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Propositiva

Ho appena finito di mangiare, per fortuna negli ultimi tempi mi tratto meglio, basta panini mangiati in fretta, che hanno l’unico scopo di far tacere il mio stomaco. La pasta era ottima e poi con la pioggia che cade fuori mi si prospetta un pomeriggio di relax, nessuno oserà mai disturbarmi.
La città sembra vuota, sotto casa non si sente il solito rumore delle macchine che passano e anche le strade allagate che vedo dalla finestra sono solcate di rado da qualche auto trasformata in traghetto. Col dessert in mano mi siedo sul divano davanti alla televisione e la accendo, squilla il telefono di casa, ho già spento il cellulare, e ringrazio l’inventore della segreteria telefonica. Dopo i canonici quattro squilli parte la registrazione, è ovvia e scontata, ma dopo anni di messaggi spiritosi ho deciso di passare a qualcosa di più normale, essenzialmente per mettere di cattivo umore tutti quelli che telefonano per venderti surgelati, tariffe telefoniche che non stanno né in cielo né in terra e cose del genere.
“Beeeep”
“Ciao Giacomo, visto il tempo non sono andata a trovare i miei, volevo stare con te, ma non riesco a rintracciarti il cellulare è spento… beh, magari sei in giro a farti gli affari tuoi, ma se ti va potresti venire a casa mia cosi guardiamo un film o parliamo un po’; un bacio, Simona”
Cambio canale, e trovo una puntata di Friends che non avevo visto, nella quale Rachel va ad un appuntamento al buio, quando finisce, faccio un giro sugli altri canali m a non c’è niente di interessante, e decido di chiamare Simona.
“Ciao, ero sotto la doccia prima, scusa. È ancora valido l’invito per vedere il film? ”
“Si, tra quanto pensi di venire? ”
“Mi devo vestire e poi passare a prendere il film, quindi credo di poter arrivare tra mezz’ora. ”
“Non serve che tu prenda il film, lo ho io. Ti aspetto allora. ”
“OK, ciao”
Spengo la TV e vado in camera a cambiarmi, mi metto i jeans e un maglioncino, cosi non dovrei avere freddo.
Esco da casa e monto in macchina, la tempesta di prima è finita, rimane solo un vento deciso che spazza le strade e raffredda ancor di più il clima. Amo l’autunno, le sue piogge, le due giornate fredde ma non troppo, il grigio che è fatto di mille sfumature nel cielo. La radio mi tiene compagnia nel breve tragitto per arrivare a casa di Simona, ma quando arrivo a da lei ricomincia a piovere.
Trovo la porta del giroscale aperta, Simona deve avermi visto arrivare dalla finestra, salgo le scale, solo all’ultima rampa guardo verso la porta di casa di Simona, è socchiusa, ma quando mancano tre gradini si apre.
Simona appoggia una mano allo stipite e con l’altra tiene la maniglia della porta, sulle unghie lunghe smalto color beige. I suoi capelli sono raccolti, la guardo negli occhi e mi sorride, è truccata, strana cosa visto che non aveva in programma di uscire, il rossetto è dello stesso colore dello smalto, mi piace molto, da un tocco di classe al suo viso. Mi avvicino, apre la porta ed entro facendo finta di non essermi accorto di niente. Non riesco a trattenere il mio entusiasmo per lo spettacolo che vedo, abbraccio Simona da dietro e appoggio la mia testa sulla sua spalla destra, le mie mani la stringono, chiude gli occhi e sento il suo corpo tremare per l’emozione, la bacio sul collo e lascio che il mio sguardo si perda sulla sua faccia.
La porta si chiude lentamente, le mani di Simona scivolano sui miei fianchi e cercano di ricambiare le mie carezze.
“Mi sei mancato, non vedevo l’ora di stare con te! ”
“Io mi ero già preparato a una giornata da eremita, stavo pensando a che film guardare. ”
“Se vuoi andare in salotto e aspettarmi, io preparo qualcosa da bere, cosa desideri? ”
“Un havana cola, grazie. ”
Vado a sedermi in salotto, il divano di Simona è comodissimo, e vedo che Simona nella solita tenuta da giorni piovosi in casa: calzettoni e accappatoio-vestaglia, entra in cucina. Cerco il telecomando e accendo la TV, passo in rassegna tutti i canali e mi soffermo sulla solita televendita con allegata ragazza che farà la gioia dei rotocalchi per la prossima stagione. Dalla cucina arrivano rumori che non distinguo fino a quando Simona arriva alla porta del salotto, si ferma una attimo a fianco al tavolino che c’è sulla destra appoggia due bicchieri riconosco il mio havana cola e il suo lemonmartini, si gira verso me e riprende ad avvicinarsi, esibendosi in un fantastico défilé.
“Allora che ne dici? ? ? ? Dai dimmi che ne pensi, sto bene? Ti piace? ”
“è bellissimo, e ti sta molto bene, hai fatto la tua solita pazzia? ”
“Fosse solo questo…”
“Si ho notato, molto belle anche quelle”
Simona si gira e si allontana, atteggiandosi come una modella in passerella. Non mi sarei mai aspettato di vederla cosi, sicura, seducente e molto elegante. Indossa un cappotto di pelle liscia di un colore tra il rosso e il bordeaux che le arriva appena sopra al ginocchio, è stretto e la fascia mettendo in evidenza le curve del corpo, c’è solo uno spacco dietro che le permette di camminare “agevolmente”. Le scarpe che indossa effettivamente la costringono a fare passi minuti per non perdere l’equilibrio, sono un paio di décolleté dello stesso colore e della stessa pelle del cappotto, il tacco è nero affusolato ed altissimo, hanno una cinghietta che passa attorno alle caviglie e le rende ancora più attraenti.
“Pensi di uscire di casa adesso? Anzi, pensi che uscirai mai di casa vestita cosi? ”
“Certo perché non dovrei? Mi piace molto il cappotto e se non mi fai camminare molto metto volentieri anche queste scarpe, sono comode anche se hanno un tacco altissimo, non ci volevo credere neanche io quando le ho provate in negozio. Comunque no, non voglio uscire, volevo solo chiederti un parere. ”
“A me piaci tantissimo così, sembri proprio una bella donna in carriera. ”
Simona è andata dalla parte opposta del soggiorno e si è appoggiata al tavolo, si slaccia il bottone che chiude il colletto alla coreana del cappotto e fa scendere la cerniera un po’. Prende in mano i drink e torna verso me, si abbassa per darmi l’havana cola, lo prendo in mano e lei appoggiando la mano libera sul mio mento mi fa alzare la testa fino a quando i miei occhi si trovano davanti alla sua scollatura. Vedo la parte superiore del suo seno, rimango fermo in questa posizione per qualche secondo, inizia a camminare per il soggiorno.
“Credo di dover fare un po’ di esercizio in casa prima di poter uscire con queste scarpe, ti da fastidio il rumore dei tacchi. ”
Sorrido, Simona sa benissimo che è un rumore che amo e la mia mente inizia a svegliarsi dal torpore al quale l’avevo consegnata vista la giornata che mi si prospettava, ma la voglia di fare l’amore non c’è proprio!
“No, non mi da fastidio, dopo lo guardiamo il film? ”
“Si, certo! ”
“Che film è? Dove l’hai preso? ”
“Non so il titolo, Caterina me lo ha prestato dicendomi che mi sarebbe piaciuto e che sarebbe piaciuto anche a te! ”
Mentre parla Simona continua a danzarmi davanti agli occhi, rimango quasi ipnotizzato dalla sua bellezza. Si avvicina, e appoggia una scarpa sul divano tra le mie gambe:
“Potresti stringere il laccetto, per favore? ”
Le mie mani sfiorano la punta della scarpa e risalgono fino alla caviglia, le calze nere che Simona indossa hanno la riga, e sono liscissime, probabilmente di seta, stringo il cinturino e trattengo il piede di Simona tra le mani. Quando lo lascio andare Simona alza anche l’altra gamba e porta la scarpa vicina al mio inguine, sistemo il laccetto anche di questa, Simona sposta il piede e con delicatezza appoggia la suola della scarpa al mio pube, cerca nei miei occhi una smorfia di dolore, e non trovandola esercita una leggera pressione che mi fa provare un brivido. L’espressione del suo volto è eloquente, è soddisfatta, si allontana cammina ancora un po’ e poi si siede sul divano distante da me.
Comincia a fare molto caldo levo il maglione, le scarpe e i calzini.
“Vuoi sentire quanto è liscia la pelle delle scarpe? ” e cosi dicendo risale lungo il mio braccio con la punta della scarpa fino ad arrivare alla spalla, punta il tacco sul mio torace e mi sfiora la faccia con la pelle. Mi offre il suo tacco, vuole che lo lecchi e a questo punto lo voglio anche io. Lo succhio come altre volte ho visto fare lei col mio membro, immagino la sensazione che prova lei quando lo fa, ma so che con l’immaginazione non posso arrivare tanto vicino alla realtà. Sotto il cappotto non porta la gonna, riesco a vedere il reggicalze e il caldo continua ad aumentare, le sue gambe vanno in ritirata, si alza e fa partire la video cassetta. Simona torna a sedersi sul divano questa volta mi è vicina, slaccia quasi tutta la cerniera, immagino che non indossi niente sotto e che abbia alzato il riscaldamento per non sentire freddo. Sullo schermo passano le prime immagini, dopo alcuni minuti capisco che di che genere di film si tratta, sono allibito e allo stesso tempo entusiasta: Simona ha scelto di guardare assieme a me un porno. Sono imbarazzato, ho già visto film di questo genere, ma vederlo con Simona mi mette in ansia, fino a quando non vedo che la cerniera del cappotto si apre completamente e Simona passa una mano sulla sua pelle.
Arriva il risveglio, sento che mi sto eccitando, più per la vista di Simona che per il film, la sua mano continua ad esplorare il suo corpo ed inizia ad ansimare, si alza e si mette tra me e il televisore con la faccia rivolta verso quest’ultimo! Lascia che il cappotto di pelle scivoli a terra, mentre lei con le gambe leggermente divaricate sta davanti a me immobile.
È praticamente nuda, ma molto più bella che se fosse effettivamente nuda. Il reggiseno è nero di un tessuto lucido e liscio, il reggicalze non è molto alto, e gli elastici che arrivano alle calze sono lunghi. Da dietro si intuisce solo la presenza del perizoma, che è sottilissimo, come un filo. Quando Simona si gira si rivela in tutta la sua bellezza, avanza verso me, disinvolta, il suo seno minimamente sorretto dalle coppe che non coprono neanche i capezzoli ondeggia sotto la grazia dei suoi passi. Si inginocchia davanti a me, ci baciamo e lasciamo che le nostre mani tocchino i corpi tesi dall’eccitazione. Simona sbottona i miei jeans libera il mio membro e incomincia a giocarci con le dita, fino a quando l’erezione non ha raggiunto il massimo. Avvicina le sue labbra al glande, lo bacia prima dolcemente e poi con più foga facendo roteare la lingua intorno alla punta, lo prende in bocca e succhia ritmicamente, poi affonda tra le mie gambe fino ad avere la bocca colma del mio pene. La mia eccitazione sale, sento i suoi denti sulla carne, la lingua che cerca di avvolgere tutto quello che può, lo lascia uscire dalla sua bocca, lo prende in mano e mi masturba, stringe sempre di più e quando una goccia arriva alla fine del canale allunga la lingua e mi asciuga.
Le mie mani intanto trovano i suoi seni, si sostituiscono al reggiseno, stringo i capezzoli tra il pollice e l’indice, Simona urla per il dolore, ma appena lascio la presa e passo le mie dite sull’areola la sua faccia cambia espressione.
“Alzati, ho voglia di leccarti Simona”.
Il mio sembra quasi un ordine e lei obbedisce immediatamente, inarca la schiena per facilitarmi il compito, le mie labbra si appoggiano al suo sesso quasi completamente depilato, è già bagnata e il suo sapore si impossessa della mia lingua, la passo sul clitoride disegno dei cerchi e poi scendo fina alla vagina liscia e aperta. Provo a riempirla con la lingua, è talmente lubrificata che entro senza nessun problema, irrigidisco e rilasso la lingua, Simona respira a fatica, prende i seni con le mani e li porta verso l’alto nel tentativo di riuscire a passare la sua lingua sul capezzolo.
Mi alzo, il mio membro è tra le gambe di Simona le allarga, la sua vagina scorre su di lui e lo bagna da cima a fondo, si inginocchia e partendo dallo scroto mi lecca fino ad arrivare alla punta del pene, si rialza e si gira in modo da darmi le spalle. Mi avvicino a lei, la mia erezione si fa strada tra le sue natiche e arriva al suo sesso, la abbraccio con una mano sfioro il clitoride e con l’altra tocco i suoi seni, muove il bacino avanti e indietro e quando siamo prossimi all’orgasmo si china mostrandomi il suo sesso pronto a ricevermi. Scivolo al primo tentativo, allora prende il pene con una mano e lo guida, entro lentamente, la sensazione che provo è straordinaria. Rimango fermo un istante e assaporo l’amore che ci unisce, guardo il mio pene dentro lei, Simona fa ruotare il bacino, sento che sto toccando il suo utero e bastano poche spinte per raggiungere assieme l’orgasmo.
Quando esco da lei, Simona si gira in fretta, e raggiunge il pene con la mano e lo avvicina alla bocca, lo pulisce completamente ingoiando il mio seme.
Andiamo al bagno, ci laviamo e torniamo in soggiorno a vedere il film. La trama come al solito è scontata se non nulla, gli amplessi sono la cosa che più mi eccita e per fortuna gli attori sono tutti decenti, niente di squallido. Ogni tanto Simona ed io ci scambiamo una occhiata, lei si è ritoccata il trucco e ha voluto rimanere vestita con reggicalze, perizoma e reggiseno, usa solo un plaid per coprirsi e non prendere freddo.
Quando il film sta per volgere al termine, tutti i protagonisti si ritrovano nella stessa casa e l’orgia diventa inevitabile, Simona mi toglie la maglietta e solletica i miei capezzoli, li stringe tra le dita e li mordicchia, quando il regista si ferma su due donne che si stanno leccando a vicenda Simona apre il plaid e inizia a masturbarsi con una mano.
“Mi piacerebbe riprenderti, sei bellissima. ”
“Allora perché non vai a prendere la telecamera in studio? La sai usare, no? ”
Sorrido, amo Simona per questo, continua a stupirmi da quando ci siamo conosciuti è anche grazie alla suo essere propositiva che il nostro rapporto non è finito nella solita routine.
Sto per alzarmi ma Simona mi ferma: “Vado io, tu non sai dov’è. ”
Anche se ricordo di averla messa via io l’ultima volta che l’abbiamo usata lascio perdere.
Quando torna in una mano ha la telecamera e nell’altra un sacchetto dal quale estrae un fallo di plastica.
“Vorrei farti provare la sensazione che ho provato io prima, e magari potrei darti qualche consiglio su come si succhia questo, o forse potresti essere tu a mostrarmi qualcosa che ti piacerebbe che io facessi. ”
Simona si siede sul divano, sistema il membro di plastica tra le sue gambe contro la vagina tenendolo con una mano mentre con l’altra tiene la telecamera e mi riprende!
“Spogliati, inginocchiati davanti a me e fammi vedere cosa sai fare”
“OK, spero di non deluderti”
Una volta inginocchiato, comincio a baciare e a leccare le scarpe di Simona, è molto eccitante e mentre la mia bocca è occupata mi masturbo con una mano, passo a baciare l’interno coscia, e mi fermo quando arrivo alla fine della calza, gioco con il reggicalze, lo tiro, lo mordo, Simona fa scivolare il membro verso la mia bocca, è impaziente, vuole vedermi mentre lo succhio. La accontento, provo ad imitarla, so che il godimento che lei ne deriva è puramente visivo anche se la sua mano continua a toccare i seni.
“Sei bravo, è bello vederti in questa situazione, pensavo che ti imbarazzassi di più”
Per un attimo lascio stare il fallo: “Ho una buona maestra…”
“Non smettere, continua fino a quando te lo dico io. Nessuno ti ha detto che potevi parlare”
Senza fiatare riprendo la mia azione, spingendo il membro con tutta la forza che ho verso il sesso di Simona, che mette la mano sulla mia nuca e mi obbliga ad affondare ancora di più tra le sue gambe.
“Giacomo adesso sei tu che devi riprendermi”
Mi porge la telecamera, prende in mano il fallo e mentre filmo la scena, lo fa scivolare dentro se. Mi alzo e masturbandomi appoggio la videocamera su un mobile in modo che possa riprendere tutta la scena.
“Giacomo vieni a masturbarti vicino a me, voglio che mi bagni tutta. ”
Resto in piedi al suo fianco, lei estrae il fallo dalla vagina:
“Mi aiuti a metterlo da un’altra parte? ” e cosi dicendo allarga le gambe e mi mostra il sedere, con le mani divarico le sue natiche, la penetrazione è lenta ma Simona non ha provato alcun dolore, appoggia nuovamente le scarpe a terra e introduce nella vagina due dita.
“Sto per venire Simona! ”
“Vieni qua voglio vederti venire sul mio seno”
Il mio orgasmo arriva quasi immediatamente e Simona con una mano spalma il mio seme su tutto il suo corpo, con la stessa mano si penetra e dopo poche spinte raggiunge anche lei l’orgasmo.
Mi avvicino e la bacio intensamente, la abbraccio è stanchissima, la sollevo e la porto sotto in bagno. La svesto ed entro con lei nella doccia.
“Spero che non sia l’ultima volta che fai queste follie, eri bellissima, sembravi una modella”
“Speravo di piacerti. Non sarà l’ultima volta, mi piace fare la donna fatale e sedurti, mi fai sentire splendida. ” FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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