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La calda inquilina

La notai subito durante il trasloco delle mie poche cose nel nuovo appartamento.
Era intenta a curare le piante del suo giardino al pianterreno mentre il marito oziava su una sdraio all’ombra di un pino per alleviare le sofferenze procurate dal caldo implacabile di quell’agosto arroventato.
Il mio sguardo non poteva non notare quella bella signora di circa cinquant’anni, bionda e prorompente fasciata in una di quelle vestagliette che così generosamente lasciano intravedere le superbe rotondità di una donna certamente matura ma che in fatta di femminilità non aveva nulla da invidiare a ragazze molto più giovani di lei.
All’ennesimo passaggio davanti al giardino lei alzò lo sguardo e vedendomi sudato e un po’ affannato per via dei pesi che trasportavo mi sorrise e m’invitò a fermarmi un attimo da loro per bere qualcosa di fresco.
Non me lo feci ripetere posai lo scatolone ed entrai nel giardino: lei mi porse la mano e si presentò e raggiungendo il marito che ormai si era assopito lo destò presentandomi a lui come il nuovo inquilino del piano di sopra.
Mentre ci scambiavamo i convenevoli tipici dei nuovi incontri non potevo distogliere il mio sguardo dalle sue gambe nude e scoperte ben sopra al ginocchio di un bel colore ambrato e decisamente ben tornite.
Decisi comunque di togliere rapidamente il disturbo e di tornare nel mio nuovo appartamento per sistemare alla meno peggio le mie masserizie e concedermi una doccia rinfrescante.
Ero appena uscito dalla doccia ed avevo indossato l’accappatoio che suonarono alla porta: ancora grondante aprii la porta e non senza sorpresa vidi che era lei che sorridendomi un po’ imbarazzata mi chiese se accettavo di andare a cena da loro per conoscerci meglio ed iniziare nel migliore dei modi i rapporti di buon vicinato.
Esitai un attimo data la situazione un po’ imbarazzante ma subito la invitai ad entrare in casa scusandomi del disordine e degli scatoloni sparsi un po’ dappertutto.
Lei mi disse subito che il marito era uscito alla ricerca di un supermercato aperto per comprare il necessario per una cenetta sfiziosa e si accomodò sul divano accavalando le gambe e mostrando senza pudore le cosce nude e il seno contenuto a stento dalla vestaglietta che indossava.
Da parte mia, rinfrancato dal suo tono amichevole e dalla sua naturalezza, non tardò a manifestarsi un certo gradimento che si concretizzò in un’erezione notevole tanto che la cappella paonazza e turgida fece capolino dall’accappatoio…… ciò m’imbarazzò moltissimo e tentai disperatamente di occultarla ma la signora con un sorriso più che invitante mi disse di non nascondere ciò che può rendere una donna una femmina disposta a tutto.
Anzi, con lo stesso tono mi pregò di avvicinarmi a lei sul divano perchè sin dal momento che ci eravamo conosciuti nel suo giardino ciò che desiderava di più era conoscermi più “intimamente”.
A questo punto ero talmente sconvolto ma al tempo stesso infoiato che mi avvicinai a lei togliendomi di dosso l’accappatoio e mi offrì a lei completamente nudo e con un arnese di quasi 20 centimetri che mi tirava maledettamente; le slacciai la cintura della vestaglietta e mi accorsi che era completamente nuda; ciò che mi fece impazzire era il toccare il suo ventre liscio e morbido e passare al suo pelo rigoglioso ma ben curato fino alla passera già aperta e filante.
Mi prese in mano l’uccello e lo cominciò a lavorare sapientemente finchè non decise di portarlo alle sue labbra che in un baleno serrò attorno alla cappella.
Ma non si limitò a questo : alternava con maestria le attenzioni che la sua lingua donava ai miei coglioni ed ancor più giù fino al buco del culo fino a tornare all’asta e alla cappella.
Mentre mi spompinava da gran troia quale certamente era, io le titillavo il clitoride senza pietà fino al punto che potei penetrarla con tutta la mano procurandole un orgasmo squassante.
Riconoscente per il piacere che le avevo procurato, mi implorò di venirle in faccia e i miei testicoli ormai sotto pressione da troppo tempo non tardarono ad accontentarla.
Fu un orgasmo memorabile, lo sperma schizzava a profusione ed il suo volto fu ornato in pochi secondi dagli schizzi candidi della mia passione.
A questo punto ansimando mi chiese ciò che non potevo mai prevedere e cioè di pisciarle in faccia.
Accaldata com’era ripetè la richiesta un’altra volta ed io (anche se era la prima volta in vita mia) la accontentai di buon grado.
Se sborrare in faccia ad una donna in calore è semplicemente delizioso, pisciarle in faccia è addirittura stupendo!!!
Col volto grondante di sperma e di urina mi chiese di andare in bagno per sistemarsi; poco dopo tornò da me mi baciò sulle labbra e dolcemente mi disse che doveva tornare giù da lei per preparare una cenetta sfiziosa …….. per cementare la nostra nuova amicizia. FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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