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copertina racconto erotico

Tutti quanti hanno un prezzo

“Caspita, questo sa veramente scrivere…. ” Pensai, chiudendo il word processor che stavo utilizzando per leggere l’ultima storia che avevo scaricato da Internet.
Anche se ero conscio che era solo un prodotto della fantasia dell’autore, a me sembrava molto realistico, come poteva testimoniare l’erezione spasmodica che lottava con la barriera dei miei jeans.
Mentre le parti più calde e succose della storia continuavo a ronzarmi nel cervello, mi ero conto che la mano stava strizzando il rilievo del mio uccello, sprigionandomi ondate di caldo piacere in tutto il corpo. I miei ormoni erano orami cotti e stracotti, e leggere una storia molto erotica non aiutava molto la faccenda.
Come un fulmine, mi alzai e mi slacciai i pantaloni, abbassandomi i jeans e i boxer giù finchè non si fermarono alle caviglie, liberando l’uccello, che saettò nell’aria. Rimasi lì per un momento, gustandomi l’aria fresca sulla mia carne surriscaldata, osservando il mio membro dritto con uno scopo ben preciso.
Allungai la mano e avvolsi le dita attorno all’asta dura, causando un’altra ondata di sensazioni piacevoli attraverso di me.
Sospirai ricadendo sulla sedia, osservandomi l’uccello, che per la mia età era di tutto rispetto…. Stavo ripensando alle varie scene della storia, immaginando di essere uno dei tre ragazzi della gita.. e di ripassarmi le mie compagne di scuola… la spagnola… e la doccia alle tre di notte… che bello sarebbe…

Stavo arrivando all’orgasmo quando fui distratto dal rumore di un grande spruzzo. Non avevo ancora nessuna intenzione di venire ancora, così mi alzai e mi diressi alla finestra che affacciava nel cortile della villa e nella piscina che vi troneggiava. Avevo ancora l’uccello in mano ed un fremito mi attraversò il corpo quando adocchiai mia sorella, Arianna, mentre sfrecciava nel blu dell’acqua della piscina…. nuda come mamma l’aveva fatta !!!

Anche se il nostro cortile era protetto da occhi invadenti da un muro di cinta di quattro metri, io avevo un posto da prima fila mentre Ari nuotava al centro della piscina sopra un materassino gonfiabile, salendoci sopra mentre rivoli d’acqua cascavano dal suo corpo.
Ricominciai a masturbarmi, ma stavolta con un motivo valido, i miei occhi che non sapevano dove posarsi: dalle tette sode ed enormi al cespuglio rosso scuro tra le gambe. Prima di questo momento, non avevo mai visto la mia sorella diciannovenne in altro che reggiseno e mutandine. Li avevo anche sbirciati nei suoi cassetti, meravigliandomi che mia sorella portasse una quinta !!!! Insomma non volevo perdere l’occasione… non sapevo quando sarebbe ricomparsa…..

Sotto di me Arianna si girò sul materassino, le sue gambe toniche che si aprivano esponendo ancora di più la sua vagina mentre giochicchiava con i grossi capezzoli, pizzicandoli e spremendoli per alcuni momenti prima si scorrere la mano giù alla sua tana.
Mia sorella era più alta di me e più grossa di me. Indossava sempre jeans e maglioni informi e portava i lunghi capelli rossi sempre in una coda di cavallo. Non era brutta anzi era molto carina ma si comportava come un maschiaccio dalla voce greve…. che aveva un carattere infernale, e non mi sarei mai immaginato che potesse fare queste cose….

Ari si carezzò per un momento la folta peluria rossiccia prima di ripassare con le dita le labbra vaginali….. il viso ricoperto di lentiggini contorto in una maschera di lussuria. Aveva gli occhi chiusi. Quella scena però invece di farmi schifo mi aveva eccitato terribilmente…. Automaticamente la mano aveva ricominciato ad andare su è giù sul mio uccello….

“Oddio !!! ” sospirai, guardando mia sorella che si infilava le dita nella spaccatura ” oh… mio.. Dio… ” la mia mano era un fulmine su e giù mentre mi masturbavo rimirando l’incredibile scena di mia sorella che si sditalinava in piscina, le ginocchia erano sul punto di crollare….
Le palle iniziavano a contrarsi mentre quella strana sensazione si diramava in tutto il corpo. Anche se era stretto nella morsa della mia mano, l’uccello cominciò a gonfiarsi, la cappella oramai paonazza e lucida di liquido preseminale. Vidi Arianna che si agitava sul materassino, le gambe che le tremavano mentre si portava all’orgasmo – era troppo da sopportare anche per la mia mente perversa e per il mio corpo allo spasimo.

“Oh merda… “bestemmiai mentre il primo schizzo di sperma fuoriusciva dalla punta del mio arnese, irrorando la tenda della finestra. Le ginocchia si piegarono mentre il secondo getto andò a seguire il primo….

” ooh sì sto venendo… ” cantilenai, perso nelle morse del mio migliore orgasmo a quella data.
Alla fine ricaddi sulla sedia, ancora schizzando sperma sulla mano, oramai completamente imbrattata.
Ripresi fiato, ansimante. Mi affacciai alla finestra con cautela e vidi che mia sorella non era più in piscina.

Ero un po’ sconvolto, ma non schifato per lo show che Arianna mi aveva offerto. Mentre mi cambiavo i boxer, un lampo di gelosia mi attraversò.
Arturo, il ragazzo di mia sorella.
A quanto pare non era un martire come pensavo, ma un uomo fortunato. Quella belva di mia sorella a letto doveva trasformarsi in una gatta selvaggia, da come l’avevo vista agitarsi….
Ogni volta che tornavano da un week-end fuori, lei aveva sempre una faccia strana…. Soddisfatta ed era meno rompi del solito…
Era chiaro che lui se la stava scopando…. e per un momento mi sorpresi a desiderare di essere io a infilarmi nelle mutande di Arianna, e non lui.

Avevo finito di ripulirmi con cura e mi ero rinfilato i pantaloni quando mia sorella entrò in camera mia, con un asciugamano avvolto al corpo e la folta criniera rosso fuoco appena asciugata già legata a coda di cavallo. Appena in tempo.
Aveva un phon in mano. Si vede che aveva appena finito di asciugarsi i capelli.

” ehi idiota…. stai qui” esclamò con la sua solita cortesia ” sai dove sta il mio…. e quella che cazzo è ? ! ? ! ”
Mia sorella d’irrigidì puntando minacciosa il phon verso la tenda.
Ecco che cosa avevo dimenticato. La macchia sulla tenda.

“allora avevo visto giusto… ” continuò con il viso paonazzo come i suoi capelli dall’ira “che diavolo stavi facendo ! ? ? ! ”

“cosa ! ? ! ” risposi nascondendo i fazzolettini di carta dietro la schiena.

“ti ho visto che mi guardav… i piccolo pervertito” disse Arianna furiosa, puntando ancora alla finestra “ho capito pure quello che stavi facendo !! ”

Sebbene fossi stato scoperto, la parte che mi fece mia sorella servì abbastanza a scuotermi dallo shock iniziale ” Ah sì” risposi “anche io ho visto quello che stavi facendo TU… ”

La faccia di mia sorella si fece ancora più rossa dalla vergogna.

“lo dirò a mamma e lei te la farà pagare cara !!! ” minacciò infuriata. Quante volte avevo sentito questa frase e quante volte mi aveva messo nei casini. Ma non stavolta.

“Davvero! ? ! ? ” risposi glaciale ” Ma prima o dopo che io le dico che eri ancora in piscina…. ma questa volta nuda come un verme ! ? ! ”

Ari mi guardò come se fosse sull’orlo di un infarto.

“Oppure” continuai, guadagnando terreno sempre di più ” questo prima che dico a mamma e a papà di te, Arturo e Claudia che scopavate nel loro letto matrimoniale l’altro giorno ! ? ! ? ”

” Non oserai…. ” Sibilò lei.

” può darsi di sì, può darsi di no. Siamo pari, sorellina, sembra che abbiamo uno situazione di parità” Mi misi sornione le mani sui fianchi, e mi accorsi con terrore che avevo ancora la patta sbottonata. Approfittai per rimetterlo dentro nelle mutande.
Gli occhi di Arianna seguirono l’azione, gli occhi dilatati dalla sorpresa mentre sbirciava un po’ della mia carne tra le gambe prima di rimetterla al suo posto.

“va bene hai vinto” sospirò sedendosi sul letto “cosa mi costerà ! ? ? ! ”

“cosa ! ? ! ” chiesi stupito.

” cosa mi dovrà costare per tenerti la bocca chiusa per quello che è successo nella camera di mamma. ” Continuò imbronciata.

“Non lo so…. ” Dissi lentamente, finalmente comprendendo cosa volesse dire ” il prezzo potrebbe essere un po’ troppo alto per te… ”

“prova ” disse mia sorella, riuscendo in qualche modo a tenere sotto controllo la sua rabbia. Stringeva rabbiosamente la coperta con entrambi i pugni lividi dalla rabbia.
Non solo era più vecchia di me, ma Arianna era pure più grossa e molto più forte di quello che sembrava.
Potevo avere un vantaggio, ma era meglio per me che non mi spingessi troppo oltre. Per la mia stessa salute.

“ok Ari dimentichiamoci tutto… va bene ! ? ! ? ” le chiesi “teniamo entrambi la bocca chiusa ed è pari e patta… ti sta bene ! ? ! ? andata ! ? ! ”

“Oh, no, caro ” disse lei, guardandomi stancamente ” preferisco ripagarti ora piuttosto che avere questa spada di Damocle sulla testa… ”

“un po’ paranoica… non è vero ! ? ! ? ” aggiunsi, guardando alcune gocce d’acqua che da poche ciocche bagnate le scendevano sulle spalle, per finire nell’asciugamano.

“qual è il tuo prezzo, Piero ! ? ? ” chiese Arianna, la sua voce sia annoiata che pericolosa.
Mentre riflettevo sulla domanda, la visione di lei stesa nuda sul materassino e che si sditalinava mi esplose in testa. Avevo sentito che ognuno ha un prezzo – e io avevo giusto trovato il mio. Ora tutto quello che dovevo fare era di ottenerlo senza perdere i denti.

“come ti ho detto, il mio prezzo potrebbe essere un po’ troppo caro per te, sorellina” dissi cautamente , girandomi per averla di fronte.

” fai decidere a me. Dimmelo !! ”

“prima, vorrei farti una domanda. ” Le dissi.

“Che cosa ! ? ! ”

“non ho visto proprio che cosa stava succedendo in camera di mamma, ma tu hai… ehm hai per caso.. ”

“per caso cosa ! ? ! ”

“hai leccato la fica di Claudia ! ? ! ” esclamai.

” che razza di domanda è questa e perché dovrei risponderti! ? ! ”

“vuoi sapere qual è il mio prezzo, vero ! ? Beh, rispondere alla domanda è parte di questo. Chiamiamolo un piccolo anticipo…. ”

L’avevo in pugno. E Arianna lo sapeva mentre esalava con un respiro “sì… l’ho fatto.. e allora ! ? ? ! ”

” Oh niente.. ” dissi, cercando di immaginarmi mia sorella con la testa fra le gambe della sua amica. “ero solo curioso perché c’era un sacco di rumore che proveniva dalla stanza quel giorno… e poi sapevo che non era stato Arturo… ”

” e come facevi a saperlo ! ? ! ” chiese Arianna, guardandomi con sospetto.

” ‘Leccale la fica, Ariannà ti sembra familiare ! ? ! Non penso che potevi leccarla e parlare allo stesso tempo…. ” risposi divertito.

“piccolo pervertito” disse lei, la faccia che diventava ancora più rossa più per l’imbarazzo che per altro.

“è vero. ” Risposi gustandomi il momento.

“allora finiamola, Piero, dimmi cosa vuoi per stare silenzio. ! ”

“va bene, va bene, sai stavo pensando…. dopo quello che ho visto in piscina… che ti manca qualcosa…. beh potrei dartela io….. ”

Mia sorella mi guardò scioccata.

“Niente da fare !!! Non esiste minimamente !!!! ” disse Arianna, gli occhi spalancati come fanali.

” Ehi, tu volevi sapere il mio prezzo” dissi alzando le mani “non ho mai detto che si trattasse di denaro… ”

“Ti darò cinquantamila lire” disse Ariana, la voce che le tremava un poco.

“niente da fare. ”

“centomila lire” controbattè lei. La prospettiva di un centonzo non era male…. ma avevo in mente un tipo differente di moneta.

” Puoi anche uscire di qui” dissi, indicando la porta. ”

“Piero, io non ho intenzione di scopare con te per tenerti buono. ” disse Arianna.

“Questo è il mio prezzo, Ari – prendere o lasciare. ” Stavo facendo del mio meglio per mantenere la calma esteriore. Dentro di me tremavo come una foglia.

“No…. Né ora né mai ” affermò lei ” piuttosto mi metto nei casini con mamma e papà. ”

“fai come vuoi” dissi, girandomi verso la scrivania prendendo la cornetta del telefono.

“ehi frena ” disse mia sorella “chi stai chiamando ! ? ! ? ”

“mamma” risposi, digitando lentamente il numero di telefono dell’ufficio di mamma. “meglio farle sapere cosa è successo mentre lei e papà sono al lavoro. ” Tenevo la cornetta all’orecchio, ascoltando la suoneria dall’altra parte.

“tu non l’hai chiamata” disse Arianna, cercando di convincersi che io stavo bluffando.

“il telefono sta suonando. ” Dissi “vuoi sentire? ! ? ! ”

“stai miseramente bluffando, Piero” mi apostrofò Arianna con uno sguardo disperato.

“Ah sì ! ? ! ? va bene, continua a pensarla come vuoi… ” risposi, godendo del potere che esercitavo su mia sorella maggiore “pronto ! ? ! posso parlare con la dottoressa Marino ! ? ! ? ” Sono suo figlio Pietro… sì grazie. ”

Fischiettai tra me e me mentre il centralino mi teneva in attesa. Con la coda dell’occhio potevo vedere Arianna lottare con se stessa; non sapeva se arrendersi alle mie richieste o ammazzarmi all’istante. Naturalmente io speravo ardentemente nella prima opzione: Arianna picchiava duro come un ragazzo.

“ufficio Marketing, dica…. ” La voce di mia madre interruppe i miei pensieri.

“ciao mammotta !!! ” esclamai, guardando il colorito sparire dal volto di mia sorella.

“ciao piccolo” disse mamma, sempre contenta di sentire la mia voce “va tutto bene ! ? ! ? ”

“certo certo è tutto a posto ” dissi, guardando Arianna girare in tondo… cercai di non ridere mentre continuavo a parlare con nostra madre “volevo solo sentirti… ah ti devo dire una cosa… ”

“dirmi cosa tesoro ! ? ! ”

“riguarda Arianna” dissi guardando fisso mio sorella. Il volto della sconfitta era scritto sul suo viso mentre lentamente srotolava l’asciugamano, mostrandomi il suo corpo adorabile. Il collo era avvampato, e le lentiggini spiccavano nell’avvallamento dei grossi seni rotondi.

“cosa mi devi dire su di lei ! ? è tutto a posto ! ? ! ”

“sì sì è tutto a posto… davvero” dissi, in realtà intendendo in più di un senso “è solo che ha fatto qualcosa l’altro giorno che pensavo che tu vorresti sapere… ”

Gli occhi di Arianna si dilatarono alle mie parole, lasciando cadere l’asciugamano bagnata per terra.

“Piero ti prego… ” sussurrò, la sua voce implorante.

” che cosa ha fatto ! ? ? ! ” chiese mia mamma, una nota di preoccupazione che s’insinuava nella sua voce.

“ti ricordi quando l’altro giorno stava a casa ! ? ! ? ” le chiesi mentre Arianna mi raggiungeva e si metteva in ginocchio davanti a me, abbassandomi i jeans ed i boxer. La sentii sobbalzare lievemente mentre estraeva il mio uccello. Passai noncurante una mano sul seno gonfio, strappandole un piccolo gemito.

” sì, allora ! ? ! Che c’entra ! ? ! ? Piero che cosa sta succedendo ! ? ! ? ! ” io non risposi a mia mamma direttamente, invece, guardai negli occhioni verdi di Arianna poi giù il mio uccello.

” ha lavato lei i piatti e non iooo…. ” Mentii sospirando mentre la bocca di Arianna scivolava sopra la punta del mio uccello.

” e tu mi hai chiamato per dirmi questo ! ? ? ! ” mia mamma mi chiese stizzita e io per poco non gemetti nel suo orecchio mentre Arianna mi succhiava la cappella. “Passami subito tua sorella a telefono !!! ”

” Per te” le dissi, passandole la cornetta ” mamma ti vuole parlare. ”

“ciao mamma” disse Arianna, la sua voce che tremava un po’ mentre con la mano mi pompava il cazzo di nuovo ad una piena erezione ” Va bene, mamma lo farò. ” Ari mi ripassò la cornetta e riprese a … ehm fare quello che stava facendo.

” ehi voi due comportatevi bene, mi raccomando… ” disse mamma.

” non ti preoccupare mamma lo faremo.. ciao ciao… ” feci cadere la cornetta a terra mi concentrai sulle deliziose sensazioni che Arianna mi stava provocando.

” stenditi sul letto” mi disse lei, la sua voce roca e profonda.

Feci come lei mi aveva detto, sentendo il letto scricchiolare mentre Ari si arrampicava vicino a me.
Si inginocchiò con la schiena rivolta verso di me, dandomi una visuale della sua tana rossiccia, succhiandomi l’uccello di nuovo in bocca.

” Oh merda, Arianna ” mormorai, scorrendo le mani sulla sua schiena nuda. ” è così.. bello… ”

“hhmmpph…. ” Fu la risposta smorzata di mia sorella mentre cercava di infilarsi ancora di più del mio uccello in bocca, la lingua e i denti che rigavano la mia asta.

Non so per quanto tempo rimasi lì, con mia sorella che mi spompinava con tutta l’anima, prima di decidere di passare all’azione. Mi tirai i fianchi di Arianna, cercando di posizionarla in modo tale da poter usare la mia bocca su di lei. Ci vollero un paio di secondi, ma finalmente Arianna aveva imprigionato la testa fra le sue gambe, infilando la sua fica in faccia.
Ripassai la lingua in quella marmellata di ciliegie, leccando le goccioline di umori che si erano formate; sopra di me – e con la bocca piena del mio cazzo – Arianna gemeva approvando mentre io continuavi a esplorare la sua carne bollente.

Non avevo ancora molta esperienza nel fare sesso con le ragazze, non riuscivo a scopare facilmente, ma le poche ragazze che avevo trascinato a letto rimanevano sorprese da un paio di cose, dalle mie dimensioni tutt’altro che modeste e dalla mia lingua… che scoprivano che era lunga come.. beh non come il mio uccello ma abbastanza lunga.

E sapevo pure come usarla, come dimostrai a mia sorella infilando cinque centimetri di lingua nella sua topina. Potevo sentire Arianna gemere mentre la lingua al violava, le vibrazioni nella sua gola causavano piccoli tremiti che mi attraversano tutto.
Afferrandole i fianchi, iniziai a scoparla con la bocca, facendo una pausa dopo qualche leccata per succhiarle il clitoride. Sopra di me, Arianna si contorceva dal piacere, le sue anche che premevano sulla mia faccia nel tentativo di tenere la lingua in un posto abbastanza per farla venire.

Diamine anche io volevo farla arrivare all’orgasmo, volevo assaggiare il sapore dei suoi succhi e sentirli scorrere sulle labbra e sulla lingua.
Facendo un profondo respiro, resi la lingua più dura che potevo e la infilai nella vagina di mia sorella più duro e più a lungo possibile.
“merda !!! ” Arianna esclamò, sedendosi su di me e lasciando drizzare il mio uccello sullo stomaco con un rumore secco. “oh merda oh merda oh cazzo… ”
Arianna dondolò il culo sulla mia faccia; faceva male da pazzi quando la sua vagina iniziò a stringersi sulla lingua… ma il flusso bollente dei suoi umori levò il dolore, proprio come le sue urla di piacere erano musica per le mie orecchie.

“oddio è stato… ma adesso basta… ” mi implorò mia sorella, ricadendo dalla mia faccia sulla schiena “Piero ti prego finiamola qui… ”
Senza preoccuparmi di risponderle, mi arrampicai tra le gambe che si agitavano di mia sorella, afferrando la mia erezione con una mani e guidando la cappella verso la sua fessura.

“oddio… ma che cosa vuoi fare adesso… oh no…. ti prego no… ”

Ne approfittai di un altro momento per spalmare un po’ dei suoi umori sulla mia cappella e (e stuzzicare il suo clitoride con questo) prima di iniziare ad affondare dentro di lei.

“Oddio Piero stai entrando dentro di me …. ” Ari urlò, agitandosi sotto di me e cercando di scappare ” levati ti prego ti supplico basta… ”

“Oh no, Ari ” le risposi ansante afferrandole le gambe e tenendole più larghe possibile mentre mi infilavo nella sua vagina. La guardai negli occhi, il volto lentigginoso che mi aveva indispettito per anni sconvolto dalla paura e dall’eccitazione. Abbassai lo sguardo sul suo corpo, sui seni sul ventre e poi sulla foresta rossa dove mi stavo congiungendo con lei.
Mia sorella si aggrappò alla spalliera del letto, osservando anche lei sconvolta la scena.
Guardai affascinato la cappella scomparire nella tana di mia sorella, affondandola centimetro dopo centimetro finchè non arrivai fino in fondo.

“oh mamma miaaaa… ” urlò Ari, la sua vagina che si dilatava intorno al mio membro, irrorandolo con una fitta pioggia di umori. Mia sorella mi abbrancò stretta i seni schiacciati sul mio petto, i fremiti che le agitavano il corpo.
Potevo sentire due proiettili puntati contro di me.

“perché la chiami ! ? non ti puoi aiutare ora… ” dissi, ritraendomi un po’ e riaffondando di nuovo dentro mia sorella.
Non volevo perdere tempo facendo le cose lentamente…. oh no, volevo darci dentro con Arianna, dentro abbastanza da farle dimenticare Arturo e ogni altro ragazzo che aveva avuto.
Impostai un ritmo frenetico dentro la tana di mia sorella, contento nel farla urlare sempre di più.
Non ebbi nemmeno tempo di dedicarmi ai suoi seni meravigliosi o a sedere burroso.
Volevo stanarla.
Mentre la pompavo sempre più velocemente, si scosse dal torpore e iniziò a rispondere a tempo al mio stantuffo, dapprima gemendo ad occhi chiusi sulla mia spalla. Poi incrociò le forti gambe dietro di me, chiudendomi i fianchi. Mi guardava con aria rabbiosa mugolando sempre di più, le mani che scorrevano sulla schiena mentre la infilavo.
I gemiti man mano si trasformarono in urletti, ed un urlo rabbioso seguito da graffi sulla schiena accolsero il suo primo orgasmo. Il diluvio di umori mi incitò ad andare sempre più forti, in nostri corpi oramai madidi di sudore e bollenti al tatto.
Avevo ragione, mia sorella era una gatta selvaggia a letto.
Iniziò ad agitarsi, a gettare la testa da tutte le parti, urlando scompostamente e spingendo il forte bacino all’insù mentre veniva una volta e un’altra volta ancora. Riaprì gli occhi sconvolti dopo l’ultimo orgasmo.

“vieni dentro di me, Piero… ” disse lei, la voce un po’ più forte di un sussurro “ti prego vieni dentro di me!!! ”

Sentirla implorare di venire dentro di lei fu abbastanza per spingermi oltre il limite; persi la testa e iniziai a schizzare il mio seme dentro mia sorella.
La riempii tutta, sentendo il liquido caldo e spesso fuoriuscire da lei e scorrere sull’asta. Diamine tanto che venni che quando lo cacciai fuori stavo ancora venendo, alcuni schizzi che le ricaddero sullo stomaco ansante.

Svuotato mi rigirai sulla schiena, sentendomi come se avessi depositato dentro mia sorella un anno di masturbazioni. Giacemmo per un paio di minuti, entrambi riprendendo fiato.
Mi sentivo un po’ colpevole. Non perché avevo scopato mia sorella, ma perché l’avevo in un certo senso ricattata a farlo. Bene, che cazzo lei mi ha messo l’idea in testa per prima, così credo che la colpa era di tutti e due.
Però diamine ne è valsa la pena !!!!
Mi girai e vidi che Arianna mi stava guardando, gli occhi che le brillavano.

“considera il prezzo stabilito e pagato. ” Le dissi, baciandola sulla guancia.

“oh non penso proprio” disse mia sorella , rotolando sopra di me e afferrando il mio uccello semi-eretto.

“che vuoi dire ! ? ! ” rimasi senza fiato mentre mia sorella si rinfilava il uccello di nuovo dentro di lei, stavolta però era lei che insisteva…

“ora ho intenzione di pagarti per farti stare buono per quello che abbiamo fatto ora… ” disse Arianna, sorridendo viziosamente ergendosi su di me come
una leonessa ” e di nuovo dovrò di nuovo ricomprare il tuo silenzio, per la prossima volta, e la volta dopo ancora… ”
E mentre Arianna afferrava le mie mani e se portava sui seni, iniziando a stantuffarsi sopra di me, stavo allegramente steso, pensando con fervore che
il silenzio è d’oro. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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