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Un’avventura in moto

Viaggiavo con la moto in un calda mattina di luglio quando vidi da lontano un’automobile ferma sulla corsia d’emergenza della superstrada. Quando arrivai vicino vidi che aveva il cofano aperto e che c’era una donna vestita di verde in piedi proprio davanti alla macchina. Sembrava che stesse aspettando qualcuno.
Proseguii verso casa e la ignorai.
Appena pranzato ripresi la moto per tornare al lavoro e feci il percorso a ritroso. Giunto all’altezza dell’automobile vidi che ancora era lì con il cofano aperto e che la donna si era seduta al posto di guida. A quel punto invertii la marcia non appena possibile e mi avvicinai alla macchina.
– Buonasera Signora –
– Buonasera. Meno male che si è fermato. Sono due ore che sto qui e nessuno si è degnato di chiedermi cosa mi sia successo –
Aprì la portiera ed uscì dall’automobile. Parcheggiai la moto e mi tolsi il casco.
– Andrea! Oh, meno male … Ma sapevi che ero io? –
– Signora Wanda! No, non sapevo che era lei. Pensi che ero passato anche prima ma non mi sono fermato. Se sapevo che era lei … –
Era una vicina di casa, la signora Wanda. Aveva poco più di cinquant’anni. La conoscevo da oltre vent’anni, ed avevo la stessa età dei suoi figli, coi quali giocavamo spesso insieme. Mi è sempre piaciuta, la signora Wanda, anche se ultimamente gli anni erano passati pure per lei. Quando aveva quarant’anni era una bomba sessuale, per lo meno per me. Da quando seppi che se la intendeva con un ragazzo molto più giovane di lei e che addirittura era stata vista in atteggiamenti inequivocabili dalle finestre che inspiegabilmente (o volutamente? ) lasciava socchiuse, divenne una delle protagoniste principale delle mie fantasie sessuali.
Alta, mora, occhi scuri, gambe lunghe, fianchi abbondanti: queste le caratteristiche principali della signora Wanda.
– Ma cosa è successo? –
– Non so … si è fermata e non è più ripartita. La benzina c’è … –
– Ora riproviamo – mi misi alla guida e cercai di avviare il motore. Niente da fare. Andai verso il motore sperando di trovare qualcosa.
– è grave? –
– Non lo so, non sono meccanico. Non so proprio cosa fare. L’unica cosa è andare a casa e tornare con un meccanico. Suo marito non c’è? –
– No, è fuori città per lavoro, tornerà stanotte –
– Beh, posso accompagnarla io, se vuole … –
– Mah … in motocicletta? –
– Certo, che c’è di male? –
– Non so … il mio vestito … –
In effetti il suo vestito non andava bene per viaggiare in moto. Indossava un tailleur verde molto leggero e non sarebbe stato facile salire in moto.
– Ci provi signora, non abbiamo alternative. –
Titubante Wanda alzò la gamba destra per cercare di salire sulla sella, ma non ci riuscì.
– Purtroppo devo fare così – mi guardò imbarazzata mentre si sollevava la gonna.
Rimasi a bocca aperta e ammirai le sue belle gambe prive di calze. Stavolta non ebbe difficoltà nello scavalcare la sella e salirvi sopra. Si accomodò dietro di me e cercò di riabbassare la gonna quanto più possibile, ma le sue cosce erano quasi del tutto scoperte. Mi abbassai per posizionare le pedane per i piedi, ed ebbi modo di ammirare ancora una volta le splendide cosce nude della signora Wanda. Mi rialzai e la guardai in volto. Lei mi sorrise un po’ imbarazzata e mi disse
– Ora possiamo andare –
Si allacciò a me abbracciandomi all’altezza della vita e partimmo. Sentivo il suo corpo premere sulla mia schiena, soprattutto il seno. Dagli specchietti retrovisori guardavo le cosce, sempre più in vista. Non mi sembrava vero. Non avevo portato nessuna ragazza in moto (salvo rarissime eccezioni) e stavolta addirittura portavo la regina incontrastata delle mie fantasie erotiche!
Iniziai ad eccitarmi, anche perché lei si stringeva sempre di più a me. Le sue mani scesero piano piano verso il mio ventre, e la destra si posò sulla mia coscia, all’altezza dell’inguine. Mi voltai per guardarla e lei mi sorrise
– Guarda avanti, se no andiamo fuori strada … –
Arrivammo sotto casa. Stavo per fermarmi davanti al portone ma lei mi disse di fare il giro del palazzo e fermarci dietro. Non voleva che qualcuno la vedesse scendere dalla moto. Fermai la moto e aspettai che lei scendesse. Naturalmente mi girai per non perdermi la scena. Lei pose il piede destro a terra e sollevò la gamba sinistra. Riuscii a vedere anche le sue mutandine bianche. Appena scesa si abbassò la gonna, e nel far questo si piegò in avanti. Dalla scollatura della giacca riuscii a vedere la linea che divide le tette e il reggiseno bianco. Il cazzo era ormai in completa erezione!
– Sali un attimo? Ti offro qualcosa … –
Abitava al primo piano. Salii le scale dietro di lei e ammirai i fianchi e il culo abbondanti. Entrammo in casa Mi fece accomodare sul divano e mi disse di aspettarla. Sentii chiudere la porta del bagno e, con il cuore in gola, mi avvicinai per spiarla. Mi è sempre piaciuto spiare le donne in bagno. Spiavo spesso mia sorella, le amiche di mia madre e qualche collega di lavoro in ufficio. Wanda si tolse la gonna e la giacca, rimanendo in mutandine e reggiseno. Aveva ancora un bel corpo, seppure appesantito dagli anni. E poi portava della biancheria intima particolarmente ridotta, che normalmente viene indossata da ragazze, non da signore della sua età. Aveva un bel seno, abbastanza grande, un po’ di pancia e due fianchi poderosi. Le gambe lunghe con appena un po’ di cellulite e un gran culo, messo in risalto dalle sottili mutandine bianche che coprivano a mala pena la metà delle sue chiappe. Si abbassò le mutandine e si posò sul water. Nel frattempo si tolse anche il reggiseno, scoprendo due magnifiche tette con capezzoli grandi e scuri. Appena orinato si mise sul bidet e si lavò accuratamente. Poi si alzò e venne verso la porta. Feci appena in tempo a rialzarmi e ritornare in salotto che la porta si riaprì. Immaginai la signora Wanda nuda che usciva dal bagno per venire da me! … Ma così non fu. La sentii camminare nelle altre stanze, ma non ebbi il coraggio di andare a vedere.
– Scusami, mi sono data una sistemata … –
– Si figuri … –
Aveva indossato una vestaglia leggera aperta sul davanti, che lei teneva chiusa per mezzo di una cinta di stoffa. Si mise a sedere di fronte a me e accavallò le cosce. La vestaglia si aprì e le gambe accavallate rimasero completamente in vista. Lei non fece nulla per ricoprirle, anzi, scostò i lembi superiori della vestaglia per scoprire buona parte delle tette. Iniziammo a parlare del più e del meno, ma io ero completamente ipnotizzato da quell’abbondanza di carni che mi stava davanti. A un certo punto presi il coraggio a quattro mani, mi alzai e dissi:
– Signora, io devo tornare al lavoro, ma se lei continua a farmi vedere tutte queste cose … –
– Mettiti seduto, sciocco, se ti fermi ancora un po’ ti farò vedere anche il resto … –
Si alzò e, fissandomi negli occhi, slacciò la cinta e aprì la vestaglia. Non indossava biancheria intima.
– Che te ne pare? –
Era davanti a me, nuda, in tutto il suo splendore. Non riuscivo quasi a parlare. Aveva una fica nerissima, e i peli formavano un grande triangolo, proprio come mi ero immaginato.
– Beh, non dici nulla? Vuoi ancora andare via? … –
– Lei è … è … è bellissima signora … –
Mi si avvicinò e mi abbracciò – Spogliati che ora ci divertiamo … –
In men che non si dice mi tolsi tutti i vestiti e iniziai a baciarla dappertutto, sul collo, sulle tette, sulla pancia, tra le cosce. La feci sdraiare sul divano ed iniziai a leccarle la fica. Aveva un sapore molto forte, che mi fece letteralmente impazzire
– Ah … finalmente … dopo tanto tempo … – gemeva e mi teneva la testa tra le mani. Nel frattempo avevo allungato una mano e le massaggiavo con delicatezza una tetta.
– Vienimi vicino, voglio farti divertire anch’io – mi allungai vicino a lei sul fianco sinistro.
Prese il cazzo con la destra e iniziò a masturbarmi lentamente
– Mmh … che bel cazzo … –
Intanto le avevo messo un dito tutto in fica e la stavo masturbando.
– Presto … scopami … ne ho tanta voglia … –
Mi posizionai tra le sue gambe e la penetrai. Aveva una fica molto accogliente, caldissima e bagnatissima. Inizia i pompare molto lentamente.
– Ah … bravo … così … mi fai impazzire –
Accelerai mano mano il ritmo fino a quando capii che era prossima all’orgasmo
– Ah … sto per venire … – tolsi rapidamente il cazzo e mi abbassai per leccarle la fica.
Appena la lingua la penetrò, Wanda esplose in un orgasmo sconvolgente
– Ah … vengo … vengoooooo … –
Strinse le cosce fino quasi a soffocarmi. Ma io ero in paradiso, attorniato da quelle carni mature e profumate, con la lingua e la bocca immerse in quella fica calda e piena di umori!
Mi rialzai e la penetrai per la seconda volta. Questa volta toccava a me venire. Pompai rapidamente per qualche minuto fino ad arrivare all’orgasmo. Le sborrai dentro e lei venne per la seconda volta in pochi minuti. Mi appoggiai sopra di lei e le leccai i capezzoli.
– Era tanto che non godevo così. Bravo … sei proprio bravo –
Ci mettemmo seduti e ci abbracciammo. Mi fissò negli occhi e mi disse:
– Tornerai? –
– Ci puoi giurare, Wanda – FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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