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Sauna affollata

Sono una ragazza giovane, ho 18 anni, sono curata, ci tengo al mio aspetto, e tra le cure del corpo prediligo la sauna. Così, una volta a settimana, dopo il lavoro vado in un centro sportivo e mi rilasso nella sauna. Di solito la trovo deserta, ma quella volta, dallo spogliatoio sentivo delle voci che parlottavano e ridevano. Peccato, avrei voluto rilassarmi da sola, ma magari era una buona occasione per fare due chiacchiere tra ragazze. Mi spogliai, mi feci una doccia di pulizia, misi un asciugamano intorno alla vita (sotto ero nuda, come da regole del centro) ed entrai. Appena entrata mi sembrò subito di avere interrotto qualcosa. Nella stanza c’erano tre donne di media età, tra i 45 e i 50 anni direi, ma ben messe. Due di loro erano completamente nude e l’altra aveva un asciugamano alla vita come me. Appena entrai si zittirono di colpo, e la sensazione di avere interrotto qualcosa fu ancora più marcata. La stanza non era grande, e la panca era occupata da loro tre, così sembrava non esserci posto x me, io avevo l’aria un po’ intimidita, ma quella che stava al centro si alzò immediatamente e disse: – Ciao, non preoccuparti, puoi sedere qui, io mi siedo sopra la mia amica. Ti dispiace Carla? – Ma figurati, vieni, vieni.. . E così la signora che si era alzata (una di quella nude) si alzò e si sedette sopra la sua amica, anch’essa nuda. Io mi sedetti nel posto lasciato libero, ma ero ancora intimidita. Non sapevo perché ma mi sentivo in imbarazzo, e guardavo per terra. Le tra amiche intanto ridacchiavano e facevano finta che io non ci fossi. – Dimmelo se ti peso, Carla. – Ma figurati, anzi, così posso controllare meglio.. . Mentre diceva questo, Carla cinse la sua amica e con una mano le toccò la fica, con l’altra un capezzolo. L’altra rise maliziosamente. – Dai, Carla, se fai così non mi tengo, lo sai.. Ma mentre parlava si strofinava avanti e indietro col culo contro la fica dell’amica. L’altra intanto rideva e aveva messo una mano sotto l’asciugamano e si vedeva che se toccava. disse: – ragazze siete tremende, nemmeno con gli ospiti riuscite a tenervi.. . Ma le altre erano probabilmente al massimo dell’eccitazione e prese dal loro gioco. Carla aveva iniziato un bel ditalino all’amica che si strofinava e ciucciava con piacere un dito. – madonna che fica bagnata che hai, scommetto che nemmeno tuo marito te la fa bagnare così.. – Hai ragione, lui pensa solo a immergere il cazzo e pompare per quei tre minuti, se ne frega del mio grilletto. A quel punto Carla disse: Rosa.. vieni anche tu, mi sa che Lucia ha bisogno di te. Rosa a quel punto si alzo, si inginocchiò davanti a Lucia e iniziò a leccarle la fica. Era uno spettacolo eccezionale: Carla sotto, Lucia seduta sopra di lei che veniva masturbata e leccata allo stesso tempo. – Sìììì.. leccami la fica, fai entrare quella lingua più a fondo, più a fondo. – Porca che sei, non ti basta mai, vero? – Sditalinami anche il culo – disse Lucia a Carla. A quel punto Carla tolse la mano che teneva sulla tetta di lucia e la mise dietro, entrando con un dito nel culo, mentre con l’altra mano continuava il ditalino. Lucia così veniva sditalinata, leccata e penetrata nel culo. – Sìì.. puttana, spingi, spingi lo sai che ho il culo aperto. Dai che poi tocca a te, ti ficcherò tutta la mano prima nella fica e poi nel culo, ti farò urlare dal piacere, ma intanto spingi che sento la fica che cola. e Tu succhiami il grilletto, stronza, ciuccialo come fai con la cappella di tuo marito, ciuccia, ciuccia.. . Ahhh.. . sìì.. . così, brave lesbicone che non siete altro.. . Mi piace.. . Io intanto facevo finta di niente, ma non potei fare a meno di stringere le gambe e infilare una mano sotto l’asciugamento tra le cosce e iniziare anch’io un bel ditalino da sola.. Probabilmente le tre mi sentirono ansimare. Rosa mi guardò e disse: – La maialina si tocca.. . Quasi fosse la parola d’ordine che aspettavano le tre si fermarono e mi guardarono. Ti piace lo spettacolino, puttanella? Io non avevo voce, ma non riuscivo a togliere la mano dalla fica, non riuscivo a parlare, ma solo a far entrare il dito avanti e indietro. Risposi con un filo di voce: – sì.. . – Lo hai mai fatto? mi chiese Lucia, la più porca. – No.. . – Ma muori dalla voglia di provare, vero? Ancora una volta con un filo di voce risposi: -Sì.. . Era il segnale, Lucia e Carla si alzarono, mi fecero distendere sulla panca. Lucia mi aprì l’asciugamano e disse: – Mmm.. . che fichetta rasata, giovane. Inizio io, la voglio! Iniziò a toccarmi fuori dalla fica, col dito bagnato mi strofinava le labbra della fica senza entrare, strofinava e diceva: – Cosa vuoi, puttanella? Le altre in piedi guardavano e si toccavano. Lucia ripeteva: – Cosa vuoi, puttanella? Vuoi il mio dito nella fichetta? Dillo.. . dillo.. . – Sì, voglio che mi tocchi la fica, voglio che metti il tuo dito dentro, anzi, ne voglio due, tre.. . fammeli sentire, e voglio che mi lecchi, leccami la fica, ti prego, leccamiii.. . – Mmm.. . sei una vera porcellina, sì, assaggerò la tua fichetta, ma anche tu dovrai leccare quella di nonna Rosa.. . Così Rosa, la meno giovane si mise a cavallo sopra di me, in modo di avere la sua fica sulla mia bocca, e mentre Lucia mi leccava come mai nessuno aveva fatto, io d’estinto tirai fuori la lingua e iniziai a leccare. Non avevo mai assaggiato una fica, ma era una sensazione piacevole, avevo gli occhi chiusi, ma sentivo la fica umida e morbida di Rosa, la esploravo con la lingua, la leccavo, la succhiavo, come se avessi fatto solo quello nella mia vita. Lucia era una maestra, io seguivo i suoi movimenti, e li rifacevo su Rosa. Carla guardava e si sditalinava in piedi commentando: – Lucia sei proprio una troia, le stai mangiando la fica.. e a te piace, vero piccoletta? Guarda come lecca la fica di Rosa la ragazzina, dai mettile un dito nel culo, così.. così.. spingilo e falla sbrodare a questa vecchia puttana. Non le capita spesso di godere così. Lucia intanto mi aveva messo tre dita nella fica e uno nel culo e intantio continuava a leccare, anch’io penetrai Rosa da dietro e mentre spingevo il mio dito nel suo culo lei mi skikkò di sbroda calda gridando: – Sìììì.. . vengo, vengo.. . sbrodo.. . bevi la mia sbroda, piccoletta, bevi tutto, senti che buono, bevi.. . sìììììììììììììì.. . A quel punto anch’io venni: – Sììì.. . buona la sbroda, sbrodo anch’io.. . sììììììì.. . sììììììì.. .. Non riuscivo a fermarmi, mentre gopdevo il mio corpo si contraeva al massimo, quasi saltavo sulla panchina, non avevo mai goduto così. Lucia e Carla ci seguirono immediatamente, entrambe masturbandosi come ossesse: – Sììììììììììì.. . godo, godo.. . belle fiche, belle sbrodate.. sììììì.. godooooooooo.. .. Poi, per un minuto nessuna delle quattro parlò, finché un rumore che veniva dallo spogliatoio ci riportò alla realtà. Aprimmo la porta della sauna giusto in tempo per vedere il ragazzo marocchino che puliva i bagni che scappava via col cazzo ancora tra le mani, lasciando skizzi di sborra ovunque. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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