Ultimi racconti erotici pubblicati

Incontro occasionale

Traversa Mediterraneo. Noto una nuova auto, nera, dietro le veterane bianca e gialla. Poche volte mi sono avvicinato, non mi eccitano le donne over 30 che so di trovare li. Complice la noia, stavolta entro.

Vedo una ragazza alta, capelli neri, lisci, corporatura che non passa inosservata. Non so se sia sua la smart che mi ha sollevato la curiosità. Mi attraggono corpi più esili, sto per tirare avanti, ma il volto mi sorride ed è un volto giovane.

Accosto. Viso carino, molto, anche se qualche ora prima ho tirato una striscia di coca e so di non potermi fidare appieno del mio giudizio, riconoscendolo alterato.

Comunque mi piace e inoltre, anche se coperto da un maglione a collo alto, c’è un seno che inizia a cantare come la più ammaliatrice delle sirene.

“Dai, sali”, non le chiedo nulla.

Si avvicina una delle mature che le sono accanto e mi dice: “Dopo devi riportarla qui”.

‘E dove vuoi che la lasci?’, penso. Faccio un segno di assenso col capo e lei sale.

Parla poco l’italiano, spiaccica qualche frase, se si esce dai binari banali ci si perde in poco tempo. Non ho voglia di deragliare e la assecondo anche se non tutto mi è chiaro.

Arriviamo in hotel. Entriamo in stanza.

Ci spogliamo. Ventre piatto, fianchi larghi ma duri, gambe coerenti con l’altezza ed il resto, petto che non mi aveva ingannato. C’è ancora il reggiseno che non mi permette di abbandonare del tutto l’immaginazione ma non c’è nessuna possibilità che mi stia mentendo. Seno fantastico, grande, giovane, sodo, marmoreo, come potrò apprezzare a breve.

Se fosse stata alta una decina di centimentri in meno, con il corpo ridimensionato in proporzione, ne sarei rimasto affascinato senza riserva alcuna.

Sul viso indossa troppo fondotinta, evidentemente a coprire segni di acne.

Entro in bagno ed esco poco dopo. Non mi imiterà. E’ seduta sul letto, senza slip ma con ancora il reggiseno.

‘Te lo brucio’, penso.

Mi siedo accanto a lei e inizia a segarmi. Non tento di avvicinarmi o altro, non è il momento. Il rapporto è iniziato in maniera meccanica e non mi sembrerebbe naturale.

Aspetto.

‘Vediamo cosa riesco a tirarne fuori’.

Prende il preservativo e inizia a succhiarmi il cazzo. Si accovaccia tenendo il culo rivolto verso i miei piedi e appoggiandosi leggermente sul mio torace. Non posso che strofinarle la schiena e di tanto in tanto le sposto i capelli dal viso. Pompino scialbo, ma sono eccitato già da prima e non mi condiziona.

“Come vuoi farlo?”, mi domanda.

“Sali”.

Si posiziona su di me, si bagna con la saliva, mi prende il cazzo e lo guida nella sua fica. E’ stretta, mi eccito ancora di più. Inizia a scoparmi e la lascio per il momento sola, senza sostenerla o accompagnarla. Mi alzo quel tanto che basta per arrivare a slacciarle il reggiseno e libero due seni stupendi. La prendo per i fianchi, alzo il capo e mi allatto come un bebè affamato. Le accarezzo la schiena, in maniera dura. Vorrei si abbassase su di me e continuasse con il petto incollato al mio. Si stende ma comunque non sento migliorare l’intesa. Sono vicino alle sue labbra ma non violo la distanza di sicurezza, la sento fredda.

All’improvviso si stacca e volge lo sguardo al mio cazzo buttato di colpo fuori dalla casa che lo ospitava. “Vediamo se si è rotto”. Appurata l’integrità del condom, riprendiamo la danza.

Le afferro le natiche e inizio a spingere dal basso in maniera sempre più forte.

Dopo un po’, si ristacca di nuovo e controlla ancora il profilattico. “Meglio vedere”, mi dice.

A questo punto mi alzo, e mi posiziono dietro di lei, continuando in una pecorina.

Mi abbasso sulla sua schiena per stringerle il seno, quasi a spremerlo. Se le mani fossero dotate di un senso di piacere proprio adesso starebbero eiaculando.

Inzio a spingere più sostenuto. Rivolge il viso all’indietro verso di me, fa un segno con la mano ad allontanarmi il bacino. ‘Non ci credo’, penso. Di nuovo il controllo qualità dell’imballaggio.

“Ok, continua”, mi dice.

Proseguo.

“Vuoi cambiare?”, domanda.

Si stende alla missionaria. La penetro, mi poggio su di lei, ma la luce per il girasole del suo viso splende da un’altra parte e finisco per riempirmi la bocca di capelli. Mi alzo, glieli sposto, e appoggio l’incavo dell’occhio sinistro sulla sua guancia destra.

Continuo a spingere. Inizio a sentire i suoi gemiti. In realtà adesso che ci penso è dall’inizio che li esala, in maniera innaturale, finta. Adesso però incominciano a infastidirmi.

“Dai, stiamo da troppo tempo, non posso restare”.

Continuo a spingere ma sento qualcosa che non va. Mi si ammoscia il cazzo. Me lo tiro fuori, e per qualche secondo penso a come proseguire, tenendo in considerazione anche l’idea di finirla così.

“Con nessuno sono rimasta tutto questo tempo”, si giustifica.

Mi sfilo il preservativo, mi metto cavalcioni su di lei distesa, strofino il cazzo sui capezzoli e mi mastubo. Riprendo vigore. Concludo sul suo seno.

Biascica qualche frase in straniero e mi manda a prendere un asciugamano.

La guardo bene in viso. Rimane contrariata qualche secondo mentre si pulisce ma poi mi guarda e sembra ritorni tranquilla.

Ci rivestiamo. Noto l’orario e in effetti era trascorso un po’ più del canonico tempo.

In ogni caso trovo questa storia dei tempi prefissati controproducente per le ragazze stesse. Magari nell’immediato può sembrare loro una soluzione vantaggiosa ma credo sia solo un guadagno illusorio. A lungo termine chi mostra di non badare al tempo ne trascorre solo meno in strada ad aspettare. Con chi ho fidelizzato il rapporto, non ho mai avvertito fretta e, se è vero che qualche volta i tempi si allungano superando l’ora, è anche vero che il più delle volte si conclude il tutto molto prima, ritrovandosi nella classica mezz’ora, ma in maniera naturale.

Fumarsi una sigaretta in stanza con il cliente dopo aver scopato, fa tardare di qualche minuto, ma aggiunge una intimità maggiore e rende più difficile “tradire” la ragazza con la collega di fronte.

Usciamo dall’albergo e la riaccompagno dove l’avevo incontrata.

Corpo eccitante. Viso giovane, carino. Sesso però privo di coinvolgimento. Qualche anno fa mi sarebbe forse andato bene così, ma adesso mi soddisfa solo comprare rapporti più pieni, anche senza la necessità di definire esattamente cosa li renda tali. Le puttane che continuo poi a rivedere nel tempo si comportano fra loro in maniera differente, proponendomi approcci a volte totalmente all’opposto. Ma con ognuna si stabilisce un’intesa che non mi fa svanire la voglia di rincontrarle.

Detto questo, un altro giro di giostra su quel seno non lo manco di certo. Vediamo che accade.

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse! Aiuta il sito chattando con le ragazze cliccando QUI. Iscrizione gratuita!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *