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La vita sessuale di Francesca (II parte)

Armando e Sara

Armando andò a lezione sperando di trovare in aula il suo amico Matteo che in precedenza non lo aveva trovato al cellulare.
Non era certo la mattina migliore per seguire fisica due perché il suo pensiero andava inesorabilmente a Francesca e Veronica e ai loro corpi stupendi levigati come il marmo.
Con l’uccello sempre pronto a scattare entrò in aula e sedette nelle zone alte dell’anfiteatro evitando accuratamente le prime file perché non era il caso di farsi vedere distratto.
Scrutò l’intera assemblea per cercare Matteo ma non lo trovò e al cellulare ancora non rispondeva. L’ansia cominciava a salire per il timore di arrivare in ritardo all’incontro serotino.
Invece di Matteo trovò Sara una biondina forse un po’ magra ma slanciata e discretamente dotata di seno che già mesi addietro aveva scatenato la fantasia di Armando quando l’aveva vista in tuta aderente che evidenziava il suo monte di venere.
Armando ricordava sempre quella volta che la trovò seduta a cavalcioni su un muretto con una amica e la stoffa dei pantaloni elasticizzati le segnavano la fessura.
Lui quando avvistava una ragazza la prima cosa che faceva era, se possibile, lo studio della vagina: se era piatta, gonfia, fasciata o lasciata libera.
Quella volta fu particolare perché i pantaloni colore chiaro ricordavano molto il colore della pelle e lei sembrava nuda.
Da allora Armando aveva sempre sognato di massaggiarle la figa e aveva sprecato fiumi di sborra sognando di trombarsela.
Adesso era li con un vestitino giallo a campana corto senza collant e doveva essere molto facile liberarle il corpo dalla prigionia delle mutandine e regalarle una fantastica penetrazione.
Ma tutto ciò stava diventando un incubo per lui che la spogliava con gli occhi e gli sarebbe piaciuto molto portarla da Francesca ma non era sufficientemente amico per chierglielo.
Il trillo del cellulare lo svegliò dai sogni e si precipitò a rispondere perché aveva già attirato l’attenzione degli altri; era Matteo.
Finalmente guadagnò un uscita di sicurezza lontano da orecchie indiscrete chiese all’amico a bruciapelo
“Ti interessa passare una sera con due ragazze fantastiche a fare dell’ottimo sesso ?”
Matteo sulle prime non rispose incredulo e indeciso tra un otite fulminante che gli impediva di cogliere al volo le sfumature del linguaggio, e una reale offerta di puro divertimento sessuale; e alla fine chiese
“come ?!”
“apri le orecchie” cominciò a spiegare Armando
“Ti ricordi di Francesca e Veronica … si bene! Hanno finalmente scoperto i piaceri del sesso ed hanno lasciato perdere quella puzza sotto il naso da educande”
“Francesca e Veronica la danno via gratis” chiese ancora incredulo.
“Che cazzo dici ?! Non sono mica delle troie! Dillo ancora e ti giuro che ti spacco la faccia! perché le devi offendere!? E’ talmente difficile trovare persone oneste sessualmente e subito arriva l’elefante coglione sulla pista. Lo capisci che hanno una dignità e lo fanno con naturalezza senza secondi fini ?!”
Matteo si accorse subito della frase ruvida che gli era uscita dalle labbra ma sicuramente non era voluta e ancor meno intenzionale e accettò di buon grado la sfuriata di Armando e si precipitò in scuse sincere.
“Ho detto così, perché non sapevo che cazzo dire. Sono contento di avere delle amiche come loro. Non voglio, e non ho nessuna intenzione di mortificare nessuno, anzi …”
Armando si calmò un attimo perché percepì la sincerità di Matteo e soprattutto perché ormai lo conosceva dal liceo e per lui avrebbe messo la mano sul fuoco.
“Scusa ma non ti sei lasciato con Francesca ieri mattina ?” Matteo dovette fare quella domanda per fugare ogni dubbio.
“Si tra noi ci sarà solo del sesso come tra me e Veronica, e speriamo Sara. Francesca potrà farlo con chiunque.
Se alla fine scopriremo che c’è ancora qualcosa di serio tra noi ci rimetteremo insieme ma in ogni caso continueremo a scopare con gli altri” si fermò un attimo poi senti il bisogno di spiegarsi meglio “Il sesso è come una buona mangiata: ti diverti assapori, scopri diverse pietanze ma alla fine … finisce tutto e non ti ricordi dove hai mangiato la migliore arrabbiata, a malapena ti ricordi una serie di piatti.
Non puoi dare la dignità di un amore ad una scopata devi volare più alto.
Non posso essere geloso di un fustacchione che si penetra Francesca se lo fanno solo per sesso e alla luce del sole come non posso essere geloso di Francesca che pratica sesso orale con Veronica”
“Giusto. Ma sai quanto sia personale un discorso simile e come è difficile rompere certi tabù. Molti non capiscono che il sesso è principalmente ricreativo” Matteo si era rappacificato e non gli era sfuggito il riferimento a Sara “Hai conosciuto Sara per caso ?”
“No! ma vorrei tanto .. ciao adesso vado vediamoci nell’atrio e ti darò altri dettagli per questa sera … e pensa ad un altro nome maschile perché il rapporto giusto è : una donna ha due buchi quindi un uomo per buco” detto ciò chiuse e tornò dentro.

Sara era sempre li a lezione.
Lei non si era mossa perché il senso del dovere la spingeva allo studio e tutto il resto passava in secondo piano anche gli affetti.
Ciò che le pesava un po’ era la sua magra vita sessuale, da quando si era lasciata con il suo precedente compagno sentiva di più il peso dello studio e della mancanza di sfoghi erotici.
Purtroppo si erano lasciati perché il loro egoismo e la volontà di avere una fulgida carriera scolastica non gli avevano permesso di vivere insieme e di conseguenza era finito anche il sesso.
Dopo i primi mesi di astinenza si era trovata un paio di volte al risveglio sudata e bagnata dopo un sogno strano e coinvolgente.
Si trovava attorniata da tutti i cavalieri della tavola rotonda in ginocchio e completamente nuda che dava soddisfazione a turno tutti i cavalieri con rapporti anali e non, sino a che Ginevra non le offriva la sua vulva da soddisfare decretando cosi la fine dei giochi maschili.
A questo punto Sara si svegliava e con l’immagine gioiosa e vivida delle scopate, anche di quelle anali che nella vita non aveva mai avuto.
Era sempre eccitata a tal punto che doveva farsi una rilassante seduta di auto erotismo rischiando anche di perdere la prima ora di lezione.
Si era accorta che da qualche tempo c’era qualcuno che la seguiva ma lei non voleva cedere per timore che la cosa non fosse solo sesso ma qualcosa di più impegnativo di cui lei si era da poco liberata. In ogni caso una simile rinuncia le pesava abbastanza, tanto che c’erano dei giorni che perdeva la concentrazione finché non si concedeva un ditalino superbo.
Di norma questo le succedeva nel pomeriggio dopo le lezioni quando a casa doveva dedicarsi intensamente allo studio.
Magari lungo la strada aveva fatto di pensare a qualcosa di stuzzicante e la vagina cominciava a pulsare, prima piano poi sempre più forte sino quando finiva sul letto completamente nuda e un cetriolo in mano.
Ormai era un orologio almeno due volte alla settimana aveva voglia; quello era uno di quei giorni inquieti.
Più si muoveva nella panca e più le mutandine le indurivano il clito sempre più eccitato tanto che l’unico sfogo mentale fu di pensare che appena finita la lezione si sarebbe fiondata a casa.
Una volta li, liberatasi di tutti i vestiti a gambe aperte sul letto davanti allo specchio si sarebbe fatta un ditalino da fare epoca.
Armando scese all’intervallo per incontrare Matteo e scambiarsi idee per la serata “siamo finora in quattro due e due, e siamo pochi.” Asserì Armando
“Contando che le ragazze vorranno almeno le due penetrazioni e un paio di bocchini completi in due siamo ancora pochi” constatò Armando.
“Ci sarebbe Federico …” propose Matteo
“No!” fu la risposta secca e perentoria
“E’ un coglione! E’ arretrato culturalmente e non capirebbe certo l’importanza che ha per le ragazze il sesso orale femminile”
concluse senza mezzi termini Armando
“Non Federico Belletti, Federico Er Più, quello che fa medicina” precisò doverosamente Matteo
“Quello che sta con Morena ? Non era lui che lo avevano preso a farsi fare un pompino in aula ?”
“Si”
“Si è andato a Londra”
“Allora ci sono i gemelli Luca e Marco, li vedo adesso a lezione e sono due a posto”
“perfetto ci vediamo tutti qui l’intervallo successivo” e ciò detto si dileguò tra la folla perché pensava di aver intravisto Sara con la coda dell’occhio.

Sara aveva finito a stento la lezione ed aveva la vagina bagnata ed arrossata per lo sfregamento delle mutande sulla pelle umida di umori.
Decise di passare in bagno per bagnarla con acqua fredda giusto il tempo per tornare a casa.
Per una simile operazione si diresse verso i bagni più periferici, cioè quelli meno battuti e più puliti.
Sara aveva una vagina ultra e quando faceva sesso godeva moltissimo più delle altre perché bastava un niente per stimolarla.
Per questo motivo lei amava mettere i lembi delle mutande nella fessura del sedere fino alla vagina per stimolarla mentre camminava.
Questa volta però era proprio li per venire e si sentiva un attimo a disagio per l’impossibilità di avere qualcuno che la potesse penetrare.

Armando la vide ed era intenzionato ad attaccare bottone per gettare i ponti di una eventuale amicizia sessuale e se era fortunato
poteva piacere anche a Francesca.
La segui meccanicamente, ad ogni angolo che lei svoltava, anche lui lo imboccava sino a quando lei prese un vicolo cieco che dava sull’unica porta esistente: la toilette delle signore.

Sara da una parte si riteneva fortunata perché aveva un forte stimolo sessuale e dall’altra piangeva se stessa perché non riusciva ad appagarlo e coltivarlo al meglio.
Mentre pensava a quanto poteva offrire e a quanto perdeva, lo sfregamento degli indumenti la portarono al coito che sopraggiunse forte ed improvviso.
Represse il grido di gioia e stupore appena in tempo per imboccare la porta del bagno.
Non vide nessuno nei pressi e si mise la mano dentro le mutande alla ricerca del clito.

Armando percepì il grido di goduria e quando spalancò la porta del anti bagno la trovò che si stava toccando dolcemente il clito non curante della gente che poteva entrare e lei lo salutò
“ciao”
“Insolito” pensò Armando
“è il bagno femminile e ti trovo senza mutande”
“ciao” rispose lui chiudendo la porta.
Appena si fu avvicinato le toccò la vagina e le chiese
“da quanto è che non trombi più ?”
“E’ tanto” rispose lei.
“Posso alleviarti questo peso ?> chiese infine lui
“Si” fu la risposta dolce Sara a quel punto si ritrovò davanti ad una verga di almeno venticinque centimetri, dritta e dura come una pertica e liscia come velluto, che era il suo desiderio da tempo.
Armando non aspettò oltre, la girò di spalle e le fece appoggiare con le braccia sul lavandino la penetrò con dolcezza la vagina con un solo colpo lento e profondo; lei si lasciò sfuggire un gemito ma lo esortò a continuare.
Armando cominciò a pompare con un ritmo crescente; e quando il suo respiro si fece affannoso, la bocca di lei assunse un’espressione di piacere.
Con la testa arcuata all’indietro, Sara aveva sfoderato un grande sorriso e quando Armando tirò fuori l’uccello per penetrarla analmente lei lo incitò.
Armando prese il sapone liquido dall’erogatore e lubrificò il suo ano passandole prima un dito poi due.
“Sei fortunata” disse
“hai un bel forellino, elastico ed invitante. Non è la prima volta che ti fai penetrare da dietro, vero ?”
“solo dal manico della spazzola e da qualche cetriolo.
Ma adesso inforcami che ho voglia di godere con un cazzo vero.
Il pene di Armando affondò e la mossa fu accompagnata da un lungo gemito di goduria di Sara.
L’ano si dilatò accogliendo il discreto affusto.
Quando Armando venne nell’ano di Sara lei si voltò e disse
“Grazie! Mi mancava tutto questo ! Mi mancava la calda sensazione della sborra che ti riscalda la pancia”
Per tutta risposta Armando le disse
“Questa sera vado a fare sesso con alcuni amici e amiche vuoi essere della partita ?”
“Si fa solo sesso ?> chiese lei circospetta
“Si solo e soltanto sesso. Porta pure la tua voglia e la tua figa sarà visitata da più membri assetati e cosi il tuo culo, e non ultima la tua lingua potrà leccare altre fighe bagnate …”
si capì subito che a Sara le mancava il sesso orale femminile e Armando le chiese subito “non hai mai fatto auto erotismo con un’altra ragazza senza per questo essere lesbica ?”,
“No”,
“Ti spaventa o ti disturba”
“Nessuna delle due cose non so come è!”
“Allora lo puoi sapere subito, raccogli con un dito i tuoi umori e portalo alla bocca”
Sara seguì il consiglio prima lentamente poi appena messo il dito in bocca esclamò con stupore “sa di buono!”
“uniscilo alla lingua della tua amica che ti eccita il clito ed avrai il miglior ditalino della tua vita”
Ormai Armando l’aveva conquistata ed era deciso a portarla da Francesca
“Allora vieni questa sera e ti do in pasto a due ragazze formidabili, però prima lasciati dare un consiglio: depilati
“Perché” chiese sinceramente lei
“Per due motivi: il primo è l’arrossamento” disse toccandole la vagina “secondo nel sesso di gruppo la nudità è il
tuo vestito
di gala e il pelo non è molto femminile e come ti radi le ascelle a maggior ragione ti devi radere la parte più importante del tuo corpo.
Devi curare in modo particolare la zone delle grandi labbra sino all’ano perché quando ti proponi alla pecorina o durante un 69 la prima cosa che si nota sono i peli e ciò come puoi ben capire non è molto gradito, non è molto femminile”
Lei capi al volo ed arrossi e chiese
“Ed io ne ho parecchi ?”
“Oggi non sono stato a guardare ma ti consiglio di andare subito a casa depilarti come ti ho detto e liberati in bagno per evitare spiacevoli inconvenienti nella penetrazione anale”
Sara di nuovo arrossì “non ci avevo mai pensato spero che adesso tu non abbia avuto problemi ?”
“Non ti preoccupare era tanto che sognavo di penetrarti che non ci ho pensato ed è andata bene”
E mentre rievocava i momenti passati a sperare un occasione per eiaculare dentro Sara il suo membro si ridestò e il glande reclamò una bocca focosa.
Ad un cenno a Sara si avvicinò immediatamente e delicatamente si piegò e lo prese fra le labbra, iniziandolo a succhiare come un gelato.
Le mani di Armando tenevano bassa la testa di lei, che continuava a pompare lentamente, quasi a voler accompagnare la fuoriuscita
di liquido.
Le labbra di Sara si serrarono e ingoiò. Una, due, tre volte.
lei assaporò tutto quello che il suo pene esausto le poté dare e quindi esclamò
“sublime, divino non avevo mai lontanamente immaginato che potesse essere cosi inebriante”
Poi lui le sollevò la faccia e la bacio sulle labbra.
Sara tornò a leccare il glande con bravura e tolse gli ultimi rimasugli di nettare.
Armando a questo punto le disse
“è ora che tu vada e ricordati ciò che ti ho detto e alle diciotto in punto ti fai trovare a casa delle mie amiche che vorranno conoscerti prima che la festa cominci” detto ciò le diede l’indirizzo ed usci prima del sopraggiungere di una bidella.

Armando arrivò dieci minuti in ritardo e loro erano già ad aspettarlo.
Matteo li presentò e come succede quasi sempre nelle Università ci si conosce quasi tutti almeno di vista e dopo i primi approcci Matteo informò Armando
“I ragazzi hanno accettato di buon grado e sono decisi più di noi alla discrezione”
“Esatto ragazzi! Siamo tutte persone che hanno una cultura superiore e sappiamo che il sesso è gioioso se tutti si divertono e quindi su questo regoliamoci”
Armando amava puntualizzare e anche questa volta lo fece.
“E’ la prima cosa che abbiamo discusso con Matteo e ci trovi d’accordo” confermo Marco e Luca assenti annuendo.
“Bene allora parliamo di cose belle” esordì Armando con l’occhio gaudente
“Oggi è venerdì quindi abbiamo questa notte e domani per divertirci e per mantenerci in forma con le ragazze alterniamoci cosi da ricaricarsi per le successive performance
“Sono d’accordo, ma quante sono le ragazze?” chiese Luca
“Tre!” rispose Armando
“Tre?” chiese Matteo “la terza si chiama per caso Sara ?”
“Si ed ha un bel culo tondo e accogliente”
“Vuoi dire che hai scopato con Sara?” chiese incredulo Matteo
“Risposta esatta proprio ora nel bagno delle donne ed ho scoperto con piacere che per Sara il sesso è una necessità e deve farlo regolarmente”
Armando era per questo molto eccitato.
“Ragazzi ascoltate cosa mi sogno ultimamente che mi fa fare delle gran seghe ..” aveva esordito Marco
“C’è Mara completamente nuda che mi mostra orgogliosa lo splendore della sua figa completamente depilata.
Subito vado in estasi e sento l’incredibile profumo dei suoi liquidi causati dall’eccitazione.
Lei inizia a masturbarsi con il dito accarezzando la sua splendida figa depilata.
A quel punto ci sdraiammo sul divano e le metto il cazzo slanciato e duro nella sua vagina.
Sento una botta di calore e incominciammo a stantuffare e a godere.
Poi lei viene e allora la metto alla pecorina e con un colpo di reni lo infilo nel suo culetto” Marco cominciava a sentire il suo pene grosso e caldo
“Bhe ragazzi erano le tre di notte ed ho culetto” dovuto tirarmi una sega
mostruosa che ha durato più di mezzora”
“Invece il mio sogno ricorrente è nostra cugina.” disse Luca
“Quando eravamo all’ultimo anno liceo nostro zio aveva una edicola negozio e nel retro c’erano tutte le riviste avanzate per il ritiro, anche quelle porno.
La domenica quando il negozio era chiuso andavamo a leggerle passando per lo scantinato.
Una domenica di luglio eravamo seduti su due sdraio praticamente nudi che stavamo incominciando il torneo di seghe quando nostra cugina Fabiola di appena vent’anni, uno più di noi, si presentò con una mano nelle mutande.
Ci chiese subito se poteva farci un pompino.
Noi rispondemmo di si e lei cominciò a spompinarci con ardore dividendosi equamente per quelle due nerchie dure e pronte ad eiaculare.
Quando Marco venne dentro la bocca di Fabiola lei molto naturalmente ingoiò la sua sborra.
Con aria sognante passò da me e dopo poco tempo bevve anche la mia. Intanto Marco si teneva la belva in caldo tirandosi una sega e quando Fabiola ebbe finito con me ci guardò con aria interrogativa sul da farsi.
Marco allora la mise alla pecorina e le sussurrò all’orecchio – lo preferisci prima in figa o nel sedere? – dove vuoi tu rispose lei.
Allora Marco le visitò
l’ano e con un dito saggiò la sua elasticità.
Con delicatezza appoggiò il suo glande e lo spinse dentro seguito da tutto il suo pene.
Fabiola chiuse gli occhi poi urlò muoviti, muoviti.
Marco cominciò a stantuffare ritmicamente sino a che venne di nuovo regalandole il suo sperma.
Appena lo ebbe sfilato infilai il mio con vigore tra i gemiti di piacere di Fabiola e quando venni anch’io nel suo intestino lei si girò sulla schiena e sollevate le gambe ci offrì la sua figa vogliosa e bagnata.
Soddisfammo anche quel magico forellino venendole in bocca.
Passammo un’estate di sesso sfrenato finché lei non andò a La Spezia per Studio”
Marco che fino a quel momento non aveva contribuito al racconto aggiunse
“Adesso tutte le volte che ci incontriamo anche brevemente ci regala almeno un pompino; come quella volta che venuta da noi per una ricorrenza fece in modo di incontrarci di straforo sulle scale che portavano ai box e alzata la gonna ci offri a turno il suo ano piegandosi alla pecorina e fini pulendoci i nostri membri umidi”
Matteo a questo punto si lamentò
“se continuiamo a parlarne facciamo la fine della tua Sara e propongo come mozione d’ordine di aggiornarci a stasera con l’invito ad accontentare le ragazze facendole assaporare il bianco nettare”
Con un urlo di incitamento si separarono pronti per la serata.
FINE

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