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Il guardiano

Pedro era seduto sul divano a fumare la sua ventesima sigaretta. Aveva un gran sonno, ma non poteva riposare, doveva aspettare il rientro degli ultimi clienti in hotel, prima di potersi adagiare sul suo lettino.
Erano già cinque anni che faceva quel lavoro ed ormai si era abituato a quella routine notturna.
Erano ormai le 02, 30 quando finalmente gli ultimi clienti varcarono la soglia per rientrare alle loro camere.
Pedro soddisfatto chiuse tutte le luci, serrò tutte le porte e dopo aver bevuto un sorso d’acqua si coricò, ma non fece a tempo a prender sonno che il centralino squillò con insistenza.
Era la camera 201, bisognava portare delle coperte.
Pedro quasi meccanicamente si ricompose ed in un susseguirsi di imprecazioni, si avviò verso la camera.
I clienti della 201 erano due vecchietti e lui non riusciva proprio a sopportarli.
Non riusciva a capire perché dovessero rompergli le scatole a tutte le ore della notte.
Mah…. bisognava aver pazienza ed essere sempre gentile con tutti.
Augurata la buonanotte ai due bisbetici, Pedro si avviò silenzio verso il suo giaciglio, quando si fermò di scatto incuriosito dallo strano ronzio che fuoriusciva da una delle stanze.
Era la stanza occupata da una coppia arrivata nel pomeriggio, lui era un dottore di circa 50 anni, mentre lei era di almeno 10 anni più giovane.
Li aveva notati proprio per la differenza d’età e non solo per questo, lei era molto carina, un visino dai lineamenti sottili, magrissima e con due belle gambe, ma con un seno prorompente che creava un gran contrasto con quel corpo così esile.
Aveva anche invidiato il marito!
Il ronzio lo portò ad affacciarsi al buco della serratura.
Le porte erano molto vecchie ed era molto facile guardare all’interno delle camere, d’altronde non era la prima volta che lo faceva.
Ai suoi occhi improvvisamente apparve la sagoma della donna, completamente nuda, che adagiata al bordo del letto era intenta a giocherellare con un grosso vibratore, ora leccandolo con la punta della lingua, ora spingendolo nella vagina.
L’eccitazione di Pedro salì alle stelle, in tanti anni non aveva mai assistito ad una scena così eccitante.
L’uccello gli venne duro come il marmo e non potette fare a meno di incominciare a toccarselo.
Continuò ad immagazzinare immagini per poi lasciarsi andare ad una masturbazione violenta.
Ma evidentemente in preda all’eccitazione aveva fatto del rumore, perché improvvisamente la donna si alzò dirigendosi verso la porta, allora Pedro impaurito scappò via con il pisello fuori dalle mutande, corse al suo lettino e fece finta di dormire, senza più aver il coraggio di riaprire gli occhi.
Passarono 10 minuti ed oramai si era rassegnato a dormire, quando nel buio della sala dove egli era con il suo lettino, udì nuovamente quel ronzio.
Aprì gli occhi e la intravide, era lì seduta su di una poltrona, di fronte a lui, con le gambe divaricate e con il vibratore tra le gambe.
Pedro rimase interdetto ad osservare la scena per 5 minuti, era frastornato ed eccitato allo stesso tempo.
All’improvviso la donna si alzò e lasciato il vibratore sulla poltrona si diresse verso di lui, poi si sedette sul bordo del letto ed infilata una mano sotto le lenzuola si impossessò della sua verga infiammata.
Gli massaggiò la punta del pene con una gran delicatezza, poi avvicinò il suo volto a quello di Pedro, ormai madido di sudore, e con una vocina gentile gli disse :
“Adesso tu mi farai godere come una troia in calore, è vero! ”
“Non come quell’impotente di mio marito che mi costringe a dover ricorrere ai giocattolini”.
E così dicendo prese a scoperchiare Pedro dalle lenzuola, accostò la bocca al suo uccello e lo ingoiò tutto.
Un pompino così a Pedro non glielo aveva mai fatto nessuna, nemmeno la cameriera troia dell’hotel che era solito scoparsi nel deposito dei materassi.
Stava godendo come non mai, un’interminabile brivido gli percorreva tutto il corpo!
La paura iniziale oramai gli era passata e già assaporava nella mente i piaceri che quella donna fantastica avrebbe potuto regalargli.
Staccò la donna dal suo uccello, altrimenti sarebbe venuto di lì a poco, e la bacio con dolcezza, poi la fece distendere sul letto con le gambe divaricate e prese a leccarle la fica.
Era bagnatissima e profumatissima, ad ogni colpo di lingua la donna si contorceva succhiandosi i grossi capezzoli.
All’improvviso si irrigidì tutta, per poi rilasciarsi completamente….. era venuta!
“Sei un Dio” Lei gli dissi con voce tremante.
” ficcamelo dentro ora e fottimi tutta, voglio venire ancora, sono mesi che non venivo con un uomo”.
Lui non se lo fece ripetere due volte ed impugnata la sua verga la penetrò violentemente.
La sua fica era strettissima ed il contatto con le pareti interne era piacevolissimo.
Voleva farla godere ancora, quindi prese a stantuffarla ripetutamente fino a che lei iniziò ad avere una lunga serie di scuotimenti che la portarono ad un nuovo orgasmo.
“Ora si che mi sento donna” disse la signora
“Ma ora voglio che tu goda quanto me, te lo sei meritato” quindi si alzò dal letto e adagiatasi con la pancia su di un tavolino disse :
” Vieni, voglio che tu me lo metta dietro e che mi venga tutto dentro il culo, dai sfondamelo e non aver paura di farmi del male, io adoro prenderlo lì”.
Pedro non capiva più niente, si alzò di scatto e bloccata la bella signora sul tavolo iniziò a violarle il culo con il suo cazzo ormai al limite dell’orgasmo.
Entrò in lei senza fatica ed accompagnato dai mugolii della donna, iniziò a penetrare nel suo ano sempre più velocemente.
Stava godendo tantissimo ed infatti in meno di 5 minuti arrivò il suo violento orgasmo.
Venne nel culo della donna, poi tirato fuori l’uccello, lo accosto alle sue labbra.
La donna prese a succhiarlo con veemenza, aspirando fino all’ultima goccia, poi dopo aver baciato Pedro sulla guancia, si ricompose ed allontanandosi dal lettino gli disse :
“Ora vado a dormire, domani devo partire presto, ma presto verrò di nuovo a trovarti, non con mio marito, ma con le mie amiche. Sei troppo bravo perché possa tenerti per me sola! ”
E silenziosa si avviò verso la sua camera, lasciando Pedro solo con i suoi pensieri e con la sua meraviglia. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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