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Metrò

Presi la metro al volo, a Laurentina, e mi fiondai sull’unico posto libero, di fronte alle porte. Mentre mi sistemavo sul sedile notai parecchi sguardi dei miei vicini di posto o in piedi che convergevano in un unica direzione, proprio di fronte a me.
Così la notai anche io; bionda, leggeva un libro di Camilleri; di viso non era bellissima, ma i capelli erano molto belli e soprattutto aveva un bel paio di gambe, messe in risalto da un paio di calze fittamente decorate che le ponevano al centro dell’attenzione maschile e non solo.
Il fatto che quelle gambe fossero accavallate, e che la gonna arrivasse a malapena al ginocchio rendeva ancora più interessante la situazione.
Mi ritrovai così a sbriciarle tra le cosce; non si vedeva nulla in verità, ma si poteva immaginare parecchio; strusciò una gamba sull’altra per un momento.
Il cazzo mi si indurì all’istante e si drizzò quasi volendo forzare la patta dei pantaloni. Mi dava fastidio, così istintivamente me lo aggiustai con la mano da sopra i calzoni. In quel momento lei alzò gli occhi, notò il movimento…
Divenni, credo, di ogni colore, ma lei mi sorrise e, riabbassati gli occhi, riprese a leggere; però iniziò a muoversi; lentamente abbassò una gamba e la accosto all’altra, poi le lascio leggermente divaricate; con un gesto rapidissimo, che solo io forse feci in tempo a notare, abbassò il libro, e si toccò rapidamente lì in mezzo con un dito; feci in tempo a notare un baluginio, come di qualcosa che splendeva…
La mia eccitazione arrivò alle stelle; sentii che la punta del pene era bagnata, notai una macchiolina sui calzoni, feci in modo che la vedesse anche lei.
A Termini, prima della fermata, mi lanciò un altro rapido sguardo, poi si alzò ed io a ruota la seguii.
‘Vienì, mi disse, ed assieme ci avvicinammo alle toilettes, tutte belle nuove, aperte da poco sotto la stazione.
Rapidamente ci infilammo nella prima che trovammo libera, nel bagno degli uomini; aveva tanta voglia quanta ne avevo io, mi si gettò addosso e mi sfilò i calzoni e le mutande assieme, prese in mano c stringendolo il membro ed iniziò a leccarlo, sul glande, sull’asta, mi baciò i testicoli, li prese uno ad uno nella bocca, mentre con la mano mi spompinava.
Poi si alzò in piedi, sempre tenendolo ben stretto in mano, e mi condusse la mano sotto la gonna…
Non portava mutande, e la mia mano uscì fuori da quella breve visita bagnata come non mai; mi spinse sul water e se lo infilò tutto dentro, non senza sforzo; la sua fighetta era stretta e pulsante, ed il suo amichetto aveva bisogno di spazio per starci bene…
Gli ci vollero due o tre gemiti per assestarselo bene dentro; poi mi rialzai, la appoggiai con la schiena al muro, tenendole sollevata una coscia, ed iniziai a sbatterla con tutta la voglia che mi aveva messo addosso; nel frattempo la baciavo furiosamente, sulla bocca e su quella porzione di seno che sporgeva dalla scollatura… lei riuscì ad infilarmi un dito in culo; scattai verso di lei e le venni dentro; ma non uscii finchè anche lei non fu soddisfatta ed esausta…
Ci rivestimmo ed uscimmo insieme, fino all’imbocco del corridoio per la metro A; io verso Battistini, lei nel verso opposto. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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