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La dottoressa della mutua

Innanzitutto mi presento: mi chiamo Francesco, ho 30 anni sono moro, alto 1, 78 e peso 75Kg. Vorrei raccontarmi un’avventura veramente molto eccitante che mi è accaduta quattro anni fà.
Mentre stavo facendo l’amore con la mia ragazza, Anna, che ora è diventata mia moglie, questa si è accorta che sullo scroto mi era cresciuta una pallina di grasso simile ad un brufolo. Anna era molto preoccupata e mi ha convinto a farmi visitate della nostra dottoressa della mutua.
Il giorno dopo, mentre la mia ragazza era al lavoro, prendo qualche ora di permesso e mi reco dalla dottoressa. Arrivo nel suo studio quasi ad ora di chiusura, erano infatti le 11: 45 e lo studio della dottoressa chiudeva alle 12: 00 per poi riaprire alle 16: 00. Lo studio non era molto affollato c’erano solamente due vecchietta che dovevano farsi fare delle ricette.
Attendo il mio turno e alle 11: 55 entro dalla dottoressa.
La dottoressa Laura è una bella donna di 45 anni. Ha dei bellissimi capelli rossi e un corpo da far resuscitare i morti con due tette immense (penso che siano una quarta abbondante…).
Entrando le espongo il mio problema arrossendo leggermente. La dottoressa mi dice di non preoccuparmi e cerca di capire bene il mio problema.
Mi dice quindi di spogliarmi e di stendermi sul lettino.
Mi tolgo i pantaloni e i boxer e mi stendo sul lettino, ma la dottoressa mi dice da dietro la scrivania senza nemmeno guardarmi:
“Visto che ci siamo, spogliati completamente che ti faccio una visita completa…”
Eseguo gli ordini e mi stendo nuovamente sul lettino. La dottoressa si avvicina, mi misura la pressione e mi poggia lo stetoscopio sulla schiena facendomi dire il classico “trentatre”. Dopo la visita generale la dottoressa passa a visitarmi nelle parti intime.
A questo punto, a causa del contatto con le mani della dottoressa il pisello inizia ad alzarsi al che la dottoressa dice:
“E bravo Francesco, vedo che non vuoi stare buono…”
Io cerco di scusarmi ma Laura mi interrompe subito:
“Non ti preoccupare, e una cosa naturale… anzi visto che ormai sei eccitato e che ormai lo studio è chiuso quasi quasi ne approfitto…”
Detto questo si abbassa su di me e inizia a farmi un pompino favoloso. Vedo la sua fluente chioma rossa che si abbassa ritmicamente sul mio cazzo per poi fermarsi all’improvviso, la dottoressa alza la testa e dice:
“Sai Francesco hai un cazzo favoloso… lo voglio provare… ma prima di tutto vieni a leccarmi la fica…”
Mi alzo, la faccio sdraiare e le inizio a sbottonare il camice e grandissima sorpresa… sotto il camice è pressoché nuda, ha solo un minuscolo reggiseno nero che a stento contiene le sue tette, un paio di calze con il reggicalze incorporato e un perizoma anch’esso nero. Mi appresto a toglierle le mutandine quando lei mi blocca dicendomi:
“Non toglierle, strappamele…”
Non me lo faccio ripetere e in un sol colpo le strappo il perizoma e inizio a leccarle la fica. Dopo qualche istante Laura inizia a mugolare:
“Sii… Continua… succhiami il grilletto…”
“Ti piace eh… dottoressa troia… dimmi che cosa vuoi che ti faccia…”
“Tutto, voglio tutto…”
A questo punto mi alzo e le porto il cazzo all’altezza della bocca e le dico:
“Vuoi questo troia…”
“Si dammelo, fammelo succhiare di nuovo”
Ma io, mentre lei cerca di prenderlo in bocca lo allontano al che lei mi implora “Dammelo ti prego…”
E io l’ho accontentata…

La dottoressa Laura era stesa sul lettino con il mio cazzo in bocca…
“Ora chiavami, non ne posso più…” mi ha detto tutta sudata per l’eccitazione.
Mi sono quindi messo ai piedi del lettino, le ho aperto le cosce e l’ho infilata tutta in una volta. Facevo avanti e indietro a volte velocemente a volte più lentamente spingendo però il cazzo più in profondità. Quando sentivo che i sospiri della dottoressa si facevano più accentuati mi fermavo… volevo farla impazzire. Lei non ne poteva più e mi implorava:
“Ti prego… non smettere voglio godere… Si così… continua…”
“Ti piace… vieni a cavalcarmi se vuoi godere…”
“Si voglio cavalcarti… voglio sfondarmi da sola…”
Mi stendo sul lettino e faccio impalare la dottoressa sul mio cazzo.
Mentre mi cavalca le succhio i capezzoli e le infilo un dito nel culo che, visto la quantità di umori prodotti dalla dottoressa, entra senza difficoltà.
Mentre le infilo il dito in culo noto che il suo respiro si fa più affannoso. Ad un certo punto dopo essere venuta un po’ di volte la dottoressa mi dice:
“Vedo che ti piace il mio culo… me lo vuoi sfondare…”
Non me lo faccio ripetere. La giro alla pecorina e appoggio la cappella del mio membro al suo forellino.
Lei mi dice “Dai Francesco… infilalo… sfonda il culo alla tua dottoressa…”
Inizio a spingere piano ma noto che il forellino anche se molto bagnato non cede. Inizio a spingere più forte e finalmente il cazzo inizia ad entrare. Una volta entrato inizio a pomparle velocemente il culo e la dottoressa inizia a gemere nuovamente. So che a quel ritmo non riuscirei a resistere molto ma la voglia di godere e tanta e quindi non rallento. La dottoressa si accorge che sto per venire e inizia a dirmi:
“Dai stallone vieni… voglio sentirti urlare…”
Sto quasi per venire e urlo:
“Ti riempio il culo troia…”
Ma lei dice:
“No… voglio che tu mi venga in faccia… voglio berti tutto…”
A questo punto estraggo il mio cazzo dal culo ormai sfondato e lo porto sul viso della dottoressa che inizia a succhiarlo avidamente.
Le schizzo tutto lo sperma in gola e sul viso e mi accascio esausto sul lettino. Mi rivesto e stò per andarmene quando mi ricordo del motivo della mia visita e le chiedo:
“Allora dottoressa che cos’è quella pallina sullo scroto? ”
“Non è niente, è solo un accumulo di grasso che però è meglio asportare”
Mi riempie quindi una impegnativa per un piccolo intervento ambulatoriale. La ringrazio e mi avvio verso la porta ma lei mi chiama e mi dice:
“Francesco, ricordati che poi devi venire a farti levare i punti… vieni sempre verso ora di chiusura…”
Esco e già non vedo l’ora di andare a farmi togliere i punti… FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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