Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Occasionali / Caldo pomeriggio
copertina racconto erotico

Caldo pomeriggio

Oggi non vado a lavorare, è una bella giornata e me la voglio proprio godere. Settembre è un mese che mi piace, giornate belle, fresche con l’aria vivace e frizzante, l’ideale per andare al mare. Esco cmq di casa presto, sono le 8, 30 e prendo l’autostrada per il mare, in 40 minuti ci sono. Poco dopo l’uscita del casello c’è una ragazza, un’autostoppista, non se ne vedono più tante a giro e io non ho mai dato passaggi a nessuno, ma questa è proprio carina, ha un vestito leggero e colorato tipo post figliadeifiori. Ma si, vediamo dove vuole andare… Ciao dove vai? le chiedo e lei “dove vai tu mi va benissimo oggi non ho meta” è la risposta, una voce bella, frizzante come questa mattina. Sale in macchina e mi sorprende sentire un profumo fresco di pulito, di doccia appena fatta, che viene dai lunghi capelli castani sciolti e ribelli che scendono sotto le spalle. Gli occhi vivaci, un collo sottile e l’abbronzatura forte ma non esagerata, il vestito che a sedere le sale appena sopra il ginocchio. Si gira a posare la borsa dietro e col viso passa a 10 centimetri dal mio. Per un momento il suo odore mi entra nel naso e mi fa girare la testa, ho come l’impressione che sia stato un gesto studiato. Riparto e prendo il lungomare, guido piano e comincia a parlarmi, anche lei non aveva voglia di lavorare e si è presa un giorno di vacanza (e io che avevo pensato che fosse di chissà dove) Dopo una mezzora di guida e di cui so praticamente tutto di lei, mi dice “non ho voglia di andare sulla spiaggia, facciamo una passeggiata” Non capita spesso che le persone che conosci da poco ti parlino guardandoti negli occhi, lei non ti guarda, ti esplora, ti fruga le emozioni, i pensieri e capisce ogni tua piccola sensazione. Parcheggio la macchina e ci avviamo verso la pineta che corre dietro il lungomare per vari kilometri. Mi piace restare un po’ indietro a vedere come si muove, ha un bel corpo, la vita stretta, le spalle diritte, e un bel sedere che fa ondeggiare mentre cammina senza esagerare senza volgarità. “la smetti di guardarmi il culo? ” dice fermandosi e girandosi di scatto. è un attimo, il suo corpo caldo si incolla al mio, i seni pieni e caldi contro il mio petto, la bocca umida, un sapore dolce di frutta e la lingua calda e veloce si arrotola alla mia. Ma sta succedendo davvero? ? per un attimo ripenso all’ultimo anno che ho passato, non proprio sereno e forse questo è un premio? sicuramente, me lo merito. Le passo le mani sula vita, sul sedere e le alzo il vestito, le stringo le natiche allargandole…. ha un brivido, tira indietro il collo che mordo quasi con ferocia. Spero di non averle fatto male, ma il suo piegare ancora la testa indietro i fa capire che non ho esagerato. Ho il pene che quasi mi scoppia dentro i pantaloni, lei lo sente e con una mano mi slaccia a cintura, mi tira giù i pantaloni e se lo prende tra le mani, poi scende e comincia a leccarlo, fino a prenderlo tutto in bocca. La sua bocca carnosa ma non grande si stringe sulla punta e poi scorre fino in fondo, è delicata, non so come fa ma le arriva fino in gola. La devo prendere, adesso. La tiro su e la giro, sdraiata in terra sul prato. Verrei penetrarla, ma poi penso che devo fare co calma. scendo e le lecco la schiena, i fianchi ancora più giù comincio a leccarle il sedere e poi il buchino di dietro, la lingua dentro in profondità, mentre geme e si agita. sconde ancora un po’ e comincio a leccarle la passera, le grandi labbra, lei alza il didietro e mi offre la sua cosa più preziosa. La lecco sempre più forte, in profondità, il clitoride… lei geme ed emette dei gridolini. Ha un buonissimo sapore, acre ma dolce, di pulito; non so quanto sono stato li a leccare, lei mi dice “adesso prendimi” Non fa in tempo a dirmelo che mi alzo, con la faccia bagnata dai suoi umori mi sistemo dietro di lei e lo abbocco piano, lei viene indietro per prenderlo, ma nel contempo mi tiro indietro anche io… “ti prego, adesso… ” Un colpo ed entra tutto, fino in fondo…. pochi secondi e sento che viene, non riesce neanche a parlare, a emettere i gridolini di prima, ondeggia…. è bello sentire che la donna che è con te gode… mentre sta venendo io mi muovo lentissimo, poi lo tiro fuori e lo abbocco nell’altro buco, ma non so se posso; lei senza girarsi con le mani si apre, e la penetro, stavolta lentamente, il sedere è più stretto. Per me è bellissimo, ma lei deve sentire n po’ male, faccio piano, ma sono troppo eccitato. Non dura molto e le vengo dentro, lei sente lo schizzo caldo e spinge tutto dietro, sono tutto dentro di lei. Ora si mette giù e io le resto sopra, non so quanto tempo, forse 10/15 minuti. Poi il suo cellulare fa bip bip. Non lo guarda subito, ma poi mi dice “scusami può essere importante” Ha glii occhi luminosissimi, di luce interna, rilassata, ma dopo che ha letto il messaggio dice “devo tornare, mi puoi riaccompagnare? ” e lo sguardo cambia, deve essere qualcosa di grave; non le chiedo niente, ma l’aiuto a rivestirsi, a rimettersi gli slip e il vestito. Poi ci rincamminiamo verso la macchina. Non parla, non dice niente solo cammina accanto a me tenendomi un braccio stretto, come se avesse paura di perdersi, come se volesse dire qualcosa ma non può. Saliamo in macchina e riprendo la via del ritorno, lentamente, c’è un’ora di strada. “Sai non avevo mai fatto certe cose, e tanto meno con uno sconosciuto, ma non me ne pento lo rifarei ancora” non ha il reggiseno, e nel respiro i capezzoli duri fanno capolino dal vestito morbido, il seno nel respiro muovono su e giù la stoffa colorata. sto per rispondere, ma lei mi anticipa di un secondo “non ho sentito il tuo sapore, devo farlo” Si abbassa su di me, mi tira giù la cerniera e lo prende in bocca, cominciando ad andare su e giù, mentre guido lentamente. Sono eccitatissimo, non mi fermo, continuo a guidare, la accarezzo sulla schiena mentre lei mi bacia… “Sto per venire” dico lei si sistema meglio e lo lecca sulla punta, lungo l’asta, poi quando vengo si sistema in modo che lo schizzo le riempia la bocca, lo tiene a metà, aspetta che finisca e poi butta giù tutto, poi lentamente e delicatamente con la lingua raccoglie le ultime gocce, ritira su la cerniera e mi da un bacio sulla guancia. Ancora pochi minuti e saremo arrivati. Scende dalla macchina, riprende la borsa dal sedile posteriore col solito movimento di prima e ancora una volta il suo profumo, misto all’odore del sesso, mi arriva in fondo alle narici. Apre la porta “ci rivedremo? ” le chiedo mi guarda con quegli occhi limpidi, sinceri, chiude la portiera e si allontana Non so come, dove e quando ma la rivedrò. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.