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Al lavoro

Sono un avvocato e qualche giorno fa mi sono recata nello studio di un mio collega per discutere di una causa. Era in compagnia di un praticante e della segretaria, e sono entrata nel suo studio. Abbiamo parlato della causa e abbiamo deciso tutto il da farsi. Era piuttosto tardi e la segretaria ci ha salutato, e anche il praticante è entrato nello studio. Ero pronta per andare via quando mi hanno invitata a cena, ma ho rifiutato e allora abbiamo deciso di fumarci una sigaretta bere un caffé e a poi rivederci l’indomani in tribunale. Mentre Giovanni è andato a preparare il caffé parlavo del più e del meno con Guido, noto avvocato della mia zona. Parlando ha preso anche la copia di un settimanale da cui è uscito il nuovo calendario della solita bellona. Ha incominciato a fare dei complimenti alla ragazza, ma ha sottolineato che in fondo a me non mancava nulla anzi che avrebbe preferito me al posto della divetta di turno.
Mi ha chiesto di alzarmi per vedere come ero vestita, e non so come ma mi sono ritrovata in piedi dinanzi a lui.
Ero vestita con una gonna fino al ginocchio, anche lo spacco faceva vedere bene le mie gambe e avevo una camicia da dove si vedeva la mia terza di seno anche se era coperta da una giacca.
Da quel momento ha cominciato a farmi mille domande, ad esempio se avessi avuto il coraggio di farlo, che avrebbe detto il mio ragazzo, fino a che punto mi sarei spinta e cosi via.
Dopodichè è arrivato Giovanni con il caffé, l’abbiamo bevuto con calma. Finito il caffé ha chiesto a Giovanni che pensava di me e se preferiva me o quella del calendario, Il ragazzo molto timidamente ha arrossito e ha balbettato il mio nome.
Guido allora ha cominciato a fare domande più calde per farlo arrossire maggiormente, tipo: Chiara digli che intimo indossi, e io anche se molto tesa, ho cominciato a risponderlo. Gli ho detto: stasera ho un reggiseno bianco di pizzo e un perizoma molto sottile. Il caldo nella stanza aumentava e ho tolto la giacca. Guido ha subito preso la palla al balzo, guarda che belle tette, chissà come devono essere sode, perché non gliele fai toccare. A quel punto mi sono alzata per andarmene ma Giovanni timidamente mi detto di rimanere tanto lui non mi avrebbe toccata.
Ma guido insisteva, dai fagli un piccolo strip, fagli vedere qualcosa, e intanto mi ha offerto un bicchiere di vodka alla menta.
Io ho accavallato le gambe e lo spacco ne ha rese visibili una bella parte, quasi fino all’inguine. A quel punto voleva il giudizio di Giovanni che cominciava a perdere la timidezza e faceva segno di gradire. Preso un altro bicchiere di vodka, Guido mi chiede di mettermi in una posa a scelta fra quelle del calendario per fare un paragone. Ho sfogliato le varie foto, e mi sono messa stesa sulla scrivania appoggiata sul gomito, certo mancava il mare ma la posa era simile. Guido ha fatto finta di fotografarmi e chiedeva all’assistente di aggiustarmi al meglio, e di sollevare la gonna. Giovanni eseguiva gli ordini e sollevo la gonna in modo tale che dalla sua posizione si vedesse il colore della mutandina. Il servizio fotografico andava avanti e mi sbottonai la camicetta in modo che il mio reggiseno uscisse fuori. A quel punto ci accorgemmo che Giovanni era molto eccitato e il suo cazzo era evidente dai pantaloni. Ero andata troppo oltre e ricomposta stavo per andare via, quando Guido chiese a Giovanni di fare come me e di farsi fotografare, restai un attimo immobile ma lui si tolse la camicia e rimase in un attimo in mutande, con un cazzo evidentissimo sotto le mutande. Guido mi venne dietro e comincio a spogliarmi chiedendo a Giovanni di andare avanti. La mia gonna cadde a terra, mentre la camicia me la sfilò lentamente. Giovanni intanto caccio fuori il suo arnese e cominciò a farsi una sega. Guido da dietro mi premeva il suo cazzo al mio culetto, volle che mi girassi per farlo vedere al ragazzo. Presa dall’eccitazione lo feci, sentivo dietro di me G. che si masturbava, e vedevo guido dinanzi a me che mi spingeva in basso, mi abbasso fino al suo uccello lo cacciò fuori e gli feci un pompino. Mentre lo facevo sentii caldo sul sedere era G. che era venuto su di me. Mi girai e lo presi in bocca mentre Guido scostatomi il perizoma cominciò a penetrarmi.
Guido intanto appoggiandomi col busto sulla scrivania mi prendeva a pecora.
Scopammo per un po’ cambiando varie posizioni. Gli piaceva farlo a pecora ma voleva vedermi in faccia e allora mi porto vicino ad un specchio, Voleva scoparmi e vedere dal volto se mi piaceva. Andammo avanti finche io non venni.
Quando anche G. fu di nuovo pronto li presi tutte e due in mano e comincia 2 bellissime seghe che si conclusero con due sborrate sulle mie tette e sulla mia faccia.
Solo a quel punto ci fermammo ci rivestimmo e ci vedemmo all’indomani al lavoro. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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