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Attesa

Attesa 3
E così mi addormentai e se mi sognai il sonno era troppo profondo per ricordare. Ho ricordi vaghi forse di un leggero clic di una porta, forse un fruscio di vestiti o il lieve abbassarsi del letto quando un corpo si sdraia. Se li ho osservati mentre dormivo, li addebitai ad un sogno.
Mi svegliai lentamente e languidamente, il mio corpo si inarcò in un fluido stiramento felino mentre il mio cervello cercava di realizzare dove fossi. Quando ricordai, mi sedetti e guardai lo spazio vicino a me. Le coperte erano state gettate indietro e qualcuno aveva dormito sul letto. Un oggetto scuro apparve nella coda del mio occhio e girandomi vidi un maglione di lana grezza nera lanciato sulla sedia.
Lui era ritornato. Bruno era ritornato. Ed il silenzio della stanza attestava non c’era più.
“Merda! ” Tastai inutilmente le coperte, la mia faccia era rossa di frustrazione. Non potevo credere che lui fosse venuto e fosse andato via senza svegliarmi! Ero livida! Ero furiosa! Ero… prostrata. Come la mia rabbia si era accesa rapidamente, così rapidamente morì. Ragionai che probabilmente era ritornato tardi ed esausto e, vedendomi addormentata, aveva deciso che era l’idea migliore per ambedue. Ho sospirato profondamente e sono precipitata contro la testata del letto. La notte precedente, quando mi ero addormentata, avrei dato qualsiasi cosa per essere con un uomo che non avesse preoccupazione per la mia fatica o la sua, un uomo che non avrebbe esitato a svegliarmi e devastarmi immediatamente senza darmi quartiere e senza che io ne pretendessi, assaltandoci l’un l’altro come animali selvaggi in calore…
Io stavo immaginando e la mia frustrazione continuata mentre continuavo ad autocommiserarmi. Il fuoco che pulsava tra le mie gambe si era diminuito durante la notte, ma c’era una tensione nel mio corpo, una tensione di ogni muscolo che tradiva il mio desiderio latente e che mi avvolgeva ed era pronta in ogni momento ad esplodere in un pieno desiderio do essere chiavata.
Mi districai dalle lenzuola aggrovigliate ed andai a rinfrescarmi in bagno schizzando acqua sulla mia faccia, pettinandomi e spazzolandomi i denti. Presi l’accappatoio e lo indossai senza chiuderlo. Ora mi sembrava di essere decente per ordinare la colazione. Mi sedetti sull’orlo del letto e presi il telefono.
Chiamai il servizio di stanza ed ordinai una ciotola di frutta fresca, un paio di focaccine ed un succo di arancia. Poi, sentendomi un po’ più sveglia e dinamica, raccolsi i vestiti e feci il letto, ordinando solo qui e là perché non avevo nulla di meglio da fare.
Bussarono alla porta e ricevetti il cibo da un ragazzino pustoloso a cui diedi una mancia, dopo di che tornai a sedermi scompostamente sul letto col cibo, il succo ed il telecomando della televisione.
Cominciai a fare zapping tra insulsi programmi mentre mangiucchiavo la mia colazione. Fu rapidamente ovvio che la reclame del motel che si vantava di avere ‘collegamenti deluxè era una causa perduta e stavo quasi per spegnere la TV quando una schermata ha attirato la mia attenzione. Era un listato di offerte di pay-per-view disponibile; ho analizzato l’elenco e ho notò con sorpresa che uno dei canali offerti era un canale di film per adulti, ed un film era appena iniziato.
Ho morso confusa un pezzo di frutta, una fetta di melone succoso mentre consideravo quella nuova opportunità. Mentre fissavo in modo assente lo schermo, solleticata dalla possibilità di titillarmi un po’ la vista, la cosa mi sembrava sempre più attraente. Alzai esitante il ricevitore al telefono, diedi ancora una volta uno sguardo allo schermo e risolutamente ho composto il numero che vedevo sullo schermo.
Mi ha risposto una voce computerizzata, con mio grande sollievo, il pensiero di lussuriosi direttori di motel che sfruttano la conoscenza del numero di stanza era estremamente sgradevole; feci la mia selezione e riappesi il telefono. Improvvisamente fui afferrata da un senso inesplicabile e delizioso di birichineria, accompagnato un piccolo senso di colpa. Abbandonai rapidamente la colpa, dopo tutto, per una donna nella mia condizione, un bel porno probabilmente poteva essere considerato terapeutico. Comunque la birichineria l’ho tenuta per usarla più tardi.
Mi accomodai sul letto accatastando i due grandi cuscini dietro la mia schiena ed appoggiandomi in modo da poter guardare la televisione comodamente, poi mi rilassai e succhiai il succo della fetta di melone mentre aspettavo che cominciasse lo show.
Improvvisamente cominciò, lo schermo si spense per un momento, tornando poi a splendere per indicare che iniziava il film.
La scena era una stanza con una grande tavola di biliardo verde che ne domina il centro. Curva e pronta per il colpo c’era una donna di proporzioni delicatissime con un vestito rosa e corto. Io la chiamerò Jane. Poi un uomo alto, magro, che chiamerò John, vestito solamente di un paio di jeans stretti, comparve e si pigiò contro il suo retro, apparentemente per aiutarla nel colpo. Questa azione chiaramente comportava che il giovane strofinasse il suo inguine contro il culo della ragazza.
Smisi di mangiare il melone e fissai lo schermo.
Mentre le sue anche continuavano a strofinare, John fece scivolare le mani sulle braccia di Jane e poi giù ai suoi fianchi, poi sullo stomaco a sentire le tette attraverso il vestito. Jane rivolse l’attenzione dalla palla di bigliardo all’uomo che ora era diventato il bersaglio, guardando da sopra la spalla con lussuria negli occhi e sporgendo le labbra. Improvvisamente si voltò nelle sue braccio e si abbracciarono. Lui l’alzò con facilità per farla sedere sull’orlo della tavola mentre lei avvolgeva le braccio intorno al suo collo e cominciarono a baciarsi con furia.
La fetta di melone era ancora alle mie labbra, cominciai a leccarlo lentamente, la mia lingua correva intorno alla la punta del succulento frutto.
La macchina da presa fece uno zoom sulle loro lingue che si torcevano e frustavano l’un l’altro fuori delle bocche, poi tornò indietro mentre loro si dividevano e cominciavano ad accarezzarsi febbrilmente l’un l’altro. John afferrò la scollatura elastica di Jane e diede uno strattone mettendo in mostra i pieni, puntuti seni. La scollatura li prese da sotto spingendoli in alto per la sua ispezione. Le sue mani, nel frattempo, erano scese lungo la schiena per stringere il suo culo attirando a se le anche tra le sue gambe.
Io avvicendavo succhiate e leccate alla mia fetta di melone, mentre i miei occhi erano fissi sulle loro anche. La mia micia aveva ricominciato a pulsare ed io praticamente riuscivo a sentire la pressione della protuberanza dura dell’uomo che spingeva delicatamente contro il mio clitoride.
John si curvò a succhiare e leccare le tette di Jane mentre lei faceva un grande show ansando e gemendo con incoraggiamenti come, “Oooh che bellooooo… ” John, con le braccio dietro la sua schiena, la spinse a sdraiarsi sul tavolo, le gambe oltre il bordo, mentre la cinepresa mi ricompensava con una zoomata sulla lingua che colpiva delicatamente i capezzoli duri.
Con una mano aprii l’accappatoio scoprendo i seni nudi ed il busto. Feci scivolare il melone fuori della mia bocca, facendolo scivolare sul mento, poi giù lungo la gola fino ai seni. Mentre guardavo il giovane al lavoro, cominciai a stuzzicare un capezzolo con la punta della frutta, il succo appiccicoso si spargeva sulle mie tette e ho ripetuto la cosa con l’altro seno mentre guardavo l’azione alla televisione.
Il giovane ora scendeva lungo il corpo di Jane baciando e le faceva scendere il vestito tirandoglielo sotto le anche e spingendolo via dalle sue gambe. Lei contorse le labbra mentre lui sbavava scendendo sullo stomaco e gli prese i capelli per portare il suo viso tra le sue gambe, lingua tesa che avvolgeva e si tuffava nella fessura foderata di pelliccia. Le sue mani scivolarono sotto il culo e letteralmente alzò la micia alla sua faccia per leccarla.
Guardavo rapita mentre mi strofinavo i seni ed il torso con la fetta di melone, mentre Jack continuava il suo assalto orale e Jane si dibatteva, si lamentava e si contorceva sul tavolo; lasciai che una mano deviasse ad accarezzare l’interno delle mie cosce a sentire l’umidità che copriva l’area.
La cinepresa passò all’immagine della faccia di John che scompariva tra le gambe della donna, e la mia mente eccitata già stava riempiendosi della figura della sua lingua che spingeva a dividere le labbra scivolose della micia e tuffarvisi dentro, leccando poi il clitoride. Tutto questo nella mia immaginazione mentre la cinepresa si manteneva quasi contegnosa sulla pancia della donna, sulla testa di Jack che ballonzolava avanti ed indietro accompagnata da rumori impressionanti di leccate.
La mia mano scivolosa ora era conficcata fermamente tra le mie gambe ed io mi
accarezzavo, l’indice che scivolava su e giù sul clitoride al ritmo irregolare dell’ansimare dei partecipanti allo spettacolo sullo schermo. Guardai John che alzava una mano e faceva scivolare le dita nella fessura affamata di Jane. Di nuovo la cinepresa trascurò di offrire una migliore visuale, la mia immaginazione disegnò l’immagine di due dita che si spingevano dentro di lei, trafiggendo le labbra della micia mentre la lingua continuava a frustare il clitoride, e le dita massicce entravano fino alle nocche.
Alla stesso tempo spinsi due dita nel mio buco, le mie anche ora si contorcevano come stava facendo Jane e cominciai a fottermi lentamente con le dita.
John continuò a fingere di assaltare la micia per un po’ e Jane sceneggiava un orgasmo melodrammatico. A questo punto John rimosse la faccia e le dita dalle gambe di Jane e la cinepresa si spostò di colpo sul culo di John, evitando discretamente ed ipocritamente la nudità frontale maschile mentre slacciava i jeans e li spingeva via dalle sue anche per lasciarli in un mucchio intorno alle sue caviglie. Lui afferrò rudemente le cosce di Jane e la tirò sull’orlo del tavolo, avanzò tra di loro e spinse il cazzo nella micia.
Era evidente la falsità, ma non mi importava.
Nell’occhio della mia mente John mostrava la sua verga in tutta la sua gloria pulsante ed io lo seguii mentalmente dall’inizio alla fine all’ingresso nella fica fumante, la mia immaginazione creava una scena così vivido che io ho ansato quando la penetrò lentamente, riempiendola centimetro dopo centimetro.
L’immaginazione non era l’unica mia parte attiva, la povera fetta di melone si trovava a chilometri di distanza da dove un frutto meritasse di essere. Dopo avere imbrattato tutto il mio corpo col suo succo, mescolandolo col mio sudore, l’usai per stuzzicare il mio clitoride, la polpa ancora fresca del melone spediva brividi attraverso il mio corpo e la sua consistenza lievemente ruvida mi faceva impazzire. Dopo tutto ciò non potevo resistere a questa stimolazione da buongustaio al clitoride, inserii l’estremità del melone nella mia fessura e lo spinsi lentamente dentro. La sensazione era paradisiaca e l’irregolare forma della fetta di melone stirò il mio interno in un modo completamente nuovo. Di nuovo mi trovai a contorcermi come Jane, solo che il mio show era vero.
John ora stava facendo un impressionante mostra virile di grugniti e gemiti e le sue chiappe erano una visione da non perdere mentre spingeva dentro Jane con velocità accecante. Cominciai a mimare i loro movimenti prendendo il ritmo col mio dildo di frutta, spingendolo vigorosamente dentro e fuori della mia fica. Il mio respiro gradualmente diventava incontrollato e quando aggiunsi la mia altra mano per giocare col mio clitoride, mi spinsi molto rapidamente e pericolosamente vicino all’orgasmo.
Sullo schermo John si fermò improvvisamente e la cinepresa diede agli spettatori una prospettiva del culo di John che si alzava e spingeva indietro la testa mentre Jane alzava le mani alla bocca e nascondeva la visione del cazzo che scompariva tra le sue labbra e riempiva la sua cavità orale. Ma non lo nascondeva a me che vedevo, con gli occhi dell’immaginazione, l’uccello che scivolava tra quelle labbra rubino e scendevano ad invadere la gola di Jane. Mentre Jane ingoiava la sua carne, John gli spremeva e batteva le tette e gli diceva frasi sporche mentre gli fotteva la bocca col suo pene fantasma.
Praticamente piansi di frustrazione quando John si estrasse dalla fica di Jane. Ma, rimanendo fedele a quanto avveniva sullo schermo, estrassi lentamente la fetta di melone dalla mia micia avida e copiando John che spingeva il cazzo nella bocca di Jane, feci scivolare il melone tra le mie labbra. Lo succhiai vigorosamente ed il suo succo bagnò la mia lingua mentre lo colpivo delicatamente. Il gusto ora era più pungente e chiaramente il sapore derivava dai miei umori, ma era la parte preferita della colazione, ed io l’ingoiai avidamente.
Comunque la mia mano non aveva smesso la sua azione contro la mia fica ed il melone era stato sostituito da tre dita che scavavano profondamente dentro di me. Sentii il mio orgasmo che si avvicinava e finalmente il piacere fu troppo. Chiusi gli occhi e lasciai che la fetta di melone cadesse dalla mia mano che ritornai ad usare nella mia fessura. La mia risoluzione di posticipare l’orgasmo riservandolo a Bruno si era dissolta completamente e capii che questa volta non mi sarei fermata. Gli uggiolii teatrali di Jane ed i gemiti furono zittiti dal martellare del sangue nelle mie orecchie e dai miei bassi uggiolii di piacere.
In quel momento tutto il mondo si era ristretto su quel letto e quelle dita e quella micia ed io stavamo venendo, oh merda, finalmente stavo venendo…
Improvvisamente delle mani forti mi afferrarono i polsi, sentii le braccia che venivano alzate ed unite sopra la mia testa, ed un peso scendeva sopra me.
Le dita furono sostituite immediatamente da qualche cosa di molto più grosso, molto più caldo e molto più soddisfacente che si immergeva dentro di me. Io gridai, e venni immediatamente, venni, e venni per quello che sembrò un’eternità, il cazzo nella mia fica dolorante e che spingeva implacabilmente dentro di me, sconfinatamente. Rabbrividii in onde incontrollabili, il mio corpo si inarcò contro la forma stesa sopra di me.
Nel momento in cui il mio climax sembrò diminuire, il cazzo nella mia micia cominciò a sbattere dentro di me a tutta velocità, mentre il clitoride gridava la sua protesta, io stavo di nuovo venendo. Un grido stava nascendo nella mia gola quando una bocca discese sulla mia ed il mio grido sembrò rimbalzare sul corpo sopra di me, come onde che si annullavano l’un l’altra, lasciandoci a labbra serrate in un bacio di fremente intensità. Sentii gli spasmi ritmici nella mia fica e capii che anche lui stava venendo, potevo sentire il calore della sborra spessa come mi invadeva ed i sensi rotearono in un vortice di grande erotismo. La mia testa girava pazzamente e la mia ultima sensazione era finalmente quella della gioia fisica ed emotiva assoluta mentre il mio mondo si trasformava in uno spazio vuoto abbagliante di luce.
Quando ritornai in me, stavo afferrando ermeticamente le sue spalle ed il mio corpo stava rabbrividendo, non di climax ma di singhiozzi mentre gridavo, “Bruno, oh Bruno, Bruno Bruno… ” Lui mi abbracciò dolcemente accarezzandomi i capelli umidi con tenerezza commovente.
Gradualmente mi calmai ed alzai la testa per guardare il suo viso così pieno di amore.
“Ciao” disse.
Io soffocavo.
Lui mi sorrise, poi prese qualche cosa dal letto e me lo fece vedere. Era la mia fedele e molto usata fetta di melone.
“Questo è tuo?” disse ed ambedue ridemmo. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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