Addomesticando mia madre

Eravamo alle solite. Era una scena che vedevo abbastanza spesso. Tutta la sacra famiglia riunita a pranzo. Mio padre che pensava a questioni di lavoro.
Mia sorella minore che pestiferava tirandomi molliche di pane e altri oggetti vari. E soprattutto mia madre che rompeva a tutto spiano.
Si cominciava con la presentazione di piatti ignobili a base di cavolfiore, zucca, e vaccate del genere. Poi seguiva l’interrogatorio sull’Università, con il solito cazziatone : io non studiavo abbastanza, lei per avere me non aveva potuto proseguire gli studi, mia sorella che ai tempi suoi mica faceva tutto quello che fa adesso, che se mangiava così sarebbe diventata una mucca gravida e addio ragazzi, mio padre che era già arrivato a quel punto, che si era sposata giovane inutilmente e così via. Un fuoco continuo. Una mitraglia. E ogni giorno a pranzo era questo.

Mentre la nostra famiglia pranzava, mi sentivo molto irritato dall’intento apparentemente indefesso di mamma di sfottere qualsiasi persona le capitasse a tiro. Però….
Che si era sposata giovane era vero. Aveva poco meno di quaranta anni, ed aveva avuto me subito dopo sposata, a ventun anni.
La osservai mentre portava i piatti a tavola. Aveva i capelli rossi e gli occhi verdi, ed un naso aquilino che si intonava bene con gli zigomi alti e il taglio degli occhi. Quel giorno era vestita semplicemente con una maglietta nera semplice ed una gonna con un lungo spacco asimmetrico, e gli stivali le slanciavano i polpacci adorabili… però a pensarci bene aveva delle belle gambe… era un po’ robusta… però aveva un culo da favola… e i seni… due tettine alte sode che sarebbe state deliziose da mordicchiare…

“Ma cosa fai Giovanni ? ? ! ? mi ascolti o no quando parlo ? ! ? ! ? ” mi disse sedendosi a tavola. ” ecco nessuna mi ascolta mai quando parlo… “

“dai Elisa non esagerare” sbuffò mio padre stizzito ” non mi sembra il caso di scaldarsi così…. “

Sobbalzai, ma non per quello che mi stava dicendo, ma per quello che stavo pensando…. Dopo diciannove anni guardavo mia madre non come una mamma ma come una donna… una bella donna che qualsiasi maschio di sangue caldo non ci avrebbe pensato su due volte pur di stare in sua compagnia… e perché no… di infilarsi nelle sue mutande…
Ecco qual era il problema di mamma !!!! non scopava abbastanza !!!! per questo era sempre così nervosa e se la prendeva con tutti….. risi tra me e me mentre se la prendeva con Fede che si ingozzava come uno struzzo. Osservai mentre si portava al cibo alla bocca, pensando tra me e me…. forse un modo per calmare mamma c’era….

“d’altronde i nostri sono due bravi ragazzi, cara. Guarda come si comportano bene a scuola… “

Lei era seduta alla mia destra. Mi sporsi all’indietro e guardai sotto il tavolo, facendo attenzione al modo in cui era seduta. Poi mi sedetti mangiando normalmente, usando la forchetta con la mano sinistra mentre tenevo la mano destra sulla mia coscia.
Papà stava ancora parlando mentre scattai con la mano destra, infilandola sotto l’orlo della gonna di mamma e appoggiai il palmo sull’incavo delle sue mutandine, tutto in una frazione di secondo. Feci finta di niente mangiando come un angioletto. Mamma rimase senza fiato e strinse le cosce fino a chiuderle completamente, ma nessuno si accorse dell’accaduto.

” e poi non ci hanno mai dato alcun problema… sono proprio dei ragazzi a modo… non si può chiedere di più, non trovi amore ! ? ! “

Intrufolai gentilmente ma inesorabilmente la mano tra le gambe. Quando ci scambiammo lo sguardo, mi fece un’occhiataccia gelida. Mi limitai a sorridere e continuai la mia ricerca della sua topa.

Un minuto dopo mamma si arrese, rilassando le gambe. Non si aspettava che scostassi le mutandine e infilassi un dito fra le labbra genitali. Richiuse le gambe di nuovo stavolta più forte. Ma ciò non m’impedì di solleticarle la topina e di infilare il dito più a fondo. Quando si accorse che la sua resistenza era inutile, si rilassò. La vagina si stava bagnando……

Accidentalmente ma deliberatamente feci cadere il cucchiaino del dolce sotto il tavolo. Senza togliere la mano dalle mutandine di mia madre, spinsi indietro la sedia e mi accovacciai sotto il tavolo alla ricerca del cucchiaino. Mentre facevo finta di cercare infilai due dita nella fica di mamma e pompai vigorosamente. Mi accorsi che ce la stava mettendo tutta rimanere calma, da come fremeva.

“tutto bene Elisa ! ? ! mi sembra che stai tremando…. ” Chiese papà incuriosito.

“solo un brivido di freddo, caro, va tutto bene” rispose composta mia madre.

Raccolsi il cucchiaino e inserii delicatamente il manico nella vagina di mia madre, oramai abbondantemente bagnata. Appena sentì il contatto col metallo freddo, mamma richiuse le gambe, intrappolandoci dentro le mie mani. Alcuni secondi dopo si accorse che non c’era nessun motivo per bloccarmi le mani.

“Sei cieco Gio ! ? ! ” mi richiamò mia sorella “non riesci a trovarlo il cucchiaino ! ? ? ! “

“No… non lo trovo.. ” risposi rigirando il cucchiaino dentro la fessura di mamma ” non lo riesco a trovare da nessuna parte… “

Riemersi da sotto il tavolo e continuai a mangiare senza il cucchiaino. Feci in modo che mamma mi vide mentre mi leccavo le dita umide. Finito di mangiare me ne andai in camera mia.

Alcuni minuti dopo, mamma mi raggiunse in camera, chiudendosi la porta dietro di sé.

“Che diavolo pensavi di fare ! ? ! ? ” urlò arrabbiata.

“Cosa mamma” dissi mentre veniva verso di me, abbastanza contrariata.

“Non fare il cretino, Giovanni !! ” urlò.

Mamma si sedette sulla sedia vicino al letto e disse “vai avanti, sono tutta orecchie. “

“beh, ero frustrato e mi è venuto, così, in mente…. ” Dissi ” mi dispiace, non lo farò più. Lo caccerò fuori per te… “

Mi inginocchiai ai suoi piedi e attesi la sua risposta.

“Quello che hai fatto è assolutamente oltraggioso” mamma disse, girando la faccia ” non riesco a capire come hai osato a farlo. Poteva succedere un disastro se qualcuno s’accorgeva di quello che hai fatto…. “

“mamma ho calcolato ogni mossa che ho fatto” risposi “nessuno poteva sospettare di niente. Non volevo imbarazzare te o me di fronte agli altri…. “

“Almeno hai un po’ di buon senso… ” disse mia madre, sbuffando ed incrociando le braccia.

“Grazie, mamma” dissi “ora apri le gambe, rilassati e fammelo estrarre.. “

Mamma aprì timidamente le gambe. Le afferrai le ginocchia e le divaricai gentilmente.

“tienimi questo fori dagli impicci ” dissi, porgendole l’orlo della gonna.

Mentre reggeva l’orlo della gonna per esporre le mutandine, sapevo che mamma non stava pensando chiaramente e intendevo sfruttare al meglio la situazione. Le scostai le mutandine e rimirai la sua vagina rorida, con una rada peluria di peli castano-chiari. La parte concava del cucchiaino spuntava dalle labbra.

“mamma… la tua … vagina… è bellissima !!! ” esclamai.

“Giovanni !!! ” mamma mi fissò.

“vuoi che ti dica una bugia e ti dica che è orrenda ! ? ! ? ” chiesi alzando la testa.

“No, voglio che finisci al più presto. ” Disse mamma.

“Mamma, posso baciarti la topina ? ! ? ! ” le chiesi ” mi è piaciuto prima il suo sapore…. “

“Giovanni” mamma mi ammonì in un tono più gentile di prima.

“scusa mamma” dissi mentre spingevo il dito sul clitoride e tenevo la fine del cucchiaino con l’altra mano.

Rimase senza fiato. Rigirai il cucchiaino dentro di lei strofinando il clitoride gentilmente.

“Giovanni, cosa fai ! ? ! ? sei impazzito ? ! ? ! ” sobbalzò sulla sedia.

“mamma, non volevo farti male” dissi ” il cucchiaino è duro e la tua vagina è sensibile. Voglio che sia scivolosa abbastanza quando lo caccio fuori. “

Le strofinai il clitoride, non dandole il tempo di replicare. Rimase dapprima senza fiato e poi chiuse gli occhi, mormorando qualcosa. Iniziai a pompare il cucchiaino dolcemente dentro e fuori. Agitò il bacino inconsciamente. Nel momento in cui avevo estratto il cucchiaino dalla sua tana, era esausta. Mi tuffai tra le sue gambe e catturai il clitoride tra le mie labbra.

“Ehi, Giovanni, fermati !!! ” urlò “cosa stai facendo ! ? ! ? non permetto nemmeno tuo padre di farlo… me lo ha fatto solo una volta… “

Questo fu cosa disse giusto prima di afferrare la testa tra le mani e spingermi verso la vagina.

“Oddio…. è così bello…. ” Ansimò agitando la testa.

Mentre la mangiavo, inserii una poi due dita nella sua vagina umida e la pompai vigorosamente. Alcuni minuti dopo, quasi mi inzuppò la testa mentre veniva come non era mai venuta prima. Si contorse violentemente, perdendo il respiro, mentre la fessura schizzava copiosamente sulle mie dita.

Leccai i suoi succhi salati e massaggiai la vagina dolcemente fino a che non rinvenne urlando. Aveva il viso completamente bagnato dei suoi umori. La guardai ansante, ad occhi chiusi. La cura stava funzionando, dovevo agire priam che potesse riprendere a connettere.
Mi alzai d’improvviso , cacciando fuori l’uccello duro e glielo misi davanti al viso.

“Succhialo, mamma” dissi piano.

Girò via la faccia, dicendo “Non posso. L’ho fatto una volta o due a tuo padre poi ho smesso. “

“va bene, mamma “dissi, mentre spinsi la cappella dentro la bocca “non ti preoccupare ti piacerà….. Succhialo come se fosse un cono gelato. “

Lei lo succhiò mentre lo infilavo dentro e fuori la bocca. Sembrava un buon lavoro per una principiante.

“ecco, mamma” incoraggiai “stai facendo proprio un bel lavoro… “

Cacciai fuori l’uccello dalla sua bocca alcune volte, lo strofinai sulle sue labbra e glielo schiaffeggiai in faccia prima di rimetterlo in bocca. Dopo lei stessa lo tirò fuori e si schiaffeggiò con il mio coso. La vacca ci stava dando l’anima ed il pensiero.
Continuò ancora di buona lena. Dopo alcuni minuti il mio uccello fremette pompando un grosso carico di sperma giù in gola, mentre le afferravo la testa
per far sì che non si ritraesse e facesse un casino con i suoi vestiti. Mi ripulì il cazzo lappando come una leonessa accudisce i suoi cuccioli finchè non fu ripulito.

“Sei grande, mamma” dissi. La baciai profondamente. Ci succhiammo la lingua l’un l’altro, la sua che sapeva dei miei umori. “sbarazziamoci dei vestiti. “

La aiutai a rialzarsi sostenendola per le braccia. Era come in trance mentre le sfilavo la maglietta. Ma mentre le sganciavo il reggiseno si sfilò lentamente la gonna, rimanendo solo con gli stivali color vinaccia. Glieli sfilai agilmente. Mentre mi toglievo in un baleno la poca roba che avevo indosso la osservai di nuovo. Aveva elegantemente incrociato le gambe, non per pudore, ma naturalmente. Le uniche cose che aveva indosso erano gli orecchini a goccia ed i braccialetti.
Appena fummo completamente nudi mi avventai su di lei, baciandole il collo, ed il viso. All’inizio fece un po’ di resistenza ma la sensazione dei suoi capezzoli duri sul mio petto tradiva le sue vere intenzioni. Mi ricordai di quello che volevo fare così baciai e succhiai i seni sensibili per un po’, infilandole un dito nella vagina per riscaldarla ancora di più. La aiutai a mettersi sulle ginocchia e la feci piegare sul letto.

“non mi piace questa posizione” disse contrariata. ” è sconcia sembro una cavalla da monta…. “

“volevo solo dare un’occhiatina al tuo adorabile sedere. ” Risposi contento. Faceva ancora la scontrosa, ma vederla così aperta e disponibile era un godimento, soprattutto per le occhiate golose che scoccava al mio uccello.

Carezzai e palpai golosamente il sedere. Ben presto iniziò a miagolare e a scuotere le chiappe. I miei occhi erano fissi sul suo stretto roseo buchetto anale. Mi venne l’acquolina in bocca. Le divaricai le natiche.

“che cosa.. fai…. !!! ” mamma esclamò.

Tenendo il suo culo ben aperto mi piegai e infilai la lingua nel buchetto. Le sobbalzò e cercò di spingermi via ma mi aggrappai alle sue chiappe finchè ogni resistenza svanì. Ben presto iniziò a piacerle.

“io… non avrei mai pensato… che fosse così bello… ” disse, spingendo il sedere sulla mia faccia.

Il suo orifizio cominciò a rilassarsi sotto i miei colpi di lingua. Riluceva della mia saliva. Inumidii il dito medio nella vagina rorida e lo spinsi nel sedere. Lo sfintere bloccò il dito dopo la seconda nocca.

“Giovanni.. ti prego… non farmi questo… ” mamma implorò.

“va tutto bene, mamma pensa solo a rilassarti” la rassicurai mentre giochicchiavo col suo clitoride.
Il sedere resistette l’avanzata del dito per un po’. Finalmente, sditalinare il clitoride le andò in testa e iniziò a rispondere col bacino. Il suo sfintere si aprì e potei muovere il dito e massaggiare la parte interno del suo ano.
Nel frattempo pompai un altro dito nella sua vagina. Il suo sfintere si rilassò ancora di più e così lavorai con due dita in ognuno dei suoi orifizi.
Le dita entravano ed uscivano dal suo ano nonostante la sua strettezza senza aggiungere altra saliva. I suoi umori anali si stavano prendendo cura delle mie dita. Era la prima volta che incontravo un culo auto-lubrificante. L’uccello divenne duro come il diamante a questa scoperta.

“mamma, ti ha mai nessuno scopato in culo ? ! ? ! ” chiesi, sicuro della sua risposta.

“Oh.. no… mai… “rispose pronta come se fosse una cosa ovvia.

“Non puoi vivere senza provarlo “dissi ” è ovvio che il tuo sedere ava pazzo per le mie dita e adorerà il mio uccello in seguito. Ho intenzione di allargartelo ora e scoparti in culo un altro giorno. “

“no.. ti prego, Giovanni… ” mamma implorò rispondendo ancora col bacino alle mie mani “non sta bene…. “

“Ti dimostrerò il contrario ” le dissi mentre le tolsi le dita dalla fica e continuai a infilare le dita nel sedere.

Rispose col corpo all’indietro, spingendo il sedere per inglobare le dita tutte dentro.

“Ne vai pazza , non vedi ! ? ! ? ” dissi “Hai un sedere bellissimo che è molto eccitante. Vedi come il tuo ano sta mungendo le mie dita…. Il tuo culo sta supplicando il mio uccello e io non te lo nego. In ogni modo non te lo darò oggi. “

Mamma stava in silenzio. La sua vagina cacciava umori costantemente. Le sfilai le dita dal sedere e le baciai il retto. Feci in modo che mi vide mentre mi leccavo le dita. Stavolta sorrise maliziosa, scodinzolando come una gatta.

“allora perché adesso non ti infili il mio cucchiaino ! ? ? ! ” le chiesi trepidante.

“ma che dici… dai.. sei mio figlio…. ” Rispose, dimentica di essere nuda, con i capelli arruffati, a quattro zampe e di avermi fatto già godere in bocca.

Mi stesi sul letto e la spinsi a me.

“dai, mamma, cavalcami. ” Dissi, prendendola una mano dolcemente e portandola sul mio coso. Lo fissò per un attimo, massaggiandolo lentamente. Poi improvvisamente si alzò divaricando le gambe.

Non ebbe difficoltà ad inforcarmi e ad abbassare la sua vagina gocciolante sulla mia erezione. Rimase senza fiato quando arrivò fino in fondo.
Iniziò ad andare su e giù inspirando profondamente, ad occhi chiusi. Poi aprì gli occhi di scatto, realizzando forse quello che stava suo figlio e incrementò il ritmo.
Avevo già capito che mentre nella vita di tutti i giorni parlava troppo e a sproposito, a letto mia madre si ammutoliva…. mia madre… mia mamma mi stava cavalcando e le piaceva pure… da come mugolava…. Avrei potuto infierire schernendola e chiamandola maiala e puttana, ma sapevo che non le piaceva una cosa del genere… mi bastava vederla cavalcarmi gemendo col volto arrossato dalla lussuria.
Mentre mi cavalcava saldamente, le mie dita ricominciarono a giocare col suo retto, rianimandole il fuoco che aveva dentro.
I suoi seni ballonzolavano amabilmente, catturai un capezzolo erto tra le labbra.
Sentii la vagina ed il buco del sedere contrarsi mentre le succhiai il suo capezzolo eretto.
Quando mi mossi sull’altro capezzolo era pronta a venire. Succhiai avidamente il seno. Rimase senza fiato, s’irrigidì e si contorse in un orgasmo.
La sua topina iniziò a mungere disperatamente in cerca dei miei umori, irrorando il mio uccello nel processo. Il suo sedere si contorse selvaggiamente attorno le mie dita. Venne per molto tempo, poi s’accasciò sul mio petto.
Continuai a pompare l’uccello gentilmente dentro di lei, mentre le infilavo ancora dentro le dita lentamente.
Quando si riprese, la spinsi da sopra da me, e la misi sulle mani e sulle ginocchia.

“Hai intenzione di infilarmelo nel sedere !! ? ” mi chiese con calma mentre mi inginocchiai dietro di lei.

“No, mamma” dissi, inumidendo il pollice nella vagina rorida poi infilandolo nel sedere ” ho intenzione di scoparti la topina. Domani ti scoperò nel culo Ora girati. “

Facendo perno con le braccia ci rigirò finchè non fui sopra di lei. Uscii completamente da lei captando il suo disappunto da come cercava di afferrarmi con le braccia.

“aspetta un attimo mamma che ti apro ben bene”
Le inarcai le gambe prima in alto e poi all’infuori aprendola per bene. Le feci afferrare le cosce per poter favorire la penetrazione.

“divarica le gambe per bene” la comandai. Mi obbedì senza fiatare

La infilai piano poi sempre più velocemente. Visto che stavo più in alto del normale potei forzarle il retto col dito.
Continuai a martellarla mentre lavoravo il pollice dentro, fuori ed intorno al retto a ritmo con la mia scopata. Spinse il corpo avanti ad ogni affondo, gemendo scompostamente.

Rimpiazzai il pollice nel sedere con l’indice ed il medio. Mamma stava per arrivare al terzo orgasmo, che non tardò a venire, distruggendo la mia resistenza.

” girati e mantieni il culo aperto” la istruii mentre si contorceva mungendo il mio uccello dolorante.

Sfilai il mio arnese dalla sua fessura e le dita dal culo e la rigirai prima di venire sul suo sfintere. Il mio sperma schizzò potente sulle natiche, e una parte imbrattò l’ano. Mi ripulii l’uccello su di quello e spalmai il resto del mio sperma sul quel meraviglioso sedere.

“questo è un piccolo assaggio della mia robina per il tuo culetto “le dissi ” domani ti riempirò il retto con tanto sperma” mamma rabbrividì.

Afferrai il cucchiaino, raccolsi parte del mio sperma e glielo diedi da mangiare. Naturalmente non fece alcuna resistenza, anzi leccò con la punta della lingua l’incavo della lingua maliziosamente. Poi la rotolai sulla schiena e mi feci leccare il cazzo per bene finchè non fu lucido di saliva. Mamma non se ne voleva più staccare.

Sentimmo il rumore dell’automobile di mio padre che rientrava nel vialetto di casa

Ci rivestimmo velocemente mentre papà usciva dalla macchina. Mamma incespicò ridendo nel rimettersi gli stivali.
Prima di uscire dalla stanza mi guardò assorta per un attimo e mi diede un sonoro bacio sulle labbra. Le afferrai il sedere per bene.

” è un pensiero fisso il tuo… 2 commentò ironica, accarezzandomi il viso.

“e non hai ancora visto niente… ” risposi sardonico.

La spinsi sul letto con un suo urletto divertito.

“amore dove sei! ? ” chiamò mio padre dall’ingresso.

“ma che fai” sussurrò poi a più alta voce “sono qui arrivo !!! “

Di contro scostai la gonna e le mutandine di lato e dolcemente le inserii il manico del cucchiaino nel sedere. Riaggiustai i vestiti e la rialzai.

“domani il mio cazzo s’infilerà qui” mormorai.

“sì” mamma sibilò.

Lasciò la mia stanza, camminando stranamente mentre il cucchiaino le solleticava il sedere.

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

Un commento

  1. Ottimo racconto, una madre vogliosa, spero che metti presto il proseguo

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