Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Occasionali / Prima classe
copertina racconto erotico

Prima classe

Sarà di certo capitato anche a voi di prendere un treno da soli e sedersi al primo posto libero che incontrate chiedendovi spesso chi possa essere le persone che si siedono accanto o davanti. Ecco è quello che mi è successo esattamente Sabato 23. Stavo tornando a casa, da dove ero stato assente un mese per motivi universitari, ed ero giunto in ritardo in stazione ma riuscii a prendere al volo il primo diretto. Una volta sul treno di posti liberi all’inizio non ne trovavo ma per fortuna riuscii a trovare un posto proprio nell’ultimo vagone e mi reputai pure molto soddisfatto perché davanti a me sedeva una ragazza molto carina e pure quella accanto a me non ero messo male. Purtroppo pero con loro c’era il ragazzo della biondina. Ma pensai che almeno dovendo affrontare un viaggi di 3 ore avevo una vista almeno gradevole. Trovavo quel viaggio molto noioso e per passare il tempo fantasticavo sulle due ragazze. Però ora è forse meglio che ve li descriva in modo che voi comprendiate cosa intendo con belle ragazze. Allora la biondina che stava davanti a me si chiamava Miriam, da come avevo capito dai discorsi che si facevano tra loro, non era molto alta pero era messa molto bene e da com’era vestita capii subito che si stava dirigendo ad una festa. Infatti, sotto l’enorme giaccone, che poi si tolse, praticamente non indossava nulla. Aveva una minigonna elasticizzata nera che le arrivava a mala pena sotto i suoi sodi glutei e ogni volta che accavallava le gambe potevo vedere nitidamente il suo slip nero trasparente, sopra aveva un top anche quel nero aderente che copriva, per cosi dire, il suo stupendo seno che, dalla mia poca esperienza, doveva essere una 3 abbondante; ma il viso era la cosa più bella di tutte occhi azzurri come una pietra preziosa capelli biondi fini lunghi fino alle spalle un sorriso stupendo e un nasino piccolino. La sua amica io la trovavo meno carina ma molto più sexy ed eccitante, doveva avere all’incirca 30 anni, aveva i capelli! rossi scuri e due occhi che spendevano come diamanti la sua bocca era carnosa e mi chiedevi tra me

“chissà come era brava a fare i pompini quella”. Ma al contrario di Miriam, Jessica questo era il suo nome, aveva un corpo esplosivo e a par mio lo sapeva coprire molto bene. Era vestita tutta di pelle nera aderente la gonna arrivava fino alle ginocchia aveva una giacchetta di pelle che teneva slacciata fino al seno e due stivali neri lunghi fino al ginocchio. Ma la cosa che mi attraeva più in lei era il fatto che aveva la pelle liscia e molto abbronzata Jessica era la più taciturna del viaggio molto probabilmente perché era la terza incomoda, infatti, Miriam e il suo ragazzo continuavano a intraprendere continue effusioni tra loro che culminarono quando decisero di mettersi addosso a mo di coperta il gran giaccone di Mirian. Io in pratica avevo il posto in prima fila e vedevo realmente quello che il suo ragazzo le stava facendo. Prima di tutto le allungo le mani sul suo seno sodo tastandolo molto voracemente; mentre lei sicuramente, dalla posizione che aveva assunto il suo braccio, aveva infilato la sua mano sinistra all’interno dei suoi pantaloni. Dopo un po’ vidi che la mano di lui si pose sopra la coscia di Miriam e piano a piano s’intromise nella sua figa una volta li incomincio a masturbarla per benino e si vedeva chiaramente che incominciava a bagnarsi. Dal mio canto il mio pene iniziava a dare segni di vita e non riuscivo più a trattenerlo all’interno dei miei pantaloni. Ora le soluzioni erano due o rimanevo lì e cercavo di nascondere la mia erezione nel modo più efficace possibile, cosa molto imbarazzante, oppure dirigermi verso il bagno o verso il corridoio per calmarmi un attimo. Scelsi la seconda opzione perché la trovavo la più efficace e la meno imbarazzante allora mi alzai. E in quel momento mi accorsi di certi strani sguardi tra le due ragazze. In un primo momento Miriam guardo in direzione della mia erezione poi con un sorrisino si volse verso Jessica e fece uno strano gesto col il viso che non capii bene e tutte e due sorrisero. Una volta in bagno mi affrettai a sbottonare i miei pantaloni, ora ammetto di non avere un pene esagerato, però appena lo tolsi dalle mutante mi sentii molto sollevato in tutti i sensi. Dato che ero gia in bagno decisi di approfittare della situazione ma all’improvviso sentii bussare la porta e una voce femminile che disse

“dai fammi entrare per favore”. Incuriosito aprii la porta del bagno e vidi Jessica davanti a me, non ebbi tempo di capire cosa volesse che mi spinse all’interno del bagno ed entro chiudendo la porta dietro di se. E li successe una cosa straordinaria, prima si sbottono del tutto il giubbino mostrandomi la sua 4 di seno meravigliosa e soda e poi dicendomi, osservando il mio pene che avevo dimenticato di rimettere a posto:

“vuoi usare tutto quel ben di dio solo per te”. Già io ero eccitato da morire ma quella frase me lo fece drizzare al suo massimo; lei si chino verso di me sbattendomi il suo seno sulla faccia e io in quel momento lo leccai tutto poi si abbasso sopra il mio pene e incomincio a leccarmi le palle molto voracemente e ! poi passo alla mia cappella leccandomela molto dolcemente e nello stesso tempo masturbandomi il tronco del pene con una mano. Stavo quasi per venire ma lei accorgendosi di ciò si rialzo lasciandomi lì con un cazzo che stava per scoppiare tra le mani, si alzò la gonna e indovinate un po’ sotto non aveva le mutandine. Mi ficco proprio la sua figa nella mia bocca allora io gli è la leccai. Una volta che era bagnatissima si mise il mio cazzo dentro di se e godendo come una matta mi disse

“dai vienimi pure dentro tanto prendo la pillola” non mi feci pregare due volte e con un passo veloce gli venni dentro quasi contemporaneamente con lei. Una volta che ci siamo rimessi a posto, ci dirigemmo verso il nostro posto e con mia gran sorpresa trovai Miriam che, approfittando del fatto che il vagone si era svuotato stava facendo una pompino al suo ragazzo. Noi ci sedemmo davanti a loro. Jessica, non ancora sazia, continuava a massaggiarmi il pene appoggiando la sua mano sopra i miei pantaloni, non so per quale motivo forse per l’eccitazione a vedere la sua amica all’opera. Una volta terminato il calippo lei si alzò e con fare ironico di chiese

“tutto bene? ” Jessica rispose subito

“certo è stato molto eccitante” io invece non sapevo cosa rispondere. Dato che oramai ci eravamo conosciuti mi invitarono con loro alla festa ed io accettai molto probabilmente pensando all’orgasmo che avevo avuto prima. Una volta giunti nel luogo capii che doveva trattarsi di una festa a sfondo sessuale da come tutti erano conciati e mi buttai nella mischia. Sentivo addosso di me ogni genere di mani e io non disdegnavo ogni tanto di allungare le mie verso dei bei sederi e delle belle tette. Un certo punto mi si avvicino Miriam che mi chiese se avevo visto il suo ragazzo e Jessica allora i gli risposi di aver visto lui che andava in bagno. Dato che lei non poteva entrare nel magno maschile l’accompagnai io entrai e dato che non c’era nessuno la feci entrare. Una volta li scoprimmo, ! all’interno di un scomparto, il suo ragazzo che si stava facendo un pompino da Jessica. Allora tutta arrabbiata Miriam grido

“a è cosi allora io mi faccio lui alla faccia vostra” e mi prese per il braccio e mi porto nel bagno vicino. Una volta lì io dissi che forse non era il caso ma lei mi sussurrò all’orecchio

“non farci a caso a quello che ho detto è da quando ti ho visto che volevo il tuo cazzo” dopo aver detto questo mi sbottono i pantaloni e me lo succhio vivacemente facendolo tirare nel giro di un secondo. Una volta compiuto il suo scopo si tolse il top mostrando il suo bel seno e si alzo la minigonna e si volto mi dissi

“caro ora tocca a te” non mi feci pregare due volte gli misi una mano tra le gambe e inizia a sentire i suoi umori che uscivano poi le abbassai le mutandine e leccai vivacemente il clito una volta che la vidi eccitata gli sputai sul puco del culo e inizia a prenotarla proprio lì lei mi disse

“dai stronzo continua mai nessuno mi aveva sfondato il cu! lo” perché farsi pregare la presi dal dietro allungando le mano sulle sue tette sode e continuai a prenotarla lì poi stanco lo tolsi e lo infilai nella sua figa che era gia tutta rossa grazie alla sua mano. La penetrai molto violentemente dovreste sentire che gemiti lei mi toccava anche le balle. Quando ero sul punto di venire mi sfilo il cazzo e me lo masturbo bene inghiottendo poi tutta la mia sborra. Alla fine lei si rivesti e si diresse verso il suo ragazzo a modo di gattina facendo le fusa. Non sapendo più che fare riaccompagnai a casa Jessica e lei mi disse

“non prendertela fanno sempre così” gli piace giocare. Arrivati sulla porta mi mise la lingua in bocca mi diede il suo numero telefonico e mi disse senti quando vuoi fare una bella scopata chiamami. Non so se lo rifarò dato che anch’io avrei una dolce ragazza accanto ma sicuramente non mi sono mai eccitato cosi tanto come quella sera. FINE

About racconti hard

Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

Leggi anche

copertina racconto erotico

La signora tedesca

Era la prima estate che passavo a lavorare. Dall’inizio di luglio fino alla fine di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.