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Una Sera a Teatro

Esco soddisfatto dal negozio, ho trovato proprio quello che volevo ed ora il mio progetto può finalmente andare in porto. Arrivo a casa e nascondo il regalo, mi sdraio sul divano e mi godo la fine della mezza giornata di ferie che mi sono preso, guardo un po’ la TV, leggo delle riviste e dormicchio.
Alle 18 chiamo Simona in ufficio:
“Arrivo a casa alle 19, prepari qualcosa per cena? ”
“Non preoccuparti, ho già pensato io alla serata. ”
Quando Simona rientra mi trova disteso sul letto coperto dall’asciugamano che ho usato quando sono uscito dalla doccia.
“Ti andrebbe di andare a teatro, Simona? ”
“Questa sera? ”
“Si, ci sarebbe un concerto di musica classica e visto che ti piace ho pensato di prendere i biglietti. ”
“Che bello, allora vado a farmi una doccia. ”
“Fatti un bagno rilassante, voglio che tu sia riposata per la serata. ”
Apro l’armadio e cerco il mio vestito, poi passo a scegliere gli indumenti che Simona indosserà, voglio che sia provocante, quasi sfacciata, ma non volgare. Li poso sul letto assieme al mio regalo e poi vado in bagno, mi siedo sul bordo della vasca, dietro Simona e le massaggio la schiena, dopo un po’ lei si gira, apre l’asciugamano che avevo stretto in vita e cerca il mio membro. Fa scorrere la pelle verso il basso per liberare il glande che bacia appassionatamente provocandomi un’erezione istantanea.
“Mi sono permesso di scegliere i tuoi vestiti per questa sera, ma aspettami per indossarli, potresti avere bisogno di aiuto. ”
Simona esce dalla vasca da bagno e dopo essersi coperta con l’accappatoio va in camera, io mi faccio la barba e mi massaggio con la crema idratante.
Quando torno di là Simona è distesa sul letto:
“Non hai messo sul letto neanche un perizoma, vuoi che indossi la gonna senza niente sotto? ”
“No, in realtà ho un regalo per te. ”
Simona allora si alza lascia cadere a terra l’accappatoio e mette il reggiseno nero di pizzo, le coppe sono tagliate e lasciano scoperti i capezzoli, i seni sono spinti uno contro l’altro fino a sfiorarsi.
Le porgo le calze, sono di seta con la riga, lei si siede sul bordo del letto e le infila facendo attenzione a non rovinarle, allaccia il reggicalze attorno alla vita e poi i quattro elastici alle calze.
“Hai pensato anche alle scarpe? ”
“No, in realtà non ci avevo pensato, preferisci mettere le scarpe o gli stivali? ”
“Potrei mettere gli stivali, anche se è aprile fa ancora un po’ freddo. Credo sia l’occasione adatta per mettere quelli che mi hai regalato al mio compleanno o ti sembrano troppo audaci? ”
“No, ti stanno benissimo. ”
Simona esce dalla camera, il suo ritorno è preceduto dal rumore dei tacchi di metallo sul pavimento. Si ferma sulla porta, allarga le gambe e mi mostra il suo sesso completamente depilato.
“Vorrei aprire il mio regalo adesso. ”
“Credo che sia il caso, altrimenti potrebbe essere troppo tardi dopo. ”
Si avvicina al letto e leva il pacchetto dalla borsa anonima, i nostri sguardi si incrociano mentre mi siedo sulla poltrona che è rivolta verso il letto.
Simona strappa la carta e senza indugiare apre la scatola e ne estrae un tanga. Al suo interno sono applicati due falli, non sono lunghissimi, ma grossi e quello davanti ha una protuberanza che serve apposta a stimolare il clitoride.
“Cosa vuoi che faccia? ”
“Voglio che tu le indossi per venire a teatro. Vieni qua che ti aiuto a metterle. ”
Simona si avvicina, bacio il suo ventre, piano piano mi abbasso verso le grandi labbra, la sento sospirare, le mie mani stringono le sue natiche e spingono il suo sesso verso la mia lingua. Lo bacio come se fosse una bocca, è calda e sento subito il sapore dei suoi umori che cola dalla vagina.
Slaccio i ganci laterali del tanga e introduco il fallo più grande nel sesso di Simona, esercito una leggera pressione per assicurarmi che il fallo non si muova, Simona trasale e si abbassa piegando le gambe per fare in modo che la spinta risulti più vigorosa. Mi guarda e sorride, sa benissimo che la doro quando si lascia andare in questo modo.
Si rialza e si gira, prendo la crema che usiamo di solito per fare questi giochi, ne metto una grande quantità sulle mani e incomincio a massaggiare il sedere di Simona, disegnando dei cerchi sempre più piccoli fino ad arrivare a toccare il buchino.
“Mi stai già facendo impazzire, non so come farò a tenere questo tanga tutta la sera. ”
“Posso penetrarti? ”
“Si fallo, voglio sentirmi riempita. ”
Introduco il secondo fallo e Simona lascia che l’orgasmo la prenda, e la scuota, le fa cedere le gambe, si siede sulle mie e mentre è ancora percorsa dagli spasmi e fa fatica a respirare, allaccio i ganci del tanga che stringono la vita cosi da impedire che i falli escano da lei.
“Alzati dobbiamo finire di vestirci se vogliamo arrivare in tempo a teatro. ”
“Non so se riuscirò a camminare, tra i tacchi e i tuoi giochi…”
Levo l’asciugamano che mi ha coperto finora e mi vesto con un completo che piace particolarmente a Simona, lei infila la gonna nera di un tessuto molto leggero con uno spacco che corre lungo la gamba sinistra quasi fino all’inguine. La maglietta con le maniche a tre quarti è ricoperta da palliettes color avorio e ha un ampia scollatura che lascia all’aria buona parte del seno.
“Sono pronta, mi lasci due minuti per mettermi un po’ di rossetto e sistemarmi il trucco? ”
“Fai pure, io ti aspetto in macchina. Andiamo con la mia? ”
“Si, puoi mettere la mia nel garage per favore? ”
“OK. ”
Simona sembra non avere problemi quando esce da casa, nel breve tragitto dall’ingresso alla macchina una raffica di vento primaverile le apre la gonna mettendo in vista le calze. Lei abbassa le mani per richiudere la gonna ma dopo essersi sincerata che nessuno possa vederla si ferma in mezzo al vialetto e lascia che il vento la aiuti ad eccitarmi. Bastano pochi secondi di quella visione e il mio membro incomincia a spingere contro i boxer di cotone elasticizzato.
Simona apre la portiera e i miei sensi sono ancora rapiti dall’immagine che ho impresso nella mia mente poco prima.
“È un po’ difficile calarsi nella spider, mi sembra che ad ogni movimento mi penetrino sempre di più. ”
Mi piace che Simona mi racconti come si sente, che mi dica quali sono le sensazioni che i nostri giochi le fanno provare.
Accendo il motore e parto; arrivati verso il centro mi fermo ad un semaforo, nella corsia a fianco alla mia si ferma un uomo con lo scooterrone, guarda nell’abitacolo della macchina e subito leggo sulla sua faccia un’espressione di stupore. Mi giro verso Simona e ne capisco il motivo: lo spacco lascia ben scoperta la gamba in modo che sia evidente sia la calza che il reggicalze. Guardo Simona in faccia, si è accorta che l’uomo la sta osservando, ma non si copre.
Il semaforo diventa verde, parto e facendo finta di niente scopro anche l’altra gamba di Simona. Arrivato al semaforo successivo sono costretto a fermarmi. Guardo nello specchietto retrovisore, nel quale compare subito l’uomo in scooter di prima. Si ferma al mio fianco e ricomincia a guardare le gambe di Simona. Lei prende la mano che ho appoggiato sulla leva del cambio e la porta vicino al suo inguine, poi con la mano sinistra apre la cerniera dei miei pantaloni e va a toccare il pene. Io continuo a guardare il semaforo facendo l’indifferente ma Simona è riuscita ad eccitarmi di nuovo.
Quando diventa verde lascio che o scooter mi preceda e poi giro nella via che costeggia il parco davanti al teatro.
“Ti fanno ancora effetto o ti sei abituata ormai? ”
“Non posso dire di essermi abituata, ma almeno non li sento cosi tanto quanto all’inizio. ”
Scendo dalla macchina, faccio il giro e apro la portiera di Simona, lei scende e sia appoggia a me, aspetto che si sia stabilizzata e poi chiudo la macchina. Facciamo i primi dieci passi, evito appositamente di camminare veloce, ma Simona mi afferra un braccio:
“Non penso di arrivare al teatro senza aver avuto ameno altri due orgasmi. ”
Il viale che porta al teatro è lungo circa duecento metri, più vicini non si può proprio parcheggiare, quindi riprendiamo a camminare ancora più lentamente. Simona appoggia la sua mano sul mio sedere e lo massaggia delicatamente, io faccio lo stesso sapendo di aumentare la tortura e il piacere della mia ragazza.
“Fermati ti prego, non ce la faccio più sto per avere un altro orgasmo. ”
Siamo quasi alla fine della stradina, continuo a camminare, ma dopo quattro passi Simona si mette davanti a me e mi bacia mettendoci tutta la carica sensuale che ha. Il bacio si interrompe quando l’orgasmo parte dal suo sesso e risale lungo la schiena. Devo sorreggerla perché non cada.
Senza parlare riprendiamo a muoverci verso il teatro che ormai è vicino. Non abbiamo grossi problemi a trovare i posti, la sala è quasi piena e manca poco all’inizio dello spettacolo.
Ci sediamo e Simona fa in modo che la gonna copra le cosce, per essere sicura che non si notino le calze, si leva il giubbotto di pelle nera e lo sistema sulle gambe.
Ala mia sinistra sono sedute due donne di mezza età molto distinte, mentre alla destra di Simona si siede una coppia di persone anziane.
“Adesso stai meglio amore? ”
Simona mi risponde sottovoce:
“Prima sono stata mooolto bene, solo che non ero comoda. Ora sono un po’ più calma. Ti eccita sapere che due falli mi stanno facendo godere? ”
“Si, so che ti procurano piacere anche se ti crea difficoltà camminare in queste condizioni. ”
Inizia il concerto e si fa silenzio tutto intorno, ascolto la musica e mi faccio trasportare attraverso diverse sensazioni, malgrado non ci capisca molto, la mia mente viaggia sulle note. Simona che ha studiato musica per molti anni al conservatorio è concentrata, non si accorge che la sto ammirando.
All’intervallo si gira verso di me:
“Ho voglia di bere qualcosa, andresti a prendere due drink? ”
“Bevo anch’io volentieri qualcosa, ma occupatene tu per favore. ”
Simona si alza e si fa largo tra gli spettatori. Gli stivali di pelle nera, hanno un tacco altissimo in metallo brunito e sono effettivamente aggressivi. Dietro lasciano scoperta parte del polpaccio mentre davanti salgono fin sopra al ginocchio. La gonna arriva a dieci centimetri dal ginocchio e inevitabilmente si vede la riga delle calze, ma questo non crea problemi a Simona, almeno non questa sera.
La osservo mentre sale le scale che portano all’uscita della sala, dopo cinque minuti ritorna, al suo fianco c’è una sua collega.
“C’è anche Fabiana questa sera? ”
“Si, l’ho incontrata al bar. Sai che mi ha fatto i complimenti? ”
“Per quanto sei bella vestita in questo modo? ”
“Non solo, mi ha detto anche che sei bellissimo, molto di più di quanto io non lasci intendere nelle mie descrizioni. ”
“Stai attenta, potrebbe provarci con me. ”
“Se ci prova ci penso io, tranquillo. ”
Il concerto riprende appena abbiamo finito di bere il succo, questo è il momento giusto per mettere in atto il mio piano.
Infilo una mano in tasca e schiaccio il pulsante del telecomando, sento subito un leggerissimo rumore, come un ronzio e delle vibrazioni, Simona riposiziona in fretta il giubbotto di pelle sulle gambe e si gira verso di me.
“Sei un bastardo Giacomo. Spegnili ti prego, mi farai fare una figura pietosa. ”
Simona ha già difficoltà a parlare, evidentemente i vibratori che ho introdotto in lei stanno facendo un buon lavoro.
Non cedo alla sua richiesta, voglio farla godere qua davanti a tutti, altre volte è successo che io la masturbassi mentre eravamo in pubblico e la cosa le è sempre piaciuta; questa volta grazie alla doppia penetrazione l’effetto sarà ancora maggiore.
Nessuno si accorge di nulla fino a quando Simona non incomincia a respirare con grande affanno, la signora seduta al suo fianco si gira e la squadra.
Simona è troppo impegnata a non farsi notare per accorgersene, anzi, muove il bacino, forse per farsi penetrare più a fondo.
Continuo ad osservarla, passano pochi minuti e Simona diventa sempre più rossa in viso. Le mani le coprono la bocca, si lascia scivolare sulla poltrona fino a toccare con le ginocchia lo schienale di quella davanti a lei. Porta la mano sinistra sul mio membro e lo stringe, chiude gli occhi e io col telecomando spengo i vibratori. Sfioro la sua fronte perlata dal sudore dovuto all’orgasmo, Simona si riporta in una posizione più consona e riprende ad ascoltare il concerto.
Quando finisce lasciamo che quasi tutto il pubblico se ne vada e prima di alzarci, senza farmi vedere da chi è ancora in teatro infilo una mano sotto la gonna e sfioro l’interno delle cosce, le calze sono bagnate dagli umori fino quasi al ginocchio.
“Non ti ho mai vista in queste condizioni. ”
“Sono stanchissima, ho male a tutti i muscoli. ”
Usciamo dalla sala e ci avviamo verso la macchina:
“Ti invidio molto, vorrei essere al tuo posto e sentirmi come ti senti tu questa sera. Farei di tutto pur di provare le sensazioni che hai provato. ”
“Sei sicuro? Faresti proprio di tutto? ”
“Si, vorrei sentirmi bella sensuale, irresistibile e vorrei che qualcuno fosse padrone del mio corpo. ”
Arriviamo alla macchina, la apro e faccio salire Simona. Quando salgo si gira verso di me e mi bacia, la sua lingua prima sfiora le mie labbra e poi entra con prepotenza nella mia bocca. Appoggia una mano sui pantaloni, ma non cerca il mio membro; quando trova il telecomando attiva i vibratori, poi sposta la mano, apre la cerniera dei pantaloni, libera il pene dai boxer e o ricopre immediatamente con la sua bocca.
“Andiamo a casa!!! ”
Accendo il motore e mentre la mia erezione aumenta, parto. I semafori sono spenti e in pochi minuti siamo vicini a casa, ma non resisto e devo fermarmi a lato della strada. Simona mi masturba con la mano mentre la sua bocca emette dei gemiti sempre più forti. Ci avviciniamo insieme all’orgasmo, quando sta per venire Simona si abbassa e fa scivolare il pene nella sua bocca succhiandolo con una foga sconosciuta, esplodiamo all’unisono.
Passa un minuto e riaccendo la macchina, Simona si solleva e si mette a sedere, deglutisce e mi bacia, ha ancora in bocca il sapore del mio seme. Arriviamo davanti a casa e scendiamo, prendo Simona in braccio e la porto fino in camera da letto. La faccio sedere sulla poltrona, la spoglio e poi la metto a letto. Mi spoglio anche io, e mi infilo sotto le lenzuola.
“Giacomo farò il possibile per farti provare le sensazioni che mi hai fatto provare questa sera. ” FINE

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