccola manovra. Io ho dovuto essere onesta ed ammettere che avevo sognato molte volte ad occhi aperti di lui e non per il lavoro. Sembrava che le nostre voci avessero fatto effetto su ambedue.

Confessato questo eravamo liberi di esplorare quanto ci eccitavamo l’un l’altro. Avendo stabilito che c’eravamo trovati desiderabili, la conversazione è diventata più consona ad un rapporto uomo donna. Casualmente, come fanno i nuovi innamorati, ci siamo avvicinati fino a far toccare le nostre teste. Era come se ci fosse un blocco caldo vicino alla mia gamba, facevo fatica a non contorcermi sul sedile; il suo braccio intorno alle mie spalle nude non diminuiva certamente l’eccitazione nel mio inguine. Se mi dovevo preoccupare di scoprire una macchia d’umido più tardi….

Ho lasciato cadere uno dei miei sandali e ho cominciato a far scivolare il piede lungo la sua caviglia e la sua gamba. Un respiro più profondo mi ha detto che aveva effetto.
Casualmente ho posato la mano sulla sua coscia (beh, sedevamo molto vicini)… e con una lenta, quasi distratta, carezza, rapidamente ho scoperto che la vicinanza stava avendo definitivamente effetto! Mentre spingeva verso l’alto contro la mia mano esplorante, ha bisbigliato che avremmo dovuto passare la notte nel separè se volevamo evitare di essere imbarazzati quando ci saremmo alzati. Penso che la mia risata gli abbia detto che questa osservazione non mi aveva offeso, infatti mi piaceva parlare ad un uomo che era schietto con la sua sessualità.

Dopo un altro drink abbiamo deciso che per fare una conoscenza migliore sarebbe stato più adatto un altro luogo… per esempio l’albergo che c’era lì vicino. Mentre andavo a rinfrescarmi ha chiesto premurosamente se era possibile lasciare lì la mia macchina per quella notte e, quando sono tornata mi ha assicurato che andava tutto bene e potevamo andare insieme all’albergo. Saliti sulla sua macchina, si è chinato verso di me e mi ha dato un profondo, scandagliante bacio. Un primo bacio profondo, lungo, ed appassionato. Un gran calore mi ha attraversata tutta mentre glielo rendevo, scandagliando la sua bocca con la mia lingua, attirando dolcemente la sua lingua nella mia bocca e succhiandogliela teneramente.

Siamo arrivati all’albergo in un tempo record, siamo entrati nella stanza, era
tutto così perfetto, nessuno di noi due si sentiva di fingere di non conoscere le nostre intenzioni. Avevamo capito subito di aver svegliato la sessualità dell’altro e volevamo portare l’attrazione al massimo. Ci siamo fermati sulla porta e ci siamo abbracciati, ho spinto le mie anche contro di lui, dondolandomi leggermente, lui ha copiato i miei movimenti e per un po’ abbiamo mimato di fare l’amore in quella posizione, baciandoci ed esplorandoci con le lingue.
Lentamente mi aperto il vestito… lasciandolo cadere sul pavimento tra di noi. Liberi della loro costrizione i miei seni sono dondolati come due palle di gelatina… schiacciandosi nudi contro di lui.
Senza mai interrompere il nostro abbraccio, lentamente ci siamo spogliati l’un l’altro; le mani scivolavano lungo il corpo dell’altro mentre ci toglievamo gli indumenti. Ho baciato il cavo del suo collo e la mia lingua ha divorato il suo contorno.
La gravità ha aiutato i suoi pantaloni a cadere sul pavimento dopo che gli ho slacciato la fibbia… la mia mano rapidamente ha incoraggiato i suoi boxer a seguirli. Ho fatto scivolare una mano sull’interno della sua coscia… l’umidità ha evidenziato la sua eccitazione, il suo membro ora era pienamente eretto e rimbalzava allegramente.
Mentre ci muovevamo verso il letto mi ha aiutato a togliermi i collant, da allora non me li posso togliere senza ricordarmi come mi ha eccitato facendoli scendere in quella maniera lenta ed accurata lungo le gambe e così facendo le sue mani mi carezzavano. Quando siamo stati completamente nudi si è sdraiato su di me e ha schiacciato il suo corpo contro il mio bisbigliando dolci parole di passione, dicendomi tutte le cose che gli sarebbe piaciuto… quanto voleva soddisfarmi ed essere soddisfatto.

Sono passate ore mentre noi esploravamo ciascuno il corpo dell’altro con le mani, le lingue, le gambe e qualsiasi altra parte che potevamo trovare da strofinare, carezzare, lisciare, schiacciare. Il mio corpo era divenuto un inferno, dapprima ero imbarazzata perché gli umori che mi colavano dalla vagina palpitante facevano rumore quando mi accarezzava. Comunque, sensibile al mio disagio, quietamente mi ha rassicurato che la mia risposta lo faceva rabbrividire. Tuttavia capiva quanto mi preoccupassi di essere ritenuta una puttana per l’eccitazione che mi aveva preso, e quietamente ha spazzato via tutte le mie paure e dubbi eccitando sempre più il mio corpo.

Ho sentito ondate di cruda emozione trapassarmi; la mia fica ha afferrato ed attirato le sue dita mentre le spingeva dentro di me… prima uno, poi un altro, poi ancora un altro. Usando il palmo della mano ha fatto pressione sul duro bottone… trovando torrenti di umori quando ha immerso la mano. La sua bocca copriva la mia, il primo orgasmo mi ha lacerata, tutto il mio corpo era attaccato dalle sensazioni che provenivano dalla mia fica. Lo spasimo dei muscoli, le gambe sembravano attraversate da fiumi formicolanti mentre tremavano sotto la potenza del mio orgasmo. Lo volevo dentro di me, che spingesse il suo cazzo dentro e mi conducesse sino al regno di Utopia. Che mi cavalcasse… ma lui si è tirato indietro.
Siamo rimasti sdraiati insieme per un po’, mentre le mie sensazioni lentamente declinavano; poi ha cominciato di nuovo, questa volta ha assunto un ruolo più attivo. Dicendomi quello che mi voleva fare… guidandomi perché sapessi quello che gli avrebbe portato il maggior piacere. Impazientemente ho seguito le sue istruzioni, muovendo la testa sul suo corpo, succhiandogli i capezzoli mentre la mia mano gli accarezzava il cazzo, facendolo diventare ancora più duro. Scendendo ancora più giù, leccando la liscia corona con la lingua, portandola nella fessura, assaporando il gusto dolce delle gocce di liquido seminale, leccando l’intera lunghezza del suo cazzo gonfio, seguendo con la lingua le vene, attirando le palle nella mia bocca, carezzandole dolcemente e manipolandole mentre passavo un dito nella fessura del culo e gli scandagliavo l’ano stretto. Ho fatto risalire la bocca sul suo cazzo, coreograficamente lo muovevo dentro e fuori della mia bocca mentre il dito sondava dentro e fuori il suo culo. Mi ha fermata mentre sentivo dalle pulsazioni del suo cazzo che stava per esplodere.

Il mio corpo tremava perché il sentirlo in bocca ed il suo gusto erano eccitanti come lo erano state le sue mani pochi momenti prima. Mi ha posizionato sul limitare del letto, in ginocchio, la sua mano abilmente è scivolata tra le mie cosce e ha strofinato la clitoride finché non mi sono sentita bollire. Avevo un bisogno imperioso che si immergesse… ha toccato il mio buco da dietro, ha spinto le dita sempre più profondamente, ogni spinta, come una pompa, provocava più emozioni nella profondità dei miei lombi, sentivo di nuovo il rumore dei miei umori, solo che ora il suono mi eccitava. I miei capezzoli strofinavano sul letto… il mio corpo in fiamme vibrava di pura gioia. Allora ha fatto scivolare il cazzo dentro di me; lentamente, senza soste, entrava con forza delicata senza ripensamenti.
Solo quando non ha potuto spingere più in profondità ha cominciato a pompare; io dondolavo sulle ginocchia, ed ad ogni sua spinta spingevo verso di lui. I miei lamenti lo incoraggiavano facendogli sapere quanto mi piaceva sentire le sue spinte.

Aggirando la mia gamba con una mano, ha continuato a strofinarmi la clitoride, provocando eruzioni e tremori in tutto il mio corpo. Ho smorzato le mie grida sul materasso. Il mio baratro lo ha succhiato e stretto portando le sue palle contro la mia parte inferiore. Proprio quando ho pensato di aver sperimentato tutti i brividi che il mio corpo poteva offrire (e che lui era capace di creare come un maestro) ha cominciato a spingere dentro e fuori, sempre più velocemente; i suoi lamenti si sono armonizzati coi miei mentre ambedue raggiungevamo l’estasi sessuale in un crescendo. I suoi succhi sono sprizzati dentro di me, riscaldandomi, mescolandosi coi miei. La sensazione del suo sperma sparato dentro di me mi ha portato ad una vetta di piacere che ha spazzato via tutto il resto del mondo, non c’era più niente, nessun movimento, solo tremori ondeggianti che scuotevano il mio corpo.
Dopo siamo rimasti sdraiati insieme, abbracciati, prendendo piacere dal lento recedere della marea del nostro piacere, gustando l’uno nell’altro la deliziosa bellezza della nostra sessualità individuale e le gioie che ci permetteva di dare… e ricevere. FINE

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