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Un viaggio interessante

Luglio scorso la ditta dove lavoro organizzò un viaggio di studio e lavoro presso la casa madre svedese.
Il programma era allettante; dieci giorni in Svezia coi colleghi e senza le rispettive mogli.. !
Il capoufficio ci spiegò tutto: arrivati all’aeroporto di Stoccolma saremmo stati subito trasportati in uno dei migliori alberghi della capitale.
Gli unici impegni che avremmo avuto sarebbero stati i corsi di aggiornamento e le visite alla sede centrale della ditta durante le mattinate.
I pomeriggi e le serate erano a nostra completa disposizione e io, anche se sono un timido, sognavo e speravo già di impiegarle nel migliore dei modi.. .
Sapevo da amici, da films e riviste che le svedesi, da qualsiasi parte le prendi, sanno essere delle grandi porche.
Era un mese che mi preparavo per quel viaggio, andai persino a comprarmi un paio di mutandoni lunghi fino alla caviglia e per di più di lana: temevo che, lassù in Svezia, nonostante la stagione estiva facesse comunque un gran freddo e ci tenevo a tenere riparati ed in gran forma gli strumenti del mestiere.
L’unica difficoltà fu quella di convincere mia moglie che mi voleva accompagnare a tutti i costi.
Superai anche quest’ultimo scoglio e venne finalmente il giorno della tanto sospirata partenza. Il viaggio da Napoli a Stoccolma fu comodo e rapido.
Già sull’aereo, delle linee svedesi, mi trovai per tutto il viaggio davanti al naso, le chiappe da giumenta di una Hostess che non la finiva più di sculettarmi davanti e di mostrarmi le grandi e splendide zinne ogni volta che mi versava da bere inchinandosi verso di me.
Volevo ficcarle una mano tra le cosce da quanto mi sembrava disponibile con quelle sue moine da porca, ma cercai di resistere per evitare brutte figure, così rimasi con la voglia.. . ma non per molto!
Arrivati all’albergo ci dissero che potevamo usare la piscina coperta e riscaldata tutte le volte che volevamo.
Fu allora che mi accorsi di non essermi portato il costume da bagno, e questa si rivelò la mia più grande fortuna!
Entrai in un negozio e mi accolse una giovanissima commessa con lo sguardo innocente e da baldracca che mi fa arrapare.
Non conoscendo la lingua, cercai di farmi capire come potevo, spesso riccorrendo a gesti, ma lei non capiva cosa mi occorreva, così infilai una mano fra la camicia che portavo e i pantaloni per tirare fuori un lembo delle mie mutande e fargliele vedere.
Lei vedendomi infilare una mano dentro i pantaloni, si mise a ridere coprendo il suo sorriso con una mano, quasi per nascondere le sue labbra, poi mi disse: (OK OK. )
Mi fece cenno di seguirla, mi portò in un camerino e mi tolse i pantaloni iniziando a massaggiarmi la nerchia.
Ma che cavolo aveva capito questa? ? ?
Ero imbarazzato ma le sue mani presto si infilarono sotto le mie mutande e come se nulla fosse, mi sfilò fuori il cazzo.
Avevo già il sangue al cervello.. . lei si inginocchiò davanti a me e cominciò ciucciarmi la cappella mentre con la mano mi accarezzava tra i coglioni e il buco del culo. Una vera maestra!
La sua lingua calda saliva e scendeva lungo la mia asta turgida.
Le sue labbra stringevano morbidamente e con foga il mio bastone e quando arrivò a infilarselo tutto in bocca, fino alla gola, la sentii gemere come una vera maiala.
Mentre continuava questo fantastico golino, mi guardava, lanciandomi occhiate da porca.
Si divertiva a insalivarmi tutta la cappella e allontanandosi con la bocca, cercava di lasciare un filo di saliva fra le sue labbra e il mio uccello come fosse stata una splendida schizzata di sperma.
Mi spogliò e cominciò a leccarmi tra i glutei salendo piano piano fino a ciucciarmi i coglioni e riprese a leccarmelo infoiata dura.
Mi sdraiai su un tavolo e lei se lo ficcò dentro tutto a smorzacandela cominciando a muovere il culo mentre io le massaggiavo le tette e le ciucciavo i capezzoli titillandole il clitoride con l’altra mano.
Il mio cazzo si era ingrossato fino a scoppiare mentre la sua fregna bionda sembrava un torrente in piena.
Si dimenava su e giù e affondava la mia asta fino alle palle cercando di infilarsi tutto quello che riusciva.
Ansimava come una porca, sentivo le sue labbra avvolgermi le palle da quanto se lo spingeva dentro.
Appena mi venne l’idea di infilargli un dito nel culo, mentre ancora mi stantuffava come una dannata, fece un gemito talmente intenso che capii che stava venendo.
Si sollevò dal mio cazzo, solo pochi centimetri dividevano la sua fregna dalla mia cappella ancora bella gonfia e con una mano, cominciò a sgrillettarsi mentre gemeva come una porca.
Osservavo quello che faceva ma non capivo perchè si era staccata dal mio cazzo proprio nel più bello, ma ben presto ci arrivai.
Stava sborrando, dalla sua fregna uscì una sborrata che sembrava non finire più.
La fece cadere tutta sulla mia cappella e ben presto mi ritrovai tutta la nerchia piena del suo sperma mentre ancora si sgrillettava ansimando.
Quando anche l’ultima goccia di quella piacevole cascata cessò, si gettò sul mio cazzo con la bocca aperta e, avida del suo stesso sperma, lo leccò tutto ripulendomi completamente con la lingua, ogni umore che le era uscito.
A quella visione e a quella nuova ciucciata, non resistetti e gli sborrai in gola, proprio mentre finiva di ciucciarmi la cappella.
Avvolse il mio cazzo e cominciò a risucchiare con talmente tanta foga, che temevo si staccasse la cappella.
Poi riaprì le labbra, fece ricadere tutto il mio sperma che tratteneva in bocca, sul mio cazzo, per ricominciare subito dopo a ripulirmelo con la sua abile lingua.
Fece questa manovra almeno 4 volte, sembrava la divertisse, raccogliere il mio sperma e rimbrattarmi l’uccello per ringhiottirselo nuovamente e rimbrattarmelo ancora e mentre faceva questo, mi guardava negli occhi e mi sorrideva, poi, finalmente lo bevve tutto senza lasciare nessuna traccia.
Ero sconvolto, mai nessuna mi aveva ciucciato in quel modo la minchia per non parlare della sua sborrata.. .
Rimasi sdraiato per qualche minuto ancora estasiato da quello che era successo, mentre la guardavo che si rivestiva, poi si avvicinò a me, mi aiutò a scendere dal tavolo e mi rivestì.
Mi riaccompagnò all’ingresso del negozio e dopo un bacio mi aprì la porta d’ingresso e con un cenno di mano, mi salutò.
Uscii, ritornai in albergo ancora sconvolto da quella storia.
Non ero riuscito a comprare il costume, ma in quel momento non era certo al costume che pensavo.
L’indomani ritornai in quel negozio sempre con la scusa del costume da comprare, ma lei non c’era. Una signora anziana serviva al suo posto.
Comprai quel costume, ma uscii dal negozio deluso.
Questa volta, non era il costume che mi interessava.
Nei giorni che seguirono, tornai più volte sempre in quel negozio, ma uscii sempre da li con un costume diverso senza più rivederla. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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