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La madre di Giuseppe

Eccomi ancora quì a raccontarvi un’altro episodio accadutomi pochi giorni fa.
Mi trovavo come al solito nel mio capanno, era domenica mattina e, all’improvviso entrò come una furia scatenata la signora la madre di Giuseppe.
Non feci in tempo ad alzarmi che mi tirò addosso una specie di libricino e mi disse….. apri e leggi, io un po’ intimorito aprii il libretto (che poi si rivelò essere il diario di Giuseppe) e cominciai a leggere.
Mi bastarono le prime righe per capire che quello stronzetto aveva scritto tutto quello che era successo tra di noi.
Rimasi interdetto non sapevo cosa dire balbettai qualche parola e la signora Luisa mi interruppe dicendo che non si sarebbe mai e poi mai immaginato che io potessi assecondare le voglie scellerate del figlio, detto questo richiuse la porta dietro di se e andò via.
Rimasi un po’ a pensare sul da fare ma non mi veniva in mente nessuna idea.
La mattina seguente mi trovava sui campi, già al lavoro , ad un tratto vidi arrivare il fuoristrada del capo e pensai tra me e me ora arrivano i guai, invece non era il capo ma la moglie Luisa.
Scese dall’auto mi venne incontro e recandosi verso il mio capanno disse……. seguimi.
Lasciai gli attrezzi e mi avviai.
Entrai nel capanno e vidi lei che si era accomodata sulla poltrona, questa volta aveva un fare meno aggressivo anzi sembrava sorridere e mi intimò di avvicinarmi dicendo….. allora è vero o no che tra le gambe nascondi un vero gioiello? io un po’ imbarazzato risposi che di sicuro ero ben dotato a dire di certe persone, bene disse Luisa, allora controlliamo subito, tiralo fuori e fammelo vedere.
Le dissi che non era il caso e poi perchè vuole vederlo? per avere un riscontro su quello che ha scritto Giuseppe.
A quel punto sbottonai i pantaloni, e tirai fuori il cazzo, a quella vista vidi che l’espressione della donna cambiò, la vidi deglutire e poi aggiunse….. accidenti che bestia? si alzò mi venne incontro dicendo…. fattelo toccare, detto fatto lo prese in mano e cominciò a menarlo, mentre lo menava diceva….. mai vista una cosa del genere così grande e nero, nel frattempo il cazzo aveva assunto proporzioni gigantesche, praticamente lo sentivo pulsare tra le sue mani lei, senza dire nulla mi tirò verso la poltrona si mise seduta scappellò completamente il cazzo e prese a leccare la cappella tutt’intorno, a tratti, lo ficcava in bocca facendo roteare la lingua intorno alla cappella, stavo quasi per venire quando lei se ne rese conto lo sfilò dalla bocca dicendo ….. adesso mettimelo in fica, si tirò giù la gonna poi gli slip e, mi apparve una fica con un pelo nerissimo, si mise ancora seduta sulla poltrona allargò le gambe e vidi una fica già bagnata pronta per essere penetrata.
Mi inginocchiai la presi per il bacino e la portai in avanti fino al bordo della poltrona poi, presi il cazzo in mano lo scappellai completamente le poggiai la cappella rovente sul suo bucchino e le infilai una buona dose di cazzo, emise un guaito di goduria dicendo….. adesso pompa fammi godere come una vacca, io obbedii.
Cominciai a pomparla con un su e giù spasmodico e lei rantolava come una porca dicendo….. ora capisco Giuseppe.
Io non ci feci caso e continuavo a pomparla come una bestia, d’un tratto sentii i muscoli vaginali chiudersi intorno all’asta e di colpo cominciò a venire incontro a me col suo bacino ritmando i miei movimenti, dopo qualche minuto le uscì dalla bocca un ….. vvvvveeeeennnnnnngggggoooooo! io continuai a stantuffarla finchè non mi disse di fermarmi.
Tirai fuori quel diavolo nero dalla sua fica e feci per metterglielo ancora in bocca, avevo un bisogno immane di venire, lei lo mise in bocca cominciando a succhiare come fosse un gelato poi, di colpo si alzò si girò poggiando le mani sui braccioli della poltrona, la testa poggiata sul sedile dicendo….. ora impalami disse….. ficcamelo nel culo ma fai attenzione.
Non mi pareva vero.
Le divaricai le chiappe poi presi il cazzo ormai fuori di se lo poggiai sullo sfintere e diedi un colpo la cappella entrò senza tanti complimenti, lei tirò giù un urletto di dolore dicendo ancora…. fai piano sei troppo grosso e lungo.
Cominciai a stantuffare quel buco e lei ogni tanto emetteva dei gridi un po’ per il dolore un po’ per la goduria che le davo.
Ad un tratto sentii un subbuglio nei coglioni, stavo per venire, cercai di trattenermi e ci riuscii, intanto continuavo a godermi il su e giù guardando il mio cazzo uscire quasi completamente da quel culo bianco per poi rientrare superbo, dopo qualche istante di questo via vai mi sentivo scoppiare non ne potei più, uscii completamente da lei le riappuntai la cappella sullo sfintere e rientrai di colpo fermandomi solo quando ebbi raggiunto il fondo del suo budello, durante quel breve tragitto cominciai in una sborrata lunghissima continuando a stantuffare, e lei…. si ancora la sento entrare dentro di me è bollente dai ancora pompa ancora è bellissimo.
Alla fine ero esausto e le sfilai lentamente il cazzo dal culo.
Dopo qualche istante lei si tirò su, era tutta sudata ma soddisfatta, e aggiunse …… questa è stata un’esperienza indimenticabile sei stato bravo, poi aggiunse ancora ….. uno di questi giorni voglio farti un pompino colossale voglio assaggiare il tuo sperma.
Io risposi che ero a sua disposizione.
Luisa si vestì, sulla porta prima di uscire disse…… la prossima volta che sfondi il culo a Giuseppe lascia qualcosa per me. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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