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La vita sessuale di Francesca (III parte)

Un fine settimana Orgiastico

Francesca dalla sera precedente non aveva indossato indumenti, in particolare di quelli intimi, e cosi Veronica che si pavoneggiava passando davanti allo specchio aprendo il sedere con le mani per guardarsi l’ano.
Era quasi estate, il caldo non invitava a rimanere molto vestite, e le mutandine per Francesca erano in quel momento come un berretto di lana da usare sulle piste da sci.
Non avevano, per essere chiari, uno scopo pratico se non quello di coprirla. Cosa che lei non voleva; ciò che voleva era mostrarsi e gustarsi il suo corpo giovane e bello.
Avevano preparato al centro della sala un piccolo tavolo basso in modo da permettere che durante il 69 i due lati accessibili permettessero contemporaneamente a due uomini di penetrarle.
Quando verso le sei suonarono alla porta, lei stava montando la telecamera sul cavalletto.
Sapeva che doveva essere Sara ma per precauzione si mise un accappatoio e si recò alla porta.
Appena Sara si fece riconoscere si tolse subito l’accappatoio e la ricevette nuda.
“Ciao io sono Francesca” disse lei spogliandola con gli occhi
“Ed io sono Veronica” disse lei facendo capolino da dietro la porta
“dicono che la tua vagina è molto liquorosa”
“Si è vero ma non fatelo dire a me” disse con una punta di rossore e di modestia.
“mi sento a disagio vestita mi posso mettere in tenuta di gala ?”
“Certo in anticamera troverai una sedia con il tuo nome, lascia li i tuoi indumenti li riprenderai quando uscirai”
Appena Sara fu pronta e agghindata entrò in sala calzando solo un paio di scarpe eleganti.
Francesca si avvicinò e la prese per mano, rivolse uno sguardo interessato verso la sua vagina e la invitò a sedersi sul divano.
Le allargò le gambe e controllò la depilazione del suo pube e mentre controllava le sfuggì più volte la lingua con sommo piacere di Sara. quindi la mise alla pecorina e controllò la pulizia di vagina e sfintere; alla fine disse
“Sei passata, ed hai proprio un buon sapore”
“grazie, ci tenevo che tu controllassi perché non ho nessuna intenzione di fare brutte figure” precisò Sara.
“Sara, mi hanno detto che ancora non hai assaporato un’altra vagina al di infuori della tua ? ” domandò maliziosamente Veronica mentre si stendeva offrendole la sua palpitante e umida.
“Si, le cattive notizie corrono in fretta”
“Allora vieni sopra di me e appoggia delicatamente la tua tigre sulla mia faccia.
Veronica dopo aver inserito la lingua nella sua vagina ed aver gustato estasiata i suoi liquidi per alcuni secondi, aveva deciso che era tempo di portare la sua attenzione al clitoride.
Sara piangeva di piacere mentre la sua lingua strisciava su e giù, avanti ed indietro sul clitoride eccitato e bagnato di Veronica.
“Ormai sai quello che ti piace”
Aveva miagolato Francesca verso Sara; si era seduta e poi sdraiata indietro con le cosce aperte offrendole la sua vagina bianca e vellutata senza la benché minima traccia di peluria.
“Si”, Sara sapeva esattamente quello che voleva.

Quando arrivarono i quattro uomini Francesca, Veronica e Sara li fecero accomodare il fila sul divano.
“Armando” miagolò Francesca “mi raccomando a te e a tutti voi, non sceglieteci per le nostre facce ma pigliateci e fateci vostre per le nostre vagine e i nostri culetti. La notte è lunga e il frigo è pieno, chi è stanco potrà riposare altrimenti saremo qui nell’arena a scambiarci passione e sesso”
L’appello accorato richiamò uno scroscio di mani e le aste tese dei ragazzi erano abbastanza eloquenti.
“Cominciamo con un aperitivo” suggerì Sara
“Siamo assetate, vogliamo essere in forma per il viaggio e per recuperare la nostra tempra migliore”
Sara a carponi sul pavimento gattonò fino al divano e prese delicatamente il membro eretto di Luca.
Le labbra di Sara presero il glande fino a scendere via, via in più profondità in gola. In un attimo lo aveva tutto in bocca e ci giocava, percorrendolo con la lingua, succhiandolo, lisciandolo; avanti indietro fino a ficcarselo nuovamente tutto fino in gola.
Luca le accarezzava la testa dicendole che non avrebbe resistito ancora a lungo; ma lei continuò imperterrita
“Vienimi in bocca” gli ordinò Sara, cosa che Luca avrebbe fatto in ogni caso.
Passarono forse dieci secondi e Luca cominciò a schizzarle in gola una quantità di sperma che sembrava non finire mai; lei succhiava e ingoiava.
Naturalmente Sara non voleva che quella deliziosa eiaculazione straripasse dalla sua bocca; lei voleva inghiottirla tutta, ed era quello che stava facendo.
Senza dubbio lo sperma e gli umori vaginali erano le sue bibite preferite e un sorriso appagato di riconoscenza le illuminò il viso.

Sara con il volto leggermente macchiato di sperma si dispose a novanta gradi per facilitare l’ingresso della lingua di Veronica nella propria figa.
La lingua di Veronica aveva cominciato la perlustrazione tra le grandi labbra dell’amica che con le mani stringeva teneva ben spalancate le sue gambe battendole ritmicamente la lingua sul clito.
Sara eccitata dal pompino precedente emise un nuovo gemito di piacere, più acuto dei precedenti e venne abbondantemente.
Francesca, che era rimasta a guardare, si fece carico di pulire la faccia di Sara da qualche debole traccia di sperma e le piccole gocce di nettare cadute dalla sua vagina.
Piccole gocce che stavano scivolavano lungo il collo di Veronica che se non venivano
bloccate prima sparivano dentro la sua scollatura.
La fresca bibita di Sara fu tutta bevuta da Francesca che si sentiva pronta per una doppia penetrazione e inarcando la schiena all’indietro chiese collaborazione
“Ho due buchetti assetati che stanno diventando sempre più esigenti e vogliono bere tutte due insieme .. ” detto ciò si mise su di un fianco e chiamò il primo partecipante
“Matteo tu andrai al pezzo insieme .. ” posteriore, mentre tu Marco dovrai soddisfare la mia vagina” la voce melliflua e rotta della voglia di godere stavano eccitando tutta la compagnia.
Marco aprì il ballo mettendosi al fianco di Francesca e alzatole la gamba avvicinò il suo pene e la penetrò con dolcezza, con un solo colpo lento ma profondo; lei si lasciò sfuggire un gemito ma lo esortò a continuare.
Matteo a sua volta si mise alle spalle di Francesca ed aiutò Marco nel tenere la gamba alzata della ragazza già in preda al godimento e appoggiata la verga al bruno anello con decisione lo spinse dentro.

Marco Cominciò a pompare con un ritmo crescente; ed anche Matteo cominciò a stantuffare decisamente tanto che Francesca era
sollevata dallo sforzo comune dei due amici nel darle piacere.
Matteo che ancora non aveva eiaculato quella sera non resistette e
con un forte colpo di reni riversò il suo nettare nella pancia della fortunata.
Fu una sborrata epocale che durò qualche minuto durante la quale Francesca gemeva di piacere sentendo quel calore salirne su per gli intestini.
Marco tuttavia continuava con passo regolare cercando di prolungare la gioia di Francesca.
Avvertiva la dura e calda presenza di Matteo, attraverso la sottile parete che divide vagina ed ano, mentre continuava il suo andirivieni.
Quando il respiro di Marco si fece affannoso, la bocca di lei assunse un’espressione di piacere. “ho sete, ho sete”
Marco capì subito e sfilata la sua verga la impose dolcemente alle labbra di Francesca.
Lei lo prese tra le mani mettendosi il glande in bocca. Con la lingua glielo massaggiava delicatamente mentre con le mani andava piano, piano di sega; lo sentiva vicino al coito e non voleva affrettare le cose.
Francesca cominciò a metterlo in bocca il più possibile e resasi conto che stava diventando ancora più duro di prima si preparò ad aspettare il caldo nettare nella bocca.
Gli incitamenti di lui diventarono mugolii e Francesca capi che poteva finalmente placare un po’ della sua sete.
E così fu: un fiume bianco si riversò nella sua bocca, un fiume che pareva non smettere mai e che la fece andare in estasi.
Collo, ventre, ma soprattutto, mettendolo tra i suoi seni turgidi che innalzavano due stupendi capezzoli ritti; un tizzone rovente che palpitava al ritmo dei fremiti, che lasciava tracce di sperma sulla pelle liscia e vellutata.
Lentamente cominciò a frizionali per distribuire quella crema di bellezza in ogni angolo della sua pelle.

Quando Matteo sfilò a sua volta la verga, umida di umori, Francesca rotolò sul ventre mettendosi alla pecorina e quel segnale fu chiaro per Veronica che si buttò sul suo ano a raccogliere il nettare di Matteo che cominciava a fuori uscire.
“Dammela, dammela” implorava Francesca che aveva ancora sete.
Veronica abbandonò per un attimo la preda ed offrì con generosità la sua insaziabile vagina che dall’inizio della serata non le aveva fatto fare brutte figure.
La figa di Francesca era come sempre splendida: rosa, liscia, umida e profumata, ancora di più dopo la doppia cavalcata. Veronica la leccò a lungo, introducendole alla massima profondità raggiungibile lingua infuocata.
Con passi lenti ma ordinati ora le mordeva il clito, ora lo sfiorava con la punta della lingua.
Francesca cominciò a venire ancora e continuò per molto, e quando ricevette due dita dentro di lei cominciò a tremare e a gemere ebbra di piacere.
Francesca continuò a baciarla sul monte di venere completamente depilato sino a quando, con la lingua, la penetrò nuovamente.
Ne assaporò gli umori, suoi e di Marco, tra i gemiti di piacere che salivano sempre più alti segnando il passo alle fasi del suo piacere.
Dopo pochi minuti Francesca per il momento esausta e appagata si dedicò alla telecamera.
Veronica, sdraiata sopra di Sara, si dedicava con passione ora al suo clitoride ora al buchetto di quel culo delizioso di cui Sara era dotata.
Valeria cominciò a stuzzicare l’ano di Sara introducendo prima una, poi due dita ben insalivate.
Sara apprezzava molto il trattamento ingoiando con sempre maggior foga gli umori di Veronica che erano a quel punto abbondanti.
Arrivò Armando che approfittò del lavoro di Veronica e cominciò a stantuffare nella gemma bruna di Sara.
Il suo cazzo sparì completamente dentro Sara la quale gemeva dal piacere.
Al suono ritmico suo dell’inguine che batteva contro il sedere di Sara, partì in una superba cavalcata.
Terminò in un ultimo colpo di reni che inarcò la schiena di Sara che chiuse gli occhi per sentire meglio la eiaculazione.
Le grida di eccitazione di Armando decretarono l’inizio di una sborrata che allagò il suo intestino; Armando statuffò ancora un paio di volte, e poi usci lasciando il posto a Marco che si trovava seduto davanti a lei tenendosi in mano il suo uccello.
Avvicinatosi a Sara si inginocchiò penetrandole l’umida vagina e cominciò a stantuffare sino a quando Sara gli chiese di continuare nell’ano.
Non fu difficile, anzi, Marco lo inserì nel buchino e continuò più forte di prima finché capì che lei era venuta e poco dopo le regalò un’altro fiume di sborra in quel culetto fortunato.
Francesca dietro la telecamera cercava di riprendere quanto più possibile della penetrazione cogliendo ogni istante di quella possente cavalcata che Sara gestiva con una bravura inusitata; aveva già avuto due penetrazioni anali consecutive.
Arrivò quindi Matteo ed anticipando la richiesta di Sara si portò dietro di lei e piegandosi sulle gambe avvicinò anche lui il suo glande al suo gettonato ano.
Bastarono pochi colpi e Sara cominciò ad agitarsi sempre più freneticamente raggiungendo un nuovo orgasmo; una botta di calore, un fiume gioioso di miele vaginale innaffiò il volto della Veronica.

Quando Sara si fu calmata Matteo sfilò la sua verga e permise lo scambio di posizioni tra Veronica e Sara.
Luca decise che era ora di soddisfare Veronica regalandole una penetrazione e cominciò a spingere e stantuffare nel suo ano la sua poderosa verga.
Sara cominciò ad implorare Matteo di riprendere ma questa volta con una bella penetrazione vaginale.
“Matteo riscaldati la verga nella mia figa poi fammi bere il tuo liquido energetico” gli aveva detto implorante.
Luca aveva cominciato a muoversi dentro Veronica che ansimava e si dissetava dalla vagina di Sara e Matteo in ginocchio intensificò lo stantuffare.
Poco prima di raggiungere l’orgasmo sfilò con un colpo il pene dalla vagina e donò appena in tempo il suo sperma a Sara che esausta lo gustò fino all’ultima goccia.
Veronica si dimenava sempre più, si strizzava i seni e offriva a Sara i capezzoli da leccare e baciare.
Pervasa dall’eccitazione invitava Luca a muoversi più forte sino a quando, abbandonandosi su Sara raggiunse l’orgasmo rendendola partecipe del suo piacere e regalandole ancora una eiaculazione nel suo retto poche volte visitato fino a quel momento.
Veronica era consapevole che, Sara era la migliore, lei era la migliore quando c’era da leccare, fare pompini e prenderlo nelle più svariate posizioni.

Ora erano tutti e cinque esausti e si presero un po’ di meritato riposo e ognuno a modo suo si dedicò al riposo preferito.
Le tre ragazze dopo un bagno rilassante si dedicarono ad un rapporto di auto erotismo femminile solleticando le loro instancabili vagine con le loro temibili lingue.
Ebbero il tempo anche di mangiare e intorno a poche cibarie leggere ma nutrienti parlarono del più e del meno fino a che si toccò il tema vacanze.
“potremmo affittare una casa al mare; di giorno si dorme e di notte si tromba.” propose Sara.
“Cosa vai a fare al mare, basta rimanere qui ! ” obbiettò Matteo
“Bhe, dormi in spiaggia” rispose secca Sara.
“Sara non ha tutti i torti, chi vuole alla mattina va a dormire in spiaggia e intanto si prende anche il sole”
Francesca si sentiva di appoggiare la proposta di Sara.
“Bisognerà trovare una casa dove si possa girare nude e che le nostre grida di piacere non siano udite nel mezzo della notte” puntualizzò Veronica.
“Certo, d’estate fa caldo e le finestre devono stare aperte ed io non intenzione di coprirmi quando faccio o non faccio sesso, voglio essere libera di girare per casa senza nulla addosso”
“hai ragione Francesca” le rispose Sara “ma anche durante i nostri giochi erotici non voglio morire di caldo o quanto meno non voglio trombare al buio”
Alla fine fu deciso che la casa da trovare doveva essere abbastanza isolata da permettere tutta la riservatezza necessaria perché la loro vita sessuale si svolgesse nella più completa pace e serenità.

Dormirono sino alle sei della mattina e la prima ad alzarsi fu Francesca che iniziò ad andare in bagno, si liberò, quindi pulì vagina e ano dei primi peli che le spuntavano rendendola barbaramente ispida.
Veronica fu la seconda e seguì l’amica nelle pulizie e per ultima quindi toccò a Sara che fu costretta a chiedere rasoi, sapone e assistenza per pulire la sua vagina.

Finirono di dormire sul divano e si riaddormentarono con gli aromi ancora non svaniti della notte precedente.
Marco si era svegliato e il suo pene era vigorosamente attivo e si avvicinò alla ragazze abbandonate sul divano.
Il loro sonno leggero si diradò del tutto e capite le intenzioni di lui cominciarono a disporsi sul divano.
Sara scivolò un po’ più giù lungo lo schienale per far in modo che l’anello bruno si offrisse nel migliore dei modi.
Il pene di Marco affondò e la mossa fu accompagnata da un lungo gemito di goduria di Sara.
L’ano di dilatò accogliendo la verga nel migliore dei modi.
Marco perfettamente riposato cominciò una lunga cavalcata precisa e ritmata che inarcava la schiena di Sara felice ed entusiasta.
La penetrazione durò a lungo e nessuno dei due desiderò di cambiare posizione e lo sforzo fu talmente tanto che quando Marco venne strinse il cuscino come un forsennato e regalò una copiosa sborrata a Sara che esultò raggiante
“che bel modo di iniziare la giornata”
Intanto Francesca e Veronica, eccitate da Sara e Marco, cominciarono un 69 mattiniero e Matteo e Luca lo completarono.
Matteo prese Francesca inanellandole la vagina con il suo uccello grosso e carico di nettare.
Luca inforcò con dolcezza il forellino bruno di Veronica che contemporaneamente leccava la figa di Francesca trapanata da Matteo.
Francesca aveva sopra di lei la vagina di
veronica che gocciolava umori mentre il suo ano dava e prendeva piacere da Luca. Vennero, cosa abbastanza rara,
insieme.
Luca e Matteo diedero il loro colpo di reni decisivo all’unisono facendo inarcare le due ragazze di piacere immenso.
Luca appena si accorse di aver sborrato nella figa di Francesca lo estrasse lo diede in bocca a Sara che in quel momento era in preda
all’orgasmo lasciando a Veronica il compito di tirarle fuori lo sperma donato da Matteo.
“Chiudetemi dietro” urlò Veronica che non voleva fare uscire niente dal suo culetto inondato.
Armando arrivato proprio in quell’istante lo chiuse nel migliore dei modi: con una superba penetrazione.
Intanto Veronica infilò la lingua nella figa di Francesca succhiando la sborra che usciva unita al miele vaginale e beveva mentre Armando la penetrava deciso ma con dolcezza.
Lo sperma di Luca le correva su e giù nelle viscere riscandandola.

Il gruppetto si ritrovò, e ancora oggi si ritrova ogni venerdì per una poderosa cavalcata che ha il compito ritemprarli per la settimana entrante.
FINE

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