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La ginnastica di mamma

La ginnastica di mamma

Nel nuovo millennio, mamma decise di far parte dei patiti della forma fisica. Iniziò con la ginnastica aerobica e con la danza jazz mentre io frequentavo l’università in una città lontana da quella natale, che mi costringe a tornare solo durante le vacanze. Ora ho appena compiuto 21anni e mi costa ammetterlo, ma con un poco di vergogna devo affermare che il mio ventre una volta piatto e muscoloso ha ormai iniziato a debordare. Ma, come mamma spesso dice:

“tutti gli uomini sono grassi come un elefante, ma mostrano solo la proboscide”. Quando ho visto mamma l’ultima volta che ero tornato a casa per le vacanze, era un poco depressa, la sua figura cominciava a curvarsi come se fosse stata stanca, ed il suo culo iniziava ad essere cadente, il suo seno non era più florido come una volta. Questo però, non confortava il mio essere in condizioni fisiche alquanto precarie anche se mamma era nelle mie stesse condizioni. Ma come mi sbagliavo. Arrivato a casa, bussai alla porta, ed una donna snella che a malapena riconobbi corse tra le mie braccia e mi diede un grosso abbraccio:

“bentornato a casa, figlio. Riconosci la tua vecchia madre? ” Mi ci volle un momento. Il suo seno aveva perso la sua piegatura, ed una taglia, ma ora svettavano turgide dal torace. La sua camicetta era sbottonata a sufficienza per mostrare un poco di carne, e benché avessero perso la loro dimensione, catturarono la mia attenzione. Il ventre di mamma era appiattito- solo una piccola protuberanza, ma a 41 anni può anche starci, faceva capolino sul corpo di mamma. Mamma fece un rapido giro su se stessa per farsi ammirare, e posso giurare che il suo culo era di nuovo sodo. I suoi pantaloni elasticizzati aderivano al suo culo alla perfezione, ormai maturo per essere strizzato. Afferrai mamma e la tirai a me dandole uno strettissimo abbraccio…. in realtà solo per provare a sentire la consistenza dei suoi seni contro il mio torace. Mamma tenne l’abbraccio per un momento, poi si tirò indietro. Lei diede un buffetto alla mia pancia:

“Guarda, qui c’è qualcuno che dovrebbe fare un po’ più esercizio fisico… dovresti correre un poco per diventare come la tua vecchia mamma”.

“Noo! Tu non sei affatto vecchia” , le dissi. Mamma mi baciò sulla guancia.

“Tu hai avuto sempre una lingua d’oro, ma penso lo stesso che tu dovresti fare un poco di movimento”.

“Poi vediamo”, dissi, portando i miei bagagli nella mia vecchia stanza. Presi il telefono per chiamare qualche vecchio amico, ma erano tutti fuori città per le vacanze, allora mi stesi sul letto e riposai dal lungo viaggio. Dovevo essermi appena addormentato quando mamma aprì la porta.

“Sii”, borbottai.

“È tempo di alzarsi, dai mettiti i pantaloncini. ” Disse mamma.

“Non lo so, .. sono abbastanza stanco mamma”, risposi sperando che mi lasciasse solo.

“Andiamo, penserai stanotte a dormire”, disse mamma avvicinandosi al letto. Se qualcosa avrebbe potuto risvegliarmi, questa era la sua vista davanti a me. Mamma indossava un pagliaccetto completo, tutto lucido. Guardai attentamente le sue curve. I suoi capezzoli creavano dei piccolo circoletti al centro dove i suoi seni sporgevano. Le sue gambe erano coperte da una calzamaglia, anche questa liscia e lucente. La parte superiore era di colore viola e le gambe di colore giallo. I miei occhi erano incollati alla sua inforcatura, dove potevo vedere il suo monte di Venere pressare contro la stoffa, rigonfiandola. Provai a sembrare disinteressato.

“Va bene, se insisti”. La mia bocca provava a formare la parola incesto, mentre tutte le fantasie dei miei anni giovanili ritornavano in mente. Per fortuna, mamma lasciò la stanza prima che si potesse accorgere dell’istantaneo gonfiore dei miei pantaloni. Chiusi la porta, mi spogliai e cercai di trovare uno slip stretto, così da contenere il mio cazzo evitando di farlo fuoriuscire durante gli esercizi. Alla fine riuscii a trovare quello che cercavo. Ma se mamma avesse saputo che il suo proprio figlio aveva appena avuto un’erezione pensando a lei. Andai nel soggiorno, dove mamma stava armeggiando con il videoregistratore. Non abbiamo un grosso televisore, quindi per vederlo meglio ci dobbiamo mettere molto vicino, cosa che mamma aveva fatto da sola in tutti questi mesi mentre faceva allenamento. Io ero dietro mamma, ipnotizzato dal suo culo mentre lei era piegata e trafficava con il videoregistratore. Dovetti controllarmi per non afferrare i suoi soffici globi e massaggiarli. Ora scopri perché mi ero sempre interessato alle donne di una certa età. Mamma indietreggiò e si venne a mettere al mio fianco.

“Mamma penso che sarebbe meglio se mi mettessi dietro di te, così posso vedere come fai gli esercizi, ed in più imbranato come sono non corro il rischio di scontrarmi con te”. Mamma acconsentì e fece partire la cassetta. Ero in paradiso. Guardando mamma piegarsi, stringere il suo culo, dondolare i suoi seni. La mia posizione favorita era quando faceva una piccola spaccata, appoggiandosi con le mani sul pavimento e faceva delle piccole flessioni con i suoi fianchi. Scendeva fino a toccare con il suo petto il suolo, per poi risalire con i suoi fianchi verso l’alto. Era un’attività fisica molto stancante, ma almeno la vista era eccezionale. Faticai parecchio, provando a fare tutti gli esercizi. Feci un allenamento completo corpo ed occhi, ed alla fine , potevo a malapena trovare le forze per andare a letto, a riposare. Mamma mi osservava e sorridendomi diceva ogni volta.

“Dai figlio mio, non vuoi farmi credere di essere più stanco della tua vecchia madre”. Avrei voluto proporle un altro tipo di allenamento, ma ero troppo stanco per fare qualsiasi cosa. Ma avevo un piano. Dovevo stare con mamma circa 3 mesi, così pensai un mese per sedurla, poi due intensi mesi di piacere, e finita l’università tutti gli altri anni dopo. Per le seguenti due settimane, mi allenai con mamma e quando era al lavoro lo feci da solo. In fondo ero giovane ed avrei recuperato prima la forma. Quando ci allenavamo insieme ero sempre dietro di lei, godendo della sua vista. Mamma aveva una varietà di completino perla ginnastica che indossava. Aveva molti pagliaccetto e calzamaglie, e le indossava nella varie combinazioni. Spesso indossava dei stretti pantaloncini di cotone. La prima volta che l’indossò, potei vedere il sudore macchiare la sua inforcatura. Smisi subito di fare esercizi ed andai a masturbarmi in bagno. Mamma si preoccupò molto, ma le dissi che gli esercizi mi avevano provocato dei crampi di stomaco, quindi nulla di preoccupante. Qualche volta mamma aveva indossato anche dei bikini. Dopo tre settimane, capii che il pagliaccetto bianco era il suo preferito, lo indossava spesso ed a sentire il suo meraviglioso profumo di donna, capii che non indossava mutandine quando faceva gli esercizi. Un sabato dopo aver fatto il bucato, mamma andò a trovare la nonna lasciandomi solo a casa. Andai nella sua stanza a rovistare nel cassetto della sua lingerie, (spesso, anni addietro avevo immaginato di avvolgere il mio cazzo nella sua soffice lingerie e sborrare sulla stoffa), quindi li avvolsi al mio cazzo segandomi, ma stando attento a non sborrare. Passai ai suoi indumenti da casa e tirai fuori le sue calzamaglie bianche. Li portai nella stanza dove mamma aveva l’attrezzatura da cucito e abilmente indebolii la cucitura all’altezza dell’inforcatura sia delle calzamaglie che dei pagliaccetti. Poi li riposai in modo che mamma non si accorgesse di nulla, e mi preparai ad una grande vista. Quel pomeriggio, mamma non indossò la calzamaglia bianca, ma mise solo un pantaloncino ed una corta maglietta. In ogni caso veniva a mio vantaggio. Mamma si stirò un muscolo nella parte bassa della sua schiena durante una flessione. Lei cadde al tappeto sul suo stomaco, lamentandosi. Subito presi della crema per i dolori dal bagno e cominciai a massaggiare la parte esposta della sua schiena. Anche se provavo a diminuire il suo dolore, iniziai a provare eccitazione per il contatto. Le mie mani oleate scivolavano sul suo corpo, sentendo la levigatezza della sua pelle. Il suo dolore era concentrato per lo più all’altezza del bordo dei suoi pantaloncini, così localizzato il punto, scivolai con le mie dita un poco più in basso di dove stavo massaggiando. Mentre mamma cominciava a rilassarsi io allargai il mio massaggio. Mi muovevo sulla sua schiena e sotto la maglietta nella parte posteriore della sua schiena. La schiena di mamma era completamente oliata, e le mie mani afferravano la sua pelle. Ebbi la tentazione di chiedere a mamma di girarsi, ma non ebbi il coraggio. Ora le mie mani erano scese all’altezza della fenditura dei suoi pantaloncini, ma lontano da dove avrei voluto osare. Immaginai che mamma avesse idea di quando mi stessi divertendo a massaggiarla. Mossi le mani il più sensuale possibile, ma da parte sua non ebbi nessun cenno. Non si accorse neanche della protuberanza dei miei pantaloni causata dal contatto con la sua pelle. Mamma mi ringraziò per il massaggio, poi andò a prendere qualche aspirina ed entrò nella vasca per lavarsi. Immaginai di vederla togliere la sua maglietta corta, di vedere il suo seno privo di reggiseno ondeggiare libero, far scivolare il pantaloncino dai suo fianchi, il suo culo in primo piano mentre lei si piegava per entrare nella vasca. Mentre mamma era in bagno, entrai nella sua stanza, mi stesi sul letto e cominciai a massaggiarmi tra le sue coperte fino a venire. Riuscii a mala pena ad afferrare un fazzoletto di carta per venirci dentro. Mamma non fece esercizi nei giorni seguenti, ma lei mi guardò mentre li facevo io. Non avevo idea di cosa stesse pensando, ma con i suoi occhi incollati a me, cercai di fare gli esercizi nel miglior modo possibile. Stringevo il mio culo verso di lei, flettevo le mie braccia quanto più potevo, e cercavo di darle il miglior spettacolo possibile del mio corpo. Penso che qualcosa accadde, perché lei arrossì leggermente alla fine, e scusandosi scappò in camera sua velocemente. Il giorno successivo, mamma indossò il pagliaccetto bianco. Non mise la calzamaglia, dopo tutto a giugno fa caldo. Iniziammo i nostri esercizi, mentre i miei occhi erano incollati all’inforcatura di mamma. La cucitura era leggermente allentata a causa degli esercizi. Potei scorgere qualche pelo castano fuoriuscire durante qualche flessione, ma niente di più. Allora dovevo aspettare ancora un poco. Mamma scivolò con le sue gambe allargandole in una spaccata. Si piegò lentamente avanti, le sue mani poggiavano sul pavimento. Mentre lei allargava ancora di più le sue gambe, vidi che la cucitura si era completamente aperta, ed un grosso buco apparve all’altezza della sua figa. Potevo vedere che i suoi peli erano corti, e le labbra esterne erano turgide e pendevano un poco. Mamma spingeva i suoi fianchi su e giù, mentre le sue labbra si aprivano leggermente. Il viola delle sue pareti intime mi fecero provare un’erezione come non avevo mai avuto prima. Cominciai a piegarmi in avanti verso di lei. La mia mano si mosse lentamente verso la mia inforcatura, preparandomi a liberarmi ed a prendere l’opportunità di scivolare dentro mamma. In quel momento mamma deve essersi accorta che la sua figa era esposta alla mia vista, perché lei si abbassò sul suo culo. Quando la sua mano sfiorò la sua figa, il mio cazzo scattò. Mamma rapidamente chiuse le sue gambe, e diventò rossa. Lei non si voltò verso di me, ma io potevo vedere il suo collo e le sue spalle arrossire. Mamma non disse nulla, ma scappò nella sua stanza. Corsii in bagno, liberai il mio cazzo e cominciai a masturbarmi nel vaso. Stavo ansimando forte, pronto a sborrare, quando sentii un rumore dalla stanza di mamma. Lei stava ansimando e mugolava proprio come stavo facendo io in bagno. La stanza da bagno ha due porte, una da sul soggiorno ed una sulla stanza di mamma. La sua porta non era completamente chiusa così spiai. Mamma indossava ancora il suo pagliaccetto e si stava sditalinando attraverso il buco aperto. Si stava pizzicando un capezzolo da sopra la stoffa. La mia mano cominciò a muoversi sempre più rapidamente mente i miei occhi erano incollati a mamma. Il suo dito spariva dentro di lei. Si dimenava mentre spingeva il dito dentro e fuori dalle sue labbra. Ora aveva liberato un suo seno che aveva portato alla bocca succhiando il capezzolo turgido. Ora aveva portato il dito verso la bocca succhiandolo e lubrificandolo tutto. Era la vista più erotica che avessi mai visto. La mia 41enne mamma succhiava il suo proprio liquido dal suo dito. Sentii che il mio cazzo era pronto ad esplodere. Provai però a resistere non volevo venire senza godere ancora di quella meravigliosa vista. Lei portò il dito alla sua bocca, poi lo riportò alla sua figa e cominciò a sditalinarsi più velocemente. I fianchi di mamma aiutavano il suo dito a piantarsi più a fondo in lei, mentre l’altra mano tirava i suoi capezzoli. Pompai più velocemente e stavo per sborrare quando vidi le sue bellissime labbra fare il mio nome!!!! La mia sborra si riversò sulla porta. Sparai 5 o 6 fiotti, lasciando una vistosa striscia Bianca sulla porta. Appena smisi di sborrare, mi accorsi che se mamma avesse aperto la porta mi avrebbe visto. Chiusi la porta e rapidamente pulii lamia sborra dalla porta. Tornai in camera e provai a pensare a quanto lei mi desiderasse, a quanto io la desiderassi, ed a come fare per realizzare tutto. Il pomeriggio seguente mi preparai all’allenamento. Mamma indossava dei pantaloncini elasticizati lucenti. Non l’avevo mai visti prima. Indossava anche un corpetto elasticizzato. Doveva averli comprati quella mattina stessa. Mentre iniziavamo ad allenarci, avvertii che c’era qualcosa di strano alla sua inforcatura, ma non riuscivo a capire cosa. Capii che dovevo fare qualcosa ed in fretta. Il tempo stava correndo ed io dovevo massimizzare il tempo per fare l’amore, dovevo sbrigarmi. Decisi che oggi sarebbe stato il momento ideale. Ero in piedi dietro di lei e guardavo mamma. La immaginavo nella sua stanza, masturbandosi mentre pensava a me e godeva. Cominciai ad accarezzarmi da solo guardandola sempre più intensamente. Al momento del mio esercizio preferito ero già in piena erezione. Abbassai i miei pantaloncini e cacciai fuori il mio cazzo. Mamma era piegata, fianchi in alto e petto al suolo. Avanzai ed appoggiai i miei fianchi tra le chiappe di mamma. Pressai leggermente e mamma subito si distese sul pavimento. Lei sembrava un poco sorpresa, ma non disse nulla mentre io spingevo il mio cazzo tra le sue chiappe, provando piacere al contatto con la sua stoffa levigata. Afferrai le sue chiappe e spinsi duramente.

“Oh si, figlio mio”, mugolò mamma,

“è da tanto che aspettavo questo momento”.

“Oh, mamma, ti ho desiderato per dei lunghi anni”.

“Allora prendimi ora”, disse mamma, inginocchiandosi. Afferrò la stoffa del suo pantaloncino spostandola dalla sua inforcatura e liberando la sua fessura intima. Mamma afferrò rapidamente il mio cazzo e lo forzò dentro la sua figa. Si curvò, alla pecorina. Ero meravigliato dalla sua audacia. Doveva aver pianificato qualcosa per oggi, anche lei. La figa di mamma era la migliore che avessi mai avuto. Spinsi dentro la sua calda umidità, con una tale forza da far scuotere e vibrare il suo culo. Preso dall’eccitazione del momento sentii la mia sborra risalire, e lo tirai fuori. Feci stendere di nuovo mamma e lo massaggiai tra le sue chiappe. La mia sborra schizzò fuori lasciando una linea bianca lungo tutta la sua schiena. Spingevo e sborravo strizzando ruvidamente il suo culo. Affondai la mia faccia dentro la sua figa, succhiando i suoi umori. Presto, la mia faccia era inzuppata con il suo nettare, mentre la mia lingua penetrava profondamente dentro di lei. Mi tirai indietro e mi stesi sulla mia schiena.

“Cavalca la mia faccia, mamma, ti prego …. ho bisogno di sentirti sopra di me”. Mamma ancorò le sue cosce attorno alla mia faccia sedendosi sulla mia bocca. Afferrai i suoi fianchi e la strinsi ancora di più a me. Non potevo quasi respirare. La carne delle sue cosce ed la sua figa gocciolante riempivano la mia bocca ed il mio naso. Leccai e succhiai avidamente la sua intimità. Il mio mento penetrava profondamente tra le sue labbra mentre la mia bocca giocava con il suo clitoride. Mamma cominciò a scuotersi ed a vibrare sotto le mie attenzioni. Spinsi il suo culo leggermente in alto per prendere una boccata di aria fresca. Infilai 3 dita dentro la sua figa, mentre prendevo un boccata d’aria.

“Oh figlio mio, sditalinami …fotti con le dita la tua mamma!!! “. Mamma era ormai prossima all’orgasmo. Scivolai in basso con la mia testa in modo di avere la mia bocca sulla parte inferiore della sua figa. La mia lingua frustava velocemente sulla sua pelle tra la figa ed il buco del suo culo, fino a scivolare dentro il suo culo. Mamma cominciò a saltellare, e la sua mano rimpiazzava la mia nella sua figa. Avvertii il suo orgasmo, e la sua venuta scivolava impetuosa nel mio naso. Tolsi la mia lingua dal suo culo e spinsi la sua figa verso la mia bocca. Presi a succhiare la sua venuta fino a quando non smise di muovere il suo bacino in contro alla mia bocca. Spinsi mamma dolcemente lontano da me facendola sedere sul culo. Il mio cazzo era di nuovo arrapato, e senza che avesse toccato la figa di mamma. Guardai mamma, e la mia attenzione si riversò sul suo top elasticizzato. Mi tuffai tra i suoi capezzoli. La mia bocca li succhiava attraverso la stoffa. Impastai i suoi soffici globi, una mano scivolò sotto il suo topo verso la sua carne. Scostai le mie labbra dai suoi capezzoli e sollevai il suo indumento. Afferrai entrambi i seni di mamma, massaggiando ora un capezzolo, ora l’altro. Mamma godeva di questa mia attenzione, mentre cominciava ad arcuare i suoi fianchi verso l’alto e si mordeva le labbra. Abbassai la mia bocca e cominciai a succhiare entrambi i capezzoli. Li spingevo dentro la mia bocca, strofinando la mia lingua tra loro. Chiusi dolcemente i miei denti su i suoi capezzoli mentre mamma aveva un altro orgasmo. Mi tirai indietro e vidi la sua figa tutta bagnata e gocciolante. Lasciai i capezzoli di mamma e salii con il mio culo sul petto di mamma. Mi posizionai meglio e feci scivolare il mio cazzo tra le sue tette. Tolsi del tutto il suo top elasticizzato, ed il mio cazzo si sentì in paradiso tra i suoi caldi globi. Ero un poco asciutto, così scivolai verso il basso penetrando nella figa di mamma un paio di volte, provocandole dei lamenti ad voce alta. Mamma afferrò la mia schiena per tenermi saldamente in lei, ma io mi tirai indietro e tornai a sedere sul suo petto. Questa volta il mio cazzo scivolava tra i suoi seni molto più facilmente. Cominciai a pizzicare i suoi capezzoli mentre fottevo le tette di mamma. Quando affondavo al massimo i miei colpi sentivo la punta della cappella colpire il mento di mamma. Ben presto rimpiazzato da un’umida sensazione, mentre mamma apriva la sua bocca ed ingordamente provava a succhiare il cazzo del suo proprio figlio. All’apice di un colpo, mamma afferrò il mio cazzo e se lo infilò in bocca. Le sue labbra scivolavano dalla cappella all’asta, la sua lingua danzava sulla parte inferiore. Poi tolse il mio cazzo dalla sua bocca e strofinando le sue labbra e la sua lingua tutto attorno la parte bassa dell’asta, succhiò tutto il mio bastone. Mamma cominciò ad agitarsi di nuovo,

“Fottimi figlio mio, ho bisogno di sentirti dentro, sborra dentro mammina …per favore”. Decisi di accontentarla e tolto il mio cazzo dalle sue tette scesi tra le sue cosce e penetrai dentro mamma. Entrai lentamente, sentendo la sua bollente e bagnata figa avvolgere il mio cazzo. Presto i nostri fianchi si scontrarono, e cominciai ad andare avanti ed indietro penetrando profondamente mamma. Provai a muovermi lentamente, ma mamma non ne voleva sapere. Lei si agitava sempre più velocemente seguendo il suo ritmo. La testa di mamma era riversa all’indietro ed i suoi occhi erano chiusi, le sue labbra silenziosamente pronunciavano il mio nome ripetutamente. Afferrai il suo seno massaggiandolo. Poi iniziai a strizzarlo duramente. La testa di mamma si sollevò un poco, e con una mano guidò un suo capezzolo nella sua bocca. Mossi la mia lingua unendomi alla sua, iniziammo a succhiare lo stesso capezzolo, fino a quando le nostre lingue incontrandosi non cominciarono ad attorcigliarsi in un bacio lascivo. Ero prossimo a godere in mamma, quando con l’altra mano, mamma iniziò a massaggiare un mio capezzolo. Mi sembrava di toccare il cielo con un dito, quando mamma avvicinò il mio capezzolo al suo leccandoli insieme.

“Oh, mamma .. sto per venire …sto per sborrare”. La figa di mamma si stinse saldamente attorno al mio cazzo mentre sborravo dentro lei. Nello stesso istante venne anche lei, i nostri corpi oscillavano e sobbalzavano scompostamente all’unisono. Le mani di mamma afferrarono lamia schiena, e le sue unghie affondarono nella mia carne. Schizzai ancora mentre pompavo duramente dentro di lei. La mia bocca trovò un suo capezzolo e cominciai a morderlo. , Mamma lanciò un urlo e cominciò ad agitarsi. Ebbi paura per un momento, fino a quando sentii un’inondazione della sua bollente sborra di figa inzuppare le mie cosce. Mamma venne così vigorosamente da spingermi fuori da lei. Mi rovesciai di nuovo su di lei e la strinsi tra le mie braccia, mentre lei alzando le sue cosce andò ad arpionarsi con i suoi piedi dietro la mia schiena, accogliendomi tutto dentro di lei e dopo poco per la stanchezza si addormentò, mentre io continuavo ad accarezzarla ed a pompare con movimenti impercettibili. Dopo circa una decina di minuti mamma si risvegliò. Facemmo un patto di non dire a nessuno quello che era successo ma di continuare a farlo senza importarci di nulla. Avremmo potuto sposarci, avere appuntamenti, qualsiasi cosa, ma non avremmo aspettato a lungo per farlo tutte le volte che lo volevamo. Per i nostri allenamenti, mamma non indossò nessun abito d’allenamento se non avevano un foro all’altezza dell’inforcatura. Facevamo i nostri esercizi il più velocemente possibile per fare prima e più a lungo le nostre sedute di sesso duro. Anche se nei week-end amavamo rimanere a letto insieme e fare sesso tutto il giorno. Con sommo dispiacere tornai all’università alla fine delle vacanze, ma riuscii a trovare una facoltà simile più vicino a casa che accettò il mio trasferimento, così appena la nostra lontananza si faceva dura, tornavo a casa a scopare con mamma, o veniva a trovarmi lei e passavamo le nostre giornate a letto. Quando non potevamo proprio muoverci iniziammo a fare sesso per telefono. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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