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Io e loro

Sono sola.
In casa.
è buio fuori.
Solo una luce nel palazzo di fronte che arriva da una porta-finestra spalancata.
Due corpi.
Corro a prendere il periscopio di mio fratello.
E spio.
E mi eccito.
Quei due corpi sono di donna.
Belli, delicati, come il mio.
Siamo più belle degli uomini, non c’è niente da fare.
Le due donne si stanno leccando a turno il buco del culo appoggiandosi alla ringhiera della porta-finestra che è rivolta verso di me.
Ma cosa fanno adesso?
Una, la bionda, lega alla ringhiera i polsi dell’altra, mora, e si allontana.
Quella legata si divincola. Non capisco se per il piacere o per la paura di essere sottoposta a qualche pratica non gradita.
Torna la ‘carneficè.
Indossa una cintura con un fallo di dimensioni spaventose.
Cavoli, mi sto bagnando tutte le mutandine appena messe pulite.
Sento il bisogno di godere come non mai.
Comincio a masturbarmi guardando attraverso le potenti lenti del telescopio quel cazzo di gomma nera entrare e uscire dal culo della mora legata.
Piange, ma dalla faccia capisco che sono lacrime di piacere.
Basta vedere come trema quando il cazzo le arriva fino in gola.
Le cedono quasi le gambe. Impallidisce.
Ho bisogno di qualcosa di più.
Mi alzo e vado in bagno.
Trovo un deodorante in spray la cui confezione è un cilindro arrotondato di circa 30 cm.
Perfetto.
Torno alla mia postazione e vedo che la vittima è stata lasciata di nuovo sola con il cazzone infilato tra le chiappe e le cinghie pendenti nel vuoto.
Torna la bionda.
Ha in mano dei morsetto di ferro tipo quelli per appendere le foto da sviluppare.
Gli stessi morsetti li ha applicati ai suoi capezzoli.
Ha gli occhi a mezz’asta, come inebriata dal piacere che sta provando.
Cammina barcollando e sfiorandosi il corpo.
Si ferma e spinge più a fondo il cazzone nero.
Si porta una mano al proprio culo e ci spinge dentro un piccolo vibratore preso dal comodino che vedo sullo sfondo.
Stringe i capezzoli della mora tra i morsetti appena portati e, guardandola negli occhi, con una mano li muove a strattoni, con l’altra manovra il fallo plastico con veemenza in quell’ano che immagino ormai essere totalmente anestetizzato (a volte a me capita che, quando mi faccio inculare dalla mia donna con il vibratore grande, dopo un po’ mi si addormenti il culo).
Io sto facendo lo stesso.
Il deodorante è ormai quasi scomparso nella mia figa lubrificatissima dal terzo orgasmo e slabbrata dalla abitudine a penetrarmi e farmi penetrare con oggetti di tutte le dimensioni.
L’altra mia mano – dotata di unghie lunghe e affilate – stringe un capezzolo fino a farlo sanguinare.
Intingo un dito nel sangue, lo passo tra la figa ed il cilindro che la occupa e lo succhio con piacere.
Quel sapore dolciastro e ferroso mi provoca un altro orgasmo, praticamente in contemporanea con le mie amiche di fronte.
Ora sono accasciate sul pavimento (una ancora legata per i polsi ma totalmente abbandonata) che ridono e scherzano.
Io mi tolgo il deodorante dalla figa, lo lecco e – alzandomi – guardo il telescopio pensando che il giorno che le due lesbiche di fronte a me dovessero traslocare, potrò continuare ad usarlo in maniera più interessante. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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