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Il vicino di casa

Lei sedeva al tavolo nella sala da pranzo, la testa tra le mani. Aveva ancora quel terribile mal di testa che le derivava dalle preoccupazioni su tutta la sua vita. Aveva appena finito di parlare al telefono con un creditore; Ultimamente le chiamate dei creditori erano sempre più frequenti e non importava che Nicola , suo marito, lavorasse duro, non davano alcun respiro. Lei era stanca ed aveva chiesto più volte a Nicola se avesse potuto lavorare. Egli aveva sempre risposto “Mia moglie non andrà mai a lavorare. Non è giusto, Rosa, il tuo lavoro è prenderti cura di me e della casa non prendere ordini da qualche grassone, per una misera paga. Tu stai a casa e fai il tuo lavoro. Non preoccuparti per il nostro bilancio, è un problema mio, ok? ? ” Lei annuiva e rinunciava a controbattergli.

Mentre se ne stava lì seduta, ricordando quelle parole, lei realizzò che era stanca della sua vita matrimoniale. Lei era uno spirito ribella ma si era lasciata mansuefare dal marito dopo il matrimonio, 13 anni prima. Lei voleva qualcosa di diverso ma non sapeva bene cosa. Il suo corpo e la sua mente le dicevano che aveva bisogno di qualcuno che soddisfacesse i suoi desideri ma il suo cuore era tutto per Nicola. Lei non avrebbe potuto mai ingannarlo, lo amava troppo e lo avrebbe perso se avesse permesso alla sua lussuria di prendere il sopravvento.

Si alzò dal tavolo e si incamminò verso la camera da letto, sapeva bene come far sparire l’emicrania. Si sfilò il vestito e saltò sul letto sedendosi sulle ginocchia. Dapprima si dedicò a pizzicare e torcere i capezzoli, poi, mentre la mano destra scivolò lungo la pancia verso la sua fica depilata, la sinistra sollevò uno dei suoi grossi seni verso la bocca; la lingua diede il benvenuto al capezzolo duro che le veniva offerto. Le sue dita cominciarono a massaggiare lentamente il clito.

Il suo mal di testa stava scomparendo; lei entrò in uno stato simile alla trance quando le sue sagge dita tracciavano piccoli cerchi intorno al suo gonfio fiorellino. L’altra mano si divideva tra un capezzolo e l’altro, tirandoli. Ormai le dita affondate in fica erano 4 e si muovevano febbrilmente dentro e fuori mimando un rapporto sessuale. Appena la prima onda del suo orgasmo cominciò a avanzare dentro di lei, il campanello della porta suonò.

Lei si bloccò, scese dal letto e maledì la persona che era alla porta; indossò la vestaglia legandola debolmente in vita e si avviò alla porta. Aprì e vide Enrico il vicino di casa. Enrico si era diplomato da poso e aveva deciso prendersi un po’ di tempo prima di scegliere la facoltà universitaria. Andava da loro ogni tanto per fare qualche lavoretto che Nicola non riusciva, per scarso tempo, a fare. Lei gli dava quello che poteva, 15-20 euro; ad Enrico bastavano per comprare le sigarette fino al successivo lavoretto.

“Ciao Enrico, come va oggi? ” Lei sentiva che la sua pelle era ancora calda per il quasi orgasmo che aveva avuto, e sapeva di avere il viso arrossato dal modo in cui Enrico la guardava. “Sto bene, Rosa, ho interrotto qualcosa? sembri rossa in viso” Lei si lasciò uscire una risatina imbarazzata “no, Enrico, sto bene, hai bisogno di lavorare? ” Lui la guardò in modo interrogativo “Beh, si, sono qui per questo, hai qualcosa per me? ”

“Non molto, ma ho bisogno di una pulita al camino, Nicola non ha tempo e sai che non mi piacciono i lavori che sporcano tanto” Lei disse, mentre un sorriso gioioso si apriva sul suo viso. “Su, entra Enrico” Lei seguì il suo sguardo che cadeva nella scollatura, abbondante, della sua vestaglia. “Enrico, hai intenzione di entrare? ? ” disse un po’ più forte, cercando di attirare la sua attenzione. Egli schiarì la voce, “si, si.. scusa” si affrettò ad entrare in casa prima di lei.

Rosa chiuse la porta e sorrise tra sé e sé. Aveva sempre amato esibire il suo corpo ad Enrico, le piaceva vedere il suo viso arrossire di desiderio quando le guardava il corpo. Lei aveva desiderato diverse volte di avere il coraggio per chiedergli di scoparla. Sapeva che lui era troppo gentile per saltarle addosso e lei troppo pudica da chiederglielo.

Lei camminava lentamente verso il salone, afferrò il telecomando e si sedette sul divano; cominciò un po’ di zapping e si fermò su un canale che trasmetteva un programma di cucina. Presto i suoi occhi abbandonarono lo schermo per posarsi sui glutei di Enrico che , piegato, puliva il caminetto. Cominciò a fantasticare sul come sarebbe stato scopare con lui, si chiedeva come avrebbe reagito il ragazzo sotto di lei che lo cavalcava. Era sicuramente più esperta delle ragazze con cui lui usciva, aveva pur sempre 10 anni di lui. Fantasticava sul modo di insegnargli a toccarla bene; sentiva la sua fica pulsare di nuovo mentre pensava, sentiva i suoi umori colarle fuori e scivolarle tra i glutei e poteva giurare che la stanza si stava riempiendo del suo odore.

“Rosa, ehi Rosa” era il suo turno di tornare in vita e schiarirsi la voce. “Si, scusa ma il programma è molto interessante” Enrico sorrise. “Ci avrei scommesso, io ho finito, qualcos’altro da pulire? ”

“Grazie, lascia che ti prenda i soldi” Rosa si avviò verso la camera da letto, seguita da Enrico. Aprì la sua borsa a prese una banconota da 20 euro. Appena si rigirò, quasi si scontrava con lui “scusa, non sapevo che fossi cosi vicino”
Lui non disse niente e prese la banconota dalla sua mano. La sua vestaglia si era aperta ulteriormente mostrando il seno sinistro. Enrico con una mano le sfiorò leggermente il seno e le diede un bacio sulla guancia, e poi se ne andò frettolosamente. Rosa stava li impietrita, la sua mano ancora nella posizione di prima, quando stringeva i soldi. Lei scosse la sua testa e accarezzò la guancia appena baciata e sembrava che le labbra vi fossero ancora poggiate.

Le settimane trascorrevano e lei non aveva più visto Enrico. Aveva anche pensato di andare dai suoi genitori per parlare con loro ma sarebbe stato strano da parte sua, che non li aveva mai invitati neanche per un caffè.
Non era ancora riuscita a togliersi dalla mente quel bacio. Le aveva invaso ogni pensiero, anche quando era al letto e faceva l’amore con il marito, pensava che al suo posto ci fosse Enrico. Si sentiva male per questi pensieri ma non riusciva ad evitarli.
Sapeva bene che , se non lo avesse rivisto presto, sarebbe impazzita.

Una sera, due mesi dopo quel bacio, Enrico bussò alla sua porta. Lei fu molto sorpresa nel vederlo e lo invitò ad entrare. “Grazie, volevo farti sapere che sono tornato.. ”

“Dove sei stato, se posso chiedertelo? ”

“Sono stato dai miei nonni. Non li vedevo da molto tempo e loro mi hanno chiamato, chiedendomi di stare un po’ con loro, e così ci sono andato. Ora sono qui e sono passato a vedere se hai bisogno di me, Nicola è sempre molto occupato? ”

“Si, lo è ed io ho bisogno di alcuni lavoretti, il prato deve essere falciato e le erbacce strappate, ma non avere fretta, quando ne avrai voglia”

“Verrò domani mattina presto, sai ho bisogno di soldi per le sigarette!! i miei nonni non fumano e non potevo chiedere loro i soldi. ” Lei sorrise “ok, affare fatto, ci vediamo domani mattina, buonanotte”

“NOtte”
La mattina seguente Enrico bussò alla porta, lei gli aprì ancora in pigiama “Come promesso” le sorrise. “Un pochino troppo presto per me, sono appena le 7. 30”

“Hai ragione, ma ieri ho dato un occhiata al giardino e credo di aver bisogno di tutto il giorno per le erbacce e domani falcerò il prato”
Enrico cominciò a lavorare e Rosa si occupò delle sue faccende.

Intorno alle 14, sentì bussare alla porta, lei aveva dimenticato che Enrico fosse in giardino e stava riposando quando lui bussò. Lei si affrettò ad aprirgli “Ho fatto tutto, ma ho un problema” disse Enrico.

“Cosa è successo? ? ”

“Non ho detto ai miei genitori che sarei uscito presto stamattina, e loro credevano che dormissi ancora quando sono usciti, così ora sono rimasto chiuso fuori ed ho un disperato bisogno di fare una doccia. ” Lei sorrise “Entra, puoi usare la mai doccia e ti darò qualche abito di NIcola e laverò i tuoi” Enrico ringraziò e si avviò verso il bagno.

Non impiegò molto per la doccia e quando ebbe finito, Rosa stava ancora prendendo qualche abito per lui quando lo vide uscire dal bagno. Egli indossava solo una asciugamano. Lei lo fissò, ammirando il modo in cui le goccioline di acqua gli cadevano sui muscoli delle braccia, del petto e della pancia. Era così incantata che non si accorse del suo avvicinarsi ancor più. Lei si destò dalla trance cercando di ricomporsi. Lo guardò negli occhi ma poi non volendo far trasparire la sua eccitazione attraverso gli occhi e soprattutto con l’indurirsi dei capezzoli, guardò altrove. Fece per prendere gli abiti sporchi che lui aveva in mano ma Enrico li gettò per terra, le mise una mano sotto il mento e le sollevò la testa, si abbassò e la baciò sulle labbra; lei non poté fare altro che ricambiare il suo bacio. Enrico le avvolse le sue braccia intorno alla vita e la strinse forte a sé. Staccò le labbra da quelle di Rosa e le fece muovere lungo il collo, verso un orecchio mentre le mani sbottonavano la camicetta. Rosa si sbottonò i pantaloni e li fece scivolare verso il pavimento, poi gli tolse l’asciugamano, suo unico indumento. Enrico le sfilò la camicetta rivelando i suoi seni nudi.

Si abbassò e avvolse un capezzolo tra le labbra, succhiandolo e mordicchiandolo gentilmente. Una mano di Anna afferrò il pene, cominciando una lenta sega mentre Enrico si destreggiava tra i due seni. Dal modo in cui lo faceva era evidente una notevole esperienza e Rosa era molto felice di questa scoperta.

Si scostò da lei e delicatamente la fece stendere sul letto, le montò sopra e facilmente le infilò il cazzo in fica, la sua calda e depilata fica. Cominciò a scoparla con veemenza; la fica si stringeva intorno al cazzo mentre lei godeva. Rosa gridò “Oh mio Dio, Enrico, sto godendo, scopami forte, vai ragazzo! ” Egli la scopava con violenza, il culo di Rosa rimbalzava ad ogni colpo. Lei non poteva respirare per quanto forti fossero i suoi colpi ma adorava essere scopata così. “Sto per godere ROsa”

“Vienimi dentro, voglio essere riempita” Sentì il primo schizzo di sperma esploderle dentro quando la travolse un nuovo orgasmo.

Dopo che ebbe finito si stese al fianco di lei, “Credo che andrò a mettere i tuoi abiti nella lavatrice”
egli accennò un consenso con la testa “vai e dopo torna qui, non ho ancora finito con te” Rosa fu un po’ sorpresa dal tono in cui le disse queste cose. Prese una maglietta e stava per indossarla, “ti ho forse detto di riverstirti? ? ” la bloccò lui “ti ho detto che puoi andare a mettere i panni nella lavatrice e poi tornare qui, è inutile che ti rivesti per poi spogliarti nuovamente tra un minuto”
Lei riposò la maglietta, prese i suoi abiti sporchi e si avviò verso la lavanderia. Rosa era incredula, per il tono di voce che Enrico aveva usato con lei, sembra che la considerasse come una comune puttana, lei adorava essere trattata così ma d’altro canto era un po’ degradante.

Tornò in camera e stette in piedi vicino al letto. Stava per dire qualcosa sul modo in cui era stata trattata, ma lui non glielo permise, “Vieni qui e succhiami il cazzo, voglio vedere se la tua bocca è valida come la fica”. Gli occhi di Rosa si dilatarono increduli ma non disse nulla, salì sul letto e calò la testa sul cazzo. Lo succhiava forte e profondamente, prendendo ogni centimetro nella sua bocca e gola. Sentiva la mano di Enrico premerle la testa, mentre muoveva i fianchi per scoparle la bocca. Soffocava quando lui lo spingeva in gola ma le piaceva questi suoi modi rudi “Ti piace farti scopare in bocca, vero? lo so dalla prima volta che ti ho vista”

Le afferrò i capelli e le sollevò la testa dal cazzo, “mettiti a pecora”; lei si posizionò sulle mani e le ginocchia sporgendo il suo gran culo in aria. Lui si mise dietro di lei e le affondò il cazzo in fica, afferrandole i capelli mentre cominciava a pistonarla. Le tirò la testa indietro più che poteva con una mano mentre con l’altra la sculacciava ” Enrico mi stai facendo godere ancoraaaaa” gridò sconvolta dall’orgasmo. Lo tirò fuori e le ordinò di girarsi “Voglio vedere la mia sborra ricoprire il tuo bel visino” Rosa gemette forte quando il primo schizzo la colpì in viso, aprì la bocca cercando di prenderne dentro il più possibile.

Quando ebbe finito Enrico si sedette e la guardò , il suo sperma le colava dal mento sui seni e la lingua avidamente ne raccoglieva ai bordi della bocca. “Puoi ripulirti e vestirti” lei annuì e andò in bagno , pienamente appagata, come non accadeva da anni.
Dopo poco uscì dal bagno pulita e vestita.

“Tornerò dopo per i miei vestiti, buona giornata Rosa”

“Anche a te”

Ogni giorno Enrico andava da lei e la scopava, alcune volte, ma poche, lei pensava che forse tutto questo era sbagliato ma non poteva farne a meno, non le bastava mai. Una sera appena Nicola uscì di casa, si presentò Enrico.

“Enrico lo sai che non è sicuro che tu venga a quest’ora, non so bene Nicola a che ora rientri ”

“Lo so io, non prima di mezzanotte e quindi abbiamo un bel po’ di tempo per noi”

“Ma.. Enrico…. ”

“Nessun ma rosa, o scopiamo ora o non mi rivedrai più” Lei era impietrita, aveva bisogno di lui.
NIcola non l’aveva mai trattata nel modo in cui lo faceva Enrico. Nicola faceva l’amore con lei, lentamente e dolcemente ; lei aveva bisogno di Enrico che le mancava . Suo marito la amava troppo per trattarla come una puttana.

Lei gli fece cenno di entrare, precedendolo verso la camera da letto. Appena dentro lei si spogliò aspettando che lui facesse lo stesso ma, invece di togliersi gli abiti, le disse di non muoversi e lasciò la camera. Rosa sentì la porta della cantina aprirsi e i passi percorrere i gradini che scendevano sotto la casa. Lei si chiedeva cosa dovesse fare Enrico lì sotto, ma le fu presto tutto più chiaro quando lo vide rientrare con 4 pezzi di corda . “Cosa hai intenzione di fare con quelli? ? ” gli chiese lei inquieta.

“Stendi le braccia e le gambe”, fu la sua risposta. Lei fece quello che le ordinò e si ritrovò presto legata al letto.

Una volta ben assicurata al letto, Enrico si svestì e salì sul letto. Cominciò a leccarle la fica, portandola presto alla porta dell’orgasmo ma non la lasciò godere e si allontanò .
Lei emise un lamento quando lo vide allontanarsi “Cosa stai facendo? ? ” gli chiese agitata.
“Fa parte del gioco Rosa”. Una luce malefica gli illuminava il volto. Lasciò la stanza e lei sentì il rumore della tv accesa. Era confusa; il suo corpo le doleva, voleva godere. L’aveva legata in modo tale che lei non potesse muoversi minimamente, altrimenti si sarebbe scorticata i polsi. Aveva bisogno di godere ed era evidente che non poteva farlo da sola.

“Enrico, per favore torna qui e fammi godere. Ho bisogno di te. Devi tornare qui da me. Per piacere, ho bisogno del tuo cazzo, delle tue dita, della tua lingua, di tutto! Ti prego. ” Lui non rispondeva, Rosa gridò fino a farsi bruciare la gola, implorandolo di tornare in camera.

Dopo un tempo che a Rosa sembrò infinito egli apparve alla porta, un diabolico sorriso sbocciò sul suo viso guardandola nella sua espressione tormentata. Saltò sul letto e inserì appena la capocchia nella sua fica pulsante. Lei restò senza fiato appena lo sentì entrare, cercava di muovere i fianchi così da infilarselo dentro me era tutto inutile. Lei lo implorava di darglielo tutto. Quando fu stanco di torturarla le sbatté l’intero cazzo nel profondo della sua fica. Lei emise un lungo gemito di sollievo, scuoteva la testa a destra e sinistra, le gambe e le braccia tirate dalle corde, i suoi umori colavano sul cazzo di Enrico. Quando stava per sborrare tirò fuori il cazzo e le sborrò su tutto il corpo e poi si stese al suo fianco.

Mentre erano stesi recuperando il fiato sentirono qualcuno chiudere la porta di ingresso; Rosa guardò prima terrorizzata Enrico poi si voltò verso la porta dove stava, con aria disgustata, suo marito Nicola. Rosa immediatamente implorò Enrico di liberarla ma lui fece finta di non sentire, si alzò, infilò i pantaloni e seguì Nicola nel salone.

Rosa era costretta a letto, legata e piena di vergogna. Ignorava completamente cosa stesse succedendo in sala, i due uomini parlavano a bassa voce e lei non poteva sentire. Dopo un po’, entrambi ritornarono, senza dire una parola si spogliarono e salirono sul letto. Nicola si mise a gambe divaricate sul ventre di Rosa, guardandola con gli occhi pieni di rabbia e odio, “se vuoi essere trattata da puttana, lo sarai. Tu ci accontenterai fino a quando ti diremo di smettere. Se frignerai o ci pregherai di smettere, noi ci fermeremo e poi io ti caccerò di casa. Questa è la tua punizione per essermi stata infedele e sarà la tua pena fino a quando io non sarò stanco morto”

Lei annuì, a giudicare dalla sua erezione, lei reputò che Nicola avesse gradito lo spettacolo di Enrico che la scopava, e lei avrebbe fatto qualsiasi cosa per cancellare quell’odio dai suoi occhi.
Lo vide afferrare il cazzo e avvicinarlo alla sua faccia, strofinarlo su di essa e poi schiaffeggiarle le gote. Lo appoggiò alle sue labbra e poi disse “succhiami il cazzo, Rosa”. Lei aprì la bocca e ne accolse pochi centimetri, Nicola le infilò le mani tra i capelli e tirò a sé la sua testa, riempiendole la bocca di cazzo. Sentì Enrico posizionarsi tra le sue gambe e penetrarla. Mentre Enrico la scopava, Nicola muoveva i fianchi e le fotteva la bocca, lo faceva così forte che lei non riusciva ad ingoiare la saliva che, le colava sul mento e si mescolava allo sperma di Enrico sul petto.

Rosa non aveva più voglia di scopare ma sapeva di non potersi negare. Era stesa mentre NIcola ed Enrico la usavano per il loro piacere. Dopo un po Nicola si sollevò dal suo petto e Enrico uscì dalla sua fica. Nicola disse ad Enrico di slegarla e lui lo fece rapidamente. Rosa si mise a sedere e si massaggiava la dolente pancia. Si era stancata, pensava che il suo corpo non avrebbe resistito oltre ma sapeva bene che non poteva dire niente.

Vide Enrico sdraiarsi sul letto, con il cazzo svettante, Nicola le ordinò di impalarsi su di lui. Ignorava quali fossero le intenzioni di Nicola ma obbedì e montò sul cazzo del suo amante. Enrico le afferrò le spalle e la fece stendere su di lui, portò le mani sui glutei di Rosa e li divaricò. La comprensione di quello che stava per accadere la spaventò, lei non aveva mai avuto rapporti anali e non avrebbe voluto cominciare ora e per di più con un cazzo nella fica dolorante. Lei voleva gridare gravemente a loro di fermarsi ma conosceva bene Nicola, non mentiva quando diceva che l’avrebbe cacciata via di casa; non era il caso di metterlo alla prova.

Rosa sentì la testa del cazzo del marito che premeva contro il suo stretto ano; fece un profondo respiro mentre lui la penetrava con violenza. Si aggrappò alle spalle di Enrico e lanciò un urlo di dolore quando il cazzo del marito le lacerò l’ano, penetrandola fino in fondo. Senza lasciarle il tempo di abituarsi Nicola la pompò con violenza, più forte che poteva. Enrico sincronizzò le sue spinte nella fica a quelle di NIcola in culo.

Le sue grida di dolore tramutarono in gemiti di piacere, amava la sensazione che le donavano i due cazzi dentro, riempiendole entrambi i buchi completamente. Rosa cominciò a godere, stringendo fica e culo intorno ai due cazzi dentro di lei. Dal respiro dei due uomini, sapeva che erano prossimi a sborrare. Sborrarono insieme, Nicola le riempì il culo e Enrico la fica. Ebbe un nuovo piccolo orgasmo mentre loro sborravano.

Nicola si sollevò, dicendole che avevano finito; Enrico si rialzò, si rivestì e andò via. Nicola disse a Rosa di farsi una doccia, quando ritornò si sdraiò vicino al marito senza parlare, temendo che se avesse cercato di spiegargli, lo avrebbe fatto infuriare ancora di più. Egli si girò verso di lei e la guardò “io non mi sono incazzato quando vi ho visti insieme. Mi sono spesso chiesto quando tu ti saresti trovato un amante. Io sapevo che non ti prestavo abbastanza attenzioni. E ad essere sincero, mi è piaciuto vedervi scopare ”

“Ma poi perché mi hai trattata in quel modo? ? ”

“Perché lo volevo, ho sempre voluto scoparti così ma non pensavo che a te piacesse. Quando ho capito che ti piaceva, anche se non sarei stato il primo, ho colto l’opportunità a ti ho trattata nel modo in cui ho desiderato tanto prima di oggi”

“Ho visto” Smisero di parlare e dormirono abbracciati per il resto della notte…… FINE

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La letteratura erotica ha sempre il suo fascino perché siamo noi a immaginare e a vivere, seduti su una comoda poltrona o a letto, le esperienze e le storie raccontate qui, Vivi le tue fantasie nei miei racconti, i miei personaggi sono i tuoi compagni d'avventura erotica. Buona lettura.

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