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Amore in etere

La folla dell’autobus infastidisce Giulia, in effetti l’estate non è poi così clemente verso chi si muove con i mezzi pubblici in città. Anziani e bambini, un essenza difficile da descrivere al ritorno dei colleghi, quando arriverà Settembre. Maledetta patente, presa e mai utilizzata. Dai finestrini scorre la città e la vita dei pochi cittadini che non l’hanno mai lasciata, in questa torrida stagione. Che poi in realtà oggi è generosa con Giulia e gli altri, una leggera brezza attraversa i finestrini spalancati ed accarezza la pelle umida della giovane donna, provocandole un piacevole brivido. L’impulso elettrico si trasmette fino ai sottili capezzoli, che spingono oltre il tessuto che li copre. Lavorare in radio, divertente ma poco remunerativo. Però conosci persone interessanti, soprattutto se sei una segretaria timida ma carina. Spesso Giulia si lascia affascinare dallo stile di Luca, vecchia volpe del mixer, che anche oggi la saluta calorosamente, ci prova. La mattina passa tranquilla, in Agosto è sufficiente imbottire la programmazione con tormentoni e pubblicità, appoggiati alla scrivania i ragazzi pranzano con un’insalata, fresca. Bisogna dare solo un’occhiata alla segreteria, poi ci si può anche rilassare un po’.

– Giulia, puoi andare tu a controllare i messaggi? Devo scendere in archivio a prendere un paio di pezzi…

– Okay, però mi devi un favore!! Luca ha avuto un’altra idea, bisogna rendere più stuzzicante il gioco della seduzione… afferra il cellulare e compone un numero

“ciao!! Sono Luca e chiamo perché vorrei dedicare una canzone ad una persona: Giulia, so che questa è una delle tue preferite, vorrei farti capire quanto ci tengo a te… ” Sentendo la voce registrata pronunciare il suo nome Giulia ha un sussulto, ma in un momento decide di andare alla consolle per trasmettere messaggio e canzone. Le casse diffondono le note di “All I need” degli Air, mentre le mani di Luca cingono la vita della ragazza, che vorrebbe rompere il silenzio con le parole, assenti a causa dell’imbarazzo. Le labbra si uniscono in un lungo bacio, mentre il corpo di Giulia è esplorato da carezze esperte che vanno a stimolare i seni, il viso, i fianchi. La ragazza sta per essere spogliata e ha paura a causa della scarsa esperienza, ma Luca le porta la mano sulla patta dei pantaloni, ha già il cazzo duro. Appena liberato, un goffo su e giù descrive una lenta sega mentre i due continuano a baciarsi, leccarsi collo e spalle. Le spalline del vestito di Giulia sono cadute, ed il vestito è arrotolato alle caviglie, fasciate da sandali neri. Luca strappa via la sua camicia ed il resto dei vestiti, restando nudo davanti al corpo abbronzato dei lei, coperto solo dagli slip. Il cazzo è svettante nell’aria, ma Giulia non sa cosa fare, di certo non vuole prenderlo in bocca. Questi suoi pensieri vengono interrotti dal partner, che le dice di girarsi appoggiando le braccia alla scrivania. Che splendida visione, un culo perfetto, rotondo, pieno. Chiappe sode, ed un leggero ciuffo di peli a coprire una passera da sedicenne. Luca spinge con una mano sulla schiena di lei, le dice di inarcare il corpo e spingere verso di lui il bacino. Inizia a leccarle l’intermo coscia, poi la passera ed a tratti il buchetto, che penetra con un dito. Giulia raggiunge subito un orgasmo, violento ed improvviso, che urla con tutto il suo fiato in gola. Le scappa un

“grazie, sei fantastico”, ma non sa che Luca ha appena cominciato, eccitatissimo da quella ragazza così attraente nella sua naturalezza. Le punta l’uccello tra le cosce e spinge, delicato ma deciso, cominciando a pompare con un ritmo cadenzato dai gemiti di lei, poi sempre più rapido. Scopa con decisione ora, e Giulia gode ma prova anche un po’ di dolore, cerca di manifestarlo spingendo una mano sull’addome di Luca quando i colpi si fanno più violenti. D’improvviso una serie di schizzi colpiscono l’utero della ragazza, che avverte la cosa in silenzio.

“non mi ha neanche chiesto se prendo la pillola” pensa, ma c’è sempre quella del giorno dopo. Luca ha ancora il cazzo duro, per lo stupore di Giulia che non credeva fosse possibile. Il compagno con il quale ha convissuto per alcuni anni le regalava amplessi brevi ma soprattutto singoli, quasi sveltine. Sesso di routine. Ecco la causa della sua impreparazione, magari sarà stato amore, ma una scopata come questa non l’ha mai fatta. Giulia ha la lucidità per elaborare questi concetti, ma Luca è eccitatissimo, ha perso la testa. Le pulisce la schiena con la sua stessa camicia, per poi afferrarle i seni, leccarle il collo. Le sussurra che sta per infilarglielo in culo, di non aver paura…ma Giulia non vuole, dice di essere vergine, di aspettare. Il sesso di Luca spinge oltre il monte di Venere in quell’osceno abbraccio, lei lo sente e si accorge di essere ancora bagnata e tremendamente eccitata. Luca intanto ha già iniziato a riempire di saliva il buchetto e penetrarlo con un paio di dita, ma ha bisogno di essere lubrificato a sua volta. Le dice di prenderlo in bocca, Giulia non ha più volontà, si gira e in ginocchio esegue, nel silenzio rotto dai gemiti di lui. Lecca, muove la mano, succhia. L’odore intenso le dà un po’ fastidio, ma continua ad eccitarla. Luca le afferra la testa, prendendola per i capelli, e spinge contro la bianca nuca il suo cazzo, enorme, violaceo. Giulia ogni tanto tossisce, ma non osa interrompere, si accarezza la passera, lascia entrare le dita a stimolare il clitoride, gode a sua volta. Luca è sempre più aggressivo, ogni tanto tira fuori il cazzo e le schiaffeggia il collo, le guance. Si inginocchia a sua volta, e dopo averla baciata le dice di mettersi carponi. Le allarga le chiappe, monta su di lei e spinge la cappella sul buchetto, stretto ma accogliente, facendo però fatica a penetrare. Ormai il cazzo è dentro per metà, mentre Giulia urla di dolore, quando Luca dà un colpo di reni e spinge dentro l’asta per tutta la sua lunghezza, con violenza. Giulia sente di svenire, ha i capelli bagnati e sbatte le mani sul pavimento ad ogni affondo di Luca, che le tortura i capezzoli mentre lecca la sua schiena. L’ultimo affondo viene alcuni minuti dopo, quando l’uomo gode il suo secondo, lungo orgasmo. Sfilando il cazzo, sporco di merda e sangue, guarda negli occhi di Giulia e le dice che è stato fantastico. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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