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Tutto iniziò con una telefonata

Premetto che questa è una storia realmente accaduta. Tutto è nato circa quattro anni fa, io avevo ventidue anni e come la maggior parte dei ragazzi anch’io ero molto attratto dalle donne mature. Mi attiravano soprattutto quelle belle quarantenni che non facevano nulla per non farsi guardare e in ogni loro sguardo ci vedevi sempre un non so che di malizioso e porco. In quel periodo fui particolarmente colpito da una signora che io conoscevo abbastanza bene perchè abitava nelle vicinanze del bar che frequentavo e perchè era la madre di un mio amico alla lontana. In quel periodo avevo una gran voglia di scopare ma alla vista della signora I. il mio cazzo faceva davvero un grande sforzo a rimanere nei pantaloni per quanto me lo faceva rizzare. Non so se lei si fosse accorta di questa mia particolare attenzione nei suoi confronti, quello che so è che avrei avuto soltanto una gran voglia di sbattermela selvaggiamente, trattandola come l’ultima delle puttane. La signora in questione era(è) alta circa un metro e settanta, capelli castano chiari lunghi fino alle spalle, occhi verdi e, vi assicuro faccia da gran porca. Inoltre vestiva sempre con minigonne abbastanza corte condite sempre da calze nere e tacchi a spillo. C’erano dei giorni che uscivo apposta per guardarla, notare com’era vestita e poi, una volta a casa farmi delle gran seghe pensando a lei. Ma non trovavo mai il coraggio di avvicinarmi a lei per delle avances un po’ perchè era sposata, un po’ perchè era la madre di uno che conoscevo, e quindi la cosa non era molto semplice. Ad aumentare la mia voglia quasi ossessionante nei suoi confronti c’erano i racconti di altre persone, anche miei amici che affermavano che la madre di Cesare, il tipo che conosco, era proprio una puttana e che faceva le corna al marito quando lui era al lavoro. Allora mi imposi che in un modo o nell’altro dovevo parlarle e a questo punto decisi di telefonarle; non fu difficile ottenere il numero di telefono perchè conoscevo i cognomi sia di lei che del marito e la strada dove abitavano. Così una volta ottenuto il numero decisi di chiamarla e decisi di farlo di mattina quando il marito era a lavoro e i figli a scuola.
La prima volta che la chiamai alla sua risposta il cuore cominciò a battermi tanto forte che non riuscii a proferire parola. Ma non mi arresi: contnuai per altri due giorni a chiamarla senza parlare, poi il terzo giorno decisi di stare un po al telefono sempre senza parlare ma ascoltare cosa e se diceva qualcosa lei o riattaccava subito. E fu così che lei cominciò a chiedere “chi sei? ” “perchè chiami e non parli? ” “non hai più la lingua? “, e quando disse quest’ultima frase come per istinto mi venne da dire solo “la lingua ce l’ho per leccarti quella figa slabbrata da puttana che hai”. A quste mie parole lei stette alcuni secondi in silenzio forse scossa da tanta volgarità, ma poi si riprese e ricominciò a fare domande: “chi sei? cosa vuoi da me? ” ed io “sono uno che ti vuole scopare, uno che vuole farti sentire ancora più troia di quella che sei”. La baldracca faceva finta di fare l’offesa ma sentivo dal suo respiro che si era eccitata come una vacca, ma per non scoprirsi troppo ad uno sconosciuto riattaccò. Dopo questa telefonata capii un paio di cosette: la prima era che avevo sempre più voglia di lei, e la seconda era che la signora ci stava proprio ed in più le piaceva farsi insultare. Dopo quella telefonata stetti per alcuni giorni senza chiamarla, poi un bel mattino essendomi svegliato con il cazzo durissimo comincio a spararmi una sega atomica pensando a lei. Mentre sono con il cazzo in mano penso che alla puttana potrebbe piacere sentire me che sto sborrando pensando a lei, così la chiamo e quando risponde parto a razzo: “ciao gran puttana ti ricordi di me? ” e lei fingendosi indignata “ma quando la smetterai di fare il porco al telefono? ” “perchè non ti fai vedere? “. Ma mentre lei parla io continuo a menarmi il cazzo e glielo dico. Lei per continuare a parlare fa finta di non sentire e continua a fare domande; poi le dico “sto venendo puttanone, prendila tutta sta sborra alla faccia di quel cornutone di tuo marito”. A questo punto succede l’imprevedibile! Sento lei che comincia a gemere e a dirmi “siiiii, sborra maiale dammela tutta, mi hai fatta bagnare come una puttana, ho voglia di cazzo e quello stronzo di mio marito non mi fotte. sono una grande vacca baldracca. ” Incredibile, si era lasciata proprio andare! Dopo quella volta non le telefonai più e lei non venne mai a sapere chi fosse quello sconosciuto, neanche un anno e mezzo dopo quando successe quello che avevo sempre sognato. In effetti fu tutto un caso come capita spesso per queste cose. Stavo ritornando a casa mia ed ero entrato nel atrio del mio palazzo chiamando l’ascensore; mentre aspetto sento il portone del palazzo aprirsi e quindi io, che sto per prendere l’ascensore, aspetto per vedere se è qualcuno che vuole salire. Chi mi ritrovo di fronte? lei, il troione della telefonata. A questo punto siamo solo io e lei nell’ascensore e a me comincia a battere forte il cuore ed in più accade quello che io non avrei mai pensato di fare: si blocca l’ascensore. Così la vedo nella penombra della luce d’emergenza, con il suo tailleur nero, le calze nere arrapantissime, le scarpe con tacco alto! Farfuglia qualche frase di disappunto, io invece sto zitto con il mio cazzo durissimo e all’improvviso per istinto decido di farglielo sentire sul culo.
Lei si gira, mi da uno schiaffo e a questo punto io non ci vedo più dalla rabbia, le salto addosso le strappo letteralmente i vestiti di dosso e la impalo con il mio cazzone ormai diventato di pietra. Lei cerca prima di divincolarsi ma poi cede del tutto e comincia a cedere al godimento. Io la chiavo dicendole frasi del tipo “non aspettavi altro mignotta, volevi solo un gran cazzo che ti sfondasse” e così dicendole glielo ficco tutto in culo. La puttana è rotta dappertutto e non mi riesce difficile farle arrivare il cazzo fino all’intestino. Poi tiro fuori il cazzo dal suo culo e mi accorgo che è sporco della sua merda, e così senza pietà lo metto nella sua bocca e glielo faccio succhiare fino a sborrarle in gola! Una volta venuto e dopo averla fatta godere più volte riusciamo a far ripartire l’ascensore ed una volta fuori lei mi dice solo “mi hai fatta proprio godere ma noi da qui in poi non ci conosciamo”. E così finì questa stupenda storia di sesso!!! FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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