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Domenica in ufficio

Domenica di lavoro purtroppo, ho appena iniziato a lavorare in questi uffici. Dei soliti 120 dipendenti siamo soltanto una decina, uno o due per ogni dipartimento. Io sono il solo del mio, gli altri presenti non li ho mai quasi visti. Ho già adocchiato una tipa molto bella, capelli lunghi, neri e lisci, un seno che dovrebbe essere una terza, bello sodo. È vestita con una maglia leggera rosa e con dei pantaloni neri aderenti che permettono di mettere in mostra il suo culo scultoreo, da quello che si può intravedere non porta il reggiseno. Tanto per me rimarrà soltanto un sogno immagino. Tempo di pausa, vado al prendere un caffè alla macchinetta. Passo accanto al suo ufficio, leggo il suo nome, Elena, la porta è chiusa. Il distributore è vicino ai gabinetti. Mentre sorseggio il mio caffè vedo arrivare lei che va al gabinetto. Rimango sbalordito dalla sua bellezza, la saluto:

– Buongiorno, mi chiamo Stefano, sono nuovo di qui e lavoro in contabilità.

– Buongiorno, io sono Elena e lavoro al marketing. E mi lancia un sorriso magnifico. Qualche minuto dopo esce e va verso il suo ufficio, io continuo a leggere i giornali domenicali. Pausa finita purtroppo, si deve tornare al lavoro. Mi incammino per il corridoio e ripasso accanto al suo ufficio, la porta stavolta è socchiusa, mi guardo attorno, non c’è nessuno perciò deciso di darci un occhiata e spiare un po’ quello che fa. Mi da di schiena, è seduta davanti al suo PC, i pantaloni neri sono scesi un po’ e si può vedere bene la parte alta del suo perizoma, che bella visione, si sposta leggermente e posso vedere il suo schermo, cavolo, sta guardando dei siti erotici. Io ormai inizio a fantasticare su quel corpo femminile. Ad un certo punto ho un colpo, che sta facendo, si sta togliendo la maglietta, il mio cazzo sta diventando duro nei pantaloni, come gia immaginato non porta il reggiseno. Continua a guardare il sito con donne e uomini nudi, inizia a toccarsi con la mano sinistra il seno, accarezza i capezzoli, li stringe tra le dita, fa cadere un po’ di saliva sulle tette e la spalma con le dita, adesso anche la seconda mano è passata a massaggiarsi le mammelle, appoggi la schiena tutta contro lo schienale della sedia e va un po’ indietro, continua a palparsele, quanto mi piacerebbe essere li, a toccare tutto quel ben di dio. Si alza e la sedia scorre all’indietro, si abbassa i pantaloni e fa scoprire il suo culo. Si siede sulla scrivania, in questa posizione se guarda verso la porta potrebbe scoprirmi ma vedendola non penso proprio lo faccia. Prende il mouse, inizia a passarselo sul seno e giocarci un po’, qualche secondo più tardi inizia a scendere, si ferma a toccare un po’ il piercing dell’ombelico, scende sempre più basso e inizia a passarlo sopra gli slip, dopo poco il mouse passa sotto il perizoma, a contatto con la pelle e il pelo se c’è, perché da dove sono noto che non è che ce ne sia molto se non è proprio assente, proprio come piace a me. Continua sempre a massaggiarsi la figa. Io mi infilo una mano per mettermi a posto il cazzo che ormai ha un erezione completa, mi passo una mano sulla patta per massaggiarlo un po’. Ha iniziato a succhiarsi un dito. Rimette il mouse sulla scrivania e prende un pennarello abbastanza grosso, comincia a ciucciare quello al posto del suo dito, con l’altra mano è passata a massaggiarsi la fica. Scende dalla scrivania e si mette in ginocchio con la faccia rivolta verso lo schermo e si piega in avanti. Io mi ritrovo con una donna piegata in avanti a pochi centimetri da me, con una mano continua a massaggiarsi il pube. Si ferma e va a prendere di nuovo il pennarello che ha iniziato a succhiare prima, inizia a passarselo dietro tra i due buchi, sposta leggermente il filo del perizoma che divide le due natiche e inizia a fare dei piccoli cerci con sul buchino ma non lo penetra, scende un po’ più in basso e passa alla sua passerina, gioca con le grandi labbra, sta facendo dei movimenti circolari e qui adesso se lo infila leggermente, qualche centimetro soltanto e poi fuori, continua a infilarselo, dentro e fuori. Vedo che inizia a uscire del miele dalla sua vagina, i movimenti iniziano a farsi un po’ più veloci, sento dei mugugni che vengono da lei, sta iniziando a godere. Immagino il mio cazzo al posto di quel pennarello, potrei darle più piacere. Io intanto ho tolto il mio membro dai pantaloni ed ho iniziato una leggera sega, non ce la facevo più. Sento la sua voce sempre più affannata ma riesco a capire delle parole, vuole un uomo e io, perché non accontentarla? è venuto il momento, entro piano piano nel suo ufficio, ormai il locale è intriso degli odori dei suoi umori. Chiudo silenziosamente la porta dietro di me, lei non mi ha sentito entrare, sta continuando a masturbarsi con il pennarello. Inizio a massaggiarle in sedere, non si accorge nemmeno che ci sono due mani straniere che la toccano, le sussurro all’orecchio che il suo desiderio è stato esaudito, un uomo l’avrà. Lei sento che si è spaventata, non se lo aspettava ma si tranquillizza subito, mi ha riconosciuto probabilmente. Ritorno a occuparmi delle sue parti intime, le tolgo il tanga almeno posso lavorare senza problemi, le passo una mano per capire in che stato è, scopro che ha solo una striscetta piccola di peli, le grandi labbra sono belle gonfie e umide. Con le mani prendo le sue chiappe e le allargo per scoprire il suo ano, ci faccio cadere un po’ di saliva e inizio a spalmarla con il dito, ogni volta che gli passo proprio sopra vedo che si stringe, continuo a massaggiarlo fin quando non vedo che si rilassa e le infilo leggermente un dito. Sento che l’intrusione del mio dito non le da più fastidio, anzi le inizia a piacere. Lei abbassa le spalle almeno posso vedere la figa, mi avvicino con la faccia, posso sentire il suo profumo, inizio a leccarla un po’, sento il suo gusto, buonissimo, con le dita le allargo le labbra per potere andare più in profondità con la lingua, la lecco sempre più appassionatamente, con un dito inizio a massaggiare il suo clitoride che è sempre più gonfio, lo succhio, lei inizia ad ansimare sempre di più. Esce sempre più liquido e io lo ingoio sempre più avidamente e lei maliziosamente mi dice:

– Se ingoi qualcosa di mio dovrò poi renderti il favore Sento che sta per avere un orgasmo e smetto, mi sdraio sulla schiena, si mette con la fica sopra la mia faccia e scende lentamente fino a appoggiarla sul mio viso, io continuo a leccare la sua vagina e bere tutti i suoi liquidi che continuano ad uscire, allungo le mani fino a raggiungere le tette e iniziare a massaggiarle, sposta il bacino un po’ più avanti almeno posso dedicarmi al buco del culetto. Continuo per tanto tempo. Si china in avanti e inizia a dedicarsi a me, mi slaccia i pantaloni e libera dai boxer il mio membro lungo e duro, io nello stesso tempo torno a leccarli la figa grondante e riprendo il pennarello che infilo nel buco del culetto. Lei mi prende le palle tra le mani, appoggia la sua dolce bocca sulla mia cappella ormai viola, inizia a baciarla, a succhiarla, sento che il mio cazzo scompare tutto dentro la sua bocca, con una mano sta continuando a massaggiarmi le palle con l’altra me lo stringe forte, risale per prendere fiato, sento il piercing della sua lingua che mi tocca la cappella bellissimo. Adesso al posto della lingua arriva una mano, sento un dito che gira attorno al mio buchino del cazzo, che bel solletico eccitante, con due dita mi spreme la cappella per far uscire il primo succo. Il membro riviene ingoiato tutto dalla bocca calda e continua a succhiare sempre più potente, sto quasi per venire ma lei si ferma. La storia sta cambiando. Lei si alza e si gira posiziona sopra la mia pancia con la sua figa bagnata io faccio per allungare le mani e prenderle le tette ma lei le prende e me le blocca a terra, facendo questo mi schiaccia le sue tette sulla mia faccia si rialza e mi dice seriamente:

– puoi toccarmi soltanto quando lo vorrà la tua padrona Li ho capito che dovrò obbedire a tutto quello che vorrà ma sono ormai troppo eccitato per contraddirla. Scende lentamente sulla mia faccia e mi ordina di leccarle le tette, io da bravo schiavetto ubbidisco, succhio come un bambino piccolo i suoi capezzoli ormai durissimi. Lei inizia a muovere lentamente il suo bacino all’altezza del mio ombelico lasciandomi una striscia del suo miele. Scivola un po’ più in dietro fino al mio cazzo, lo prende con una mano e inizia a farlo passare tra le labbra ma senza farsi penetrare, io ne ho tanta voglia ma lei vuole farmi soffrire, io sono tesissimo, voglio scoparmela ma è lei che sta comandando. Sento il cazzo che è appoggiato al suo corpo, lascia la sua mano, mi guarda e sorride, non so perché ma immagino che lo scoprirò presto. Senza aspettarmelo fa:

– salto, salto. io ho un male atroce al mio pene, con quei due saltelli si è fatta inculare del mio cazzo. Io sento che è entrato in qualcosa ed è molto stretto anche a lei probabilmente ha fatto male a sentire dal urlo smorzato che ha fatto. Adesso è li ferma a guardarmi sorridendo, quanto basta per farmi leggermente passare il male e a lei per abituarsi a l’intrusione del mio membro nel suo ano. Adesso va indietro, appoggia le mani sulle mie caviglie almeno posso vedere la sua passera. Inizia a muoversi lentamente su tutta la lunghezza del mio cazzo, muovo leggermente il bacino per aiutarla un po’ ma mi ordina di stare fermo, io non posso fare che ubbidire. Immagino che per lei sia la prima volta che faccia sesso anale perché smette subito. Scende dalla mia mazza e si sdraia sul pavimento. Lei mi ordina:

– Leccami ancora la figa schiavo! Io non allora mi alzo e inizio a leccare a partire dai piedi, salgo, continuo a leccare all’interno cosce e finalmente arrivo alla figa, lei allarga ancora di più le gambe per favorirmi il lavoro. Adesso mi ordina:

– Porta il tuo cazzo vicino alla mia faccia, subito! Io come un lampo vado li e le metto li in cazzo a pochi centimetri dalla sua bocca. Con le mani va a frugare nella sua borsetta ed estrae un preservativo, lo apre e me lo appoggia sulla cappella, poi me lo prende in bocca e me lo stende sull’asta con la lingua, una volta fatto questo me lo aggiusta con le mani e dopo mi ordina:

– Adesso scopami come uno stallone ma potrai venire soltanto quando la tua padrona te lo ordinerà! Eccomi li finalmente con il cazzo davanti alla sua vagina, lo inserisco lentamente fino a fare toccare le palle contro il culo, inizia ad ansimare. Io continuo a fare un avanti e indietro facendo uscire completamente il mio membro. Mi ordina di aumentare il ritmo e io non posso fare altrimenti, sento che le contrazioni iniziano ad essere frequenti. Sta per avere un orgasmo. Eccolo lo capisco dalle contrazioni attorno alla mia asta e dalle su e urla e mi dice:

– VIENI SCHIAVO! Finalmente, non ce la facevo più e finalmente ho potuto sfogarmi e a fiotti bianchi ho riempito il preservativo, mi fermo qualche secondo dentro in quella caverna calda e accogliente. Mi ordina:

– Adesso vieni qui e svuotami il preservativo con il tuo succo nella mia bocca. Io sono li e davanti alla sua faccia mi sfilo il goldone e le faccio cadere in bocca la sborra che c’era dentro lei la ingoia tutta e lancia un grande apprezzamento, adesso la sua bocca passa a succhiare le ultime gocce di succo che ci sono sulla mia mazza, e mi succhia violentemente la cappella. Mi dice di scendere e baciarla, io lo faccio, le nostre lingue si intrecciano, io posso sentire il mio gusto che è nella sua bocca e probabilmente lei sente il suo che è nella mia. Restiamo cosi appiccicati per molti minuti. Io poi prendo l’iniziativa, pensavo fosse finito il gioco dello schiavo-padrona, allungando una mano tra le su cosce, Smette di baciarmi e mi guarda:

– Cosa fai schiavo? non ti ho dato il permesso di toccarmi! Vuoi ricominciare? Vai sulla sedia e siediti, te lo ordino Io con il cazzo che è di nuovo tornato diritto faccio quello ordinato dalla mia padrona. Lei inizia a giochettare un po’ con il mio membro lo schiaffeggia, lo prende in mano e lo stringe forte per farmi ingrandire di più la cappella poi lo lascia, gioca con le mie palle e poi lo riprende in bocca, tutto in un colpo fino alle palle, ritorna fu soffia sulla cappella e ci passa sopra un dito poi lo ingoia ancora avidamente con la bocca. Lascia l’asta per cominciare a succhiare e leccare le palle. Il cazzo è tornato lungo e duro come prima, si allontana e prende in mano le sue belle abbondanti tette e mi domanda:

– Vorresti provarle attorno al tuo cazzone? Rispondo:

– Io non posso scegliere, sei tu la padrona

– Hai capito chi comanda, molto bene, te le concederò allora – dice lei Avvicina le sue belle mammelle attorno al mio matterello, lo stringe forte ed inizia a fare un su e giù piano, una goduria, e pensare che qualche ora fa era soltanto un sogno quello che mi sta accadendo adesso. Adesso è venuto di nuovo il tempo per lei per godere, lascia il cazzo e si alza, che corpo scultoreo, si gira, anche il suo culo è stupendo, si piega un po’ in avanti e poi viene a sedersi sopra di me. Ricomincia a muovere leggermente il bacino sul mio membro, per lubrificarlo con i suoi umori. Si ferma, si alza un attimo dal mio corpo, fa passare una mano tra le sue cosce e mi prende la mazza in mano, appoggia la mia cappella ancora sul suo ano, questa volta però si fa impalare più lentamente della prima volta, questa volta siccome lei è ancora un po’ dilatata e il mio pene è lubrificato entra un po’ meglio e fa molto meno male di prima sebbene sia ancora stretto. Inizia una cavalcata, io con le mani passo a toccarle la figa, lei non mi proibisce niente e inizio a masturbarla, gioco con le dita e il suo clitoride. Le infilo le dita, è sempre più bagnata, lei continua il su e giù sulla mia mazza mentre io le faccio un ditalino. Sento che sta per avere un altro orgasmo, accelero il mio massaggio sulla su passerina, si ferma, dalla voce e dalla quantità che di liquido che esce posso capire che le ho fatto avere un altro orgasmo, bello ma meno potente di quello di prima. Scende dal mio corposi volta e ricomincia un pompino, siccome l’inculata di prima mi aveva molto stimolato sono bastate poche succhiate e le vengo in bocca; come prima, l’ingorda, non ha sprecato alcuna goccia del mio seme ingoiando tutto. Sempre tenendomi il pene in mano sale e mi infila la lingua in bocca, io non posso fare altro che contraccambiare con un bacio appassionato. Si volta e si piega a novanta per raccogliere il suo perizoma mostrandomi anche tutta la bellezza della sua vagina per l’ultima, forse, volta Pure io mi rivestii ma sempre guardando il corpo scultoreo di quella donna. Rivestito ma intriso ancora del suo odore esco dal suo ufficio, sto per chiudere dietro di me la porta quando sento che mi dice:

– Sei stato bravo schiavetto, ma la prossima volta pretenderò di più!

– Sempre ai suoi ordini mia padrona. – le rispondo con un sorriso Perciò ci sarà una prossima volta. Prendo la direzione dell’ascensore, ormai la mia giornata lavorativa era finita. Il giorno dopo dovrò recuperare quello che non ho fatto questo pomeriggio ma ne è valsa la pena, sono motivato anche a fare molti straordinari se necessario. FINE

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un’altra domensione. Arriva all’improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E’ così che nasce un racconto erotico.

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