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L’officina

Qualche giorno fa ho lasciato in officina la mia auto per un controllo; quando mi hanno chiamato che era pronta sono andato per restituire l’auto di cortesia e riprendermi la mia.
Arrivai quando l’officina stava per chiudere e tutti i meccanici stavano andandosene: cercai il titolare, ma mi dissero che era fuori che provava una vettura e che potevo accomodarmi in ufficio e aspettarlo lì.
Così andai nel suo ufficio e mi accomodai sulla poltrona: nel frattempo arrivò la sua segretaria, una bellissima donna sui quaranta ma nonostante ciò ancora molto figa.
Era estate per cui portava una gonna sopra il ginocchio e una camicetta di seta che lasciava intravedere il reggiseno che a malapena tratteneva due magnifiche tette di donna matura; aveva anche un paio di gambe abbronzate mozzafiato e portava un paio di sandali con il tacco a spillo molto sexy.
Entrò nell’ufficio salutando e dicendomi che doveva prendere dei documenti e che il proprietario sarebbe arrivato a breve.
Si diresse verso la libreria per cercare i documenti che doveva prendere: nel frattempo, senza che se ne accorgesse, le cadde un foglio e io approfittai subito dell’occasione per vedere da vicino quelle stupende gambe: mi chinai e iniziai a scorrere con lo sguardo dai piedi sino alle cosce mentre mi sentivo il membro gonfiarsi.
La gonna era trasparente sicchè lasciava chiaramente intravedere un paio di mutandine bianche.
Lei si accorse che la stavo guardando ma non si scompose, anzi si chinò piano piano cosicché io potessi ammirarle meglio la biancheria intima: erano un paio di mutandine bianche molto sexy, quelle con una sottile striscia di tessuto che copre la fica e il buco del culo per poi scomparire tra le natiche.
A quel punto lei scoprì le sue carte, si girò dicendomi:
“Guardi che se vuole posso offrirle una visuale migliore… “.
Io ero un po’ imbarazzato ma lei era troppo eccitata dalla situazione e mi spinse sulla poltrona mettendosi in braccio a me.
A quel punto le sollevai la gonna e cominciai a massaggiarle le chiappe: lei mugolò
“Ti prego toccami in mezzo alle gambe, dai!!! “.
Eccitato , non aspettai un attimo e le abbassai le mutandine per poi iniziare a toccarle vigorosamente il sesso: in pochi istanti la porca si bagnò venendo copiosamente nelle mie mani.
Intanto attirato dal suo profumo avevo iniziato a sfregarmi contro le sue tette: lei capì le mie intenzioni e si tolse subito la camicetta e mi mostrò i suoi seni.
Erano molto grossi ma al tempo stesso eccezionalmente sodi tanto che mi prodigai in un massaggio che animò subito i suoi capezzoli.
A quel punto non ce la facevo più, mi sbottonai i pantaloni e feci uscire allo scoperto il mio uccello: lei si alzò estasiata e andò vicino alla scrivania appoggiando una gamba sulla sedia e mostrando le sue parti intime.
“Sfondami tutta!!! ” mi disse e io avvicinatomi a lei le spinsi il cazzo vigorosamente dentro facendola gridare di piacere; quindi iniziai a spingere con molta forza.
Era meraviglioso e aveva un profumo che mi eccitava da morire mentre le spingevo il mio membro dentro e con una mano accarezzavo le sue coscie.
In pochi minuti sentii che stavo venendo e lei lo capii tanto che li lasciò uscire e si mise in ginocchio davanti a me per accogliere nella sua bocca il mio seme, che sgorgò copioso dalla cappella.
Succhiò il mio uccello con molta voluttà poi mi chiese di prenderle le mutandine: le porsi il capo di biancheria intima e lei se lo sfregò tra le gambe, me lo diede e se ne andò chiudendo la porta dell’ufficio.
Mi rivestii e mi risedetti sulla poltrona annusando il dolce profumo che veniva dagli slip.
Inutile dire che quell’officina è diventata da quel giorno la mia officina di fiducia grazie ad un servizio di assistenza clienti molto efficiente. FINE

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