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Il bacio di Klimt

Donna esperta, in ambiente riservato, riceve solo per appuntamento tel. 0xxxxxxxxx

Miranda osserva la sua inserzione sul giornale.
“Forse è ora di cambiare annuncio, devo trovare qualcosa di nuovo”.

Seduta in cucina aspetta che il caffc sia pronto, il cellulare appoggiato sul tavolo
squilla.
Miranda non risponde, “Oggi non lavoro”, allontana da sé il piatto con le bucce della mela.

Ha 46 anni e una clientela ormai affezionata.
La caffettiera borbotta annunciando la fine del suo lavoro.
Il cellulare squilla ancora.
Sorseggia il caffc e si accende una sigaretta, dalla finestra arrivano folate di vento che sembrano annunciare l’arrivo di un temporale.
Si alza, il cellulare suona ancora, con gesto automatico, risponde.
“Buongiorno ho letto il suo annuncio sul giornale, volevo sapere se è libera”.
“No guardi oggi non lavoro, le do il numero di una mia amica che Le farr un ottimo
servizio”.
“Peccato perché sono proprio sotto casa sua”.
Miranda ha un attimo di esitazione.
“Allora va bene, venga tra dieci minuti”.
Chiude il cellulare, non avrebbe dovuto rispondere, e in ogni caso non doveva accettare di farlo venire.
La camera in cui riceve i clienti è in disordine, “Dovrn riceverlo in camera mia”.
Si sposta in corridoio e si ferma di fronte allo specchio.
Bionda coi capelli lisci a caschetto, gli occhi verdi senza trucco, i denti bianchi splendenti, la pelle morbida, indossa una maglietta scollata che mette in evidenza un seno rigoglioso e un paio di pantaloni aderenti che coprono evidenziando le sue forme..
Si dr solo un ritocco col rossetto sulle labbra, “Non ho tempo per altro”.
Sente lo squillo del citofono, “Salga 3 piano interno B”.
Da quando il figlio è andato a vivere da solo Miranda riceve a casa.
Ha lasciato il mini appartamento che gli serviva solo per ricevere i clienti, era diventata una spesa inutile.
Nel palazzo dove vive tutti sanno il lavoro che svolge, ma non ha mai avuto lamentele Miranda riceve solo di giorno e i suoi clienti sono tutte persone rispettabili.
Ormai sono 15 anni che vive cose, ricorda che comincin quasi per caso.
Una collega d’ufficio Le chiese di uscire con lei a cena per tenere compagnia a dei visitatori.
Trovn la baby sitter per il bambino e si presentn all’appuntamento.
Il visitatore da accompagnare era un imprenditore giovane e simpatico.
Ci andn a letto senza porsi alcun problema, prima di riaccompagnarla a casa Le diede per la serata piu di quello che prendeva in un mese di stipendio.
In seguito ci furono altre serate cose, sempre piu ravvicinate.
Era molto richiesta e la pagavano bene.
Decise di iniziare a lavorare in appartamento, all’inizio solo per mezza giornata poi per tutto il giorno.
Al mattino accompagnava sempre il bambino e poi si recava all’appartamento.
Al pomeriggio andava a prendere il figlio e insieme tornavano a casa.
Lavorava solo in orario d’ufficio non voleva che suo figlio soffrisse per la sua assenza.
Ora il figlio è in America da un paio d’anni.

Miranda apre la porta dell’appartamento e il suo sguardo si raggeln.
L’uomo sorrise, vestito in giacca e cravatta, i capelli e la barba grigi, gli occhi di un azzurro intenso, le labbra rosso vivo, il corpo asciutto, in mano teneva una vecchia borsa.
Lei lo guardn per un lungo attimo, come sospesa, senza dire nulla, “Prego si accomodi, al telefono non Le ho detto che la mia tariffa è di L. 300. 000”.
L’uomo con movimento lento estrasse dal portafoglio il denaro e lo allungn verso di Lei.

“Venga qui c’c il bagno” l’uomo appoggin la borsa a terra e entrn.
Miranda si spostn in camera, sollevn il lenzuolo dal letto, socchiuse gli scuri alla finestra, accese lo stereo con una cassetta di Stevie Wonder.
“Non pun essere lui” pensn.
Sente cessare il rumore dell’acqua nel bagno, l’uomo ricomparve sulla porta della camera con la giacca in mano e senza cravatta.
La camicia azzurra risaltava ancora di piu la profonditr dei suoi occhi.
L’uomo appoggin la giacca su una sedia e inizin lentamente a spogliarsi, quando tolse i bermuda, Miranda vide la lunga cicatrice che partiva dall’inguine risalendo lungo il fianco.
“Era lui”, sente un brivido scuoterla.
Non poteva riconoscerla, i suoi capelli adesso erano biondi platino, il naso grazie al chirurgo era stato ridotto, i denti rifatti. erano bianchi, splendenti, il corpo si era allargato nonostante continuasse ad andare in palestra per tenersi in forma, no non poteva riconoscerla.
Vide che la guardava con un sorriso malinconico, con un gesto rapido si tolse la
maglietta i pantaloni e gli slip.
Lo fece sdraiare sul letto e si sdrain al suo fianco.
L’uomo comincin ad accarezzarle il seno con movimenti lenti, quasi timorosi, Miranda dal comodino estrasse un preservativo e con movimenti precisi glie lo infiln.
L’uomo non parlava, sembrava come se fosse uno spettatore in quella stanza, Miranda sale a cavalcioni sopra di lui e comincin a muoversi col membro dentro di sé.
Avrebbe voluto che il rapporto finisse in fretta non voleva ricordare e riportare a galla quello che aveva condiviso con quell’uomo 20 anni prima.
Sentiva sulla schiena il vento che filtrava a folate dalla finestra socchiusa, intensificn il suo movimento, sentiva dentro di sé il membro fermo e solido quasi
insensibile al suo agitarsi, guardn l’uomo, sorrideva.

L’uomo disse “Sei bella”, sollevn le braccia e prendendola per le spalle la fece
abbassare su di se.
Ora Miranda ascoltava il respiro lento e affannoso dell’uomo, sentiva le carezze di lui sulla schiena, l’uomo inizin a muoversi dentro di lei, a Miranda parve di riconoscere l’alito col sapore da bambino.
L’uomo si muoveva lentamente tenendola abbracciata, Miranda smise di agitarsi, dalla finestra arrivarono in rapida successione a scuotere la calma il rumore assordante di un tuono e la luce nervosa di un lampo.
Tenendola abbracciata l’uomo si alzn, ora erano seduti immobili uno di fronte all’altro, per un attimo Lei provn il desiderio di baciarlo, lui la fece sdraiare, estrasse il membro e inizin a leccarla su tutto il corpo versando su di lei la sua saliva.
Lei sentiva i brividi su tutto il corpo, il buio stava avvolgendo la stanza e l’aria fresca che giungeva dalla finestra contribuiva a alimentare il suo disagio.
L’uomo rientrn dentro di lei alternando i movimenti prima lenti e poi ravvicinati, Miranda sentiva il desiderio di abbracciarlo e accarezzarlo.
Le chiese di girarsi, lui la prese quasi con rabbia con le mani aggrappate ai suoi grossi seni penzolanti, si fermn per un attimo, lo sente uscire, e lo sente il puntare sul suo didietro.
Avrebbe dovuto dirgli che cambiava la tariffa per quella prestazione, ma non lo fece, lo sente entrare dietro di sé con naturalezza, guardn davanti a sé, sul muro di fronte al letto c’era appeso un quadro, il bacio di Klimt , glielo aveva regalato lui 20 anni fa.
Nel vetro del quadro vide rispecchiati i loro visi, anche l’uomo la stava guardando in quel vetro, sentiva i movimenti farsi sempre piu frenetici, dalla finestra arrivn il suono secco di un tuono seguito da un lungo attimo di silenzio e dalla luce sprezzante di un fulmine.
Sente il respiro affannoso farsi sempre piu frequente, lo sente venire quasi con un lamento, il respiro soffocato, un attacco di tosse, il corpo abbandonato sopra al suo.
Il corpo dell’uomo ora era come riverso sul suo, ma non gli pesava, solo ora si accorse di quanto faticoso fosse il suo respiro.
L’uomo si spostn su un fianco e con un braccio l’attirn a sé, intrecciando i suoi piedi con quelli della donna.
Miranda si accorse che aveva iniziato a piovere, scrosci violenti d’acqua accompagnati ancora da tuoni e fulmini, sollevn il lenzuolo per coprirsi, il respiro dell’uomo era molto agitato e cose il suo battito, né fu preoccupata, poi pian piano l’uomo si calmn.
Il buio aveva avvolto la stanza, si udiva solo il rumore della pioggia che ora scendeva in maniera regolare e il suono leggero del loro respiro che procedeva in sintonia.
Lei lo guardn, il suo viso dopo il piacere sembrava sofferente come agitato da un antico dolore mai cancellato.
Lui apre gli occhi la guardn per un lungo attimo senza dire nulla, poi si alzn e andn in bagno.
Si riveste lentamente, Miranda lo accompagnn alla porta, seguendo il camminare quasi doloroso dell’uomo.
Sull’uscio l’uomo le disse “Addio Mira, mi ha fatto piacere vedere che hai tenuto la stampa del bacio di Klimt”, sollevn la mano, le diede una carezza e richiuse la porta dietro di sé.

La donna rimase come folgorata, la mano aggrappata alla maniglia, si accascin al pavimento singhiozzando.
Ritornando alla camera da letto si accorse della borsa lasciata all’entrata del bagno, la portn con sé in camera.
Dentro c’era un pezzo della loro storia, le lettere che lei gli aveva scritto, un album di fotografie e un dono che lei gli aveva restituito.
Guardn il bacio di Klimt, poi spense la luce e si mise ad ascoltare la pioggia che ora scendeva leggera in modo regolare.
Anche il suo viso ora ospitava delle tenere gocce che la bagnavano.
Il bacio di Klimt.

Donna esperta, in ambiente riservato, riceve solo per appuntamento tel. 0338 123456

Miranda osserva la sua inserzione sul giornale.
“Forse è ora di cambiare annuncio, devo trovare qualcosa di nuovo”.

Seduta in cucina aspetta che il caffè sia pronto, il cellulare appoggiato sul tavolo squilla.
Miranda non risponde, “Oggi non lavoro”, allontana da sé il piatto con le bucce della mela.

Ha 46 anni e una clientela ormai affezionata.
La caffettiera borbotta annunciando la fine del suo lavoro.
Il cellulare squilla ancora.
Sorseggia il caffè e si accende una sigaretta, dalla finestra arrivano folate di vento che sembrano annunciare l’arrivo di un temporale.
Si alza, il cellulare suona ancora, con gesto automatico, risponde.
“Buongiorno ho letto il suo annuncio sul giornale, volevo sapere se è libera”.
“No guardi oggi non lavoro, le do il numero di una mia amica che Le farà un ottimo servizio”.
“Peccato perché sono proprio sotto casa sua”.
Miranda ha un attimo di esitazione.
“Allora va bene, venga tra dieci minuti”.
Chiude il cellulare, non avrebbe dovuto rispondere, e in ogni caso non doveva accettare di farlo venire.
La camera in cui riceve i clienti è in disordine, “Dovrò riceverlo in camera mia”.
Si sposta in corridoio e si ferma di fronte allo specchio.
Bionda coi capelli lisci a caschetto, gli occhi verdi senza trucco, i denti bianchi splendenti, la pelle morbida, indossa una maglietta scollata che mette in evidenza un seno rigoglioso e un paio di pantaloni aderenti che coprono evidenziando le sue forme.
Si dà solo un ritocco col rossetto sulle labbra, “Non ho tempo per altro”.
Sente lo squillo del citofono, “Salga 3 piano interno B”.
Da quando il figlio è andato a vivere da solo Miranda riceve a casa.
Ha lasciato il mini appartamento che gli serviva solo per ricevere i clienti, era diventata una spesa inutile.
Nel palazzo dove vive tutti sanno il lavoro che svolge, ma non ha mai avuto lamentele
Miranda riceve solo di giorno e i suoi clienti sono tutte persone rispettabili.
Ormai sono 15 anni che vive così, ricorda che cominciò quasi per caso.
Una collega d’ufficio Le chiese di uscire con lei a cena per tenere compagnia a dei visitatori.
Trovò la baby sitter per il bambino e si presentò all’appuntamento.
Il visitatore da accompagnare era un imprenditore giovane e simpatico.
Ci andò a letto senza porsi alcun problema, prima di riaccompagnarla a casa Le diede per la serata più di quello che prendeva in un mese di stipendio.
In seguito ci furono altre serate così, sempre più ravvicinate.
Era molto richiesta e la pagavano bene.
Decise di iniziare a lavorare in appartamento, all’inizio solo per mezza giornata poi per tutto il giorno.
Al mattino accompagnava sempre il bambino e poi si recava all’appartamento.
Al pomeriggio andava a prendere il figlio e insieme tornavano a casa.
Lavorava solo in orario d’ufficio non voleva che suo figlio soffrisse per la sua assenza.
Ora il figlio è in America da un paio d’anni.

Miranda aprì la porta dell’appartamento e il suo sguardo si raggelò.
L’uomo sorrise, vestito in giacca e cravatta, i capelli e la barba grigi, gli occhi di un azzurro intenso, le labbra rosso vivo, il corpo asciutto, in mano teneva una vecchia borsa.
Lei lo guardò per un lungo attimo, come sospesa, senza dire nulla, “Prego si accomodi, al telefono non Le ho detto che la mia tariffa è di L. 300. 000”.
L’uomo con movimento lento estrasse dal portafoglio il denaro e lo allungò verso di Lei.

“Venga qui c’è il bagno” l’uomo appoggiò la borsa a terra e entrò.
Miranda si spostò in camera, sollevò il lenzuolo dal letto, socchiuse gli scuri alla finestra, accese lo stereo con una cassetta di Stevie Wonder.
“Non può essere lui” pensò.
Sentì cessare il rumore dell’acqua nel bagno, l’uomo ricomparve sulla porta della camera con la giacca in mano e senza cravatta.
La camicia azzurra risaltava ancora di più la profondità dei suoi occhi.
L’uomo appoggiò la giacca su una sedia e iniziò lentamente a spogliarsi, quando tolse i bermuda, Miranda vide la lunga cicatrice che partiva dall’inguine risalendo lungo il fianco.
“Era lui”, sentì un brivido scuoterla.
Non poteva riconoscerla, i suoi capelli adesso erano biondi platino, il naso grazie al chirurgo era stato ridotto, i denti rifatti. erano bianchi, splendenti, il corpo si era allargato nonostante continuasse ad andare in palestra per tenersi in forma, no non poteva riconoscerla.
Vide che la guardava con un sorriso malinconico, con un gesto rapido si tolse la maglietta i pantaloni e gli slip.
Lo fece sdraiare sul letto e si sdraiò al suo fianco.
L’uomo cominciò ad accarezzarle il seno con movimenti lenti, quasi timorosi, Miranda gli prese il cazzo in mano, dal comodino estrasse un preservativo e con movimenti precisi glielo infilò.
L’uomo non parlava, sembrava come se fosse uno spettatore in quella stanza, Miranda salì a cavalcioni sopra di lui e cominciò a muoversi col membro dentro di sé.
Avrebbe voluto che il rapporto finisse in fretta non voleva ricordare e riportare a galla quello che aveva condiviso con quell’uomo 20 anni prima.
Sentiva sulla schiena il vento che filtrava a folate dalla finestra socchiusa, intensificò il suo movimento, sentiva dentro di sé il membro fermo e solido quasi insensibile al suo agitarsi, guardò l’uomo, sorrideva.

L’uomo disse “Sei bella”, sollevò le braccia e prendendola per le spalle la fece abbassare su di se.
Ora Miranda ascoltava il respiro lento e affannoso dell’uomo, sentiva le carezze di lui sulla schiena, l’uomo iniziò a muoversi dentro di lei, a Miranda parve di riconoscere l’alito col sapore da bambino.
L’uomo si muoveva lentamente tenendola abbracciata, Miranda smise di agitarsi, dalla finestra arrivarono in rapida successione a scuotere la calma il rumore assordante di un tuono e la luce nervosa di un lampo.
Tenendola abbracciata l’uomo si alzò, ora erano seduti immobili uno di fronte all’altro, per un attimo Lei provò il desiderio di baciarlo, lui la fece sdraiare, estrasse il membro e iniziò a leccarla su tutto il corpo versando su di lei la sua saliva.
Lei sentiva i brividi su tutto il corpo, il buio stava avvolgendo la stanza e l’aria fresca che giungeva dalla finestra contribuiva a alimentare il suo disagio.
L’uomo rientrò dentro di lei alternando i movimenti prima lenti e poi ravvicinati, Miranda sentiva il desiderio di abbracciarlo e accarezzarlo.
Le chiese di girarsi di mettersi alla pecorina, lui la prese quasi con rabbia con le mani aggrappate ai suoi grossi seni penzolanti, si fermò per un attimo, lo sentì uscire, e sentì il cazzo puntato sul suo culo.
Avrebbe dovuto dirgli che cambiava la tariffa per quella prestazione, ma non lo fece, lo sentì entrare dietro di sé con naturalezza, guardò davanti a sé, sul muro di fronte al letto c’era appeso un quadro, il bacio di Klimt , glielo aveva regalato lui 20 anni fa.
Nel vetro del quadro vide rispecchiati i loro visi, anche l’uomo la stava guardando in quel vetro, sentiva i movimenti farsi sempre più frenetici, dalla finestra arrivò il suono secco di un tuono seguito da un lungo attimo di silenzio e dalla luce sprezzante di un fulmine.
Sentì il respiro affannoso farsi sempre più frequente, lo sentì venire quasi con un lamento, il respiro soffocato, un attacco di tosse, il corpo abbandonato sopra al suo.
Il corpo dell’uomo ora era come riverso sul suo, ma non gli pesava, solo ora si accorse di quanto faticoso fosse il suo respiro.
L’uomo si spostò su un fianco e con un braccio l’attirò a sé, intrecciando i suoi piedi con quelli della donna.
Miranda si accorse che aveva iniziato a piovere, scrosci violenti d’acqua accompagnati ancora da tuoni e fulmini, sollevò il lenzuolo per coprirsi, il respiro dell’uomo era molto agitato e così il suo battito, né fù preoccupata, poi pian piano l’uomo si calmò.
Il buio aveva avvolto la stanza, si udiva solo il rumore della pioggia che ora scendeva in maniera regolare e il suono leggero del loro respiro che procedeva in sintonia.
Lei lo guardò, il suo viso dopo il piacere sembrava sofferente come agitato da un antico dolore mai cancellato.
Lui aprì gli occhi la guardò per un lungo attimo senza dire nulla, poi si alzò e andò in bagno.
Si rivestì lentamente, Miranda lo accompagnò alla porta, seguendo il camminare quasi doloroso dell’uomo.
Sull’uscio l’uomo le disse “Addio Mire, mi ha fatto piacere vedere che hai tenuto la stampa del bacio di Klimt”, sollevò la mano, le diede una carezza e richiuse la porta dietro di sé.

La donna rimase come folgorata, la mano aggrappata alla maniglia, si accasciò al pavimento singhiozzando.
Ritornando alla camera da letto si accorse della borsa lasciata all’entrata del bagno, la portò con sé in camera.
Dentro c’era un pezzo della loro storia, le lettere che lei gli aveva scritto, un album di fotografie e un dono che lei gli aveva restituito.
Guardò il bacio di Klimt, poi spense la luce e si mise ad ascoltare la pioggia che ora scendeva leggera in modo regolare.
Anche il suo viso ora ospitava delle tenere gocce che la bagnavano. FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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