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Andrea e il silenzio

Silenzio. Solo. Attesa. Il tempo impietrito, gli istanti gelati, rallentati. Andrea non arriva. Avrebbe dovuto essere qui da un’ora almeno. è successo qualcosa. Cosa? Aspettare. Restare. Il sangue bloccato nelle vene. Una stanza che diviene sempre più piccola. Sempre meno accogliente. Un caldo soffocante. Nemici. Agguato. Andrea: una consegna. Prendere il pacco. Correre via. Ritardo. Rumori, la porta. È Andrea. La porta si apre. Una donna. Non è Andrea. Nascondersi prima di essere visti. Dove? Cucina! Sudore gelido. Una donna. Chi è? Che fare! Dove andare! Il sangue fermo. Svenire. Poco tempo per sentirsi male.

La donna in cucina. In una casa che non è mia, in una città che non è mia, nella quale aspetto Andrea, un uomo che neanche conosco, per un incarico che nessuno mi ha ancora spiegato. Paura. Vita sbagliata. Cambiare mestiere. La vita. Nessun valore. Appesa ad un filo, teso, labile. Silenzio spaccato da parole casuali, gettate via. La donna:

“ti stavo cercando”. Un’eco sorda aumenta il caldo. Necessario svenire. Cuore. Battere. La donna si avvicina. Nessun controllo: su me, sul corpo. Una mano delicata sulla fronte deterge il sudore. Il cuore rallenta. Amica. Chi è? La mano sbottona la camicia, le labbra scivolano sul petto. Succhiano i capezzoli. Spinto con forza sul tavolo. I pantaloni tolti.

Le labbra scivolano verso il basso. La lingua calda, morbida, carezza, avvolge, scende in basso. Bacio. La mano esperta, massaggia, accarezza, masturba.

Labbra scendono, la donna geme, succhia, decisa, competente. Disteso sul tavolo. Sopraffatto. Chi è? Dove è Andrea? Sempre più veloce il movimento della mano, più forte la presa delle labbra. Avvolge. Toglie il respiro. Resistere. Impossibile. Un attimo. Uno spasmo. Un gemito. Il seme esce. Abbondante. Raccolto con cura dalla lingua e dalle labbra. Lo sguardo incrocia, mi acceca. Occhi verdi. Capelli bruni. Volto bianco. Labbra rosse. Risale leccando. Gocciolando.

Gli occhi incrociano gli occhi, le labbra incrociano le labbra. Le lingue si mescolano, un liquido caldo, salato invade la bocca. Occhi chiusi. Paura assente. Travolto. Orgasmo. Sinuosa, bella, unica. Toccare. Il seno. Le cosce. Sorriso. Strano. Un ghigno. Sul volto di lei. Una fitta, lo stomaco, il dolore, un coltello trafigge, sangue, un agguato; finita, per sempre. Abbastanza tempo: un sospiro: una domanda:

“chi sei? ” una risposta secca, gela le ossa, non dà risposta:

“Andrea! ” FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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