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Il messaggio era chiaro: “Chiedi alla commessa se qualcuno ha lasciato un pacchetto per te! “.
Ora, davanti al negozio, sul lato opposto della strada, Luisa rimuginava sul da farsi.
Era ansiosa più che eccitata, il loro gioco era uscito dai confini del gruppo e dalle sicure pareti delle loro case. Si era deciso di agire all’esterno e la miscela di rischio, novità, paura di essere scoperti era entrata di colpo nei loro pensieri.
Questo fatto agiva come un catalizzatore, acuendo il loro desiderio, le loro voglie.
Erano ormai parecchi minuti che Luisa stava fissando la vetrina, un negozio di biancheria intima, frequentato anche da persone che conosceva. Domande si affollavano nella sua testa.
Quale lo scopo dell’andare in quel negozio?
E del messaggio?
Forse solo per ritirare qualche indumento sexy?
Non credeva che i suoi amici si fossero limitati a cose poco… dove avrebbe trovato altre istruzioni?
Rimase un attimo immobile, respirò a fondo, attraversò la strada di corsa e si ritrovò faccia a faccia con la commessa, interdetta da un ingresso cose rapido.
– Ehm… mi scusi, sono la sig. Luisa Carolli, un signore dovrebbe aver lasciato un pacchetto per me.
Riprese fiato, attendendo la risposta.
– Oh, si signora, glielo porto subito. – la commessa sparì nel retro e ritornò con una scatola incartata a dovere. – Il signore, suo marito immagino… guardi, ha scelto proprio un completino delizioso!
A Luisa parve che ella la guardasse con occhi complici, ma forse era solo un atteggiamento professionale da tenere con i clienti che avevano sborsato una giusta dose di quattrini.
– Le ha lasciato anche un biglietto, sotto al nastrino, ecco .. qui!
Un pensiero le balenò improvviso ” Le istruzioni! “.
Rapida afferrò il biglietto e lo lesse:
” Ora dovrai chiedere alla commessa di provare gli indumenti intimi che sono nella scatola … raccontagli che tuo “marito” sbaglia sempre le taglie … e quando sarai all’interno del séparé dovrai masturbarti fino a godere … e bagnare le mutandine dei tuoi umori … ciao! ”
Un leggero rossore tinse il suo viso, mentre sentiva il calore dell’eccitazione salire dalla pancia, accompagnato da un tremito, e se mentre era nel box l’avessero scoperta?
Ecco perché era stato scelto quel negozio … una cosa era essere vista da perfette sconosciute, un’altra da zia Ines … che aveva una visione del sesso ben diversa dalla sua e aveva un pessimo ricordo di quando, adolescente, discutevano dell’argomento.
Inoltre la zia aveva un notevole peso “politico” nella cerchia dei parenti e familiari, il suo giudizio contava molto e questo la irritava ulteriormente.
Sente la sua voce dire:
– Potrei provarlo? Sa, mio marito sbaglia sempre le taglie e le misure… gli uomini per queste cose proprio non ci sanno fare … – si stupe delle sue stesse parole, mentre continuava a raccontare una balzana dietro l’altra. La faccenda del “marito” la stimolava.
– Ma certamente signora! Venga l’accompagno, lo provi… e faccia pure con calma.
Entrò nel box e con panico si accorse che c’era solo una tenda sul davanti, ad evitare sguardi indiscreti. Niente porta, stava per fare marcia indietro ma la commessa le mollò la scatola e tirò con forza la tenda.
Ed ora?
Una parte di lei voleva fuggire, un’altra invece era come un fuoco che la invadeva, come fiamma sull’erba secca. Si tolse i vestiti, apre la scatola ed estrasse gli indumenti uno ad uno … tutti capi di prima qualità, i suoi amici non avevano lesinato sulle spese!
Indossò il reggiseno, le mutandine, le calze e le giarrettiere… si sentiva eccitante e bellissima… e calda, bagnata. Lentamente posò una mano sullo slip, sopra il sesso… rimase cose un attimo, assaporando lo spasimo dell’attesa, del volersi toccare e non farlo… Dall’esterno i rumori arrivavano attutiti, lontani, le voci un coro di suoni ovattati… toccare e non farlo… immobile, come sospesa a mezz’aria, … nel corpo un leggero tremito… un rivolo di sudore… lentamente infilò una mano sotto il morbido tessuto e raggiunse il bottoncino delle delizie.
Sentiva una tensione quasi insopportabile, ora lasciò che le sue dita corressero libere sul clitoride, sulle labbra dischiuse, umide, sulla vagina ricca di umori… si masturbava e le gambe tremavano, mentre il piacere saliva come grandi ondate liquide e calde… e la paura seguiva il suo desiderio, come esso inarrestabile…
Cosa ci faccio qui, e se mi scoprono? … Mi vedranno.. zia Ines… e… e tutti gli
altri… devo smettere, smettere!!
Sii.. mi scoprono che mi tocco… tutti… mi vedono che sto godendo, come una pazza… sii… hm… mi tocco la figa .. cose.. siii… ahhh… sono pazza, si… di desiderio… voglio solo godere, solo piacere… Con una mano scostò una coppa del reggiseno, il capezzolo eretto, duro, voleva solo della dita che lo titillassero con foga… Luisa pensò ai suoi amici che gli succhiavano le tette… la mano sul sesso correva sempre più rapida, veloce… immagini confuse di uomini e donne ballavano nella sua testa, fantasie… vi voglio qui, qui, qui, oooooh… adesso, cose… sii… hmmm… ancora… adesso… fantasie di membri duri, cazzi diritti che la penetravano in ogni anfratto del suo corpo… e fiotti di sperma sulla pelle… e ancora immagini… e …
E zia Ines, che strappava la tenda, come una furia:
– Luisa? Luisa .. cosa stai facendo? ? ?
– Oooh zia, guardami… non vedi cosa faccio? Godo, godo… e mi piace da morire … vieni, accarezzami, leccami… ”
Sorrideva estasiata e nel mentre immaginava la faccia paonazza e sconvolta della zia Ines. Ora non le importava nulla che la vedessero, lei o le commesse o la gente.
Si sarebbe accarezzata, masturbata davanti al mondo intero… in preda al piacere, all’estasi… il suo sesso femminile come una luna nel cielo.
Sentiva l’orgasmo arrivare come una marea quando all’improvviso una voce dall’esterno la raggiunse come un tuono:
– Signora, ha finito? Se vuole la posso aiutare…
N… noo… siii… ooh… noo… ho finito, vengo… subito… oooh … – riuscì a biascicare, il corpo scosso dai tremiti dell’orgasmo, mescolato al panico che la commessa aprisse la tenda…
Le gambe non la reggevano, si mise in ginocchio, appoggiandosi al ripiano dello specchio. Lentamente il cuore e il respiro si calmarono, e la tensione nervosa scese a livelli sopportabili.
Si sentiva in fiamme, spossata, si tolse il completino intimo, le mutandine erano fradice di umori, mise tutto alla rinfusa nella scatola e si riveste in fretta.
Scostò la tenda col pensiero che tutte le clienti presenti potessero leggerle in
faccia ciò che aveva fatto, ciò che era successo. Nessuna parve farle caso, intente nei loro acquisti. Si diresse verso la commessa, che stava seguendo una cliente e fingendo noncuranza, disse:
– La taglia è giusta, mi sta veramente bene! La ringrazio dell’attenzione,
arrivederci!
Uscì nella strada, le gambe molli. L’aria fresca gli schiarì la mente, aveva bisogno di bere e mangiare qualcosa. Entrò in un bar, cercò un divanetto appartato e vi si accasciò, attendendo il cameriere per le ordinazioni. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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