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L’amore in camice bianco

A diciotto anni, tornando dal doposcuola in motorino, sono caduto in una stradina sterrata (allora abitavo in campagna). Mi ero fatto male alla gamba e all’anca e il motorino non ne voleva sapere di riaccendersi. Ho quindi deciso di rientrare a piedi dopo aver nascosto il mio amato due-ruote.
Avevo tre chilometri da fare per arrivare a casa; passando davanti alla casa di un’infermiera, ho deciso di fermarmi per farmi accompagnare in macchina. Poiché la conoscevo bene ho pensato che l’avrebbe fatto volentieri.
è una donna piuttosto alta, di più di quaranta anni, molto bella, con un culo da eccitare un morto, il petto opulento e le gambe lunghe. Era vedova da circa sei mesi. Devo dire che allora ero ancora vergine, ma sovente mi masturbavo davanti a dei libri erotici oppure pensando proprio a lei, immaginandola nuda o intenta a succhiarmi tutto!
Ho suonato e lei è venuta ad aprirmi vestita con un abito rosa aderente che lasciava piuttosto scoperti i seni. Mi ha fatto entrare e mi ha chiesto dove mi faceva male. Le ho detto:
“all’anca! ”
Mi ha proposto di dare un’occhiata; ho esitato un attimo, poi, tolti maglietta e pantaloni, mi sono ritrovato in mutande davanti a questa bellissima donna. Lei è scomparsa per un momento nel suo studio per cambiarsi d’abito e ritornare con un classico camice bianco mal chiuso sul davanti, si è seduta su una sedia e mi ha detto di avvicinarmi. Aveva cambiato espressione, ma io, ancora inesperto in materia di sesso, non riuscivo a smuovermi dal torpore e dall’eccitazione.
Ha aperto le gambe, mi ha accolto in mezzo e, dopo aver preso una pomata, me l’ha spalmata sul fianco e sulla coscia.
Dall’alto vedevo perfettamente i seni fino al capezzolo. Mi è subito venuto duro. Le ho messo una mano sulla spalla e lei mi ha chiesto se mi faceva male.
Io non ho risposto, ma lei senza perdere tempo ha fatto risalire le sue mani all’interno delle cosce fino al mio sesso.
Sentivo che stavo per venire. Mi sono inarcato all’indietro e mi sono eiaculato negli slip. Mi ha sorriso ma io mi vergognavo.
Mi ha detto:
” è normale, alla tua età, non si può far niente! Vieni che adesso ti lavo. ”
Mi ha tirato giù gli slip e mi ha leccato lo sperma che mi colava e mi è tornato duro. Mi ha preso il sesso in bocca e me l’ha succhiato lentamente. Non potendo più resistere, ho infilato le mani nel camice e le ho accarezzato le grosse tette. Ha smesso di succhiarmi, mi ha premuto sulle spalle e mi ha fatto inginocchiare fra le sue cosce. Aprendosi il camice ho potuto vedere che era completamente nuda con una fica molto pelosa.
Ci ho infilato subito la testa e ho leccato avidamente, soffermandomi sul clitoride e sul buchino. è venuta dopo poco di quel trattamento poi, respingendomi, mi ha fatto sdraiare per terra ed è venuta a impalarsi sul sesso. Le accarezzavo le grosse tette e quando ho goduto, si è abbattuta su di me, leccandomi il collo e baciandomi.
Dopo la doccia e sempre nuda, mi ha detto che da molto tempo mi desiderava e fantasticava su di me; poi mi ha accompagnato a casa. Prima di arrivare da me, mi ha succhiato ancora una volta in macchina.
Ormai da due anni siamo amanti, e mi ha permesso di dare libero sfogo a tutti i miei desideri sessuali: l’ho sodomizzata, l’ho legata al letto, l’ho frustata… è diventata la mia schiava.
Adesso il mio sogno è di costringerla a dei rapporti lesbici con delle donne autoritarie che la scopino proprio davanti a me, chissà che non riesca ad esaudire anche questo… FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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