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Racconto erotico

Attesa

Attesa 2
Immediatamente dopo che Bruno se ne fu andato, io decisi coraggiosamente di tenermi occupata fino al suo ritorno e per la durata di circa cinque minuti, che era il tempo necessario per spogliarmi, mi sembrò una buona idea. Ma meno di dieci minuti dopo che se n’era andato via, mi trovai seduta ai piedi del letto, a fissare lo schermo della televisione di fronte a me, chiedendomi cosa fare.
La nebbia sessuale nel mio cervello non mi faceva andare oltre il trasferire la mia roba dalle borse ai cassetti, e c’era così poco a cui potessi pensare che non coinvolgesse il masturbarsi scioccamente. Stavo letteralmente male per il desiderio represso di essere fottuta e la mia micia stava pulsando per protesta. Ma come liberazione io chiedevo semplicemente che il mio appetito fosse soddisfatto dal caldo cazzo di Bruno e il pensiero di essere soddisfatta dalle mie dita, bene, era insoddisfacente. Ero determinata ad aspettare ed ero sicura che sarei stata ricompensata.
Comunque, quello non risolse il problema presente di come occupare il tempo. Alla fine emisi un grosso sospiro e presi nella borsa il libro che stavo leggendo in aereo, mi buttai sul letto a pancia in giù e tentai di interessarmi alla trama.
Per un po’ sembrò funzionare, il libro era un giallo che avevo comprato all’aeroporto prima di partire, scritto da un autore che non avevo mai sentito. Non scriveva male, la storia abbastanza interessante e solamente con uno sforzo monumentale riuscivo a rivolgere l’attenzione dalla mia micia pulsante al libro.
Comunque, alcune pagine più tardi il libro spense le mie buone intenzioni come acqua. A pagina 134 l’eroe, Jack, era stretto in un abbraccio appassionato con l’eroina, Darlene. A quel punto per metà sperai, e per metà non sperai, che Jack entrasse nei pantaloni di Darlene.
Una parte di me sapeva istintivamente che la scena non avrebbe aiutato il mio stato agitato, e l’altra parte di me parlava a bassa voce vili suggerimenti a Jack. “Fottila, Jack. Buttala sul pavimento, falle a brandelli le mutande e ficcaglielo dentro! ” Ero quasi imbarazzata per la mia dissolutezza, ma avevo accettato da tempo il fatto che più eccitata ero, più la mia mente pensava sporco. Ed in quel momento ero dannatamente eccitata.
A pagina 135, Jack era occupato con la micia di Darlene e la povera Darlene mordeva il dorso della mano per evitare di lamentarsi. A pagina 136 Darlene ringhiava ed afferrava Jack per le orecchie, chiedendogli di chiavarla completamente. Jack, essendo un vero uomo a pagina 137 cominciava a spingere la verga contro la fica fumante di Darlene. L’autore però era un rompi palle e impiegava tutto il resto di pagina 137 in un’analisi completa dei pensieri e dei sentimenti dei due, completa di intrighi ed intenzioni meno che onorevoli. Poi finalmente a pagina 138 Jack infilava il cazzo nella fessura affamata di Darlene.
Da pagina 138 a pagina 140, Jack fotteva Darlene, copriva la sua forma magra e muoveva l’uccello dentro e fuori di lei, mentre lei avvolgeva le gambe intorno a lui e gridava “Di più! Di più! ” Dalla 140 alla 143, Darlene lo cavalcava infilzandosi profondamente sulla sua verga, mentre lui le accarezzava alternativamente il culo, le tette ed il clitoride. Darlene gridava, “Di più, Jack di più! ” Dalla 143 alla 145, Jack la prendeva da dietro sballottandola ad ogni spinta e le maneggiava il culo mentre lei balbettava, “M-m-m-più! M-m-m-più! ” In fondo a pagina 145, Jack estraeva il cazzo dalla fica scivolosa e la girava.
Finalmente a pagina 147 l’Erculeo Jack digrignava i denti e grugniva virilmente mentre il suo sperma caldo si versava nella micia di Darlene.
Tutta la performance occupava un totale di 13 pagine bollenti durante le quali Jack portava Darlene ad un record sbalorditivo di 6 orgasmi.
Io invece non ne avevo avuti, salvo quello sull’aereo, ed alla fine della scena di sesso del libro, mi trovai a spingere le anche nel letto, con una parte della coperta arrotolata contro la micia. Il libro mi cadde dalle mani mentre praticamente strappavo la coperta dal letto, spinsi la fica contro la coperta pigiandovi contro il clitoride, dondolando indietro ed avanti sul piccolo grumo di biancheria del letto, finché sentii chiaramente mio orgasmo salire dalla mia pelvi ed iniziare a strisciare fuori. Il piacere era doloroso! Un altro secondo, solo un altro secondo e sarebbe esploso dentro di me… !
Ma mi fermai, volteggiai sull’orlo, tutto il mio corpo si scuoteva, il sudore si formava a perline sulla mia fronte.
L’estasi intensa regredì di malavoglia, come se stesse guardandomi scuotendo la testa, sapendo che sarebbe stato meglio se avessi proseguito solo per un po’. Espirai e crollai sul letto. Le mani gradualmente si schiusero abbandonando la coperta. Rotolai su di me e fissai il soffitto.
Mi piaceva farlo, uno dei trucchi che avevo imparato negli ultimi tre mesi era portarsi molto vicino all’orlo dell’orgasmo e poi improvvisamente fermarmi. Arrivare là ed essere là, era praticamente come la liberazione stessa, ma mi faceva contorcere a lungo. Qualche volta mi fermavo tre o quattro volte, poi permettevo all’onda di piacere puro sopraffarmi.
Questa volta avevo disperatamente bisogno di piacere, ma volevo risparmiare per più tardi il meglio. Di conseguenza mi sentivo meglio e peggio, ed ero incredibilmente eccitata.
Mentre scendevo, centimetro dopo centimetro, dalla collina del desiderio, divenni spiacevolmente consapevole dell’umidità del mio vestito, bagnata dalla mia sudata. Mi sentivo appiccicosa, mi sentivo puzzolente e decise di fare una doccia, sarei stata pulita quando Bruno sarebbe ritorno e forse mi sarei anche raffreddata un poco.
Bene.

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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