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L’autobus e Simona

Simona quella mattina s’alzò più presto del solito, doveva accompagnare il figlio a scuola, e avendo la macchina dal meccanico, doveva farlo prendendo l’autobus, era primavera l’aria della mattina dolce e profumata, condizione che sarebbe durata ancora per poco, le strade si andavano riempendo di automobili che avrebbero riversato tonnellate di smog nell’aria, rendendo quell’aria irrespirabile.
Simona aveva indossato un vestito aderente che gli arrivava a metà ginocchio e un giacchetto di jeans corto, niente di appariscente, ma il fisico ne risaltava in tutta la sua morbidezza e l’aria da zoccola che la mammina naturalmente sprigionava faceva si che gli uomini la guardavano e fantasticavano di far sesso con quella bella cavallona con i capelli lunghi e castani . Alla fermata in attesa dell’autobus teneva il figlio per mano e il suo pesante zaino a tracolla dall’altra parte la sua piccola borsetta : Simona sentiva gli sguardi degli uomini che gli accarezzavano il culo, sprofondare nei seni ben in vista grazie allo scollato vestito. Era un bel pò che non prendeva i mezzi pubblici,  salì a fatica e si ritrovò nella calca, il bus era strapieno di persone, l’odore di dopobarba e i profumi più disperati assalivano le narici della giovane mammina, teneva ancora per mano il figlio, con l’altra si reggeva alla maniglia posta in alto al centro dell’autobus, la maggior parte della gente si trovava a disagio in quelle circostanze, ma tutti quei corpi attaccato l’un l’altro come sardine, aveva eccitato la donna che si sentiva la fregna umidirsi, e come s’è quello fosse stato un segnale, alla prima frenata del bus un uomo s’aderì a lei, un pezzo di donna così, a portata d’uccello era un richiamo irresistibile per qualunque maschio, anche per quelli che abitualmente non fanno certe cose . Quando il mezzo ripartì la mammina senti chiaramente il cazzo dietro di lei sopra le chiappe, ad ogni fermata le persone all’interno del bus aumentavano, stranamente quelli che salivano erano sempre di più di coloro che scendevano, e chi era dentro fu costretta a stringersi di più, compreso l’uomo dietro di lei che adesso la stava molestando senza pudore strusciandogli  la prorompente erezione sopra le chiappe. Simona da gran troia qual’era in qualunque circostanza, mosse il culo in modo che il cazzo seppur nei pantaloni, gli si piazzasse tra le chiappe . Il bus arrivò ad un altra fermata, l’uomo spinse di più dietro di lei e la costrinse ad andare un pò avanti, il suo seno andò a sbattere sul braccio di un uomo vestito distintamente in giacca e cravatta, che gli sorrise per niente scocciato, anzi, mosse il braccio per accentuare il contatto con le belle tette della donna ; altra gente salì, qualcuno scese, ma il risultato era lo stesso l’autobus era più che affollato, Il bus ripartì, l’uomo in giacca e cravatta approfittò della situazione, era si stretto anche lui contro gli altri ma si mosse in modo che la donna si venisse a trovare proprio di fronte a lui e gli schiacciasse il seno contro il suo petto, adesso Simona era schiacciata tra due uomini, sentiva i loro cazzi duri, sbattergli sui suoi punti piu sensibili, era talmente eccitata, che si sarebbe fatta scopare li in mezzo alla calca, tenendo per mano il figlio, che per fortuna non si accorgeva delle pesanti attenzioni sessuali che i due uomini rivolgevano alla madre, i tre corpi erano talmente aderenti l’un l’altro che dell’uomo dietro di lei oltre al cazzo duro sul culo ne sentiva anche il respiro sul collo, il porco s’è lo stava godendo il bel culo prosperoso e morbido di Simona, e da come la donna lo muoveva anche a lei quel coso duro a contatto con le sue natiche non doveva dar fastidio per niente, l’altro fortunato che aveva quella splendida femmina addosso, con il seno prorompente schiacciato sul petto, spingeva in avanti il bacino per fargli sentire direttamente sul pube il cazzo duro.  Simona stava perdendo il controllo, si mordeva le labbra sempre più vogliosa ; il traffico mattutino rendeva il tragitto di pochi chilometri lungo e spossante, era un pò che l’autobus era fermo, incolonnato dietro decine di vetture che procedevano a passo d’uomo.
Persa nell’abbraccio dei due molestatori, che oramai senza ritegno s’approfittavano della sua arrendevolezza : Simona sentì una mano poco gentile stringergli il polso, era un extra comunitario di colore, che gli stava di fianco, gli stringeva forte il polso e guidò la sua mano verso il suo cazzo, il porco l’aveva tirato fuori, e gliel’aveva messo in mano. Simona non reagì come avrebbe fatto qualsiasi donna con un minimo di pudore, non sgridò schifata e arrabiata all’indirizzo dell’uomo che aveva compiuto quel gesto osceno, ma strinse le dita attorno a quel cazzo duro come il legno, e lo masturbò, gli uomini che l’avevano messa in mezzo e gli sbattevano contro il culo e la fica la loro virilità, videro tutto, e s’è prima si erano accontentati di strusciargli il cazzo addosso, vedendo quello che la donna stava facendo all’uomo di colore, si lasciarono andare e fregandosene del figlio e della gente che affollava il mezzo pubblico e che faceva finta di non vedere, cominciarono a tastare oscenamente la porca mammina, l’uomo dietro di lei, gli passò una mano davanti, e scostando di prepotenza il cazzo che gli aderiva contro il pube, s’impossesso della fregna di Simona che emise un gemito roco, l’uomo davanti che oramai di distinto aveva solo l’abito a quel punto mise una mano sotto il vestito, e gli abbrancò una natica digrignando i denti , l’altra la portò ai seni e strinse anche quelli . Il nero intanto s’era appoggiato con il culo allo spigolo di un sedile in cui paciosa stava seduta una signora anziana, l’uomo con le braccia tese all’indietro per tenersi in equilibrio, si godeva la mano di Simona che lo masturbava con foga. L’anziana  seduta dietro di lui era quasi schiacciata contro il finestrino e temeva che da un momento all’altro il massiccio africano gli cadesse addosso.
L’uomo che aderiva dietro Simona, aveva fatto passare la mano sotto il vestito e adesso gli accarezzava la fregna bagnata, attraverso le mutandine. Simona mugolava senza ritegno, la mano che gli tastava la fregna l’aveva indotta a curvare i corpo in avanti cosi che il culo si schiacciò ancora di più sul cazzo dell’uomo dietro di lei che adesso incontentabile la stava anche masturbando. Per fortuna della trucida  il figlio non vedeva niente perchè tra lui e la madre che si godeva quella situazione bestiale ma per lei eccitante, c’era il suo grosso zaino pieno di libri, e lui  era talmente piccolo che era sovrastato da tutti gli adulti intorno a lui.
Mentre l’autobus  procedeva lentamente, le mani addosso a Simona si facevano sempre piu audaci, adesso le dita dell’uomo gli erano entrate profondamente dentro la fica e gli provocavano brividi che scuotevano il burroso corpo della donna, eccitata al punto da non rendersi più conto di trovarsi su di un mezzo pubblico a compiere atti osceni, punibili per legge, non poteva neanche difendersi sostenendo di essere stata costretta e vittima di molestie perchè continuava a segare con sempre maggior ritmo il cazzo del negro portandolo sempre più verso l’orgasmo. Ma Simona non pensava a ciò che sarebbe potuto accadere, le sensazioni che stava vivendo in quel momento erano le uniche che gli interessavano, le mutandine della donna erano zuppe, talmente erano abbondanti le secrezioni che la sua fregna vogliosa sciorinava di continuo. Lo stesso stato d’animo dovevano avere gli uomini che continuavano ad approfittare della disponibilità della ninfomane, facendosi sempre piu audaci, quasi litigando, i due abbassarono le mutandine di Simona, le calarono solo un poco, quel tanto che bastava per scoprirgli il culo e la fica. Adesso le mani e i cazzi toccavano la pelle nuda. L’uomo di colore arrivò al limite, aveva resistito più che poteva per godersi il più a lungo possibile la mano della troia che gli segava il cazzo, ma l’abilità di Simona che aveva cominciato a fare seghe agli uomini da quando frequentava i banchi di scuola, ebbero la meglio, dalla cappella paonazza e lucida partirono violenti schizzi di sperma che si abbatterono su Simona e gli uomini che le stavano addosso, che troppo presi dal prosperoso corpo della donna non s’accorsero di nulla, al contrario della pipparola che aveva sentito il nodoso cazzo che stava masturbando contrarsi e l’appiccicosa sborra colargli sopra la mano. Simona lasciò la minchia nera che s’andava ritirando e si dimenticò del nero, anche perchè sempre più eccitati i due uomini che continuavano a tastarla persero del tutto ogni pudore, entrambi tirarono fuori il cazzo, tutti e due belli tosti resi così dalla sensualità che sprigionava quel corpo che avevano la fortuna di trovarsi tra le mani.
L’uomo distinto aveva tentato di togliere la mano dell’altro dalla fregna della trucida per infilargli l’uccello, ma non c’era riuscito,  cosi cambiò tattica, spinse la cappella verso il dorso della mano le cui dita continuavano a masturbare Simona, e come aveva sospettato, al contatto con l’uccello, la mano si ritrasse schifata, spalancando la fregna al cazzo dell’uomo in giacca e cravatta, che senza esitare affondò l’uccello duro da far paura nelle carni bollenti che l’accolsero risucchiandolo. Simona penetrata a fondo cominciò a gemere, mentre l’uomo come s’è nell’autobus non ci fosse nessuno cominciò a scopare la donna selvaggiamente. Simona lascio la mano del figlio che fino a quel momento aveva stretto fino a farle diventare bianche, come s’è la mano di suo figlio fosse l’ultimo appiglio che gli impediva di essere risucchiata nel vortice della perversione, ma non erano bastate, l’entrata del cazzo duro dentro la sua fregna vogliosa l’aveva risucchiata in quel vortice d’oscenità  troppo potente per lei che non aveva mai saputo resistere al vizio,  alla voglia di godere anche a discapito dell’essere che più amava al mondo il suo bambino. Abbracciò l’uomo che la stava fottendo e divaricò le gambe per permettergli al cazzo duro d’affondare  nella sua fregna più agevolmente, aumentando il piacere di entrambi. L’uomo dietro di lei per non sentirsi tagliato fuori, si tirò fuori il cazzo, con una mano divaricò una chiappa della donna che gemeva e dondolava il bacino, con l’altra mano si teneva il cazzo alla base puntato verso il buco del culo della bagascia, poi spinse e affondò il cazzo in culo alla donna che gridò, presa davanti e dietro la zozza si era del tutto dimenticata del figlio, che per sua fortuna era stato preso da una signora che impietosita lo distraeva e gli impediva di guardare quello che la madre senza vergogna si faceva fare, molta gente nell’autobus faceva finta di non vedere e non sentire ciò che gli accadeva intorno, mentre altri come colpiti  da un virus cominciarono a imitare i porci, un anziano signore seduto, aveva messo una mano in fregna ad una giovane in jeans, che in piedi si reggeva al sedile in cui lui era seduto,  a gambe aperte permetteva all’anziano con un espressione d’incredulità sul viso di giocare con la sua fichetta, mentre lei si mordeva un labbro osservando la troia poco piu in la che si faceva montare da due uomini.
Il morbo della porcaggine, che ancora non era stato scoperto, ma esisteva visto come si propagava dentro quell’autobus, colpì anche una matura signora, sposata con figli gia grandi, era stata sempre fedele al marito, ma adesso mentre come tutti i giorni sedeva su quel bus, sentì come una forza invincibile che gli guidò la mano ad abbassare la lampo del pantalone del giovane che gli stava di fianco, tirargli fuori il cazzo e prenderlo tra le labbra, l’ingoiò tutto e cominciò a fargli un meraviglioso e salivoso pompino.
Simona intanto gemeva, godeva come una maiala tra i due uomini che s’è la sbattevano con forza, i loro cazzi duri danzavano ritmicamente dentro la sua fregna e il buco del culo, ignara dei bassi istinti che la sua troiaggine aveva scatenato in alcune delle persone intorno a lei.
L’uomo anziano sotto gli occhi  di coloro che gli stavano attorno, stando sempre seduto ma con il cazzo fuori dai pantaloni, aveva sbottonato i jeans alla giovane, che per l’età che aveva poteva essere tranquillamente la nipotina, e dopo avergleli calati alle ginocchia, l’aveva fatta girare su s’è stessa e fatta sedere a impalarsi sul suo cazzo, che a dispetto dell’età dell’uomo entrò duro come il marmo nella fresca fregnetta della giovane, che dopo assersi ben piantata sull’antica mazza prese a fare su e giu ad occhi chiusi e gemendo di piacere.
Un uomo seduto nel sedile dietro s’alzò, con un gesto secco, come per dire “ma si, chi se ne frega “si tirò fuori il cazzo e presa la testa della giovane che faceva su e giù e la spinse verso il suo cazzo che la giovane imboccò  sbavando come un neonata.
Più in là, la tardona continuava a sbocchinare il giovane, gli stava ciucciando il cazzo ma ancora non l’aveva visto in volto, mentre si faceva scivolare il duro randello fino in gola la donna pensava al marito e ai figli, con la morte nel cuore indignata con s’è stessa per il gusto che provava nel sentire quel giovane membro in bocca , ma il fuoco che sentiva divampargli nella fregna gli impediva di smettere, ci stava mettendo tanta di quella  foga che il ragazzo sborrò prendendola per i capelli e costringendogli ad ingoiare rumorosamente fino all’ultima goccia l’abbondante sborrata, appena finito alzò la testa un po’ imbarazzata per essersi lasciata andare in quel modo e in quel luogo sopratutto, ma subito si ritrovò un altro bel cazzone duro e scappellato davanti alla faccia, un altro giovane della stessa età dell’altro che aveva appena fatto sborrare, chiedeva alla bella signora di fargli lo stesso lavoretto, e la donna riprese con un sospiro riprese a sbocchinare, la fregna gli colava, tutta quella carne dura in bocca gli aveva messo addosso una voglia oscena, mentre pompava famelica quest’altro cazzo si portò una mano tra le coscie, e s’infilò due dita in fica e anche s’è strozzata dal cazzo che aveva in bocca prese a mugolare, una giovane donna vedendo apparire tra le gambe della bocchinara quella bella fregna succosa, s’inginocchiò e dopo averle tolto la mano piena di brodo, gli infilò la lingua in fregna e la leccò tutta e in profondità con enorme piacere della tardona che dalla contentezza gli scappò qualche schizzo di urina, che non schifò l’improvvisata leccatrice, ma l’eccitò al puntò che leccò la fregna più voracemente.
Nel mezzo pubblico le persone normali credevano di trovarsi in un episodio di ai confini della realtà, mentre intorno a loro le persone più insospettabili cominciavano a fare sesso, l’odore dei corpi che s’accoppiavano senza vergogna e dei sessi nudi si spargeva nell’autobus insieme a lamenti gridolini e ogni sorta di mugolii che testimoniavano il godimento di coloro che vinti dalla libidine s’erano lasciati completamente andare. 
Simona che con il suo comportamento aveva provocato la scintilla che aveva infiammato i cazzi e le fregne dei molti che non avevano resistito all’impulso di imitarla, stava venendo, contemporaneamente ai due uomini che la stavano scopando e inculando, la sborra gli riempì le parti intime, un rivolo di bava scese dalla bocca della trucida che dopo tre orgasmi consecutivi, si ricordò di avere un figlio, ma appena gli uomini che gli avevano sborrato dentro, soddisfatti si mescolavano alla folla con l’aria di chi non aveva niente a che fare con quella bagascia che mezza nuda si faceva fottere da tutti; altri due che avevano osservato a cazzo dritto le evoluzioni della puttana gli si addossarono, e la sporca mammina fu di nuovo preda di uomini che dopo averla vista all’opera reclamavano il suo corpo sensuale e voglioso. Ancora una volta le sue natiche furono allargate le sue tette strette  e palpate, la sua fregna di nuovo violata da mani che gli accarezzavano il pube peloso e scendevano a toccare le labbra della fregna aperte, sentì con un brivido, un’altra cappella affondargli prepotentemente  nel deretano facendo strada ad un asta dura, di nuovo Simona stava godendo, ancora la trucida madre veniva inculata, di nuova la bastarda si dimenticò del figlio.
Intanto l’anziano stava sborrando nella fichetta della giovane che godeva e mentre aveva il corpo scosso dall’orgasmo l’uomo che stava sbocchinandò gli riversò in bocca tutto il suo piacere, che in parte colò fuori dalla bocca della giovane, impiastrandole il mento ; come una vecchia baldracca, si sfilò e s’alzò dal cazzo del vecchio, la sua sorchetta tracimò un rivolo di sborra che gli colò tra le coscie magre, un altro extracomunitario stavolta un rumeno, la prese da dietro passandogli le braccia intorno alla vita e con il cazzo in mano cercava di sodommizzarla, la giovane che in culo non l’aveva mai preso, cercava di resistere alla cappella che prepotentemente gli spingeva in dentro l’anello di carne dello sfintere, ma vedendo quanto Simona godeva a farselo spingere in culo, Rilassò l’ano e permise al cazzo duro del rumeno d’affondargli perentorio, sfondandogli il culo, e si lasciò sodomizzare.
La tardona che continuava a fare bocchini, mentre la sua fregna era preda della bocca vorace di un altra donna, ancheggiò sul sedile mentre un orgasmo l’assaliva, era la prima volta che godeva grazie ad una donna, non era la prima volta che un uomo gli sborrava in bocca, ed era proprio quello che stava facendo il cazzo che stava ciucciando, che gli sparò un abbondante sborrata in gola.
La donna che l’aveva leccata portandola all’orgasmo, reclamava la sua parte di godimento e adesso gli stava in piedi davanti a gambe divaricate mentre con una mano si teneva alzata la gonna, la donna scoprì il suo lato lesbico perchè si sentì fortemente attratta da quella fregna pelosa, e dopo due cazzi prese a leccare anche la sorca bagnata della donna che l’aveva appena fatta godere.
Un’altra scoperta la stava facendo la giovane che si era fatta scopare dal vecchio,reggendosi a quest’ultimo con la testa su una sua spalla, godeva come una maiala a prenderlo in culo dal rumeno, passato l’iniziale dolore e mano a mano che il culo s’allargava e il piacere montava, la giovane troietta seppe con certezza che quella non sarebbe stata l’ultima volta che l’avrebbe preso nel culo.
Simona era di nuovo piena di carne dura, sia davanti che dietro, altre mani gli stringevano i seni che adesso erano completamente fuori dal vestito in balia di mani sconosciute, come in un sogno Simona si godeva le attenzioni di tutti quegli uomini che la toccavano, vedeva intorno a lei giovani che si masturbavano guardandola con occhi avidi e vogliosi, eccitati di vedere una donna scopata e inculata, usata come una bambola gonfiabile da uomini che dopo avergli sborrato dentro l’avrebbero dimenticata e ricordata solo nei loro racconti, quando insieme agli amici raccontavano le loro avventure di sesso, sicuri che nessuno di loro poteva vantarsi di essersi scopato una donna più puttana di quella.
Ma tutto questo lasciava indifferente Simona, l’amore? gli bastava quello del marito, dagli altri uomini voleva solo il cazzo duro, che la scopavano e inculavano senza tenerezza, la dolcezza del marito era più che sufficiente , anche lei usava gli uomini per il suo piacere e poi tornava soddisfatta e piena di sborra a casa dal marito e dai figli.
Nel mezzo pubblico, le persone erano divise tra quelli che si erano lasciati andare e facevano sesso, e gli altri che guardavano schifati e che trovavano inconcepibile che sconosciuti s’accoppiavano davanti a tutti senza pudore.
Un’ altra abbondante dose di sperma, saturò le parti intime di Simona, un uomo si stava masturbando mentre la trucida veniva schiacciata tra due corpi vogliosi, stava per venire, prese Simona per la testa e la costrinse ad inchinarsi, menandosi il cazzo follemente, sborrò come un toro lordandogli la faccia ; un tizio di indole timidissima aveva combattuto con s’è stesso ma non era riuscito a vincere le sue paure, ma adesso con la troia piegata davanti a lui, con il culo scoperto e le labbra della fica, scostate, tirò un profondo respiro e infilò il cazzo nella fregna della troia che continuava a farsi sborrare in faccia, il timido felice sia per averla vinta la sua maledetta timidezza, ma sopratutto perchè stava chiavando quella splendida cavalla, menava colpi di cazzo abbrancato alla schiena di Simona, troppo calda e bagnata quella fregna per poter resistere a lungo, l’uomo aggiunse il suo contributo di sperma nella fregna gia satura di Simona, appena finito di scaricarsi in fregna l’uomo si tolse. Simona con la faccia ricoperta di sborra, cercò di divincolarsi da quelle mani che gli entravano dentro, che gli strizzavano il seno, quei cazzi che continuavano a sparargli contro appiccicosa sborra.- Dov’è mio figlio? vi prego ditemi dov’è il mio bambino.- Passato il lungo momento di follia la sporca madre cercava disperatamente il figlio, mentre tutta sporca di sperma con i capelli scapigliati, e le abbondanti tette che gli sballonzolavano fuori dal vestito, la trucida ritrovò il figlio. La signora che l’aveva amorevolmente tenuto lontano dal luogo dove la madre sfogava le sue indecenti voglie, guardandola disgustata gli disse. – Datti una sistemata zoccola, non farti vedere così da questa creatura.- E gli passò un fazzoletto.
Mentre Simona si asciugava la faccia, e rimetteva il seno dentro la scollatura, un uomo ne approfittava per sditalinargli il buco del culo, lei lo msentì appena tanto c’è l’aveva sfondato e addormentato per il troppo uso che ne aveva fatto in quella mattinata folle , il bus rallentò per fare la fermata, l’uomo spinse due dita fino alle nocche nel culo pieno di sborra della troia che gemette aprendo la bocca, la porta centrale del mezzo pubblico s’aprirono. Simona prese il figlio per un braccio e scese, in strada guardò l’autobus ripartire, l’ultimo che gli aveva infilato le dita in culo la guardava dal finestrino odorandosele .
Simona si specchiò in una vetrina, era in condizioni pietose, non poteva portare il figlio a scuola, le maestre avrebbero capito che si era fatta sbattere come un tappeto.
Cosi decise di tornare a casa, per la gioia del figlio: Di prendere un altro autobus non s’è ne parlava proprio. Simona optò per un taxi. Seduta dietro con il figlio; Simona  si rilassò, l’autista la guardava dallo specchietto, la donna sembrava passata dentro un frullatore, arrivati sotto casa, l’autista attese di essere pagato, Simona prese la borsetta, cercò il borsellino, ma non lo trovò, nell’orgia indecente mentre altri l’inculavano qualcuno gli aveva inculato il borsellino, la troia non s’era vergognata a farsi fare di tutto nell’autobus affollato, ma adesso guardava l’autista imbarazzata. – Mi dispiace ma mi hanno derubata.- Si giustificò.
L’autista fece scivolare lo sguardo dentro la scollatura.- Cara signora c’è un altro modo per pagarmi la corsa, dica a suo figlio di risalire.
Il taxi ripartì e si fermò di nuovo in una strada appartata, di fianco a un bel prato verde, dove al centro c’erano delle giostre.
Il tassinaro disse.- Ti va di giocare un pò con quelle giostre?
Il bambino ovviamente disse di si, scese dall’auto e andò di corsa a divertirsi.
– Puoi passare davanti.- Disse alla madre.
Simona sorrise, gli uomini decisi come quel tassinaro gli piacevano, a nonostante colasse di sborra, scese dall’auto e sali davanti, l’autista si era gia tirato fuori l’uccello. Simona s’inchinò e lo prese in bocca, fece all’uomo uno strepitoso pompino che si concluse con l’ingoio. – Adesso siamo pari.- Disse  la bocchinara rialzando la testa, ma continuando a tenere in mano il cazzo viscido di saliva. Guardando il tassinaro negli occhi aggiunse.- Vuoi anche  la mancia ? che n’è dici della mia fregna.- Così dicendo la trucida si alzò il vestito sopra le coscie mostrandogliela, bella, pelosa, come sempre eccitata e piena di sborra.
Simona s’accorse anche che non aveva più le mutande, in quel girone infernale in cui si era trasformato l’autobus, come con il borsellino non si era accorta che qualcuno gliel’aveva sfilate.
Il tassinaro commentò, quasi incredulo.- Oggi dev’essere il mio giorno fortunato.- Tirò la levetta per sbracare il sedile, Simona sdraiata allargò le gambe, l’uomo di nuovo a cazzo dritto, grazie a quel morbido corpo sdraiato e disponibile, gli montò sopra e la scopò con vigore, facendo scuotere Simona nell’ennesimo porco orgasmo della mattinata.
Dopo che l’autista scopandola a lungo s’era sciolto nell’orgasmo, la trucida chiamò il figlio. Simona non vedeva l’ora di tornare a casa per farsi una doccia, aveva perso il conto delle sborrate che aveva dentro e addosso, e di quanto sperma aveva ingoiato, ma sentiva il corpo appiccicoso prudergli dalla testa ai piedi.

FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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