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Giù la maschera

Erano anni che ne sentivo parlare in un modo entusiastico, come se non ci fosse che quello, da mio padre, da mia madre dagli zii, da mia sorella e addirittura da mia cugina, era il famoso ballo in maschera che tutti gli anni si svolgeva nella tenuta dei Conti Maggioni alla periferia della nostra città, in occasione del giovedì grasso, che concludeva il carnevale.
Della famiglia io ero l’unico che ancora non aveva partecipato, avevo infatti studiato fuori a Firenze, dove avevo frequentato sia il liceo che gli studi universitari, e diciamoci la verità anche perché preferivo partecipare alle feste con i miei amici e amiche piuttosto che con i miei genitori.
L’anno invece non avevo scuse, se pur convalescente dopo una bruttissima influenza, che mi aveva stremato non potevo dire di no all’invito formulatomi addirittura dalla Contessa Maggioni che come tutti gli anni si incaricava di invitare di persona i suoi amici.
Mio padre, Marco, 50 enne, era stato compagno di scuola e di università del conte, mia madre, Maria, 45 enne era da una vita loro amica, e aveva condiviso con la Contessa la gioia della sua gravidanza, trascorrendo insieme da ricoverate gli ultimi giorni in una clinica, mia zia, Lucia, gemella di mia madre era perfettamente uguale a lei, tanto che ancora adesso dopo vari anni e gravidanze persino i loro mariti e addirittura noi figli qualche volta le scambiavamo l’una per l’altra.
Mio zio, Franco, il marito della sorella di mia madre aveva all’epoca 45 anni come la moglie, alto 1, 75, moro con gli occhi scuri, magro come un chiodo, la loro figlia, Rosa, 24 enne alta circa 1, 70 bionda come la madre, slanciata, formosa al punto giusto sembrava una fotocopia della madre ed assomigliava tantissimo a mia sorella, Carmen, mia gemella.
Mi avevano riempito la testa di raccomandazioni, “non puoi mancare sarebbe un grosso sgarbo”diceva mia madre, ” vedrai fratellino ci divertiremo” rincarava la dose mia sorella. Ed ancora ci si era messa anche la mia adorata cuginetta a rompere, facendomi capire che era una festa unica e che il divertimento era assicurato.
Comunque sia accettai mio buon grado e decisi di andare completamente mascherato in modo che nessuno mi riconoscesse.
In un negozio di vestiti per teatro presi a noleggio un bellissimo abito del periodo della rivoluzione francese, si insomma uno di quei vestiti da Re Sole, una parrucca bionda con tutti i boccoli, il trucco per il viso e il giorno del ballo mi feci truccare da una mia amica.
Così vestito mi recai puntualissimo alle 21 alla villa dei Conti.
Gli altri ospiti erano quasi tutti arrivati, la contessa Maria mi accolse festosa insieme al marito e mi guidò all’interno della villa dove i partecipanti si stavano già rifocillando e iniziavano a ballare.
Diedi una occhiata in giro per cercare i miei parenti ma tutti gli ospiti erano mascherati e truccati completamente come me, anche se con costumi diversi, e non riuscii ad individuare nessuno, neanche dalle voci che si levavano alte e festanti.
Non avevo ancora fame ma mi versai un bicchiere di negroni e iniziai a girare per la casa.
Individuai una ragazza, mi avvicinai per fare due chiacchiere, ma subito una maschera si avvicinò a noi portandola via e lasciandomi momentaneamente solo.
Dopo alcuni istanti due mascherine mi circondarono e mi trascinarono in una grande stanza con cammino dove diversi ceppi ardevano, producendo un bel tepore ed illuminandola stanza. Diverse coppie erano già impegnate in giochi amorosi, le due ragazze iniziarono a baciarmi, una di loro si impossessò del mio cazzo che iniziava ad ingrossare.
Le due ragazze erano piuttosto disinibite e si baciavano anche tra di loro e dopo alcuni minuti di palpeggiamenti una di loro si inginocchiò e mi abbassò i pantaloni prendendomi il cazzo in bocca mentre io avevo infilato la mano sotto la gonna dell’altra.
Dopo alcuni minuti di palpeggiamenti una delle due mascherine mi trascinò su un divano libero e dopo avermi fatto sdraiare si sistemò sopra il mio viso, scostando le mutandine e avvicinando la sua fighetta alla mia bocca.
La sua ampia gonna mi copriva completamente il viso e mentre iniziavo a leccare, introducendo la mia lingua nel pertugio umido e grondante di umori, l’altra ragazza aveva liberato il mio cazzo dai pantaloni e aveva iniziato a lambirlo con la sua calda lingua.
Impegnato a leccare la figa della giovane che si muoveva sul mio viso, non vedevo nulla, ero al buio completo e mi dimenticai di dove eravamo, ben presto la ragazza che mi spompinava mi sfilò i pantaloni , le scarpe e le calze, mentre continuava a infilarsi il mio cazzo che ormai aveva raggiunto la piena erezione, in bocca.
Infilai le mani sotto la gonna di quella che era seduta sul mio viso e iniziai a giocare con due dita nella figa e uno in culo strappandole dei gemiti.
Intanto il mio cazzo subiva la tortura da parte dell’amica, poi all’improvviso sentii che le lingue che giocavano sul mio cazzo erano diventate due, la nuova bocca era sicuramente più esperta mi succhiava come se volesse aspirare tutto.
Dopo alcuni minuti la ragazza che si trovava sul mio viso si spostò ridendo e dandomi un bacio in bocca, e con mia grande meraviglia scoprii che chi mi stava spompinando così bene era un uomo, questo ultimo si sollevò lasciando per un attimo il mio cazzo e mi diede un bacio in bocca.
Diedi una occhiata in giro per vedere se qualcuno mi aveva visto mentre baciavo un uomo, ma le poche persone, due coppie erano molto impegnate e sicuramente avevano altro a cui pensare che non guardare le mie effusioni amorose.
Le due ragazze si misero a parlottare tra di loro, dopo di che una delle due ci prese per mano e ci fece segno di seguirle, ci portarono in una stanza vicino dove un letto matrimoniale troneggiava imponente, rapidamente come presi da un furore ci spogliammo tutti e quattro, mantenendo ancora le maschere sul viso, ed iniziammo a toccarci come se fossimo stati a digiuno di sesso chissà da quanto.
Afferrai la ragazza che si era messa a cavalcioni su di me e dopo averla fatta distendere sul letto iniziai ad infilargli il cazzo dentro la figa che era allagata dagli umori, l’atra ragazza si mise a cavalcioni sul viso della mia sconosciuta amica e inizio a farsi leccare mentre prendeva il bocca il cazzo dell’uomo.
Io sono sicuramente ben dotato, ma il nostro amico era messo meglio di me, vedevo il cazzo dello sconosciuto che non riusciva ad entrare in bocca della ragazza da quanto era grosso, lo impugnava a due mani e lo succhiava con passione, ad un certo punto mi guardò in viso e lo spinse verso la mia bocca, mi venne quasi normale prenderlo in bocca e succhiarlo contraccambiando il piacere che mi aveva dato prima.
Chiaramente io non ero esperto, ma mi misi d’impegno e lui mi mise una mano sulla testa per guidarmi nella ricerca del piacere.
Dopo alcuni minuti riuscivo ad infilarmelo tutto in bocca come una puttana esperta , mentre scopavo la ragazza, l’altra si spostò e si mise dietro di me leccandomi le palle e la regione anale, sentivo la sua lingua che mi frugava tra le pieghe, rallentai i movimenti per permetterle di leccarmi meglio, e la troietta ne approfittò infilandomi un dito in culo.
Lentamente ad un dito si unì un secondo e dopo alcuni minuti eccitatissimo venni inondando la figa di quella che stava sotto di me.
L’uomo allora sfilò il cazzo dalla mia bocca e mi fece spostare il tanto che bastava per farmi uscire dalla figa, e inchinandosi andò a leccarle la figa leccando così anche la mia sborra.
Nonostante fossi appena venuto la mia erezione non accennava a diminuire e l’uomo lecco le ultime gocce di sperma direttamente dal mio cazzo, mi fece sdraiare ed iniziò ad infilare un dito nel mio culo, dopo averlo lubrificato abbondantemente con della saliva ne introdusse lentamente un secondo, sentivo che le infilava lentamente , le toglieva, sputava abbondante saliva e le rifilava, quando vide che il mio culo si allargava infilò anche un terzo dito, alla fine poggiò il suo grosso cazzo sulla mia rosetta ormai dilatata e iniziò l’introduzione di quel cazzo enorme spingendo piano per non farmi soffrire.
Nonostante tutte le precauzioni sentii un dolore pauroso che mi arrivava al cervello, era veramente grosso e mi faceva un male boia, l’uomo interruppe la penetrazione per permettermi di adattare il mio sfintere all’ introduzione, poi riprese lentamente fino a quando non sentii il contatto delle palle, a questo punto pian piano si sfilò e lo introdusse di nuovo dentro, il mio culo si stava adattando alla intrusione e nonostante sentissi ancora molto dolore spinsi come per defecare per aiutare lo sconosciuto a penetrarmi meglio.
Ormai i colpi si susseguivano con violenza e iniziavo a sentire piacere, la mia erezione lo dimostrava a pieno, una delle due ragazze iniziò a spompinarmi, il doppio stimolo, anale e sul cazzo produsse ben presto i suoi effetti, venni in bocca alla ragazza proprio quando sentii che lo sconosciuto irrigidendosi e infilandomi di colpo tutto il cazzo in culo mi inondava il retto con un fiume di sborra, la ragazza che aveva ricevuto la mia sborra in bocca, si staccò dal cazzo e si chinò sul mio viso baciandomi e facendo scivolare tutta la sborra che non aveva volutamente ingoiato nella mia bocca.
Lo sconosciuto si sfilò dal mio culo, mi mise il cazzo in bocca mentre l’altra ragazza che fino a quel momento si era limitata a leccare la figa di quella che mi spompinava si gettò sul mio ano ancora aperto e vi introdusse la lingua leccando e aspirando la sborra che usciva lentamente.
Non avevo mai provato delle esperienze simili, stavo ancora godendo con il culo sotto la lingua della ragazza, quando qualcuno entrò nella stanza, sicuramente un’altra coppia in cerca di riservatezza.
Qualcuno accese una luce, e potei così vedere che le persone che erano appena entrate erano mio padre, con il cazzo fuor, i e mia cugina.
I miei compagni di giochi si sfilarono la maschera con mio stupore mi accorsi che erano mia madre, mia sorella e mio zio.
Ero ancora sbigottito quando mio zio mi disse “prima o poi doveva succedere, meglio così”, mia madre era quella che mi aveva spompinato e che per prima si era fatta scopare da me rimase in silenzio, mentre mia sorella che era quella che si era messa a cavalcioni e che si era bevuto lo sperma che mi usciva dal culo mi strinse la mano sorridendomi e mi diede un bacio sulla guancia.
Mio padre si avvicinò a me che ancora inebetito stavo sdraiato sulla schiena a gambe divaricate e mi diede una pacca sulla gamba e disse: “ai provato anche tu lo spacca culo di tuo zio” vedrai ti abituerai come mi sono abituato io” e dicendo così mi diede le spalle e usci.
Rimasi sgomento e senza parole, in un attimo tutti uscirono dalla stanza e rimase solo mia madre, che disse: “penso di doverti dare delle spiegazioni”.
Io mi trovavo nudo davanti a mia madre che mi ero appena scopato, con il culo ancora aperto e grondante di sborra che mi era stato sfondato da mio zio davanti a lei, mi ero fatto spompinare da mia sorella, annuii silenziosamente con la testa

La confessione: mia madre

Sembrava tranquilla, mi disse: “vedi tutto è cominciato anni fa, devi sapere che nonostante gli anni con tuo padre c’è sempre stata una intesa sessuale perfetta, non ci siamo mai negati nulla e quando appena partorii considerando che non potevo avere rapporti sessuali diciamo così normali, per via della episiotomia, quel taglio che ti fanno tra la vagina e l’ano per farti partorire per impedire che la testa del feto uscendo laceri tutti i tessuti, abbiamo iniziato a fare sesso anale, all’inizio e vero che non provavo tanto piacere ma poi mi è piaciuto sempre di più, che sono io ora che gli chiedo di farlo.
Una sera mentre facevamo l’amore, mi ha chiesto come sempre di prenderlo in bocca, quella volta forse mi sentivo più disinibita fatto sta che nella foga gli infilai un dito in culo.
Deve essergli piaciuto tanto che mi è venuto subito in bocca, un po’ di tempo dopo lo stavo spompinando ma non gli veniva duro, allora ho preso un po’ di crema per le mani e gli ho messo le dita in culo, all’inizio faceva resistenza ma poi sono riuscita ad infilargli tre dita, dalla volta tutte le volte che facevamo l’amore ci divertivamo con la fantasia a giocare immaginando una persona che si univa a noi e ci prendeva in tutti i modi possibili.
Ci siamo comprati dei cazzi di gomma e ci divertivamo un po’ come fanno tutte la coppie immaginando dei potenziali corpi per quei cazzi cosi reali.
Addirittura ci siamo dotati di un grosso cazzo a due teste che infilavamo nei nostri rispettivi culi e ti giuro godevamo da matti
Un giorno sono tornata a casa all’improvviso e prima del previsto è ho trovato tuo padre che si scopava mia sorella gemella, tua zia, quella troia si era spacciata per me e si stava facendo fare il culo perché il marito, tuo zio non ne voleva sapere, diceva che gli faceva schifo l’odore di merda e che non gli piaceva il cazzo sporco”.
“Io” continuò mia madre “non dissi nulla e silenziosamente così come ero arrivata uscii di casa senza farmi sentire, ma mi ripromisi di vendicarmi, l’occasione venne per caso circa un mese dopo quando tua zia che ignorava che io gli avevo scoperti mi chiamò chiedendomi se potevo andare a casa sua perché stava aspettando l’idraulico ma lei aveva già un impegno, una volta arrivata nel suo appartamento lei uscì ed io mi misi alcuni dei suoi capi di abbigliamento e aspettai l’idraulico.
Questi a dire il vero arrivò solo dopo alcuni minuti e sbrigato il lavoro mi salutò e andò via.
Subito dopo arrivò tuo zio che irretito dal mio abbigliamento e dai miei modi lascivi mi scopò come un riccio, ad un certo punto mentre lo spompinavo gli feci come di solito facevo a tuo padre, gli ficcai un dito in culo, lo gradì moltissimo e venne copiosamente nella mia bocca. Ero riuscita ad infilargli tre dita in culo e mi fu facile convincerlo ad incularmi per farmi provare almeno in parte quello che aveva provato, mi ero completamente dimenticata di chi ero e di dove fossi, il cazzo di tuo zio era troppo bello per farmelo sfuggire, mi feci inculare, fu una esperienza bellissima e meno male che ero abituata perchè era talmente infogato che mi avrebbe spaccata. Chiaramente a fine serata gli confessai chi ero realmente, e continuammo a scopare alle spalle di mia sorella e di tuo padre per alcuni mesi, come d’altronde faceva tua zia e tuo padre, una sera eravamo a cena tutti e quattro e tuo padre scherzando mettendomi una mano sul sedere disse a tuo zio vantandosi che lui quasi tutte le sere mi faceva il culo, non sapendo che lo faceva alla cognata e non a me.
Non riuscii a stare zitta e confessai a tuo padre della tresca che mia sorella aveva ordito nei suoi confronti e come io avevo risposto.
All’inizio s’incazzò tantissimo perchè lui era l’unico che non sapeva nulla, ma sia io che tua zia riuscimmo a convincerlo come se ci fossimo messe d’accordo facendoli un pompino doppio. La stessa sera mentre spompinavo tuo zio e gli ficcavo tre dita in culo lo convinsi a provare qualche cosa di più bello, farsi inculare da tuo padre, che si fece rendere il servizio, poco dopo.
Adesso sia tuo padre che tuo zio non disdegnano prenderlo in culo.
Poi nei nostri giochi sono entrati tua sorella e tua cugina, ma questo lo saprai da loro.

La confessione: mia sorella

A questo punto non avevo nulla da dire, recuperai i miei vestiti e dopo essermi ricomposto andai a casa mia, mia sorella era gia rientrata con mio padre, velocemente mi svestii, e mi diressi in bagno per farmi una doccia.
Mentre ero sotto l’acqua, mia sorella entrò in bagno come faceva da ragazzina e si sedette sul water, e nonostante fossi abituato fin da ragazzino a vedermela sbucare davanti sempre quando ero sotto la doccia o seduto in bagno, quello che avevamo fatto la sera gettava delle nuove luci nel nostro rapporto a stento mascherai la mia ansia.
Mia sorella Carmen, aspetto che finissi e mi disse: “sai fratellino, tu hai un problema, dobbiamo parlare. ” “Ah” risposi “sono io che ho un problema o siete voi in questa casa che avete un grosso problema”. “No vedi” disse Carmen adesso ti spiego, mi seguì nella mia camera da letto e si sedette sul bordo, e iniziò.
“Sai per anni ti ho visto nudo, quando ti facevi la doccia, quando rientravi dagli allenamenti e ti spogliavi in camera tua senza chiudere la porta, ed ho sempre desiderato toccarlo, baciarlo, ma eri mio fratello e le fantasie sono rimaste tali finche una sera, mi ricordo che era molto tardi, mi sono alzata per andare in bagno, e ho sentito dei rumori che venivano dalla camera di papà e mamma.
All’inizio non ci ho fatto caso, avevo mal di pancia e sono andata di corsa in bagno, ma quando sono ripassata davanti alla loro camera la porta era socchiusa è non ho potuto fare a meno di guardare e sentire.
Stavano facendo l’amore, e fin qui nulla di strano gli avevo visti almeno altre due volte, la sera invece mamma era supina con papà sopra di lei, la stava scopando in culo, mentre lui aveva un cazzo finto in culo che entrava e usciva dal suo culo ad ogni movimento con la mamma che gli diceva: “vorresti che nel tuo culo ci fosse il cazzo di Franco? vero, e che al mio posto ci fosse Carmen dillo stronzo ti ho visto come la guardi vorresti farle il culo vero…. dillo”.
Papà annuiva e gridava “si vorrei Franco qui che ci inculasse tutti e due e vorrei Carmen le sfonderei il culo a quella troia di mia figlia”.
“Per poco non urlavo sono venuta senza toccarmi”, continuò mia sorella, “sapere che tuo padre e tua madre ti rendono partecipe delle loro fantasie sessuali, bbrrrr da matti.
Sono andata in camera mie e mi sono masturbata come una furia, mi sono ficcata di tutto dentro immaginando di essere nel letto con loro e giocare con il cazzo di papà e la figa di mamma.
Così ho deciso di forzargli la mano, tanto tu non eri mai in casa e io avevo tutto il tempo che volevo per giocare le mie carte, ho iniziato a rimanere in minigonna a casa, lasciavo la porta del bagno aperta quando andavo a pisciare e per fare la doccia, la notte poi andavo di soppiatto vicino alla loro camera a spiarli.
Sentivo i loro commenti e su cosa avrebbero voluto farmi, mi eccitavo sempre di più.
Una sera che non c’era la mamma non mi sono messa le mutandine e giravo per la casa in minigonna inchinandomi e mostrando a papà il mio culo e la fighetta che mi ero appena depilata, se non gli è venuto un infarto poco ci mancava, poi gli ho detto che andavo in camera a studiare, ho telefonato a Rosa dicendole di chiamarmi al telefono di casa dopo circa mezzora, una volta su mi sono sdraiata sul letto, ho spalancato le cosce ed ho iniziato a masturbarmi, papà e venuto su per dirmi che al telefono c’era Rosa ma ho visto che è rimasto fuori dalla porta un bel po’ prima di chiamarmi.
Chiaramente non mi ha detto nulla ma ero sicurissima che mi aveva visto.
Finche una notte, mentre gli stavo spiando mamma si è accorta di me ed a fatto in modo che potessi godermi la scena, incitava papà a scoparla di incularla, poi gli ha reso la pariglia, lo ha inculato con il cazzo più grosso che aveva, mentre lo inculava mi ha fatto un cenno per entrare, io ero tutta un lago, la sborra mi colava dalla figa come non mai.
Appena sono entrata mamma ha detto a papà: ” se ci fosse Carmen qui adesso cosa le faresti ora che ti sto inculando” e papà di rimando la farei coricare sotto di me e prima la inculerei e poi le scaricherei litri di sborra nella sua boccuccia.
Non aspettavo che quello, mi sono messa a carponi con il culo in alto pronta per essere inculata, ma quando papà mi ha visto e venuto subito.
Ho fatto giusto in tempo ad accorgermene ed ad infilarmelo in bocca, un avevo mai visto tenta sborra, è venuto come un fiume, dopo averlo leccato mi sono girata di nuovo e questa volta mi è entrato ma nella figa, che cazzo era così grosso che sembrava mi spaccasse tutta, mi dava certi colpi di cazzo che mi aprivano come una cozza con la mamma che continuava a penetrarlo con il fallo artificiale.
Siamo venuti insieme, è stato ti giuro bellissimo, da ripetere.
Poi i gioghi sono continuati con la mamma e con papà quasi tutte le notti aggiungendo varianti, e modi di scopare, anno una vitalità e una fantasia che mai avrei immaginato.
Poi nei nostri giochi sono entrati zio Franco e zia Lucia ma questo lo saprai da loro.

La confessione: mia zia

Finito di parlare Carmen mi diede un bacio sulle labbra ed uscì dalla camera, ero letteralmente sconvolto per quello che era successo e di come si stavano mettendo le cose, si è vero che anche io avevo immaginato di fare sesso con mia zia, con mia sorella e mia cugina che si assomigliavano tanto ma mai avrei pensato tanto ma sopratutto non avrei mai pensato di essere inculato da mio zio, non ero una checca, non mi piacevano gli uomini anche se qualche volta per gioco mentre mi masturbavo mi ero infilato anche una candela in culo, ma un cazzo … e di quelle dimensioni, e in bocca poi , il sapore della sborra… , avevo assaggiata ma giusto per sapere che sapore aveva la mia, ed una volta dopo aver scopato, avevo leccato la fregna alla mia ragazza che mi aveva dato del porco.
Finii di asciugarmi e controllai il buco del culo per vedere che danni avevo subito da quel cazzo enorme, constatai con piacere che era come prima, non era rimasto aperto, soddisfatto mi vestii e scesi in cucina, li trovai mio padre e mia zia che parlavano tra loro, al mio ingresso mio padre si alzò e disse: “beh… allora io vado a prendere gli altri ci vediamo tra mezzora”. E usci.
Mia zia, seduta al tavolo aveva le mani giunte con le dita incrociate, mi fece cenno di sedere e disse: “ti devo una piccola spiegazione, non è come pensi tu siedi che ti racconto, poi sei libero di giudicare non prima, e se vuoi puoi anche andartene”.
Visto che era il giorno delle grandi scoperte decisi di sentire la sua versione dei fatti, e mi sedetti.
“Sai e da molto tempo che volevo dirti tutto, ma tu non c’eri mai” iniziò mia zia, “devi sapere che non sò se tua madre ti ha già detto qualche cosa, ma fin da quando eravamo bambine quello che provava lei lo sentivo anche io, cioè per spiegarmi meglio, siamo gemelle monozigotte monoovulari, quello che ci unisce la scienza non è mai riuscita a spiegarlo, mi ricordo che da bambina se tua madre cadeva e si faceva male, anche io sentivo il dolore, e bada bene anche se eravamo lontane, e cosi se io avevo mal di pancia lo sentiva anche lei.
Sono delle sensazioni strane, è vero però spesso tra gemelli è così, una volta ero con tua nonna, stavamo passeggiando quando all’improvviso venni colta da una fitta tremenda proprio li in mezzo alle gambe, seguita da una strana sensazione svenni in mezzo alla strada, poi ho saputo da tua madre che aveva avuto il suo primo rapporto sessuale, il dolore che io avevo sentito era quando lei aveva perso la sua verginità e quella sensazione che avevo provato dopo era il suo orgasmo.
Con il tempo chiaramente abbiamo imparato a dominarci e a far regredire quelle sensazioni in modo tale che non interferissero con la nostra vita, ma se quello che prova l’una è molto intenso lo prova in ogni caso anche l’altra.
Capisci quello che voglio dire? . Continuo mia zia, che nel frattempo si era alzata e mi parlava girando nervosamente su e giù per la cucina.
Io annuii quelle sensazioni le conoscevo già, le avevo sempre provate anche io, anche se non sapevo esattamente di che cosa si trattasse.
“vedi” continuò la zia, “io all’epoca ero più riservata di tua madre che aveva già avuto il suo primo rapporto sessuale a sedici anni, lo ricordo ancora come se fosse oggi, è vero che anche io godetti come una matta senza essere penetrata, ma quando decise di farsi sodomizzare provai un dolore così intenso che fino a poco tempo fà mi sono sempre rifiutata di avere rapporti anali.
“a tua madre invece piaceva tantissimo e pian piano a furia di godere senza essere penetrata mi sono decisa a farmi inculare, ma tuo zio non ne voleva sapere, allora ho pensato che se mi fossi fatta inculare da tuo padre, che già ci sapeva fare forse avrei goduto anche io come tua madre. Ed è stato cosi, con una scusa sono rimasta a casa vostra e quando è arrivato tuo padre gli ho chiesto di incularmi ma di fare piano come se fosse stata la prima volta perchè avevo una piccola erosione e non volevo sentire dolore. Tuo padre è stato meraviglioso, mi ha leccato il buco del culo per una buona mezzora, dilatandolo con la lingua che si faceva strada tra le mie pieghe più segrete, e poi ha usato una crema speciale come diceva lui, che mi avrebbe portato in paradiso, cosi è stato una inculata magnifica, cosa mi ero persa fino a quel momento.
Volevo dirlo a tuo padre e a tua madre, ma non trovavo le parole, sapevo che tua madre sospettava qualche cosa anche perchè lei sentiva le mie stesse sensazioni, e godeva insieme a me, finche un giorno ho sentito come se un cazzo enorme mi stesse aprendo, era tua madre che si stava concedendo a tuo zio mio marito, quello stronzo si era rifiutato di farlo a me e si inculava mia sorella.
Questa storia è continuata per diverso tempo fino a quando tua madre non lo ha confessato a tuo padre.
In quel momento mi sarei voluta sotterrare ma tua madre da persona pratica mi ha fatto notare che tanto rimaneva tutto in casa e cosi abbiamo continuato i nostri incontri fino a quando non si è unita tua sorella e tua cugina, ma di questo ti diranno loro”.
A questo punto mia zia uscì dalla cucina lasciandomi solo, mi alzai e mi preparai un caffè, cazzo che storia e che casino, allora quelle sensazioni che ogni tanto provavo, erano legate a mia sorella pensai, quindi la volta che mi sono ficcato la candela in culo lo ha sentito anche lei, ecco perchè mi guardava in un modo strano, ed ecco spiegato il motivo per cui mi era sembrato normale succhiare quel cazzo, FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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