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La miglior vendetta…è la vendetta

Tutto era iniziato cinque anni prima, ero fidanzato con Cristina, bella, fatta molto bene, alta, mora con un carattere ribelle, ma a letto era un vulcano, non diceva mai basta, l’unico mio cruccio, era stato che non ero riuscito a metterglielo nel culo, forse con un po’ di tempo in più…. poi aveva conosciuto Riccardo, era in un periodo di crisi che c’era tra noi, e quello aveva scatenato la ripicca nei miei confronti, lui discretamente bello ma con una sola caratteristica, era schifosamente ricco, e così la persi.

Io per gli amici ero Mario l’inventore pazzo, mi piaceva inventare molte cose, e così un giorno l’azzeccai quella giusta, era un sistema di controllo per gli aerei, e da quel momento la mia vita fu tutta completamente in salita, ormai a 36 anni, viaggiavo su una macchina di classe con l’autista, tre Stabilimenti che lavoravano a pieno ritmo, e svariati Miliardi sui miei conti correnti.

Erano passati cinque anni da quel maledetto giorno, ormai Cristina faceva parte dei dimenticati, e tutto potevo pensare meno che di trovarmela di fronte nel mio ufficio, gli anni, erano passati solo per me, lei la vedevo davanti a me sempre bellissima e incredibilmente sensuale, forse era ancora più bella di cinque anni prima.

Ciao era stato il suo saluto rivolto o me con un sorriso dolcissimo, mi ero alzato dalla grande scrivania e le ero andato incontro, senza rendermene conto mi ero affrettato ad abbracciarla e salutarla con un ciao, che mi aveva fatto tremare la voce, poi i soliti convenevoli, cosa ti posso offrire, come te la passi, e come mai sei venuta a trovarmi, i suoi bellissimi occhi verdi si erano rabbuiati, conoscevo quello sguardo triste foriero di cose non buone, la facevo accomodare sul grande divano che avevo nella mia stanza, e dopo essermi seduto anche io le chiedevo di nuovo, che cosa hai che non va? iniziava a far scendere delle grosse lacrime senza piangere, lo sapevo che quando le accadeva questo era veramente disperata, le prendevo una mano fra le mie, a distanza di anni ancora mi emozionava toccarle solo le mani, ripetevo la domanda ancora una volta, mi vuoi dire cosa ti succede si o no? alzava il viso guardandomi negli occhi e mi diceva, mi serve il tuo aiuto Mario, solo tu puoi salvare mio marito, se chiude l’attività è la Bancarotta, e a queste condizioni va anche in galera, ma come la interrompevo, era una famiglia ricchissima e lui molto bravo, e adesso è sull’orlo del Fallimento? il gioco mi rispondeva, quello stronzo di mio marito si è rovinato per il gioco, e adesso nessuna Banca le fa più credito, e gli ordini che ha gia, se non acquista la materia prima non può lavorare assolutamente, e a quanto ammonta la cifra che le serve le chiedevo, è un Milione di Euro mi rispondeva, ma lo sai che sono quasi due Miliardi le dicevo, si lo so a quanto ammonta cambiato in lire mi rispondeva, lo sai che sono sempre una Ragioniera o l’hai dimenticato, ci pensavo un po’ su e poi le dicevo, oggi pomeriggio ti vengo a trovare con un paio di miei funzionari, e poi vedremo quello che si può fare, la congedavo con due baci sulle guance, ma ero eccitato da morire, il solo toccarle le mano all’inizio mi aveva procurato una erezione incredibile.

Il pomeriggio alle 15 ero puntuale nella sua Fabbrica di confezioni, mi accompagnavano due miei impiegati che erano esperti nei conteggi, il tutto durava fino alle 20, ma alla fine era chiara la storia, il caro Riccardo, aveva attinto a piene mano nella liquidità aziendale, portandola inevitabilmente sull’orlo del Fallimento, le davo appuntamento per la mattina successiva alle 10 nel mio ufficio, pregandola di venire assolutamente da sola, sapeva che Riccardo non mi era mai stato simpatico.

La mattina dopo si presentava puntuale all’ora concordata, entrava solito cerimoniale del bacio sulle guance, e poi la facevo accomodare sulla poltrona davanti alla mia scrivania.

Iniziavo quasi con una paternale dicendole, ma ti rendi conto con che tipo ti sei voluta mischiare, se tu non ti fossi accorta di quello che stava facendo, mandava in galera anche te, tu sei una Direttrice Socia e responsabile non è vero? si è vero mi rispondeva abbassando lo sguardo, allora quello che ne è uscito fuori è che ti occorrono 1,300.000 Euro in contanti, se ti debbo dare io questa cifra, le mie condizioni inderogabili sono queste, voglio il 51% delle azioni della Società, in tre anni te la rimetto in piedi, e tu mi paghi solo gli interessi, e poi tre volte a settimana tu vieni nel mio appartamento e io ti faccio quello che desidero, tu sei libera di accettare o meno, altrimenti ti rivolgi a chi vuoi e amici più di prima, ha dimenticavo, una possibilità te la lascio, nei tre giorni che devi venire da me, poi scegliere quando, ma rammenta che non debbono essere mai meno di tre ore, e poi un’ultima cosa, domani andiamo dal Notaio per registrare questa nostra società, se cerchi di fregarmi essendo il maggiore azionista metto in liquidazione la tua azienda, anche se non recupero per intiero la cifra anticipata, ne ho talmente tanti che è veramente una goccia d’acqua nel mare questa cifra per me, la baciavo un po forzatamente sulle guance, e usciva rossa di rabbia in viso.

L’atto era stato firmato, e i lavori con il relativo acquisto dei tessuti avviato molto bene, avevo messo un mio contabile a supervisionare tutte le spese per il tranquillo riavvio dell’azienda, e con Cristina ci eravamo accordati per vederci, il Lunedì mattina alle 9, il Mercoledì pomeriggio alle 15, e infine il Venerdì di nuovo la mattina sempre alle 9, gli chiedevo del perché di questi orari, e mi rispondeva che erano gli stessi della palestra che frequentava, era Giovedì quel giorno, e lei puntualizzava che avrebbe iniziato i suoi incontri con me a partire dal Lunedì successivo, non vedevo l’ora, sapevo del suo carattere impulsivo, ma conoscevo anche la sua debolezza, era una donna molto calda, e quando finalmente le avrei leccato la fica sarebbe partita come un diretto, adesso sapevo che il suo buchetto del culo, se non ci era arrivato Riccardo mi aspettava per essere rotto come meritava da anni.

I giorni non passavano mai, ma finalmente il Lunedì alle 9 sentivo suonare al cancello della mia villa, lo aprivo elettricamente, e lei entrava con la sua Golf Cabriolet argento metallizzato, indossava una tuta da ginnastica anche per giustificare la sua uscita, entrava in casa mia molto imbarazzata, mi avvicinavo a lei per baciarla sulle guance, ma con uno scatto del viso trovavo la sua bocca, si era girata appositamente, e dopo un bacio infinito e pieno d’amore almeno per me, mi diceva, se dobbiamo iniziare, facciamolo bene altrimenti ne esce fuori una schifezza e a me le cose schifose non piacciono, e mi baciava di nuovo mettendomi una mano sul cazzo che ormai era duro da morire, l’afferravo di nuovo e la prendevo in braccio portandola verso la mia camera da letto, e mentre camminavo, lei mi disse, ti prego facciamo l’amore come una volta, non vedo l’ora, non l’ho mai più fatto bene come con te, mi facevi impazzire con la tua lingua, arrivati nella mia camera, ci spogliavamo uno con l’altra, e quando finalmente eravamo nudi, le si inchinava e mi prendeva in bocca il cazzo, finalmente risentivo quella bocca da favola, che sapeva fare dei bocchini da farmi andare fuori di testa, senza sfilarle il cazzo dalla bocca, come un contorsionista la sdraiavo sul letto a sessantanove, rivedere quella fica che era stata la mia vita mi emozionava, cominciavo a leccarla quasi con riverenza, ma al primo tocco di lingua mi regalava la prima sborrata, adesso ricordavo anche quel sapore fantastico, ripartivo a leccarle le piccole labbra e poi arrivavo finalmente al culo, forzavo quel buchetto con la lingua infilandola dentro molto poco, ma era il necessario per farla sborrare di nuovo, ecco adesso riconoscevo la mia Cristina, sempre calda e sempre pronta a sborrare tante volte senza sosta, lo sentivo che anche io stavo per venire, ma non avevo la forza di dirle basta, avrei smesso volentieri per scopare un po’ e ricominciare a leccarla, ma ormai la schizzata era gia pronta per uscire, e lei favolosamente esperta e pronta, la ingoiava tutta senza lasciarne neanche una goccia, era proprio con gli ultimi spasmi del mio bastone che ripeteva una scolata di umori dolcissima, mi giravo sdraiandomi accanto a lei, ci baciavamo di nuovo scambiandoci i nostri sapori del piacere appena provato, adesso lei era dolcissima, lo sguardo sembrava quello di una volta di quando era innamorata di me, il seno non aveva perso la sua compattezza, e le cosce sempre toniche erano meravigliose, mentre la baciavo me la portavo sopra di me, adesso risentivo tutto il suo corpo che mi faceva impazzire, con le mano le scivolavo in mezzo alle chiappe raggiungendo di nuovo la fica da dietro, e dopo averlo bagnato bene il medio, strusciando nel solco trovavo il buchetto e lo infilavo dentro, aveva come uno scarto di reni, mi poggiava le mani sopra le mie spalle sollevandosi, e poi guardandomi con cattiveria negli occhi mi diceva, puoi approfittarti di me come vuoi, ma il culo scordatelo, non te l’ho dato quando eravamo insieme, non l’ho dato a Riccardo, e non cambio idea proprio adesso, mi alzavo di scatto dal letto e prendevo la Vasellina dal mio comodino, poi rivolta a lei le dicevo, adesso tu ti metti a pecorina e mi dai il culo, altrimenti ti alzi, ti vesti, e esci per sempre da questa casa, e ricordatelo, che quello che ti avevo detto Giovedì ancora conta, il tempo che si finiscono gli ultimi ordini e tu puoi dire addio alla tua Azienda, io sono stato molto chiaro con te, ti rimetto in sesto la tua Azienda e tu accetti di farti fare quello che voglio, questo lo hai dimenticato? Cristina si rimetteva seduta sul letto reggendo in mano le sue mutandine, e poco dopo ricominciava a piangere, poi si alzava furente e guardandomi fisso mi urlava, sei solo un figlio di mignotta, vuoi vendicarti perché ti ho lasciato, e adesso mi chiedi il culo sapendo che non l’ho mai dato a nessuno, mio marito compreso, mi sedevo sulla mia poltrona hai piedi del letto, e con molta calma le rispondevo, gli affari sono affari mia cara, prendere o lasciare, non hai altre alternative, quel tuo buchetto mi è sempre piaciuto, e adesso che ne ho l’occasione non ci rinuncio, si rimetteva seduta sul letto ormai vinta e rassegnata, poi allungava una mano e prendeva il tubetto di Vasellina, e rivolta a me diceva, ma come funziona questa cosa qui? Ancora non serve le rispondevo, adesso mettiti seduta sul cuscino e fatti un ditalino, ti voglio vedere mentre sborri, questo è uno spettacolo che non perderei per tutto l’oro del mondo, te lo sei dimenticata quando ti masturbavi per me? Lei prendeva entrambi i cuscini, e dopo averli messi uno sopra l’altro, veniva vicino al lato dove io ero, e si metteva seduta davanti a me con le gambe aperte al massimo, si bagnava il dito medio con la sua saliva e cominciava a sgrillettarsi, iniziava a godere quasi subito, Cristina è sempre stata una donna caldissima, e tutto quello che riguardava il sesso l’ha sempre eccitata e affascinata, non era passato che un minuto, e la sua fica emetteva una scolata di umori molto densa, ma vedevo che non si fermava di masturbarsi, le piaceva e continuava a godere come una pazza, mi alzavo dalla poltrona, e dopo averlo bagnato con i suoi umori le mettevo un dito dentro al culo, sentivo le contrazioni dello sfintere, ma notavo che Cristina stava godendo ancora di più, le chiedevo di continuare a masturbarsi mentre la giravo, e poi iniziavo a riempirle il culo di crema, poi direttamente con due dita le entravo dentro e cominciavo a pomparla nel culo, lei aveva accelerato i suoi movimenti, stava per godere, le bloccavo la mano dicendole, adesso devi concentrarti su questo, e le spingevo la cappella sul buco del culo, forzava, ma sentivo le pareti che cedevano, e un attimo dopo le ero dentro per quasi metà lunghezza del mio bastone, emetteva un urlo fortissimo cercando di sfilarmi, ma io l’avevo presa per i fianchi, e adesso che ero dentro non mi sarei più mosso, e poi il dolore che le stavo procurando mi eccitava ancora di più, e la sete di vendetta mi portava ad affondare ancora in quel budello strettissimo e favoloso, lei continuava a strillare e adesso piangeva per il dolore provato, ma io che ero completamente dentro al culo cominciavo a pomparla sempre più forte, lei strillava e mi pregava di fermarmi, ma io imperterrito continuavo a incularmela sempre più forte, mi faceva impazzire quel buco favoloso, e più lei si lamentava e più io spingevo dentro senza tregua, poi allungavo una mano nella fica e raggiungevo la clitoride, era eretta e dura, ho cominciato a sgrillettarla come piaceva a lei, adesso i lamenti si attenuavano e allargava leggermente il culo, sentivo che le mancava poco per sborrare e aumentavo la mia opera sulla clitoride, poi con un lamento prolungato sborrava un mare di umori, io acceleravo la mia inculata e facevo una sborrata da riempirle completamente il retto, si accasciava nella stessa posizione di come si trovava, ma io non ero completamente soddisfatto, mi sfilavo leggermente e le mettevo altra crema nel culo, e all’improvviso le rientravo dentro di nuovo, era sorpresa da quella manovra e cercava di togliersi dicendomi, dammi almeno il tempo di riprendermi, ma io ero assatanato da quel culo fantastico, e ricominciavo a pomparla di nuovo sempre più forte, inizialmente cercava di togliersi e si lamentava, poi lentamente cominciava a godere nel sentire con quale passione me la stavo inculando, e poi con una voce flebile che quasi non capivo mi diceva, ecco adesso spingimi forte dentro, mi piace dai, ma lo sai che è bello sentirselo nel culo? Ecco dagli adesso che sto per sborrare, ecco cosi, si così dai dai, madonna quanto mi piace, ecco spingilo bene dentro adesso, aspetta un momento che mi devo prendere il grilletto, adesso così, lo sai che mi sto masturbando per te, oddio quanto sto godendo ancora dai ancora così, eccolo che vengo, adesso mi faccio una sborrata favolosa, spingilo bene dentro lo voglio sentire nello stomaco, eccolo dai che ci sono, e cominciava ad urlare come non l’avevo mai sentita, stava sborrando senza sosta e continuava a dirmi non ti fermare ti prego, poi iniziavo io a schizzarle tutto il mio piacere nel culo, e a quel punto eravamo in due ad urlare il nostro godimento, adesso crollavamo di fianco ancora attaccati uno all’altra, eravamo abbracciati sudati e ansanti per gli orgasmi provati, passava molto tempo prima che ci si riprendesse leggermente, era lei la prima ad alzarsi, anche perché io mi stavo eccitando di nuovo, ancora ero dentro a quel culetto fantastico, mi alzavo anche io e prendendola in braccio, la portavo oltre una porta dove avevo la mia piscina, mi gettavo dentro ancora abbracciato a lei, una volta ritornati in superficie, Cristina mi abbracciava baciandomi sulla bocca, e dopo un lunghissimo bacio mi diceva, adesso debbo venire Mercoledì e Venerdì se non sbaglio, si le rispondevo come erano gli accordi, o c’è un cambiamento di programma? Il programma rimane quello mi rispondeva, però se vengo anche domani e Sabato ti dispiace? Perché non vedo l’ora di risentirmelo dentro al culo che mi scorre senza sosta, ma che sia chiaro, se a te dispiace perché ti scombino gli accordi, rimaniamo come avevamo stabilito, lei cercava di salire la scaletta della piscina, io l’abbracciavo da dietro, e cercavo il buchetto, ma lei svelta me lo prendeva con la sua manina e dopo esserselo puntato sul culo mi diceva, dai spingi adesso, sono sicura che ancora c’è per farlo scivolare dentro, e ricominciavo ad incularmela, ci trovavamo a metà nell’acqua e metà fuori, ma la fortuna era che il cazzo adesso stava tutto dentro di nuovo.

FINE

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