Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Ricordi / Francesca la vendetta
copertina racconto erotico

Francesca la vendetta

Francesca, una bella signora di trentasei anni, non eccessivamente prosperosa, ma comunque dotata di una terza misura del tutto ragguardevole, viveva in una villetta in un paese in provincia di *****.
Con lei abitava anche un marito, Piero, più vecchio di lei di circa quattro anni, e due bambini, un maschietto ed un femminuccia.
I rapporti tra marito e moglie non erano certo dei migliori. Il sesso per Francesca era sempre stato un problema. Ormai erano mesi che non permetteva al marito di toccarla.
Come gran parte delle casalinghe di quell’età si sentiva sfruttata e poco apprezzata sia da Piero che dai due figli.
La sua giornata tipo cominciava nell’alzarsi per preparare i bambini per la scuola, poi continuava con le faccende domestiche, i letti, l’aspirapolvere, i pavimenti. Il pranzo si risolveva spesso in panino o un frugale spuntino consumato davanti al televisore. Poi la giornata continuava con montagne di biancheria da stirare, fino alle quattro, ora in cui Francesca si preparava per andare a prendere i bambini.
Unica variazione a questa monotonia era il massaggio Shatzu due volte la settimana nel paese vicino.

Quella mattina si era svegliata già con la luna e, quindi bastò un niente per rispondere in malo modo a Piero.
Il marito, già nervoso perché rischiava di arrivare tardi ad un appuntamento di lavoro, era un libero professionista, le rispose a bruciapelo:
Francesca, perché non vai a farti sfottere ? –
Stai attento che non ti prenda in parola, non ne posso più di questa vita. –
Ma chi vuoi che ti voglia, guardati allo specchio quanto sei sexi al mattino. –
Vedrai che qualcuno mi apprezzerà. –
Se trovi uno così stupido, non fartelo scappare. –
Detto ciò uscì con i bambini avviandosi alla macchina.

Francesca, ancora infuriata, andò davanti allo specchio e dovette constatare che Piero aveva ragione.
Fu questione di un attimo e prese la decisione: Si tolse la camicia da notte, si fece una salutare doccia, si truccò e si pettinò.
Si mise un reggiseno a balconcino e un tanga di pizzo, una camicetta semitrasparente e una minigonna ridottissima e, per concludere, un paio di scarpe con il tacco.
Di fronte allo specchio si ritenne soddisfatta del risultato. Si avviò quindi alla macchina ancora decisa a farla pagare. Decise di andare a comprarsi quella borsetta che le piaceva tanto nella cittadina lì vicino.
Normalmente evitava di parcheggiare l’auto nel posteggio a pagamento perché aveva notato che il custode, un ragazzo di circa vent’anni, le lanciava spesso occhiate significative.
Quel giorno decise di fregarsene e fermò la macchina proprio vicino a dove i trovava il giovanotto.
Costui , quando vide aprirsi la portiera e uscire uno stupendo paio di gambe si precipitò a tenerle aperta la portiera.
Prego, signora, lasci che l’aiuti –
Grazie, sei molto gentile –
Posso offrirle una bibita ? –
Adesso non posso, magari un’altra volta. –
Detto ciò Francesca si avviò a far compere sentendosi lo sguardo dell’arrapato ragazzo sul suo didietro.
Quando tornò carica di pacchetti, vide, con una certa soddisfazione, che il suo ammiratore era ancora vicino alla sua automobile.
Purtroppo non era abituata a portare le scarpe con i tacchi alti e proprio in prossimità dell’auto incespicò, e, sarebbe sicuramente caduta se il ragazzo, non fosse andato in suo aiuto.
Per sorreggerla, una mano andò a schiacciare proprio il petto di Francesca. Il capezzolo destro uscì dal reggiseno senza che la donna se ne accorgesse.
Grazie, se non fosse stato per te sarei andata lunga e distesa per terra, come posso fare per sdebitarmi? –
Può venire a prendere un aperitivo con me, tra un quarto d’ora smonto dal mio turno –
Va bene, mentre aspetto vado a prendere il giornale a quell’edicola là, ti aspetterò qui. –
Ehm, signora, forse sarebbe meglio che si ricomponesse, le è uscito uno stupendo seno dal reggipetto. –
Diventata tutta rossa in viso, Francesca si ricompose farfugliando:
Grazie di avermi avvisata e grazie anche per il complimento, sei molto gentile. E, basta con il darmi del lei, non sono così vecchia, io mi chiamo Francesca e tu ? –
Andrea, sign… Francesca –
Dopo quindici minuti era indietro ad aspettare che il ragazzo passasse le consegne.
– Purtroppo il locale dove volevo portarti è chiuso oggi, quindi dovremo rimandare. –
Disse Andrea.
Lusingata dalla gentilezza e dall’ammirazione per il suo fisico dimostrate dal giovanotto Francesca ribatté:
No, se non ti spiace conosco un ottimo locale, fa lo stesso per te se andiamo lì ? –
Basta che sia qui vicino perché non ho la macchina per accompagnarti. –
Andremo con la mia, che ne dici? –
Ma, non so –
Insomma mi hai spesso invitato a bere con te ed oggi che ne hai l’occasione ti tiri indietro? –
Hai ragione, sono un imbecille, chiedo scusa, ma non mi sembra neanche vero che una stupenda donna come te accetti di bere con ragazzo insignificante come me. –
Quando salirono in auto, la gonna, già ridottissima, di Francesca salì lungo la coscia ulteriormente lasciando completamente le gambe scoperte.
Mentre cercava di infilare le chiavi nel quadro, le caddero inavvertitamente tra le gambe.
Andrea, di indole molto servizievole, fu pronto a chinarsi.
La donna, forse inavvertitamente divaricò leggermente le cosce.
Quando Andrea si raddrizzò era rosso come un peperone.
Cosa ti è successo? Stai male? –
Niente, è che mi fai perdere la testa. Sei troppo bella. –
Dai, andiamo.
E detto ciò inserì la marcia e partì
Parlando del più e del meno Francesca venne a sapere che Andrea faceva quel lavoro durante l’estate per guadagnare un po’ di soldi per potersi pagare le vacanze.
Studiava biologia all’università di ****.
Così in breve tempo Francesca arrestò la macchina in un parcheggio di un bar fuori paese.
Ordinarono lei un Campari e lui un vermuth rosso.
Per tutto il tempo che restarono seduti il barista non staccò mai gli occhi dalle gambe di Francesca.
Una volta usciti, Andrea glielo fece notare dicendo:
– Certo che ti ha spogliato con gli occhi quel satiro. –
Francesca, già su di giri per l’aperitivo alcolico a cui non era abituata, si schernì :
Figurati, non merito tanta ammirazione. –
Questo lo dici tu – replicò Andrea.
Così dicendo appoggiò il palmo della mano sul ginocchio destro della donna.
Francesca fu percorsa da un brivido di eccitazione, e lo lasciò fare.
Visto che non reagiva, il ragazzo si fece più intraprendente cominciando a risalire lungo la coscia fino al bordo della gonna cominciando ad accarezzarne l’interno con movimenti circolari.
Francesca cominciò ad ansimare. Con un ultimo scrupolo disse:
Fermati, sono sposata. –
Contemporaneamente, gli prese il polso, ma anziché allontanarglielo, lo trattenne dove era.
In preda ad un’eccitazione che non provava da anni, ricacciò indietro i rimorsi, rievocando le frasi del marito.
Hai un posto dove possiamo andare?
Ho un monolocale che divido con un amico a ******, però adesso il mio amico è in vacanza. –
Allora andiamo lì- disse lei risoluta.
Una volta entrati, si strinse a lui con passione baciandolo sulla bocca.
Contemporaneamente gli slacciò la camicia e cominciò ad accarezzargli il petto.
Lui, dopo un attimo di smarrimento, le slacciò la camicetta e le abbassò la minigonna con uno strattone, facendo così saltare i bottoni che la chiudevano.
Lasciatala in tanga, reggiseno e scarpe con il tacco alto, la fece allontanare da sé facendola ruotare su se stessa per poterla ammirare.
La prese tra le braccia e la portò al letto.
Si tolse i pantaloni e si sdraiò vicino a lei.
Infilò due dita nel perizoma e strappò, poi fece lo stesso con il reggiseno.
Era già completamente bagnata, così lui poté penetrarla senza difficoltà.
In pochi minuti la portò all’orgasmo, poi la fece alzare e la costrinse, nonostante le sue proteste, a prenderglielo in bocca, scopandola anche lì.
Quando stava per venirle in bocca si ritrasse fermandosi un attimo per calmarsi, lasciandola eccitata e ansiosa.
La fece allora girare sulla pancia.
No, non voglio, non è bene. –
Taci, devi ubbidire a tutto ciò che ti ordino. Mettiti a gattoni sul bordo del letto. –
Messosi in piedi si avvicinò a quello stupendo didietro.
Non farmi male, fai piano, non lo ho mai fatto così. –
Non riuscì a terminare la frase, perché Andrea, dopo aver bagnato il buchino con gli umori che colavano dalla figa, con una spinta improvvisa fu dentro di lei, lasciandola senza fiato per il dolore.
Non contento, cominciò a muoversi avanti ed indietro causandole altro dolore.
A poco a poco, però dovette ammettere che il dolore si stava trasformando in un piacere intenso e mai provato prima. Cominciò ad urlare per il piacere, mentre raggiungeva nuovamente l’orgasmo.
Estratto da lei il membro, le si parò nuovamente davanti al viso ficcandole il cazzo nuovamente in bocca e spingendoglielo fino in gola.
Dopo vari movimenti avanti ed indietro le venne copiosamente in gola.
Francesca, non aveva mai ingoiato lo sperma di suo marito, questa volta fu costretta a farlo se non voleva strozzarsi.

Finito tutto si sdraiarono entrambi sul letto continuando a parlare.
Sentì il campanile suonare le tre ed ebbe un balzo.
Si fece una doccia e poi comunicò al suo giovane amante che doveva corre a casa e prepararsi per andare a prendere i figli a scuola.
No, ci andrai direttamente da qui. –
Ma come faccio, non ho più ne mutande ne reggiseno
E cosa importa ci andrai senza .
Ti metti solo la camicia.
C’è sempre il problema della minigonna.
Tieni ti do una spilla da balia.
Ma qualcuno di accorgerà che sono praticamente nuda.
E cosa i importa, chi ti noterà non potrà che apprezzare il tuo bellissimo corpo.
Una volta in macchina, si precipitò fuori dalla scuola dei due bambini. Quando scese dall’auto si tenne in disparte, ciò nonostante un uomo che era lì non poté fare a meno di ammirare le sue bellissime curve dicendo : – complimenti per il fisico, signora. –
Quando tornò a casa ebbe giusto il tempo di riordinarsi per poi mettersi preparare la cena.
Alle sei di sera il marito rientrò e la trovò, come spesso capitava, davanti ai fornelli.
Ciao, cara, tutto bene ? –
Ciao, come al solito ed a te? –
Ti sei calmata un po’? Hai trovato qualcuno che ti apprezzasse più di me ? –
Fai dello spirito ? –
No figurati, vedrai che sarà per la prossima volta. Domani è un alto giorno, e sarai più fortunata –
Lasciamo perdere, tu non sai cosa dici –
detto ciò tornò a girarsi verso i fornelli dicendo :
Vai a lavarti le mani e chiama i bambini che è pronto.
Poi tra disse a bassa voce, sorridendo.
Domani è un altro giorno, speriamo ancora migliore di oggi. – FINE

About Porno e sesso

I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.