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Galeotto fu Internet

M. è una ragazza non bellissima, ma fatta bene, forse un po’ abbondante in qualche punto ma tutto sommato niente male.
Quello che mi ha sempre colpito di lei sono le tette, una quarta abbondante che io ho sempre sognato di poter leccare e perché no di potermi fare una bella spagnola.
Io con M. ci esco spesso, ma siamo sempre in gruppo ed ogni volta le faccio proposte ambigue sia di persona che per telefono che lei accetta divertita.
M. aveva saputo che mi collegavo ad Internet e voleva vederne il funzionamento, voleva andare in America diceva.
Il giorno di capodanno l’ho chiamata per gli auguri e ho continuato a stuzzicarla con battutine a doppio senso, al chè lei mi ha detto che voleva venire a casa mia.
Io ho risposto che forse era un po’ troppo presto per conoscere i miei, non ci conoscevamo ancora bene e lei mi ha specificato divertita che voleva solo navigare in Internet.
Un po’ sorpreso le ho detto che andava bene, ma non quel giorno che dovevo uscire, e quando voleva bastava che mi chiamasse un poco prima e unica prerogativa era che sarebbe dovuta venire da sola.
Lei ha accettato divertita e mi ha detto che mi avrebbe richiamato.
Dopo una settimana, io ormai dimentico dell’appuntamento ho ricevuto una telefonata da M. che mi preannunciava la sua intenzione di venire quella sera a casa mia, io ho accettato con piacere e l’ho salutata.
Il mio computer si trova al piano terra del palazzo della mia abitazione che si trova al terzo piano.
M. arriva verso le 22. 30 ora che le avevo detto e ci chiudiamo soli soletti nel mio studio (a dire il vero pensavo che venisse con un’amica).
M. è fantastica, indossa una minigonna con delle calze a rete ed ha un maglioncino che mette in risalto le sue splendide tette.
Ci mettiamo al computer e ci colleghiamo ad Internet, il suo profumo è inebriante, mi eccita da impazzire la troia.
Cominciamo la ricerca sul Web di alcune parole che le avevo detto di prepararsi.
Dopo circa un’ora le dico che tramite Internet si può anche “chattare” con altre persone e lei molto compiaciuta mi propone di provare, allora le propongo una chat di scambio coppie e le dico di scrivere tutto ciò che pensa.
Dopo inutili tentativi incontriamo Sara ed Andrea una coppia di Bergamo che si sta scambiando delle effusioni.
M. sempre più sciolta gli chiede i particolari di quello che fanno ed io che mi trovo dietro di lei, penso che quello è il momento giusto ed incomincio prima a farle un massaggio che scende sempre più giù fino ad incontrare le sue belle tette da sopra il maglione.
A quel punto le sfilo il maglione e non credo ai miei occhi dopo averle tolto il reggiseno, le tette sono più belle di quelle che avevo immaginato, sono enormi, hanno una grande aureola e due capezzoli turgidissimi.
M. non ce la fa più a scrivere, le sto titillando, leccando e mordicchiando i capezzoli, si agita e geme di piacere e mi implora di smettere che non vuole, però non oppone alcuna resistenza anzi urla ancora più forte dal godimento.
Le ficco allora la lingua in bocca e non deve essere una grande esperta in quanto non sa cosa fare, le continuo a titillare i capezzoli e lei apprezza molto il trattamento al chè io penso che è giunto anche il mio momento e le do la mia asta pulsante in mano, lei mi dice che non lo ha mai fatto ed io la rassicuro che non lo verrà a sapere nessuno.
La istruisco dicendo che prima deve un po’ massaggiarlo con le mani e poi le dirò il seguito.
M. incomincia a farmi una sega molto lentamente, sembra quasi che abbia paura di rompere il giocattolo; dopo un po’ le dico di smettere e di continuare il suo lavoretto con la lingua e con la bocca; alla sua risposta negativa mi abbasso tra le sue gambe, le sfilo le calze e dopo averle abbassate le mutandine incomincio a leccarle la fica che è madida di umori, le mordicchio il clitoride e le grandi labbra e lei mi incita a continuare ed a non fermarmi fino a che lei non ha un orgasmo travolgente.
A questo punto mi rialzo e le porgo di nuovo la mia asta da ciucciare e lei senza fiatare lo prende in bocca e me lo lecca come un cono gelato:
Non lo aveva mai fatto, ma è stato il più gran pompino che abbia mai ricevuto; dopo un po’ le sborrò tutto sul viso e sulle tette.
Proprio in quel momento memori dell’ancora nostro collegamento ad Internet, lei mi fa:
“Ma su Internet ci sono anche cose zozze”, sì rispondo io.
“E fammi vedere” fa lei.
Allora prendo qualche indirizzo ed incominciamo a visitare qualche sito porno, carico di foto e ne vediamo alcune.
M. intanto mi poggia la mano sulla patta e mi incita a togliermi i pantaloni ancora surriscaldata da prima e da quelle nuove foto che appaiono sullo schermo.
M. ancora col suo stupendo seno di fuori mi chiede
“Vorrei tanto provare il tuo uccellone dentro di me, ma sono ancora vergine e mi accontenterò di farti un altro pompino”.
“No” faccio io,
“se mi vuoi provare dentro di te, c’è un altro sistema senza farti perdere la tua verginità”,
“e quale sarebbe” replica lei incuriosita. Io per tutta risposta le faccio vedere una foto dove un energumeno sta inculando una bella ragazza.
“Se mi assicuri che non farà male, ci sto”.
A dire la verità era la prima volta anche per me e la rassicurai che se le avesse fatto male, avrei smesso subito.
Presi allora del sapone dal bagno e lo strofinai sul pene e sul suo buchetto, sembrava già apprezzare la terapia.
Memore del film “così fan tutte” le dissi di trattenere il respiro ed al mio via di espirare profondamente.
Al via la inculai in un sol colpo ed addirittura per non farla urlare dovetti metterle una mano sulla bocca, mi pregava di smetterla, mi diceva che le stavo facendo male, ma io incurante delle sue lamentele le davo colpi sempre più profondi, mentre con una mano le tappavo la bocca con l’altra le stringevo la tetta.
M. ormai rassegnata aveva incominciato a sgrillettarsi urlando il suo piacere misto ancora ad un pizzico di dolore.
Stavo quasi venendo quando mi fermai, ricordando una cosa.
Le sfilai il cazzo dal culo, la feci voltare, sdraiare e glielo misi tra le tette.
Mi feci fare una stupenda spagnola e quando stavo per arrivare le sborrai il mio sperma sulle tette e sul viso.
Alla fine ormai appagati e lei anche un po’ dolorante ci ricomponemmo.
Lei mi salutò e mi disse che sarebbe voluta ritornare a casa mia di per navigare. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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