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Chattare, amicizia virtuale o fuga dalla realtà?

Questa la domanda, che mi facevo di sovente fino a qualche anno fa, poi un leggero infortunio una caduta con lo snoboad, mi tenne in casa lontano dalla mie attività sportive e dal lavoro per quasi un mese, un uomo di 30 anni solo, mollato dalla fidanzata, nella mia caduta avevo coinvolto anche lei e non mi aveva perdonato, bloccato in casa per evitare problemi con il medico fiscale, avendo esaurito in un paio di giorni il mio interesse per tv, e libri, mi ero ritrovato dinanzi lo schermo del computer, navigare, avevo visitato tutti i siti inerenti i miei interessi sportivi, musicali, avevo esplorato la rete in lungo ed in largo, e sempre più spesso trovavo blog, forum e chat, ma si perchè no, iniziai a partecipare a qualche discussione, poi via via iniziai a chattare con badgirl70, una donna virtuale di circa 35 anni.

Dico donna virtuale, perchè in realtà in chat non sai bene se la tua interlocutrice dice la verità o mente, ma tanto io dovevo solo ammazzare il tempo, quindi che importava.

Ma chi è badgirl70, che chatta con Alchimista, alchimista sono io, nik scelto forse a caso e forse no, non sono un chimico certo ma in me ci sono amalgamati vari elementi, sono un noioso bancario, calmo e posato, ma sono anche uno sportivo a cui piacciono solo gli sport più estremi, e le contraddizioni continuano, nella musica, nell’arte, nel divertimento, ma ho 30 anni e devo godermi la vita, il fisico scolpito dallo sport contrasta con l’altezza, sono alto 170 e peso 80 kg, niente grasso solo muscoli. Badgirl70 invece a suo dire era perfetta, 35 anni, snella, alta 185 con i tacchi, non ha mai specificato l’altezza dei tacchi, con un corpo flessuoso, un seno florido, capelli castani, lunghi e mossi, occhi nocciola, nasino alla francese, ama la musica ed il teatro e diceva di essere una biologa annoiata.

Passai circa due mesi a chattare giornalmente e per più ore al giorno con lei, prima di scoprire che si chiamava Sara, poi ci scambiammo i numeri dei nostri cellulari, ed iniziammo a sentirci per telefono, l’amicizia da virtuale, stava passando nel mondo reale, io non ero più alchimista ma Arturo. Terminata la convalescenza e la riabilitazione, tornai al lavoro per un paio di settimane poi presi 5 giorni di ferie con l’intento di abbandonare la città e di dedicarmi al parapendio. Ma Sara mi propose di conoscerci di persona, chattavamo da 3 mesi, e ci telefonavamo ogni giorno da circa 3 settimane. Lei viveva a Milano

Prenotai una stanza in un hotel a 5 stelle, ed un tavolo in un ristorante molto esclusivo, e via verso l’ignoto appuntamento al buio. Conoscevo tutto di lei, e non sapevo nulla di lei. Sapevo per certo che aveva una bella voce, non saprei se giovane o giovanile, che era una donna, e null’altro, infatti il resto era solo virtuale.

L’appuntamento in un bar, nessun segno distintivo per riconoscerci, alle ore 16. 00 avrei preso il mio cellulare avrei composto il suo numero, e avrei dovuto cercare la donna a cui suonava il cellulare con le note di “Rapsodia in blu”.

Alle 16. 00 composi il numero, in cerca di Sara, dannata chat, lei era in piedi di fronte a me a circa 6 metri, il suo telefonino squillava ed ridevo, dandomi del coglione.

– Sara, che piacere conoscerci di presenza. “mi sarei gettato sotto un tram”. “Perfetta, 35 anni, snella, alta 185 con i tacchi, con un corpo flessuoso, un seno florido, capelli castani, lunghi e mossi, occhi nocciola, nasino alla francese”, “Giusto capelli, occhi e naso rispecchiavano la descrizione, indossava dei tacchi vertiginosi e mi superava di poco, aveva si e no 25 anni, e il suo corpo flessuoso e perfetto, dove cazzo era finito, era decisamente sovrappeso, ma di molto, non una balena o una mongolfiera, ma decisamente sovrappeso”

– Arturo, sei come ti descrivevi.

Io si, avrei voluto dirle, incazzato nero, ma invece, mi trattenni e la invitai a sedersi con me.

– No, vieni ti faccio visitare un po’ la città, mi fece salire su una vecchia golf cabrio e mi stordì di chiacchere.

– Sara, perchè badgirl70 tu non hai più di 25 anni.

– In realtà ho 24 anni laureata da due ed ho un lavoro in un laboratorio di analisi, noioso, ma di un noioso, che tu non ne hai idea. Il 70 non è la mia data di nascita, ma volevo badgirl e 70 era disponibile, chissà quante donne usano badgirl, forse anche qualche uomo, sai in chat tutto e virtuale.

– Già, lo so. “Se chiudevo gli occhi mi era persino simpatica, ma ero incazzato con me stesso per aver accettato l’appuntamento, no, non era brutta, ma un po troppo opulenta, io avevo solo due soluzioni fare una scenata per le menzogne che mi aveva propinato, oppure passare la serata con lei e ripartire l’indomani come avevamo concordato per telefono, poi sarei andato in vacanza ed al mio ritorno dovevo decidere se troncare l’amicizia, magari cambiando anche numero di telefono”.

Decisi di prenderla con filosofia e passai un pomeriggio divertente. La sera la invitai a cena, spesi una tombola, e l’atmosfera complice il vino si fece sempre più intima, forse bevvi un po’ troppo fatto sta che dopo cena, la invitai in camera mia, dovetti insistere a lungo, lei accettò solo di sederci al bar dell’albergo per chiaccherare, ma dopo un paio d’ore, eravamo nella mia camera e ci stavamo baciando, iniziai a spogliarla,

No, aspetta volevo fare una doccia prima, tutto il pomeriggio in giro, si staccò da me per andare in bagno.

La seguì, accarezzandole il seno entrammo insieme nella doccia, l’acqua mi scosse dal torpore riportandomi un barlume di lucidità, ormai non mi potevo più tirare indietro, la presi nella doccia in piedi mentre l’acqua calda scorreva su di noi, non so se per rabbia o per fretta i miei colpi erano poderosi e la scotevano tutta, lei gemeva ad ogni colpo, poi ebbe un orgasmo, si aggrappò a me come se stesse per svenire, tremante, le sue unghie dolorosamente conficcate nella mia schiena.

– Arturo, fermati, fermati ti prego, non ho mai provato, queste sensazioni, non so cosa sia successo.

– Sara, questo è solo l’inizio, io non ho ancora goduto e voglio regalarti altre sensazioni.

Mi staccai da lei, il mio cazzo era intriso dai suoi umori, la feci voltare ed appoggiai la cappella al suo sfintere, cercai di entrare, ma lei contrasse i muscoli impedendomelo, con una mano le strizzavo un capezzolo, con l’altra intromisi due dita nella fica, li estrassi, raccogliendo i suoi umori, poi le penetrai il culo con un dito, masturbandola, poi infilai il secondo dito, lo estrassi e questa volta riuscì forzando ad introdurre il glande, lei gemeva, mi impossessai della sua fica per bilanciare il dolore con il piacere.

– Arturo, mi fa male, se devi entrare un colpo secco e … haaaa! Aaaah Mi sondi è troppo grosso

Continuai deciso, dandole piccoli colpi ed entrando sempre di più in lei fin quando il mio cazzo non fu tutto dentro di lei, le stimolavo il clitoride, poi iniziai a pompare, i suoi piccoli lamenti, si trasformarono prima in gemiti, poi in urla di piacere, le venni dentro, sembrava che pisciassi di quanta sborra le scaricai dentro, tanto che quando estrassi il mio cazzo da suo culo, la mia sborra le colava fuori dal buco del suo culo rimasto un po’ aperto.

Usciti dalla doccia eravamo troppo stanchi anche per asciugarci, l’alcool ci aveva fiaccato più di quanto credessimo, ci buttammo sul letto e la penetrai nuovamente, la sua fica era gia bagnata in attesa e pronta per me. Ebbe un nuovo orgasmo, io resistetti il più possibile ed estrassi il mio cazzo prima di venirle dentro, poi misi il mio cazzo nel solco dei suoi seni e dopo una stupenda spagnola venni, gli schizzi le arrivarono sul collo e qualcuno sulle labbra, ma lei non raccolse con la lingua il mio seme, volevo anche la sua bocca, lei si alzò per togliere il mio sperma dal suo corpo e svanì in bagno, aspettai a lungo poi mi addormentai.

L’indomani mattina, lei non c’era più, era andata via, trovai poche righe: “Scusa Arturo, l’alcool mi ha fato fare cose, che non avrei dovuto, la seconda doccia mi ha riportato alla realtà, ho aspettato che ti addormentassi per andare via. Scusami, per averti mentito sul mio aspetto fisico, scusami, non odiarmi. Non chiamarmi oggi, se mi perdoni, potremmo risentirci in chat fra qualche giorno. ”

Provai a chiamarla, ma non rispose. Partì nella tarda mattinata, e continuai a cercarla al telefono, mi rispose solo in chat, si vergognava di parlarmi, si vergognava delle sensazioni che aveva provato.

Restammo in contatto, passarono due mesi prima che parlassimo nuovamente al telefono, ma non voleva tornare all’argomento sesso.

Un pomeriggio, mentre giravo per acquistare delle t-shirt, mi chiamò fuori orario, solitamente ci sentivamo alle 22. 00, erano le 17. 00, era sempre briosa e spumeggiante, mentre chiaccheraravamo, mi passo accanto una biondina con una minigonna a vita bassa, la lunghezza della mini non poteva essere più 30 cm, non sapevo se avevo intravisto il tanga o se era una mia impressione, era uno spettacolo, era dinanzi a me e l’ancheggiare accentuato da un paio di sandaletti con un tacco di almeno 18 cm, mi aveva fatto rizzare il cazzo, ben visibile anche con i jeans che indossavo, continuavo a farfugliare al telefono, senza mai distogliere lo sguardo, poi alla biondina cadde qualcosa di mano, si fermo, e tenendo le gambe leggermente divaricate e dritte si chinò a raccogliere un pacchettino, il tanga era così sottile che potei ammirare le labbra della fica glabre separate dal cordino …

– Respira, Arturo, su coraggio respira

Sara al telefono … la biondina si raddrizzò, si voltò e mi venne incontro, Arturo respira…

– Sara, Sara …

– Si Arturo, ho fatto una piccola dieta, sembra che non sia necessario chiederti cosa ne pensi.

Sei … , sei uno schianto, ti sei pure depil….

– Arturo, non essere indiscreto, stasera dove mi porti

– A casa mia, e stavolta non scappi.

– Non scapperò, questa volta voglio gustarmi tutto fino in fondo, sapendo che scopiamo per piacere e non perchè …. l’altra volta, sei stato un angelo, non mi hai respinta, nonostante le bugie sul mio aspetto fisico, e tu mi hai fatto provare sensazioni a me sconosciute, con te ho avuto il mio primo orgasmo. Io mi ero lasciata andare, quando il mio ex mi aveva mollata dicendomi che ero vuota dentro e che nessuno mi avrebbe mai voluto senza il mio aspetto esteriore, tu mi hai conosciuta senza vedermi e quando mi hai visto grassa non sei fuggito via, quando sono andata via dal tuo hotel quella notte temevo l’avessi fatto per pietà, ma nei giorni successivi quando hai cercato di ricontattarmi, ho pensato di farmi rivedere da te così, che te ne pare.

Eravamo arrivati dove avevo parcheggiato la mia moto.

– Forza Badgirl, salta su tra qualche minuto ti mostrerò il mio apprezzamento, un gesto vale 1000 parole.

In moto era praticamente nuda, la minigonna non copriva nulla, il tanga ancora meno, si verificarono vari incidenti nel breve tragitto fino a casa mia, id io venni quasi nei pantaloni, i suoi seni mi massaggiavano le spalle, le sue mani mi accarezzavano il cazzo attraverso i pantaloni, stavo impazzendo, abbandonai la moto in strada pregando il portiere di metterla giù in garage, ed in ascensore le sbottonai la camicetta annodata sotto il seno ed iniziai a mordicchiarle i capezzoli e le sfilai la minigonna, uscimmo dall’ascensore sul pianerottolo io solo con i pantaloni già slacciati, lei in tanga, entrati in casa lei si strappò il tanga e scappò verso la camera da letto, la raggiunsi prima che si buttasse sul letto, ci tuffammo insieme allacciati in un abbraccio ci rotolammo per un po’ scambiandoci baci poi mi fece distendere esi impalò con il mio cazzo iniziando a cavalcare, mentre io le accarezzavo il suo magnifico corpo con le mani, dopo un po’ iniziò a contorcersi e a gemere sempre più forte, io stavo per venire, ma lei comandava il gioco.

– Sara, sto peer venire.

– Anch’io Arturo, vienimi dentro, si così siiii, siiii

Fu scossa dall’orgasmo, mentre io le venivo dentro, eruttai una quantità incredibile di sborra, rimasi dentro di lei, il mio cazzo non perse consistenza rimanendo sempre duro, tanta era la voglia che avevo del suo corpo.

Lei, si sciolse dal mio abbraccio e scese dal letto per andare in bagno.

– Sara, mettiti come poco fa, quando ti è caduto il fodero degli occhiali in centro ed afferrati le caviglie con le mani.

– Perchè, cosa…

La penetrai piano piano, mentre lei gemeva.

– Non posso restare così. Sono in equilibrio precario.

Non la mollai e cominciai a pomparla sorreggendola, lei barcollava, gemeva e mi incitava a continuare fin quando le venni nel culo. Uscì da lei, che si aggrappò al mio collo ancora stravolta di piacere.

– Devo andare in bagno, devo proprio andare, ma mi tremano le gambe

La presi in braccio e la portai in bagno, prima si sedette sulla tazza facendo pipì, mentre la faceva non mi guardava, sembrava si vergognasse della mia presenza, poi aprì l’acqua della doccia, si sfilò le scarpe ed entrò, io la seguì a ruota, ci insaponammo a vicenda, ed io dopo un po’ iniziai a leccarle la fica, completamente depilata, lei cercava di aggrapparsi a qualcosa, mentre la leccavo e mordicchiavo, poi non trovando altro si aggrappò ai miei capelli, spingendomi la testa sempre più verso la sua fica, venne nuovamente tra le mie labbra inondando la mia bocca dei suoi caldi umori.

Poi mi fece rialzare e si inginocchio ai miei piedi, non era molto brava ma ci mise molto impegno, in un paio di occasioni sentì i suoi denti e temetti qualche morso, ma pian piano mi porto al piacere, prima di venire l’avvisai, e lei si staccò un’istante prima che venissi, una schizzo la colpì in faccia, ma l’acqua che cadeva dalla doccia la sciacquo subito.

– Scusa Arturo, non l’avevo mai fatto …

– Non devi scusarti, dobbiamo provare entrambe piacere per ciò che facciamo …

Mi schioccò un bacio sulla cappella e dei residui di sperma le rimasero sulle labbra, lei si succhiò le labbra …

– Sai che non è male, il sapore intendo, si rialzò abbracciandomi, ne hai ancora? Vorrei assaggiarlo.

– Si quanta ne vuoi, ma dopo cena, adesso asciughiamoci.

Il mio cazzo smentiva le mie parole era ancora in tiro, ci asciugammo e tornammo in camera da letto, la cena poteva attendere. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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