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Treno espresso

Flavio era molto stanco, aveva passato tutta la giornata all’università a ripassare con un amico l’esame che dovevano sostenere il giorno dopo, prese il treno espresso delle 19: 10 che era quasi sempre deserto, quindi cercò uno scompartimento vuoto, tirò le tende e spense la luce sperando che nessuno lo disturbasse per almeno un ora, tanto durava il viaggio sino a casa sua.
Si addormentò e non si svegliò nemmeno quando un altro passeggero entrò nello scompartimento, forse perché non aveva acceso la luce.
Si trattava di un ragazzo biondo piuttosto alto e decisamente bello.
Flavio aveva l’impressione che qualcuno gli stesse accarezzando l’uccello, quindi aprì gli occhi tanto basta per vedere che in effetti l’uomo seduto davanti a lui aveva allungato una mano e gli stava toccando il cazzo attraverso i jeans.
Flavio era veramente dotato, il suo arnese eccitato era enorme, ma anche a riposo era di notevoli dimensioni e talmente compresso in quei jeans strettissimi che sembrava dovesse esplodere fuori da un momento all’altro.
Flavio non si scompose, finse di continuare a dormire, volendo vedere fino a che punto quello si sarebbe spinto.
Matteo, questo era il nome dell’altro ragazzo, era visibilmente eccitato, tanto che si spinse fino al punto di abbassare la lampo dei pantaloni di Flavio e di accarezzargli delicatamente il pacco contenuto nei boxer, a quel punto però si accorse che qualcosa non andava, perché il cazzo che stava ammirando, cominciò a gonfiarsi, fino a quando i boxer non riuscirono più a contenerlo.
Allora Flavio prese Matteo per i capelli e spinse il viso di Matteo verso il suo inguine,
“Se ti piace tanto perché non lo assaggi” disse.
Matteo era spaventato, credeva che stesse scherzando e che da un momento all’altro lo avrebbe preso a cazzotti, ma non era così, Flavio premette più forte fino a ché il suo uccello non fu quasi tutto nella bocca di Matteo che cominciò a pompare con metodo.
Flavio godeva immensamente – quello ci sapeva proprio fare con la lingua – e non riuscì più a trattenere il suo sperma nelle palle, quindi venne ed inondò la faccia di Matteo con un rivolo di liquido biancastro.
A quel punto Flavio si mise a pecorina e si spalmò il buco con un po’ della sborra che era ancora abbondante sulla faccia del suo amante.
L’invito era fin troppo esplicito, e Matteo non perse tempo, infilzò con un colpo netto il culo di Flavio e gli spinse il suo bel cazzone su nelle budella, quindi iniziò a fotterlo con forza, emettendo gemiti di piacere.
Allora Flavio gli disse
“Fai piano, e se ci sente il capotreno? ” e l’altro gli rispose senza smettere
“Non c’è problema qui c’é posto anche per lui! ” FINE

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