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Il 26

Scende le scale del palazzo e si ritrova in strada, aspettando come ogni mattina il 26.
Accanto le stesse persone. Le auto gli passano vicino, ma il suo sguardo è altrove ; il sole tenta di vincere le ultime resistenze della notte e l’azzurro chiaro, ma intenso fa presagire una giornata serena.
Le persiane abbassate delle case di fronte lo riportano al caldo abbraccio delle lenzuola da poco lasciate; il sonno è ancora presente, benchè l’aria fresca dell’Inverno tenti di scacciarlo.
Si aprono le porte e il tiepido 26 lo accoglie, vari odori e profumi gli stimolano i sensi, chiude gliocchi per immaginare a quale affascinante ragazza apparterrà questo dolce effluvio, ben sapendo che nessuna realtà potrà mai uguagliare la sua aspettativa.
Il 26 procede stancamente tra fermate e semafori, l’inerzia delle frenate lo porta contro l’una o l’altro vicino senza che cerchi di opporre resistenza.
La città si sta svegliando lentamente, ma il suo sguardo è lontano, al di là del sole nascente, i volti accanto non gli parlano, niente lo interessa.
Un’altra fermata.
Due glaciali occhi azzurri gli passano davanti, improvviso si sveglia il cuore, il respiro si è bloccato, i suoi occhi si voltano indietro per ritrovarla, un giaccone verde…. è lei…. NO…. è quella dietro …. nemmeno, si è seduta? la gente scende , ma non è tra questi…..
Il 26 si svuota……. eccola!
Appoggiata ad una colonna , ferma , immobile, bella.
Ogni muscolo del suo corpo si volge tendendosi a lei, lo sguardo cerca il suo gemello ancora sconosciuto, ma lei non se ne accorge…. è voltata verso di lui, ma non vede (o almeno così sembra).
La sua fermata è arrivata prima del solito questa mattina, scende lentamente dal 26, lasciandosi alle spalle il sogno.
Luca cammina piano, testa china, mani in tasca, non riesce a scordare quegli occhi, quei lunghi capelli
color del sole, quel corpo che nemmeno ha visto.
Vorrebbe tornare a casa, oppure scappare lontano, cercare un rifugio, cancellare l’immagine di lei, ma non può.
Entra in un bar, consuma, esce e la trova davanti : due gemme azzurre che lo fissano.
Claudia lo guarda incuriosita ed un po’ eccitata: nota l’imbarazzo e l’incredulità del bel ragazzo che ha davanti; decide di provocarlo… si avvicina lentamente, lo fissa, gli sfiora il mento con un tocco leggero della mano e se ne va, non prima di essersi voltata ammiccante.
Mille pensieri agitano Luca, vede la sua dea scesa dal cielo così vicina che si allontana di nuovo e lo guarda.. lo sta guardando … Si lancia all’inseguimento dapprima piano, poi sempre più veloce e deciso, una sensazione bellissima lo investe, si sente sicuro di sè, come non lo era mai stato, quello sguardo lo stimola, il suo membro si stende lentamente. è eccitato, sente il suo corpo vibrare, desidera ardentemente la sua visione, non si cura della informe sporgenza che si può facilmente notare in mezzo alle gambe.
Claaudia si è accorta di essere seguita e procede diritta verso casa, ora accelerando, ora rallentando, ma sempre aspettando la sua “preda”, sicura di aver colpito nel centro.
Entra nell’ampio androne ottocentesco, lascia aperta dietro di sè il portone verde dagli splendidi battenti in ottone e attraversando il lussureggiante giardino sale le scale, attendendo il suo uomo.
Luca intimorito si avvicina al portone, lo apre lentamente, vede lontano le gambe flessuose bramate e si precipita verso le scale.
Lei è sull’ingresso, lo prende per mano, lo fa entrare, lo guarda ancora negli occhi e lo bacia profondamente, cominciando a svestirlo.
Luca è paralizzato, sente la sua bocca riempita dalla lingua avida, sente il seno turgido pressato contro il suo petto, sente la sua coscia destra stretta tra le gambe di lei, mentre una mano veloce e sapientegli prende la verga e l’altra blandisce le natiche ormai scoperte.
Claudia fa scivolare la sua lingua umida lungo tutto il corpo magro, ma muscoloso, si ferma, indugia attorno ai testicoli, mentre con le mani sfiora l’nterno delle cosce facendolo rabbrividire.
Lo costringe a sedersi, si siede sopra di lui appoggiata sulle ginocchia e lo invita a spogliarla.
Luca, finalmente rianimatosi, le strappa i vestiti di dosso e non appene è nuda la bacia, mentre le mani esplorano ogni centimetro di lei , ansiose di poter toccare, bramose di stringere, di frugare all’interno delle sue cavità, deliziandosi dei di lei sospiri.
Finalmente Claudia, ormai prossima all’orgasmo, si dirige verso la rossa asta eretta e dopo essersi spinta il più in basso possibile ede aver fatto distendere sulla schiena Luca, comincia a solevarsi ed abbassarsi ritmicamente, ora avanti, ora indietro, cercando di far combaciare il fallo con tutti i suoi anfratti più sensibili e stimolanti che solo lei conosce.
Il gioco sembra non terminare mai, mentre le grida di Luca si sovrappongono ai suoi sospiri, quando, improvvisamente, sente due dita che risalgono dal suo orifizio più piccolo, sempre più in su, fino al limite concesso dalla loro lunghezza.
Una nuova emozione la prende, sensazione già provata, ma inaspettata in questo frangente, un nuovo orgasmo la pervade e spingendo un’ultima volta provoca il cedimento di Luca che si abbandona in lei, mentre le due bocche si uniscono nuovamente nell’abbraccio finale. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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