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Marito guardone

Come ogni mattina, appena alzato, la prima cosa che faccio è di accendere il mio telefonino, considerato che la sera quando sono le 20 lo spengo per non essere disturbato durante la serata. Inizia l’avviso di ricevimento degli sms di tutte le persone che mi hanno cercato. Mentre faccio scorrere i messaggi mi accorgo che uno non è di una persona che mia ha cercato bensì è un messaggio in piena regola che dice:

“Sono Marco, ci siamo conosciuti tempo fa da Maurizio, chiamami quando puoi a questo numero 333….. ” Maurizio è un mio carissimo amico che spesso organizza delle cene dove spesso ci fa conoscere della gente nuova. Per quanto mi sforzassi non riuscivo a ricordare questo Marco. Di sicuro, come mi aveva detto, ci siamo conosciuti da Maurizio, ma non riuscivo a ricordare chi fosse e tanto meno il suo aspetto fisico. Mi reco a lavoro e preso dagli impegni della mattinata non chiamo il numero del messaggio. Nella pausa pranzo mi ricordo del sms e più per curiosità che per altro faccio il numero e mi risponde una donna con voce molto sensuale. Le chiedo se c’è Marco e lei subito me lo passa. Dopo che ci siamo salutati con i soliti convenevoli, anche se io non riuscivo ancora a capire chi fosse, mi ha spiegato dove e come ci siamo conosciuti ed ho subito focalizzato. Non ho ricordato il tutto per lui bensì per la sua splendida moglie. Mi disse che voleva parlare con me, ma che il telefono non era il mezzo adatto, se potevamo vederci di persona e così gli ho detto che la sera dopo delle 19 ero libero e così ci siamo dati appuntamento in un bar di via…..

Mentre mi recavo all’appuntamento ho focalizzato bene Marco e Angela, ma come ho già detto ricordavo Marco perché ricordavo molto bene Angela. Angela una donna sui 45 anni, molto giovanile anche nel vestire, alta sui 1. 60, capelli corti nerissimi, occhi neri, due tette da sballo e quella sera indossava un paio di jens che mettevano in risalto il culo. Sinceramente mi auguravo che all’appuntamento con Marco ci fosse pure lei. Ma purtroppo così non fu. All’appuntamento arrivammo insieme, dopo una stretta di mano ci siamo messi a chiacchierare. Tralascio queste chiacchiere, per non annoiarvi, e vengo al nocciolo del discorso. Marco mi confessa che a seguito di un intervento alla prostata era quasi un anno che non scopava Giulia e questa incominciava a fare certi discorsi facendogli capire che gli mancava un uomo, ma più che un uomo un bel cazzo per soddisfare le sue voglie di donna. Durante i loro discorsi spesso Angela parlava di me ricordandomi con simpatia e dicendo a Marco che da me si sarebbe fatta scopare spesso e volentieri. Marco ha chiesto di me al nostro amico comune Maurizio, il quale parlandogli molto bene di me mettendo in risalto la mia serietà e le mie doti di uomo, Marco le aveva detto della sua situazione e del desiderio della moglie. Conclusione dell’incontro, se io accettavo Marco mi avrebbe portato a casa e mi avrebbe dato la possibilità di scopare sua moglie, però ad una condizione: lui doveva essere sempre presente ai nostri incontri, anche se noi potevamo benissimo far finta che lui non ci fosse. Sinceramente sono rimasto un po’ perplesso della richiesta, ma credo che anche voi al posto mio avreste accettato volentieri. Cosa io feci. Senza perdere tempo e considerato che era l’ora di cena e nessuno dei due avevamo cenato, Marco mi invita a casa sua a cena. Lui avanti ed io dietro lo seguo, in macchina fino a casa sua. Le avevo detto che mi sarei fermato un attimo da un fioraio per comprare un mazzo di rose alla Signora.

A casa sono accolto da Giulia con un sorriso e con mille convenevoli, mi ringraziò delle rose e mi invitò ad accomodarmi. Ci sedemmo con Marco sul divano e non potei fare a meno di guardare Giulia mentre si avviava in cucina. Indossava una gonna nera poco sopra il ginocchio ed un maglioncino rosso, a barchetta, molto aderente e mi accorsi che non portava il reggiseno. Durante la cena si parlò del più e del meno, ma negli occhi di Angela brillavano di una strana luce, dovuta sicuramente all’eccitazione. Dopo il caffè Marco ci propose di spostarci nel salone per bere un digestivo. Ci fece sedere sul divano e subito dopo arrivo con il digestivo dicendoci di scusarlo se non bevevo con noi, ma che sarebbe andato in cucina a vedere un programma alla tv che lo interessava molto. Seduti sul divano io e Angela cominciammo a parlare. Non perdemmo tempo e cominciammo a parlare di sesso, gusti, posizioni, desideri. La vidi che era eccitata quanto me, allora cominciai a dirle come mi sarebbe piaciuto scopare con lei, cosa che non la stupì, e non quando le dissi che le avrei voluto rompere il culo. Entravo nei dettagli e a lei piaceva, mi disse che Marco non le aveva mai fatto il culo, ma che lo desiderava. Quella fu la cosa che ci fece cominciare il gioco. Cominciai a baciarla dal collo, andai sui seni li tirai fuori erano bellissimi duri e grossi, con i capezzoli in evidenza sembravano antenne. Ci sdraiammo sul divano, lei mi tirò fuori il cazzo e comincio a spompinare Mi diceva che voleva essere scopata mentre mi succhiava l’uccello

– Voglio scopata come una puttana. Io ero già nudo lei aveva ancora la gonna, voleva che le venissi in bocca e succhiava avida il mio cazzo. Mi fece venire e le sborrai in bocca, ingoio ma ne fece uscire un po’ che le scivolo sul seno. Mi disse

– adesso me lo sbatti in culo vero? – certo le dissi e le tirai via la gonna e cominciai a leccarle la fica, una splendida fica, calda profumata e vogliosa di cazzo. La leccai con voglia. Più la sentivo ansimare e più leccavo. Intanto le infilai un dito in culo, era elastica al punto giusto, e il dito le piaceva cosi la scopai dalla fica salendogli sopra. Poi mi salì sopra lei e in pochi minuti venne un paio di volte. Più godeva e più voleva godere. Mentre mi cavalcava mi diceva: – Dai scopami, fallo entrare tutto dentro, è più di un anno che non sento carne nella mia fica. Scaricami tutta la sborra nella fica. Non riuscii a trattenermi e per la seconda volta venni e le scaricai tutta la sborra in fica. Mentre sentiva gli schizzi che le colpivano l’utero credo sia venuta in ripetizione almeno altre tre volte. Dopo qualche minuto era di nuovo duro Intanto l’avevo masturbata e leccata ed era venuta ancora. La feci alzare si appoggio sul poggiavano del dicano e teneva ben alto il culo in modo che potesse accogliere meglio il cazzo.

Era li davanti a me, il mio cazzo era pronto a sfondarla e lei lo desiderava, le ficcai un dito in fica e poi umido e lubrificato in culo. Fece un po’ di resistenza, ma lo accolse. Allora glielo misi in fica, la sbattei un po’, poi lo tirai fuori insalivai il cazzo e poi il buco del culo, gli appoggiai su la cappella e spinsi giù , un po’ di resistenza e mi fermai, non volevo farle male per evitare che poi non la potessi inculare. Le chiesi se aveva un po’ di crema e lei mi invitò a prenderla che era in bagno. La presi me la feci spalmare sul cazzo intanto che gliela spalmavo sul buco del culo e le masturbavo il clitoride. Era lubrificata al punto giusto Gli appoggiai di nuovo la cappella e spinsi questa volta anche se fece resistenza. La cappella entro dentro, poi ancora più giù piano, e cominciai un lento movimento quando fu tutto dentro, mi disse che le faceva male, ma le piaceva Continuai sempre più giù volevo ficcargli dentro anche le palle, lei urlava di piacere e voleva che non mi fermassi cosi che venne anche mentre la scopavo dal culo. Non mi era mai successo di far godere una donna dal secondo canale. Non contenta volle farmi venire e cosi mi sali sopra sempre prendendolo in culo e mi sbatté fino a che non godemmo insieme scaricandole tutta la sborra nell’intestino. Guardai verso la cucina e vidi Marco sulla porta tutto felice e contento. Aveva trovato uno stallone per sua moglie e lui si era trasformato in un guardone. Tuttora mi sto facendo delle scopate sempre più belle. Ogni qualvolta lei ha voglia Marco mi chiama e ogni qualvolta io ho voglia chiamo Marco. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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